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L'acqua è una merce

Il grande affare della privatizzazione delle risorse idriche in Italia

Di

Editore: Altreconomia

4.1
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865160098 | Isbn-13: 9788865160091 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Business & Economics , Political

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Descrizione del libro
L'acqua è ormai una merce. E con la benedizione di politici e media si appresta a diventare - da bene comune e diritto di tutti - un affare per pochi. Una torbida verità la cui fonte è la recente riforma dei servizi pubblici locali. Questo libro ricostruisce la storia della privatizzazione dell'acqua in Italia dal 1994 a oggi, dimostrando come e perché la gestione pubblica degli acquedotti può essere la più efficiente. Per tenere, come scrive Erri De Luca nel prezioso testo inedito che apre il libro, "il conto delle gocce". «L'acqua è un bene comune. Privatizzarne la gestione vuol dire mercificare un diritto. Ma un diritto non si vende, semmai si tutela. Se il mercato vuol farci pagare l'acqua, come fosse un prodotto qualsiasi, noi rispondiamo: l'acqua è già nostra, l'acqua è di tutti noi». Luca Martinelli è giornalista e redattore del mensile "Altreconomia". Ha svolto ricerche in ambito universitario sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali. È esperto delle tematiche legate all'acqua.
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  • 5

    QUESTO LIBRO SARA' IN LETTURA FINO AL REFERENDUM!!!! http://www.acquabenecomune.org

    Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani. Fra questi potresti ...continua

    Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani. Fra questi potresti esserci anche tu. Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell'acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza. Il governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Contro questa legge abbiamo promosso 3 referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana). Ora vogliamo che tutti i cittadini si possano esprimere e votare. Aiutaci a sostenere la campagna referendaria, a informare tutti gli italiani del pericolo che corrono e del modo per fermarli. È il momento di schierarsi, di partecipare, di condividere. Fallo ora. Il commento non è mio; è l'appello dal sito: http://www.referendumacqua.it/

    ha scritto il 

  • 4

    L'acqua che è stata il romanzo della terra

    “Una delle molte cose che ho imparato quando ero presidente, è che l’acqua è al centro degli affari sociali, politici ed economici del paese, del continente e del mondo” (Nelson ...continua

    “Una delle molte cose che ho imparato quando ero presidente, è che l’acqua è al centro degli affari sociali, politici ed economici del paese, del continente e del mondo” (Nelson Mandela) Vengono in mente le parole di Mandela leggendo l’interessante libro di Luca Martinelli dal titolo volutamente provocatorio “L’acqua come merce”. E’ la storia della privatizzazione in Italia di quello che dovrebbe essere un bene comune, dal 1994 (anno di approvazione della legge Galli) ai giorni nostri, anzi, al 2012, quando gli enti locali perderanno il controllo della sua distribuzione. Questo grazie al DL del ministro Ronchi (del 2009) che impone la presenza di un partner privato in una gara d’appalto per l’affidamento del servizio idrico. L’acqua come merce qualsiasi quindi, come il petrolio. Non più diritto, in quanto bene fondamentale di ogni cittadino, che potrà accedervi solo costretto dentro logiche di profitto. Giochi fatti, dunque? Forse non del tutto. Forse c’è un modo per sottrarsi a questo “furto” legalizzato. Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha avviato una campagna “Salva l’acqua” allo scopo di modificare gli statuti di Comuni e Province, attraverso delibere d’iniziativa popolare che chiedono di inserire nello Statuto della città “il principio che l’acqua è un bene comune, che il servizio idrico integrato non ha scopo di lucro, che la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica e inalienabile, che la gestione è attuata esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici”. Inoltre è iniziata in tutta Italia la raccolta di firme per il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, ne sono già state raccolte più di 250.000. Il breve libro di Martinelli è rigoroso e utile nella sua essenzialità; ancora una volta decisioni che rispondono solo a meccanismi di mercato, passano sopra la testa dei cittadini e “sor’acqua, la quale è molto utile et humele et preziosa et casta” (San Francesco) è diventata preziosa per chi, grazie ad essa, si arricchirà. Un vero “oro liquido” (l’autore ci ricorda che l’acqua è un business che vale almeno 6,5 miliardi di euro l’anno), con buona pace delle nostre bollette destinate inevitabilmente a lievitare. “L’acqua è stata il romanzo della terra”dice Erri De Luca nella bellissima introduzione. Facciamo in modo che per una volta sia un romanzo a lieto fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che tutti dovrebbero leggere

    Un'esposizione chiara e oggettiva, dati alla mano, di un argomento di cui, purtroppo, si parla poco. Ora che ne sono informata, spero di trovare il prima possibile un banchetto per la raccolta firme. ...continua

    Un'esposizione chiara e oggettiva, dati alla mano, di un argomento di cui, purtroppo, si parla poco. Ora che ne sono informata, spero di trovare il prima possibile un banchetto per la raccolta firme. O una trivella per scavare un pozzo abusivo.

    ha scritto il