L'acustica perfetta

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.6
(1125)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804616210 | Isbn-13: 9788804616214 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Musica

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Descrizione del libro
Arno e Sara si incontrano da ragazzini e istintivamente si amano. Un pomeriggio d'estate lei lo lascia, dicendogli che "le piacciono gli amori infelici". Si ritrovano molti anni dopo, decidono di sposarsi: sono allegri, innamorati, sembrano felici. Arno è convinto di darle tutto se stesso e non si spiega le malinconie e le bugie che affiorano poco a poco. In fondo, la sua vita gli piace così com'è: suona il violoncello alla Scala, ha avuto tre figli dalla donna della sua vita, non si fa domande. Ma il disagio di Sara col tempo aumenta, finché una mattina Arno non sarà costretto da un evento inconcepibile a chiedersi chi è davvero la persona con cui ha vissuto tredici anni, la donna che ama da sempre. Con titubanza, inizia a seguire una pista di ferite giovanili e passioni soffocate e, con crescente sgomento, ritrova il bandolo di storie insospettabili.
Può una donna restare con un uomo che pensa di amarla ma non ha mai voluto conoscerla davvero? Può un uomo accettare che sua moglie non si fidi di lui? Si può vivere senza esprimere se stessi? E come incide il dolore nelle nostre vite? Abbiamo tutti le stesse carte in mano?
Costruito secondo la vertiginosa spirale di una fuga, L'acustica perfetta ha la delicatezza di un romanzo di formazione - la formazione di un uomo adulto, di un amore - e la rapinosa potenza di un romanzo d'indagine.
Daria Bignardi dà voce a uno straordinario protagonista maschile, attraverso le cui parole si compone, tassello dopo tassello, il ritratto di una donna inquieta e vibrante. Un percorso verso la verità che si cela al fondo di ogni relazione, verso il cuore buio che ciascuno di noi protegge anche dalle persone amate, un viaggio nel profondo, dentro i silenzi e i segreti delle nostre vite. Fino all'imprevedibile finale.
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  • 1

    Boh!!!

    Io questo libro non l'ho capito e non ho capito dove la Bignardi voleva arrivare. Peccato, perché mi era piaciuto tanto "Non vi lascerò soli" , ma sembra essere scritto da un'altra persona.
    Forse ha v ...continua

    Io questo libro non l'ho capito e non ho capito dove la Bignardi voleva arrivare. Peccato, perché mi era piaciuto tanto "Non vi lascerò soli" , ma sembra essere scritto da un'altra persona.
    Forse ha voluto troppo analizzare la coppia e i problemi che ci possono essere, ma non è scegliendo di fare scappare la protagonista che si possono risolvere.
    Da madre non condivido assolutamente la scelta di lasciare i propri figli per ritrovare se stessi, spero che non succeda nella vita reale ma che è stato solo un voler essere "troppo ma troppo avanti" della Bignardi. Finale che tanto odio perché ti lascia troppi punti interrogativi e i finali così nn li sopporto.

    ha scritto il 

  • 4

    non la solita trama con il solito finale...

    ho aspettato dieci giorni prima di scrivere questa recensione perchè sedimentassero le sensazioni che mi ha suscitato.
    è il primo libro della Bignardi che leggo e avevo letto recensioni per lo più dec ...continua

    ho aspettato dieci giorni prima di scrivere questa recensione perchè sedimentassero le sensazioni che mi ha suscitato.
    è il primo libro della Bignardi che leggo e avevo letto recensioni per lo più decisamente negative, invece mi è piaciuto molto.. mi ha saputo dare emozioni vere mi ha fatto venire la pelle d'oca ad un certo punto e soprattutto gran merito, non ha il convenzionale finale che potremmo definire "lieto fine" anche se finisce con una forte presa di coscienza dei personaggi rispetto a chi e cosa amano nella vita, quale sono le priorità delle proprie vite, quali sono o meno le cose a cui sono disposti (o no) a rinunciare....

    Arno e Sara si amano da ragazzini poi si ritrovano dopo 16 anni e tornano insieme.. si sposano e hanno tre figli... ma quegli anni per Arno presi come una sperimentazione prima di amare di nuovo la sua Sara segnano lei in modo incredibile e forse sarebbe stato meglio volere andare più a fondo su quegli anni, rispetto ad una superficialità di sentimento che accomuna forse la vita di tutti noi.. anche se non vanifica la veridicità dei sentimenti stessi.
    bello!!! vale davvero la pena leggerlo :)

    ha scritto il 

  • 5

    Prima di iniziare il romanzo, l'avevo sentito descrivere come un romanzo di formazione. Ma leggendolo continuavo a chiedermi il perché.
    Poi si svela, e svela e insegna a comprendere i silenzi delle do ...continua

    Prima di iniziare il romanzo, l'avevo sentito descrivere come un romanzo di formazione. Ma leggendolo continuavo a chiedermi il perché.
    Poi si svela, e svela e insegna a comprendere i silenzi delle donne e la necessità di rispettarli.
    Rimane comunque il dubbio, l'inquietudine per cui, noi che siamo affamati di parole e bramose di letture, non ci si possa aiutare con le parole ad aiutare l'empatia e la comprensione reciproca, a trovare una comune via verso la serenità e la condivisione.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è mai troppo tardi per accorgersi di aver sbagliato strada

    Che bellissimo libro. È il libro che avrei scritto io stessa se ne avessi la capacità. La storia che vorrei sentirmi raccontare ancora e ancora, perché dentro ci ho sentito un pezzo della mia.
    La Bign ...continua

    Che bellissimo libro. È il libro che avrei scritto io stessa se ne avessi la capacità. La storia che vorrei sentirmi raccontare ancora e ancora, perché dentro ci ho sentito un pezzo della mia.
    La Bignardi è una vera scrittrice, c’è poco da aggiungere: ha la capacità di farti vedere ciò di cui parla attraverso le immagini, che vorresti assaporare una ad una, e mantenerne il ricordo il più a lungo possibile. Ho notato infatti che leggo questa scrittrice molto, molto lentamente, perché riesco a visualizzare ciò di cui parla, come mi succedeva nelle letture di quando ero bambina, e ciò mi consente di immergermi profondamente nella lettura. Infatti mi sono tuffata nel racconto senza più volerne riemergere: ho amato il tipo di storia, moderna, ambientata ai giorni nostri, e i protagonisti, così normali: lui che proviene da una famiglia di genitori un po’ strambi, persone però libere dalle convenzioni imposte dalla società riguardo come vivere la propria vita e per questo felici, che hanno saputo insegnare ai loro figli l’importanza di fare della loro vita quel che meglio credono. Lei a cui invece è stato imposto un percorso fin dalla tenera età – e forse per questo, forse perché ribelle per natura – non riesce a trovare un suo posto nel mondo e non fa nulla per nasconderlo, anzi si trova perfettamente a suo agio nei panni di quella “strana”: al di là di questo lato strafottente, mi sono fortemente identificata nel personaggio di Sara, così solitaria e inafferrabile, un’anima profonda costantemente in preda alle tempeste della sua emotività incontrollabile.
    Anche il messaggio che il libro mi ha lasciato mi è piaciuto molto: non è mai troppo tardi per accorgersi di aver sbagliato strada e per andare alla ricerca della propria. E soprattutto, non è detto che sia una persona a doverci accompagnare lungo il cammino, perché potrebbe essere una bellissima passione che abbiamo dentro e non abbiamo saputo (o voluto) ascoltare.

    ha scritto il 

  • 4

    Il dolore è insensato. Come l'amore

    "Non ho mai saputo starle vicino. Non l’ho mai capita davvero.
    Ho sempre creduto che tutto dipenda da noi – quello che proviamo, quello che ci succede. Ho sempre pensato che si potesse deciderlo, di ...continua

    "Non ho mai saputo starle vicino. Non l’ho mai capita davvero.
    Ho sempre creduto che tutto dipenda da noi – quello che proviamo, quello che ci succede. Ho sempre pensato che si potesse deciderlo, di stare bene o male, di essere contenti o scontenti, felici o infelici, di non farsi scalfire dal male, come ha scelto di fare Klara, come fa Guelfo. I miei genitori si sono sempre impegnati per essere felici. Nel loro modo balordo, mi hanno insegnato che questo è ciò che conta: stare bene, volersi bene, far quel che si vuole. Che il resto viene dopo.
    «Chi è felice ha ragione» dice Guelfo, citando Tolstoj. E io mi sono sempre protetto, arrangiato, ho deciso di volermi bene e stare bene, anche quando voleva dire chiudere gli occhi, schivare un problema, evitare un dubbio o un dolore.
    Ma non siamo tutti uguali. Non tutti sono capaci di agire così, se non glielo insegni da piccoli. E forse non è neanche del tutto giusto.
    Non ci avevo mai riflettuto, fino a ora: non è vero che abbiamo tutti le stesse carte in mano.
    Non ho mai accettato le bugie di Sara perché non avevo capito il dolore che esprimevano, per me erano sbagliate e basta. Pensavo che esistessero solo le cose giuste e quelle sbagliate, invece c’è dell’altro.
    Il dolore è insensato. Come l'amore."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Scorrevole ma non mi ha convinto

    Non mi ha convinto il personaggio femminile. Da quando scompare non si hanno più sue parole e pensieri, e tutto gira intorno a supposizioni di chi le è stata vicina. Non sono riuscita ad entrare nella ...continua

    Non mi ha convinto il personaggio femminile. Da quando scompare non si hanno più sue parole e pensieri, e tutto gira intorno a supposizioni di chi le è stata vicina. Non sono riuscita ad entrare nella sua testa e ho trovato strano non abbia voluto un confronto vero con il marito. Per il resto mi piace la scrittura e la storia in ogni caso è avvincente.

    ha scritto il 

  • 0

    Dimenticabile, mi sembra di aver perso tempo. Non è scritto male ed è interessante che a parlare in prima persona sia un uomo. Ho già letto altri libri della Bignardi ma solo Non vi lascerò orfani mi ...continua

    Dimenticabile, mi sembra di aver perso tempo. Non è scritto male ed è interessante che a parlare in prima persona sia un uomo. Ho già letto altri libri della Bignardi ma solo Non vi lascerò orfani mi è piaciuto veramente. Peccato perchè su L'acustica perfetta avevo letto recensioni molto positive ma secondo me è un romanzo mediocre.

    ha scritto il 

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