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L'altra Ester

Di

Editore: CDE su licenza Feltrinelli

4.0
(318)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000017234 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lia Secci

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'ERBA DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE

    Un'infanzia non solitaria,ma di solitudine che non ha permesso l'acquisire consapevolezza,sviluppando insicurezza e una gelosia insensata,cieca,furiosa,distruttiva.
    Intelligente,bella,affermata,ma si ...continua

    Un'infanzia non solitaria,ma di solitudine che non ha permesso l'acquisire consapevolezza,sviluppando insicurezza e una gelosia insensata,cieca,furiosa,distruttiva.
    Intelligente,bella,affermata,ma si guardava allo specchio e vedeva.....ANGELA. Povera Eszter,non è riuscita come Alice ad attaversare lo specchio.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo colpisce soprattutto per l'altissima qualità stilistica. Per quanto riguarda la storia la prima metà del romanzo non prende, ci sono troppi personaggi più di quanti se ne riesca a seguire, ...continua

    Il romanzo colpisce soprattutto per l'altissima qualità stilistica. Per quanto riguarda la storia la prima metà del romanzo non prende, ci sono troppi personaggi più di quanti se ne riesca a seguire, con nomi stranieri e a volte simili. Io ho faticato a capire storia e personaggi. In ogni caso, si parla della vita misera di una famiglia, i genitori della protagonista Ezter, in cui lui è avvocato e lei pianista ma con troppo orgoglio per sopravvivere e per garantire una esistenza decente alla figlia che fin da bambina impara l'arte di arrangiarsi e di guadagnarsi il pane. L'amore tra i genitori della protagonista è così totalizzante da lasciare la bambina completamente in ombra. Forse nel rapporto con la madre troviamo le radici della gelosia patologica di Ezster. Solo che la gelosia la troviamo rivolta nel romanzo contro la bellissima e buonissima amica di infanzia Angela. Angela che ha tutto, che ha così tanto da poter dare generosamente agli altri, che trova sempre chi pensa a lei. La lotta con Angela, che forse è simbolica della lotta con la madre per l'affetto paterno (ma anche viceversa con il padre per l'affetto materno), inizia con il furto del capriolo dell'amica quando erano ancora bambine e poi continua quando Ezter porta via ad Angela il marito. Ma la gelosia non si placa mai, perchè il marito di Angela continua a pensare ad Angela, a preoccuparsi di lei anche se solo delle scadenze e di cose materiali (Ezter non si accontenta del cuore vuole anche tutti i pensieri per sè). In tutti e due i casi l'oggetto dell'amore fa una brutta fine, in tutti e due i casi, capriolo e marito di Angela si intuisce che Ezter ha qualche motivo per sentirsi responsabile della morte dell'essere amato. La seconda metà del romanzo e soprattutto il finale sono bellissimi. Il romanzo è in crescendo.

    ha scritto il 

  • 3

    Quattro stelline le darei molto volentieri per il contenuto, per il ritratto di una donna che mi ha suscitato pagina dopo pagina sentimenti molto contraddittori e ambivalenti, oscillanti in continuazi ...continua

    Quattro stelline le darei molto volentieri per il contenuto, per il ritratto di una donna che mi ha suscitato pagina dopo pagina sentimenti molto contraddittori e ambivalenti, oscillanti in continuazione tra l'antipatia e la comprensione. Quattro stelline perchè il ritratto che la Szabo fa di quello che definirei un vero e proprio caso clinico è davvero straordinario.
    Perchè allora solo tre stelline? Esclusivamente perchè personalmente non mi trovo in genere a mio agio con la tecnica del monologo, che tranne rarissime eccezioni mi annoia e mi irrita. Ma si tratta di una reazione assolutamente personale, che nulla ha a che vedere con il giudizio letterario a proposito di questo romanzo, che è ottimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non all'altezza della "La Porta " e "La ballata di Iza", ma comunque un libro intenso . Un pò difficile all'inizio entrare nelle vicende e nella psiche di Eszter, ma man mano che si procede nella lett ...continua

    Non all'altezza della "La Porta " e "La ballata di Iza", ma comunque un libro intenso . Un pò difficile all'inizio entrare nelle vicende e nella psiche di Eszter, ma man mano che si procede nella lettura, il libro scorre molto piacevolmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Eszter non è mai stata la protagonista, nonostante sia un'attrice affermata: non è mai stata la protagonista della sua stessa vita, ha sempre avuto un posto in seconda fila, tenuta in disparte dal tot ...continua

    Eszter non è mai stata la protagonista, nonostante sia un'attrice affermata: non è mai stata la protagonista della sua stessa vita, ha sempre avuto un posto in seconda fila, tenuta in disparte dal totalizzante amore dei suoi genitori l'una per l'altro, dalla povertà della sua famiglia che la costringeva a tagliare la punta alle scarpe, a ingannare gli altri per guadagnare qualche soldo.. E poi c'è Angéla, c'è sempre stata Angéla ad incarnare tutto ciò che Eszter non ha mai avuto: la ricchezza, l'affetto, una vita facile, qualcuno che facesse le cose al suo posto, che si occupasse di lei.

    E' del marito di Angéla che Eszter si innamora, del marito di Angéla che Eszter diventa l'amante: neanche in amore ha il ruolo da protagonista, anche in amore è seconda a qualcuno. E' a lui che Eszter si rivolge, raccontando la sua infanzia, i vuoti della sua anima, la sua invidia, la sua sofferenza.
    Non c'è felicità per Eszter, non c'è serenità, pace; la sua gelosia ci scava dentro, fa emergere i nostri lati oscuri, la nostra compassione per la bambina che era e la comprensione per la donna che è diventata, e a cui in qualcosa di noi assomiglia.

    ha scritto il 

  • 3

    In un monologo immaginario, Ester si racconta, bambina e donna, al suo uomo che non c’è più. E si apre totalmente, mettendo in luce soprattutto il peggio di sé, il suo essere “cattiva, scontrosa, irri ...continua

    In un monologo immaginario, Ester si racconta, bambina e donna, al suo uomo che non c’è più. E si apre totalmente, mettendo in luce soprattutto il peggio di sé, il suo essere “cattiva, scontrosa, irritabile e invidiosa”. Ne esce, in effetti, un ritratto odioso. Ma Ester… sarà davvero così? Qualche dubbio è lecito, perché lei stessa avverte: “Quand’ero bambina, ho taciuto per tanti anni, e poi è stato troppo tardi per imparare a parlare: so soltanto mentire o tacere. La mia biografia è una menzogna.” E un altro grosso dubbio viene dal fatto che è una grande attrice, Ester Encsy, in perenne recita: “Io non ho neanche una faccia, non ho lineamenti, tutto in me è confuso quando non sono truccata. Io ho solo delle maschere.” E allora… qual è la vera Ester? E quale “l’altra”?
    Domande senza risposta. Quello che di certo arriva al lettore è un clima pesante, che persiste pagina dopo pagina, legato in parte alla costruzione del romanzo in sé, complessa anche per il transito veloce di molteplici personaggi; ma dovuto soprattutto all’imperante cattiveria odiosa della donna che narra: una protagonista - sincera o menzognera, poco importa - che non si vede l’ora di abbandonare.

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo andati a camminare sulla passeggiata dei bastioni lasciavo che mi precedessi d’un passo per poterti fare smorfie e linguacce mentre sgambettavo dietro a te come Puck. Ti odiavo.

    Appartiene alla schiera dei libri anomali e furiosi in cui un personaggio senza rèquie avvelena l’esistenza agli altri e a se stessa. Eszter è un donna implacabile, sgradevole, esasperata. Sdegnata co ...continua

    Appartiene alla schiera dei libri anomali e furiosi in cui un personaggio senza rèquie avvelena l’esistenza agli altri e a se stessa. Eszter è un donna implacabile, sgradevole, esasperata. Sdegnata col mondo, non si sente amata, sa che l’unica cosa per la quale l’apprezzano è la recitazione (diventerà attrice di teatro). Sdegnata con i suoi genitori che si amano troppo e il loro amore non arriva a lei, con Angela la sua compagna di classe bella e gentile e sdegnata in modo furibondo col suo amato Lorinc che sposerà proprio Angela. Nonostante Eszter sappia che già prima di sposarsi Lorinc prova una forte attrazione per lei non è affatto contenta, vorrebbe che Angela non esistesse, vorrebbe che le persone buone e caritatevoli come Angela non fossero al mondo.
    “Ho odiato Angela dal primo istante in cui l’ho vista, e non ho mai smesso, la odio mentre dormo, la odio da sveglia, la odierò sempre persino quando sarò morta, ammesso che qualcosa esista dopo la morte”.

    “Che senso ha insegnare a scuola fesserie del tipo «chi ha bene agito s’aspetti il bene»? Magari qualcuno prende la frase sul serio, compie sforzi, nutre speranze, ma poi non capita nulla”.

    Quando Lorinc e Angela saranno sposati lei continuerà la relazione clandestina con Lorinc, facendolo ingelosire, facendo capire ad Angela che lui ama lei. Arriva a pensare che anche se Lorinc dovesse lasciare sua moglie per lei lo rifiuterebbe finché non ci sarà l’oblio della mente, perché Lorinc ha conosciuto Angela e si adoperato per la gentilezza di lei. Eszter è un personaggio inquietante, causa la fuga del capriolo che Angela aveva in casa, capriolo che finirà sotto un’auto, spia il suo primo ragazzo mentre parla di lei con un suo amico e rimedierà calci e pugni. Spacca le tazze in cui Angela beve il tè. Sarà artefice delle disavventure di Lorinc fino ad un epilogo che non racconto. Tuttavia è un personaggio capace di dire e fare cose ammalianti. Recita per lui a teatro e recita nella vita.
    “Quando sei venuto a prendermi, in quella sera di pioggia, dicendomi che volevi mostrarmi le colline avvolte dalla nebbia, e siamo andati a camminare sulla passeggiata dei bastioni lasciavo che mi precedessi d’un passo per poterti fare smorfie e linguacce mentre sgambettavo dietro a te come Puck. Ti odiavo”.

    “Ti amavo più di mia madre. Ti amavo persino più di mio padre”.

    ha scritto il 

  • 4

    È il romanzo dell'invidia assoluta,totale di una ragazzina,poi donna verso una compagna.Libro difficile e scostante,ma la Szabo,come al solito,e' fine conoscitrici dell'animo umano

    ha scritto il 

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