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L'altra Grace

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.1
(548)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 514 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 8880892703 | Isbn-13: 9788880892700 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Giacobino

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il romanzo si ispira alla storia vera di una famosa assassina di metà Ottocento: la bella e giovanissima Grace Marks, domestica in casa del possidente Thomas Kinnear, viene accusata, insieme allo stalliere James McDermott, di aver ucciso il padrone e la governante Nancy Montgomery, che era anche l'amante di Kinnear e aspettava un figlio da lui.
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  • 4

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare di distinguere la voce che meglio conoscevo fra tutte quelle che collaboravano all’accompagnamen ...continua

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare di distinguere la voce che meglio conoscevo fra tutte quelle che collaboravano all’accompagnamento.

    Ovviamente non potevo riuscirci: un po’ perché non ho un orecchio musicale di primo grado e un po’ perché credo sia insito nella natura stessa del coro un perfetto allineamento che trasformi l’insieme delle voci in un corpo unico. Quindi esperimento riconoscitivo terminato e gran godimento nell’ascolto della contemporaneità, dell’unione, di una somma non algebrica ma emozionale.
    Ho appena terminato “L’altra Grace”, romanzo della canadese Margaret Atwood messo sul comodino immediatamente dopo aver letto il meraviglioso “Il racconto dell’ancella”; mi chiedevo se avevo pescato una nuova vena narrativa d’autore o se fossi atterrato su un gran romanzo per puro caso.

    Conclusa l’ultima pagina, l’ultimo periodo, l’ultima frase, sono tornato con la mente all’ascolto di quei canti. Sono molti i romanzi definiti “corali”, ma pochi – davvero pochi – sono in grado di mescolare storie, sensibilità, fragilità di differenti personaggi in una incredibile voce unica come “L’altra Grace”, regalando a quel concetto di coralità un significato vero e purissimo.

    La trama prende spunto da un episodio storico di cronaca nera: nel 1843 il più tranquillo dei paesi del continente americano è sconvolto dall’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua governante Nancy. In un vortice di supposizioni, brandelli di cronaca piccante, giornalismo d’assalto e con una opinione pubblica che si è divisa come sempre accade, la giovanissima Grace Marks, impiegata nella stessa casa come domestica, viene indagata, condannata e rinchiusa in carcere prima e in un manicomio qualche anno dopo.

    Con un intreccio narrativo che prevede monologhi, scambi epistolari, dialoghi e flashback, Grace racconta la sua storia a Simon Jordan, psicologo a caccia di una verità che sia umana e scientifica. La scrittura impeccabile, la capacità di mantenere creare figure eteree eppure vivissime, uno splendido sguardo che abbraccia tutte le tematiche sociali dell’epoca (immigrazione, ceti sociali più simili a caste, un certo modo di di “vedere la donna” del primo Ottocento) rendono questo romanzo una lettura assolutamente piacevole e, insieme, costituiscono un insieme di pagine di insospettabile modernità.

    Proprio brava, la Atwood. E bravissimi i tipi di Ponte alle Grazie a riproporlo, davvero.

    http://www.masedomani.com/2014/11/11/recensione-romanzo-laltra-grace-di-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un paese per ragazze

    La storia si rivela a poco a poco, mentre la personalità di Grace viene vista da prospettive sempre nuove. La chiave di lettura più evidente è quella del giallo e dà le sue soddisfazioni. Io sono rimasta affascinata dallo spaccato di vita canadese del XIX secolo, che credo sia costato notevoli ri ...continua

    La storia si rivela a poco a poco, mentre la personalità di Grace viene vista da prospettive sempre nuove. La chiave di lettura più evidente è quella del giallo e dà le sue soddisfazioni. Io sono rimasta affascinata dallo spaccato di vita canadese del XIX secolo, che credo sia costato notevoli ricerche all’autrice: nella bibliografia sono citate varie opere che descrivono per esempio disegni di trapunte che si usavano in quel periodo.
    Ho trovato qualcosa di Alice Munro che in alcuni racconti ha parlato dell’emigrazione dalla Scozia al Canada (La vista da Castle Rock, quasi una storia della sua famiglia) e che spesso racconta quel Canada rurale in cui i contadini aspettano la visita di un venditore ambulante come un avvenimento.
    Atwood aggiunge la nota sociologica della condizione della donna – povera – che non ha il sostegno della famiglia e anzi deve fuggire e nascondersi per scampare alle vessazioni del padre violento. Si prova pena per la ragazzetta che cerca di navigare nell’oceano tempestoso della vita e commette il fatale errore di andare a lavorare in una residenza di campagna, isolata, dalla quale non è facile allontanarsi; rimpiange amaramente l’amica Mary che l’aveva fatta ridere e sognare per quello che era stato il periodo più bello della sua vita. Il destino di queste ragazze è spesso gramo, quando non decisamente crudele. Stupisce anche il distacco e la saggezza di Grace adulta che guarda con freddezza la sua vita passata e presente, rivolgendosi per lettera a un uomo che l’ha studiata come psichiatra ma poi è fuggito senza salutare, per una ragione spregevole. E’ una lettura consigliatissima per tutti quelli che ritengono che nel passato si vivesse meglio. Credo, neppure i re.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido romanzo che ti prende immediatamente,Margaret Atwood oltre a disegnare magnificamente il carattere di ogni personaggio fa una ottima descrizione storica del periodo.Una lettura appassionante e coinvolgente che tiene incollato il lettore a un finale non scontato

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dopo " Il racconto dell'ancella " questo libro mi conferma la "scoperta" (mia) di una grande scrittrice.Il racconto ti prende da subito e l'autrice oltre a sviscerare bene il carattere di ogni personaggio da Grace al dottor Jordan ecc. ecc. fa una ottima descrizione del periodo storico, la cultur ...continua

    Dopo " Il racconto dell'ancella " questo libro mi conferma la "scoperta" (mia) di una grande scrittrice.Il racconto ti prende da subito e l'autrice oltre a sviscerare bene il carattere di ogni personaggio da Grace al dottor Jordan ecc. ecc. fa una ottima descrizione del periodo storico, la cultura, la religione, lo scontro sociale. Grace, anche se inizialmente analfabeta,religiosa, ma non bigotta si muove in questo contesto sociale riuscendo a sviluppare un proprio, semplice e razionale pensiero al di là dei canoni dell'epoca. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

      這本書讀來有種霧濛濛的顏色,一切都撲朔迷離,根據實事創作出來的作品,當然也是中立地以開放性的結局告終,不得不佩服作者每次創造出的故事都如此繁雜卻從不混亂。

      讀完感覺到主角周遭所有的人其實都像是追求自我滿足般地看待這起殺人事件,各自從中得到一些低劣的滿足感或是虛假的正義,唯一令我比較欣賞的角色是流浪的男人傑若米,其實讀完整體還是沒辦法完全通曉一切的感覺,但這本就是個沒有絕對答案的故事,就讓真相隨著時間飄散於過去吧!

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo tra ispirazione da un fatto di cronaca, il delitto Kinnear, avvenuto nel 1843 a Richmond Hill in Canada, la vicenda suscitò grande interesse del pubblico tanto da restare impresso e tramandato dalla memoria popolare fino ai nostri giorni. La Atwood confeziona uno splendido romanzo d’ep ...continua

    Il romanzo tra ispirazione da un fatto di cronaca, il delitto Kinnear, avvenuto nel 1843 a Richmond Hill in Canada, la vicenda suscitò grande interesse del pubblico tanto da restare impresso e tramandato dalla memoria popolare fino ai nostri giorni. La Atwood confeziona uno splendido romanzo d’epoca, psicologico, indagatore, e fortemente legato al territorio canadese.
    Grace Marks aveva solo 16 anni quando fu condannata, dopo un sommario processo, alla pena capitale poi commutata in ergastolo.
    La Atwood arricchisce la narrazione di elementi storici, documenti, stralci di testimonianze, alla narrazione in prima persona di Grace, che ormai in carcere da otto anni, accetta di raccontarsi su richiesta di un giovane dottore che sta compiendo i primi passi verso quella che sarà la psicoanalisi vera e propria. Ecco il motivo del titolo “l’altra Grace”, il tentativo di conciliare la Grace razionale da quella inconscia che forse sa ciò che realmente è accaduto e non riesce a farlo emergere.
    Si arriva alla fine del libro senza aver risolto i dubbi, non risulta chiaro se colpevole o innocente, il profilo di Grace è veramente enigmatico, vittima e carnefice, ingenua e simulatrice, consapevole e inconsapevole, ma le ultime pagine, seppure in qualche modo a lieto fine, vengono macchiate da un ombra inaspettata che ribalta tutte le tesi e apre a nuovi scenari, lasciando così il lettore ad un finale più che aperto.
    Interessantissimo il contesto ambientale, il Canada rurale, in contrapposizione con gli Usa e con l’Europa, una terra nuova appena colonizzata, contraddittoria e ancora selvaggia, una società ancora in via di definizione, condizionata dai pregiudizi e al tempo stesso pioniera di una nuova identità sociale.

    ha scritto il 

  • 0

    l'altra grace

    Alias Grace recupera in un modo nuovo i leitmotiv "atwoodiani" e costituisce, al tempo stesso, un punto di svolta: non solo perché, nella produzione della scrittrice è il primo, e per ora unico, romanzo basato su una vicenda realmente accaduta; ma anche perché quella vicenda appartiene e fa rifer ...continua

    Alias Grace recupera in un modo nuovo i leitmotiv "atwoodiani" e costituisce, al tempo stesso, un punto di svolta: non solo perché, nella produzione della scrittrice è il primo, e per ora unico, romanzo basato su una vicenda realmente accaduta; ma anche perché quella vicenda appartiene e fa riferimento al passato storico del Canada, ad una realtà sociale e culturale ben definita.
    Il romanzo trae spunto, infatti, dalla storia del delitto Kinnear avvenuto nel Luglio del 1843 a Richmond Hill: la cronaca di quegli eventi suscitò grande scalpore nella società canadese dell'epoca, perché ad essere accusata del duplice omicidio fu Grace Marks, la domestica di casa Kinnear appena sedicenne.
    Alias Grace si basa quindi su una vicenda che appartiene alla memoria "popolare" del paese ed è fortemente contestualizzata nella realtà locale; quasi a voler ulteriormente ribadire la "canadesità" della sua opera, la Atwood sceglie come elemento simbolico centrale del romanzo la trapunta, un tipo di coperta prettamente legato alla cultura indigena.
    La trapunta connota l'opera d'arte autobiografica che permette alla protagonista di rappresentare in modo diverso la storia della sua vita; essa illustra il ricongiungimento tra Grace e l'altra Grace, in un incontro che celebra da un lato la necessità di conciliare Conscio e Inconscio, e dall'altro la possibilità di convivenza sul suolo canadese di diverse culture. Ad essere escluso da questo "spazio" è il Dottor Jordan, il nuovo pioniere americano che tenta di fare una mappa e di tracciare i confini della mente di Grace: il suo fallimento è il fallimento del mondo da cui proviene ed è causato dall'incapacità di accettare l'altro e il diverso.
    La valorizzazione dell'alterità, della cultura del margine e del diverso, il rifiuto di una "nuova" colonizzazione, sono temi che percorrono Alias Grace, ma anche leitmotiv nella poetica della Atwood e punti cardine della letteratura Postcoloniale.
    I protagonisti del romanzo, Grace, il Dottor Jordan e l'altra Grace rappresentano diversi mondi e diverse culture, ma anche differenti aspetti della psiche umana: di fatto, i personaggi di Alias Grace permettono alla Atwood di affrontare tematiche a lei care, le stesse che da sempre caratterizzano le sue opere e che possono essere ricondotte alle dicotomie natura/cultura, donna/uomo, Canada/Usa, Irrazionale/Razionale. Altri elementi di continuità rispetto al passato sono, come detto, la discussione metanarrativa, l'ispirazione alla narrativa gotica e alcuni procedimenti formali come l'uso di diverse voci narranti e la caratterizzazione simbolica degli elementi paratestuali.

    ha scritto il 

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