L'altra Grace

Di

Editore: Baldini Castoldi (Romanzi e racconti)

4.1
(590)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 505 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 8884903327 | Isbn-13: 9788884903327 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Margherita Giacobino

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il romanzo si ispira alla storia vera di una famosa assassina di metà Ottocento: la bella e giovanissima Grace Marks, domestica in casa del possidente Thomas Kinnear, viene accusata insieme allo stalliere James McDermott, di aver ucciso il padrone e la governante Nancy Montgomery, che era anche l'amante di Kinnear e aspettava un figlio da lui.
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  • 4

    Male fantasies, male fantasies, is everything run by male fantasies? Up on a pedestal or down on your knees, it's all a male fantasy: that you're strong enough to take what they dish out, or else too ...continua

    Male fantasies, male fantasies, is everything run by male fantasies? Up on a pedestal or down on your knees, it's all a male fantasy: that you're strong enough to take what they dish out, or else too weak to do anything about it. Even pretending you aren't catering to male fantasies is a male fantasy: pretending you're unseen, pretending you have a life of your own, that you can wash your feet and comb your hair unconscious of the ever-present watcher peering through the keyhole, peering through the keyhole in your own head, if nowhere else. You are a woman with a man inside watching a woman. You are your own voyeur.

    Nella requisitoria di The Robber Bride (1993) Margaret Atwood anticipa l'idea attorno a cui costruirà Alias Grace (1996). Alias, recita il vocabolario, è avverbio latino che si usa interporre tra il nome reale di una persona e lo pseudonimo o il soprannome o il titolo con cui è generalmente nota; Grace è il nome proprio, e non il soprannome, di Grace Marks, alla quale non viene permesso di essere reale. Cerva fiabesca che ciascun personaggio coinvolto, lettore compreso, insegue ostinatamente, Grace concede soltanto tracce neutre che ognuno può interpretare a suo piacere: di volta in volta martire, strega, assassina, icona di battaglie che la ignorano, oggetto di esperimento e desiderio, non si offre mai alla nostra vista se non spezzata dal prisma dello sguardo altrui. Chi sperasse di trovare al termine della caccia la pentola dell'oro, la luce pura della vera Grace, scoprirebbe che Grace non è meno altra e intangibile per sé che per chi la osserva: you are your own voyeur, sei attrice e spettatrice di un dramma il cui mistero si compie dietro le quinte, riflesso non innocente di uno specchio che sono le tue mani a reggere. Ricordando i due versi che chiudono l'inno da cui le deriva il nome - I once was lost, but now am found; I was blind, but now I see - l'indicibile Grace intuisce che c'è un modo per essere conosciuti faccia a faccia, come Dio ci conoscerà amorosamente alla fine dei tempi, e che quel modo è essere in due: diventare invisibili di fronte alla creatura guardando la quale troviamo noi stessi e che vedendoci si trova; ma nessuna simmetria arriva a salvare Grace dalle sue copie.
    Elizabeth Siddal, la Girl in a Green Dress il cui viso campeggia sulla copertina nell'edizione originale come in quella italiana e che ritroviamo nella maggior parte delle madonne preraffaellite, si ammalò dopo esser stata immersa per giorni in una vasca da bagno non riscaldata perché Millais potesse finire di dipingere la sua incantevole Ophelia e si uccise con una dose di laudano sfinita dai rifiuti di Rossetti, il quale finché fu viva e dopo la sua morte la ritrasse in una teoria di donne arcane (Beatrice, la Vergine, la Regina Cordium). Grace finisce con l'essere, come Elizabeth Siddal, modella assoluta, coincidente in tutto con le figure in cui gli uomini la possiedono, destinata a sopravvivere nelle immagini sempre differenti di una donna che non è mai e a estinguersi nella perfezione del fantasticare d'altri. Sembrerebbe lasciare dietro di sé, attributo reale e simbolo privato, soltanto il colore rosso: come i capelli che non ha mai tagliato, come il filo di lana con cui cuce trapunte contro l'inverno del Canada, come le mele dell'unico e solo Albero del Paradiso che ricorda di aver mangiato intinte nel liquore in una notte di Natale. Se davvero il rosso le appartenga, però, non è a noi - estranei, interpreti, spie - che è dato di dirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    文字細膩的程度跟古典文學有得比
    因此看得有點累
    以劇情來說,稱不上峰迴路轉,起伏不大
    每個細節的描述,讓我有身如其境之感

    ha scritto il 

  • 4

    Liberamente ispirato...

    ...ad una storia vera, Grace Marks era una cameriera che ad appena 16 anni venne accusata di complicità nell'omicidio del suo datore di lavoro e della sua governante. Condannata in un primo momento a ...continua

    ...ad una storia vera, Grace Marks era una cameriera che ad appena 16 anni venne accusata di complicità nell'omicidio del suo datore di lavoro e della sua governante. Condannata in un primo momento a morte ebbe la pena commutata in ergastolo, passò un breve periodo in manicomio e venne scaracerata dopo quasi 30 anni di pena. Atwood da voce a Grace, alle sue sofferenze, alla vita difficile e alle continue molestie a cui era sottoposta per il solo fatto di essere una donna, sentiamo il resoconto del duplice delitto ma soprattutto ascoltiamo una storia di sopraffazione. A fare da contraltare a Grace è il giovane dottore alienista che la interroga per scrivere una relazione da accompagnare alla richiesta di scarcerazione e di grazia. Alcuni credono ciecamente all'innocenza di Grace, altri sono convinti sostenitori della sua consapevolezza, tutti però tendono a non vedere quello che lei è veramente ma a cucirle addosso una delle tante maschere che gli uomini hanno imposto alle donne: angelo, prostituta, vergine innocente, perfida manipolatrice eccetera eccetera. Ma Grace è soprattutto la cartina al tornasole delle paranoie e dei pregiudizi della società canadese a fine '800: una società in cui per le donne le alternative erano pochissime e per cui era facile passare dalla rispettibilità alla ignominia e in cui gli uomini erano quasi tutti degli orridi molestatori.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Altra Grace

    Canada, 1843. Grace Marks ha appena compiuto sedici anni quando viene condannata a morte ‒ condanna che verrà commutata in ergastolo ‒ per concorso in omicidio. L’omicidio è quello del suo datore di l ...continua

    Canada, 1843. Grace Marks ha appena compiuto sedici anni quando viene condannata a morte ‒ condanna che verrà commutata in ergastolo ‒ per concorso in omicidio. L’omicidio è quello del suo datore di lavoro Thomas Kinnear e della di lui governante, Nancy Montgomery... http://www.mangialibri.com/libri/l’altra-grace

    ha scritto il 

  • 4

    “Non ha ancora capito che la colpevolezza non deriva da quello che hai fatto , ma da quello che gli altri hanno fatto a te.”

    Una storia ambientata in Canada nel 1843 e riguardante un fatto realmente accaduto ossia il doppio omicidio di Sir Thomas Kinnear e della sua governante Nancy Montgomery ad opera di James McDermott e ...continua

    Una storia ambientata in Canada nel 1843 e riguardante un fatto realmente accaduto ossia il doppio omicidio di Sir Thomas Kinnear e della sua governante Nancy Montgomery ad opera di James McDermott e Grace Marks peraltro già descritto nella sorta di filastrocca/ballata delle pagine iniziali del romanzo.
    Uno stile fluido ed elegante per una vicenda torbida al centro della quale ruotano per l'appunto Grace Marks , che a differenza del suo presunto complice che venne impiccato fu invece condannata all'ergastolo in virtù della sua giovanissima età (appena sedici anni al momento del fatto) e per essere stata ritenuta insana di mente , ed il giovane dottore Simon Jordan che , anche per ragioni di carriera professionale , prende a cuore il caso della donna cercando di stabilirne la reale condizione mentale .
    Una lettura avvincente basata su documenti e risultanze dell'epoca ma sviluppata liberamente (e splendidamente) attraverso l'indagine psicologica di tutti i personaggi , soprattutto quelli dei protagonisti principali fra i quali , oltre a quelli di Grace e del Dr. Jordan, aggiungerei anche quello di Jeremiah Pontelli (alias Jerome Du Pont) , ma alla fine della quale niente di definitivo verrà svelato a dissipare definitivamente i dubbi e le incertezze sulla reale colpevolezza oppure innocenza dell'imputata .
    Un ottimo punto di partenza per conoscere questa notissima autrice della quale non avevo ancora letto nulla , un romanzo che mi è piaciuto molto e che prenderei come spunto per realizzarne una versione cinematografica nella quale vedrei Jessica Chastain nella parte di Grace , Christian Bale in quella del Dr. Jordan ed infine Matthew McConaughey in quella di Jeremiah , concedendo persino un cameo a Nicole Kidman alla quale affiderei il ruolo della signora Humphrey .
    Per la regia poi , credo che Roman Polanski se la caverebbe benissimo .

    ha scritto il 

  • 5

    Credo ardentemente che, questo libro, sia al livello de "Il racconto dell'ancella".
    E' bello: descritto minuziosamente, emozionante, concreto. Si rifà a una storia vera, a cui la scrittrice ha "attacc ...continua

    Credo ardentemente che, questo libro, sia al livello de "Il racconto dell'ancella".
    E' bello: descritto minuziosamente, emozionante, concreto. Si rifà a una storia vera, a cui la scrittrice ha "attaccato" la sua vena artistica e inventiva. Mi ha commosso, mi ha fatto dubitare fino alla fine della veridicità delle parole di Grace.
    E' una storia intensa, unica e a tratti ingiusta e giusta.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono autori che scrivono sempre lo stesso libro. La Atwood passa dal romanzo di formazione, al distopico, al romanzo storico con una disinvoltura che lascia senza parole. In questo caso costruisce ...continua

    Ci sono autori che scrivono sempre lo stesso libro. La Atwood passa dal romanzo di formazione, al distopico, al romanzo storico con una disinvoltura che lascia senza parole. In questo caso costruisce un romanzo attorno a un fatto di cronaca d'altri tempi. Siamo a metà del 1800, in Canada, e sembra di esserci davvero grazie alla minuzia dei particolari, ai dettagli che pur abbondantissimi non appesantiscono ma arricchiscono le scene. E poi i personaggi, sempre grandi personaggi. Grande Atwood

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare ...continua

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare di distinguere la voce che meglio conoscevo fra tutte quelle che collaboravano all’accompagnamento.

    Ovviamente non potevo riuscirci: un po’ perché non ho un orecchio musicale di primo grado e un po’ perché credo sia insito nella natura stessa del coro un perfetto allineamento che trasformi l’insieme delle voci in un corpo unico. Quindi esperimento riconoscitivo terminato e gran godimento nell’ascolto della contemporaneità, dell’unione, di una somma non algebrica ma emozionale.
    Ho appena terminato “L’altra Grace”, romanzo della canadese Margaret Atwood messo sul comodino immediatamente dopo aver letto il meraviglioso “Il racconto dell’ancella”; mi chiedevo se avevo pescato una nuova vena narrativa d’autore o se fossi atterrato su un gran romanzo per puro caso.

    Conclusa l’ultima pagina, l’ultimo periodo, l’ultima frase, sono tornato con la mente all’ascolto di quei canti. Sono molti i romanzi definiti “corali”, ma pochi – davvero pochi – sono in grado di mescolare storie, sensibilità, fragilità di differenti personaggi in una incredibile voce unica come “L’altra Grace”, regalando a quel concetto di coralità un significato vero e purissimo.

    La trama prende spunto da un episodio storico di cronaca nera: nel 1843 il più tranquillo dei paesi del continente americano è sconvolto dall’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua governante Nancy. In un vortice di supposizioni, brandelli di cronaca piccante, giornalismo d’assalto e con una opinione pubblica che si è divisa come sempre accade, la giovanissima Grace Marks, impiegata nella stessa casa come domestica, viene indagata, condannata e rinchiusa in carcere prima e in un manicomio qualche anno dopo.

    Con un intreccio narrativo che prevede monologhi, scambi epistolari, dialoghi e flashback, Grace racconta la sua storia a Simon Jordan, psicologo a caccia di una verità che sia umana e scientifica. La scrittura impeccabile, la capacità di mantenere creare figure eteree eppure vivissime, uno splendido sguardo che abbraccia tutte le tematiche sociali dell’epoca (immigrazione, ceti sociali più simili a caste, un certo modo di di “vedere la donna” del primo Ottocento) rendono questo romanzo una lettura assolutamente piacevole e, insieme, costituiscono un insieme di pagine di insospettabile modernità.

    Proprio brava, la Atwood. E bravissimi i tipi di Ponte alle Grazie a riproporlo, davvero.

    http://www.masedomani.com/2014/11/11/recensione-romanzo-laltra-grace-di-margaret-atwood/

    ha scritto il 

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