L'altra Grace

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.1
(576)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 505 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 8884903327 | Isbn-13: 9788884903327 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Giacobino

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il romanzo si ispira alla storia vera di una famosa assassina di metàOttocento: la bella e giovanissima Grace Marks, domestica in casa delpossidente Thomas Kinnear, viene accusata insieme allo stalliere JamesMcDermott, di aver ucciso il padrone e la governante Nancy Montgomery, che eraanche l'amante di Kinnear e aspettava un figlio da lui.
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  • 4

    "Una storia, quando ci sei nel mezzo non è una storia, è solo confusione... è soltanto dopo che diventa un storia, prende una forma. E' quando la racconti, a te stessa o a qualcun altro."

    La recensione su Mangialibri: http://www.mangialibri.com/libri/l’altra-grace

    ha scritto il 

  • 4

    “Non ha ancora capito che la colpevolezza non deriva da quello che hai fatto , ma da quello che gli altri hanno fatto a te.”

    Una storia ambientata in Canada nel 1843 e riguardante un fatto realmente accaduto ossia il doppio omicidio di Sir Thomas Kinnear e della sua governante Nancy Montgomery ad opera di James McDermott e ...continua

    Una storia ambientata in Canada nel 1843 e riguardante un fatto realmente accaduto ossia il doppio omicidio di Sir Thomas Kinnear e della sua governante Nancy Montgomery ad opera di James McDermott e Grace Marks peraltro già descritto nella sorta di filastrocca/ballata delle pagine iniziali del romanzo.
    Uno stile fluido ed elegante per una vicenda torbida al centro della quale ruotano per l'appunto Grace Marks , che a differenza del suo presunto complice che venne impiccato fu invece condannata all'ergastolo in virtù della sua giovanissima età (appena sedici anni al momento del fatto) e per essere stata ritenuta insana di mente , ed il giovane dottore Simon Jordan che , anche per ragioni di carriera professionale , prende a cuore il caso della donna cercando di stabilirne la reale condizione mentale .
    Una lettura avvincente basata su documenti e risultanze dell'epoca ma sviluppata liberamente (e splendidamente) attraverso l'indagine psicologica di tutti i personaggi , soprattutto quelli dei protagonisti principali fra i quali , oltre a quelli di Grace e del Dr. Jordan, aggiungerei anche quello di Jeremiah Pontelli (alias Jerome Du Pont) , ma alla fine della quale niente di definitivo verrà svelato a dissipare definitivamente i dubbi e le incertezze sulla reale colpevolezza oppure innocenza dell'imputata .
    Un ottimo punto di partenza per conoscere questa notissima autrice della quale non avevo ancora letto nulla , un romanzo che mi è piaciuto molto e che prenderei come spunto per realizzarne una versione cinematografica nella quale vedrei Jessica Chastain nella parte di Grace , Christian Bale in quella del Dr. Jordan ed infine Matthew McConaughey in quella di Jeremiah , concedendo persino un cameo a Nicole Kidman alla quale affiderei il ruolo della signora Humphrey .
    Per la regia poi , credo che Roman Polanski se la caverebbe benissimo .

    ha scritto il 

  • 5

    Credo ardentemente che, questo libro, sia al livello de "Il racconto dell'ancella".
    E' bello: descritto minuziosamente, emozionante, concreto. Si rifà a una storia vera, a cui la scrittrice ha "attacc ...continua

    Credo ardentemente che, questo libro, sia al livello de "Il racconto dell'ancella".
    E' bello: descritto minuziosamente, emozionante, concreto. Si rifà a una storia vera, a cui la scrittrice ha "attaccato" la sua vena artistica e inventiva. Mi ha commosso, mi ha fatto dubitare fino alla fine della veridicità delle parole di Grace.
    E' una storia intensa, unica e a tratti ingiusta e giusta.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono autori che scrivono sempre lo stesso libro. La Atwood passa dal romanzo di formazione, al distopico, al romanzo storico con una disinvoltura che lascia senza parole. In questo caso costruisce ...continua

    Ci sono autori che scrivono sempre lo stesso libro. La Atwood passa dal romanzo di formazione, al distopico, al romanzo storico con una disinvoltura che lascia senza parole. In questo caso costruisce un romanzo attorno a un fatto di cronaca d'altri tempi. Siamo a metà del 1800, in Canada, e sembra di esserci davvero grazie alla minuzia dei particolari, ai dettagli che pur abbondantissimi non appesantiscono ma arricchiscono le scene. E poi i personaggi, sempre grandi personaggi. Grande Atwood

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare ...continua

    Qualche settimana fa sono stato a un matrimonio e un gruppo di amici, tra cui mia moglie, componevano il coro. Mentre mi godevo i canti – che, per inciso, erano bellissimi – mi sono sorpreso a cercare di distinguere la voce che meglio conoscevo fra tutte quelle che collaboravano all’accompagnamento.

    Ovviamente non potevo riuscirci: un po’ perché non ho un orecchio musicale di primo grado e un po’ perché credo sia insito nella natura stessa del coro un perfetto allineamento che trasformi l’insieme delle voci in un corpo unico. Quindi esperimento riconoscitivo terminato e gran godimento nell’ascolto della contemporaneità, dell’unione, di una somma non algebrica ma emozionale.
    Ho appena terminato “L’altra Grace”, romanzo della canadese Margaret Atwood messo sul comodino immediatamente dopo aver letto il meraviglioso “Il racconto dell’ancella”; mi chiedevo se avevo pescato una nuova vena narrativa d’autore o se fossi atterrato su un gran romanzo per puro caso.

    Conclusa l’ultima pagina, l’ultimo periodo, l’ultima frase, sono tornato con la mente all’ascolto di quei canti. Sono molti i romanzi definiti “corali”, ma pochi – davvero pochi – sono in grado di mescolare storie, sensibilità, fragilità di differenti personaggi in una incredibile voce unica come “L’altra Grace”, regalando a quel concetto di coralità un significato vero e purissimo.

    La trama prende spunto da un episodio storico di cronaca nera: nel 1843 il più tranquillo dei paesi del continente americano è sconvolto dall’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua governante Nancy. In un vortice di supposizioni, brandelli di cronaca piccante, giornalismo d’assalto e con una opinione pubblica che si è divisa come sempre accade, la giovanissima Grace Marks, impiegata nella stessa casa come domestica, viene indagata, condannata e rinchiusa in carcere prima e in un manicomio qualche anno dopo.

    Con un intreccio narrativo che prevede monologhi, scambi epistolari, dialoghi e flashback, Grace racconta la sua storia a Simon Jordan, psicologo a caccia di una verità che sia umana e scientifica. La scrittura impeccabile, la capacità di mantenere creare figure eteree eppure vivissime, uno splendido sguardo che abbraccia tutte le tematiche sociali dell’epoca (immigrazione, ceti sociali più simili a caste, un certo modo di di “vedere la donna” del primo Ottocento) rendono questo romanzo una lettura assolutamente piacevole e, insieme, costituiscono un insieme di pagine di insospettabile modernità.

    Proprio brava, la Atwood. E bravissimi i tipi di Ponte alle Grazie a riproporlo, davvero.

    http://www.masedomani.com/2014/11/11/recensione-romanzo-laltra-grace-di-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un paese per ragazze

    La storia si rivela a poco a poco, mentre la personalità di Grace viene vista da prospettive sempre nuove. La chiave di lettura più evidente è quella del giallo e dà le sue soddisfazioni. Io sono rima ...continua

    La storia si rivela a poco a poco, mentre la personalità di Grace viene vista da prospettive sempre nuove. La chiave di lettura più evidente è quella del giallo e dà le sue soddisfazioni. Io sono rimasta affascinata dallo spaccato di vita canadese del XIX secolo, che credo sia costato notevoli ricerche all’autrice: nella bibliografia sono citate varie opere che descrivono per esempio disegni di trapunte che si usavano in quel periodo.
    Ho trovato qualcosa di Alice Munro che in alcuni racconti ha parlato dell’emigrazione dalla Scozia al Canada (La vista da Castle Rock, quasi una storia della sua famiglia) e che spesso racconta quel Canada rurale in cui i contadini aspettano la visita di un venditore ambulante come un avvenimento.
    Atwood aggiunge la nota sociologica della condizione della donna – povera – che non ha il sostegno della famiglia e anzi deve fuggire e nascondersi per scampare alle vessazioni del padre violento. Si prova pena per la ragazzetta che cerca di navigare nell’oceano tempestoso della vita e commette il fatale errore di andare a lavorare in una residenza di campagna, isolata, dalla quale non è facile allontanarsi; rimpiange amaramente l’amica Mary che l’aveva fatta ridere e sognare per quello che era stato il periodo più bello della sua vita. Il destino di queste ragazze è spesso gramo, quando non decisamente crudele. Stupisce anche il distacco e la saggezza di Grace adulta che guarda con freddezza la sua vita passata e presente, rivolgendosi per lettera a un uomo che l’ha studiata come psichiatra ma poi è fuggito senza salutare, per una ragione spregevole. E’ una lettura consigliatissima per tutti quelli che ritengono che nel passato si vivesse meglio. Credo, neppure i re.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendido romanzo che ti prende immediatamente,Margaret Atwood oltre a disegnare magnificamente il carattere di ogni personaggio fa una ottima descrizione storica del periodo.Una lettura appassionante ...continua

    Splendido romanzo che ti prende immediatamente,Margaret Atwood oltre a disegnare magnificamente il carattere di ogni personaggio fa una ottima descrizione storica del periodo.Una lettura appassionante e coinvolgente che tiene incollato il lettore a un finale non scontato

    ha scritto il 

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