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L'altra faccia della spirale

Di

Editore: Mondadori

4.4
(2397)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Portoghese , Olandese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8804119152 | Isbn-13: 9788804119159 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: C. Scaglia

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In breve il Mule domina l'intera galassia, avendo abbattuto anche le residue vestigia imperiali, e ricerca su Trantor le tracce della misteriosa seconda fondazione che Hari Seldon aveva eretto a custodia del piano Seldon. A differenza della prima, custode delle scienze fisiche e votata ai prodigiosi progressi della tecnologia, la seconda è composta da scienziati iniziati ai segreti della psicostoria e della mentalica "all'altro capodella galassia".
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  • 4

    La chiusura della trilogia

    Con "L'altra faccia della spirale" Asimov conclude la sua trilogia e lo fa degnamente, risolvendo (quasi) tutti i dubbi e le perplessità che erano sorte nei primi due libri.
    Questa volta viene a galla tutto il problema della Seconda Fondazione: chi sono? dove si trovano? E soprattutto quale ...continua

    Con "L'altra faccia della spirale" Asimov conclude la sua trilogia e lo fa degnamente, risolvendo (quasi) tutti i dubbi e le perplessità che erano sorte nei primi due libri.
    Questa volta viene a galla tutto il problema della Seconda Fondazione: chi sono? dove si trovano? E soprattutto quale é il loro compito? Tutto finalmente diventa chiaro e Asimov ha una scrittura che é sempre un piacere leggere e che ti spinge ad andare avanti ad oltranza.
    Ho sentito che hanno intenzione di fare una riduzione cinematografica/televisiva del "Ciclo della Fondazione"; spero sia all'altezza dei libri!

    ha scritto il 

  • 3

    Isaac Asimov

    L’altra faccia della spirale chiude la trilogia originale, espansa poi negli decenni successivi a vero e proprio ciclo composto da 7 titoli. Il tema principale di questo finale provvisorio è il mistero della seconda Fondazione, nascosta da qualche parte nell’universo conosciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Final digno de la trilogía

    Mucho más entretenido que Fundación e Imperio. Sólo hay un salto en el tiempo, por tanto los personajes se mantienen en casi toda la novela y no se hace tan tedioso empezar con otro nuevo grupo como en las anteriores novelas. Ha estado muy bien los giros de tuerca sobre la segunda fundación que c ...continua

    Mucho más entretenido que Fundación e Imperio. Sólo hay un salto en el tiempo, por tanto los personajes se mantienen en casi toda la novela y no se hace tan tedioso empezar con otro nuevo grupo como en las anteriores novelas. Ha estado muy bien los giros de tuerca sobre la segunda fundación que cumplían muy bien su función de ir despistando al lector, aunque el propio libro te va dando pistas para que siempre dudes un poco más de todo.

    ha scritto il 

  • 5

    Dov'è la seconda fondazione?

    Questo è il terzo e ultimo capitolo del ciclo della Fondazione degli anni ’50.


    Il lavoro della Seconda Fondazione è intenso e molto rischioso: gli psicostorici, dopo lo sconquasso portato dal Mule, devono far confluire la Storia nei giusti binari del Piano Seldon. Il progetto di far rinasc ...continua

    Questo è il terzo e ultimo capitolo del ciclo della Fondazione degli anni ’50.

    Il lavoro della Seconda Fondazione è intenso e molto rischioso: gli psicostorici, dopo lo sconquasso portato dal Mule, devono far confluire la Storia nei giusti binari del Piano Seldon. Il progetto di far rinascere la Galassia in un Nuovo Impero è ancora attuale per la Seconda Fondazione, ma i margini di manovra sono strettissimi, si dovrà fare affidamento su molti comportamenti individuali difficilmente prevedibili. I vari personaggi sono quindi tutti manovrati dagli psicostorici, con tranelli e controtranelli degni di 007. Alla fine il Piano Seldon sarà ripristinato? Domanda facile, dai. Però siamo solo a tre secoli dall’inizio del Piano e il Piano ne prevede dieci. Le avventure non mancheranno e infatti la saga continua con L’orlo della Fondazione.

    Una nota importante. Alla fine del romanzo saprete finalmente dov’è la Seconda Fondazione. I più bravi di voi scommetto l’avranno intuito già da Fondazione anno zero Lasciate gli altri arrivare fin qui.

    L’introduzione di Carlo Pagetti è interessante. Chi ha l’edizione dell’Unità le dia un’occhiata.

    La postfazione di Asimov racconta la genesi della saga. Anche questa merita la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella tutta la trilogia che ovviamente bisogna leggere in toto. Piu' che fantascienza sembra un trattato di logica! Piaciuto, senza dubbio da avere nella propria libreria.

    ha scritto il 

  • 2

    看半本放棄,這系列已經流於超能力大戰,只比螞蟻好一點...

    上廁所的時間還是把剩下的部分看完了,第二基地,以現代小說的程度來看的話,謎底實在簡單。

    ha scritto il 

  • 4

    “Il buio impenetrabile degli spazi sembrava contenere una terribile minaccia.”: “L’altra faccia della spirale” di Isaac Asimov

    “Il buio impenetrabile degli spazi sembrava contenere una terribile minaccia.” (ISAAC ASIMOV, “L’altra faccia della spirale”, traduzione di Cesare Scaglia, introduzione di Frutterio e Lucentini, Oscar Mondadori, Milano 1979, Parte prima, p. 39): mistero, sorprese, avventure sono i principali ingr ...continua

    “Il buio impenetrabile degli spazi sembrava contenere una terribile minaccia.” (ISAAC ASIMOV, “L’altra faccia della spirale”, traduzione di Cesare Scaglia, introduzione di Frutterio e Lucentini, Oscar Mondadori, Milano 1979, Parte prima, p. 39): mistero, sorprese, avventure sono i principali ingredienti del terzo volume della saga della “Fondazione” di Asimov. Raffinato e intrigante gioco di scatole cinesi la trama dei due romanzi brevi, nell’edizione italiana del 1979, coinvolge i lettori.
    Sono passati quasi trecento anni dalla formazione del “Piano Seldon”, dal nome dello scienziato Hari Seldon. Lo scopo di tutto ciò? La costituzione di un nuovo forte Secondo Impero Galattico, “accorciando” il periodo di decadenza. Sembra, tuttavia, che la comparsa del mutante chiamato Mule abbia completamente vanificato le complesse proiezioni della “psicostoriografia” ideata dallo studioso. Da cinque anni, infatti, parte della Periferia galattica è governata dallo spietato Mule attraverso l’“Unione dei mondi”. Le vicende del personaggio sono state narrate nel secondo volume della serie con il titolo “Il crollo della galassia centrale”.
    Nella prima delle due parti, in cui è divisa l’opera (Parte prima, pp. 3-71; Parte seconda, pp. 72-203, ASIMOV, op. cit. 1979), viene raccontata la ricerca serrata da parte del Mule e dei suoi collaboratori, il giovane irruente Bail Channis e il coraggioso generale Han Pritcher, riguardante la Seconda Fondazione. Seldon, del resto, aveva creato un’ulteriore istituzione, basata sullo sviluppo della “scienza mentale” (“Gli uomini erano molto più capaci, ma la possibilità di un contatto emotivo diretto è andata a poco a poco atrofizzandosi con lo sviluppo della parola attraverso milioni di anni.”, Primo Oratore, ASIMOV, op. cit. 1979, Parte seconda, p. 65; “Il più stupido tra gli uomini è colui che non si rende conto di essere saggio.”, Primo Oratore, ASIMOV, op. cit. 1979, Parte seconda, p. 86), e non sulla matematica e fisica come la prima. Gli appartenenti all’organismo segreto sono visti da tutti, amici e nemici, con grande inquietudine per gli speciali poteri psichici. Nemmeno un “superuomo” come il Mule può sentirsi al sicuro.
    Nella secondo romanzo breve, quasi un secolo dopo, il viaggio continua con esiti imprevedibili grazie all’intelligente adolescente Arcadia Darrell di Terminus (“[Salvor Hardin] era solito dire che una bugia che avesse vergogna di sé non aveva possibilità di successo. Diceva anche che niente doveva essere vero, ma piuttosto sembrare vero.”, Arcadia Darrell, ASIMOV, op. cit. 1979, Parte seconda, p. 82). Tra elettrizzanti “colpi di scena”, battaglie e imprevisti sui vari pianeti quali Kalgan, Rossem, Terminus e Trantor si arriverà al sorprendente finale.
    Il romanzo conclusivo del ciclo “storico”, pubblicato negli Anni Cinquanta del Novecento, quindi non delude. Interessante risulta ancora il ritmo incalzante delle vicende, efficace la caratterizzazione dei personaggi delineati attraverso dialoghi e azioni.
    Si tratta, perciò, dell’affascinante viaggio in un universo futuribile lontanissimo eppure molto umano negli atteggiamenti e nelle situazioni.
    Purtroppo la traduzione italiana dell’epoca è veramente poco adeguata con il persistere di imprecisioni grammaticali (p. 21, p. 41, p. 65), ma ciò non toglie la capacità da parte dello scrittore di coniugare “sense of wonder”, riflessioni “filosofiche” sulla scienza ed efficace definizione psicologica dei personaggi.
    Se il ciclo della “Fondazione” rimane la serie più conosciuta e celebre nel mondo, un motivo ci sarà…

    Per saperne di più
    •ISAAC ASIMOV, “L’altra faccia della spirale”, traduzione di Cesare Scaglia, introduzione di Frutterio e Lucentini, Oscar Mondadori, Milano 1979.

    ha scritto il 

  • 5

    ultimo capitolo della trilogia della fondazione che conferma quanto di buono si era letto nei due libri precedenti. trama avvincente inserita in un'ambientazione fantasiosa ma molto credibile e stile sobrio, quasi giornalistico/documentaristico.

    ha scritto il 

  • 3

    Molto bello e molto intelligente il primo capitolo: descrizione perfetta dei poteri forti che fanno girare il mondo.
    Per gli altri due mi sembra che abbia preso un po' una strada che vira verso l'assurdo, più che fantascienza sembra esoterismo.
    Comunque mi sa che ho sbagliato qualcosa ...continua

    Molto bello e molto intelligente il primo capitolo: descrizione perfetta dei poteri forti che fanno girare il mondo.
    Per gli altri due mi sembra che abbia preso un po' una strada che vira verso l'assurdo, più che fantascienza sembra esoterismo.
    Comunque mi sa che ho sbagliato qualcosa: mi aspettavo i robot..

    ha scritto il 

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