L'altra figlia

Di

Editore: L'Orma (Kreuzville Aleph)

3.7
(205)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8898038976 | Isbn-13: 9788898038978 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lorenzo Flabbi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l’intensa prosa di questo romanzo breve. «Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto» Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d’orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata. Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.
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  • 4

    La scrittura e i fantasmi di una vita

    L'episodio dell'ostia attaccata al palato durante la prima comunione... il senso di colpa per averla spezzata con i denti... il peso del potere cattolico sui bambini del dopoguerra... basterebbe quest ...continua

    L'episodio dell'ostia attaccata al palato durante la prima comunione... il senso di colpa per averla spezzata con i denti... il peso del potere cattolico sui bambini del dopoguerra... basterebbe quest'episodio (in apparenza marginale) per far grande il libro... uno sguardo preciso e lucidissimo che rimane puro nonostante tutta la vita vissuta.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettera ad una sorella mai conosciuta, ma forse anche a se stessa. Uno scritto che si legge tutto d'un fiato, con le confessioni di una consapevolezza taciuta tutta la vita ma condivisa nei silenz ...continua

    Una lettera ad una sorella mai conosciuta, ma forse anche a se stessa. Uno scritto che si legge tutto d'un fiato, con le confessioni di una consapevolezza taciuta tutta la vita ma condivisa nei silenzi. Questo libro è forte e a volte crudele. Forse un pò breve, ma forse proprio per questo arriva subito e impone riflessioni importanti. La Ernaux, dopo "Gli anni", diventa una certezza di bella scrittura

    ha scritto il 

  • 3

    Un lunga lettera ad una sorella mai conosciuta e della quale in famiglia non si parla.

    Sostituire la mia esistenza con la tua. C’è la morte e c’è la vita. Tu o io. Per essere, ti ho dovuta negare.

    C ...continua

    Un lunga lettera ad una sorella mai conosciuta e della quale in famiglia non si parla.

    Sostituire la mia esistenza con la tua. C’è la morte e c’è la vita. Tu o io. Per essere, ti ho dovuta negare.

    Collegato, mi pare di capire, a Il posto (ancora non l’ho letto), L’altra figlia cerca di trovare dei legami con un passato sconosciuto, che invece finisce per diventare “crepa” e dissonanza tra Annie e Ginette: Non sono buona come lei, sono esclusa. Dunque non sarò nell’amore, ma nella solitudine e nell’intelligenza [nemmeno io figuro tra i “buoni” di famiglia]
    La Ernaux ha la caratteristica di scrive con voci verbali insolite (qui il tu, per quasi tutto il racconto), e questo a volte estrania, a volte, paradossalmente, avvicina.

    Chiunque abbia un rapporto difficile con la propria madre e abbia dei fratelli, ha sicuramente provato le sensazioni di straniamento che a volte l’hanno assalita: sono stata e sono tutt’ora la figlia imperfetta e incapace di fronte ai miei fratelli “risolti”. Chissà se mai un giorno i nostri genitori ci vedranno per quello che realmente siamo. Chissà se la Ernaux e i suoi si sono perdonati di non aver mai riempito quell’assenza.

    L’altra figlia sono io, quella che è fuggita lontano da loro, altrove.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mestiere di scrivere

    Cara Professoressa Ernaux,
    la tua lettera è molto interessante, scritta davvero bene, i temi toccati fanno riflettere, certe affermazioni, così precise e asciutte, ma anche pregne di significati, colp ...continua

    Cara Professoressa Ernaux,
    la tua lettera è molto interessante, scritta davvero bene, i temi toccati fanno riflettere, certe affermazioni, così precise e asciutte, ma anche pregne di significati, colpiscono nel segno e lasciano di che pensare al lettore.
    Al lettore, appunto. Già, perchè tu stessa, alla fine, ti rivolgi proprio al lettore, ben sapendo che l'idea di scrivere una lettera a Ginette, la sorella morta prima che tu nascessi, è un espediente letterario rivolto a sconosciuti "lettori invisibili". Non riesco proprio, mi spiace, a trovare quel che di "magico" che citi nelle ultime righe e che farebbe pensare a un tuo bisogno profondo di credere che questa lettera giunga alla destinataria. Non riesco a riconoscere come autentica quella necessità di dar voce a quei sentimenti, a quelle difficoltà e a quel vuoto di affetto e fiducia che hanno segnato la tua vita familiare.
    Non sento l'anima.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere seduti

    La scrittura per me è navicella spaziale con la quale viaggiare nel tempo, nel mio tempo, dove il futuro non esiste. Anche Annie Ernaux viaggia a ritroso, ma lo fa in modo professionale, ciò che scriv ...continua

    La scrittura per me è navicella spaziale con la quale viaggiare nel tempo, nel mio tempo, dove il futuro non esiste. Anche Annie Ernaux viaggia a ritroso, ma lo fa in modo professionale, ciò che scrive le dà vivere, ciò che scrivo io, è parte del mio vivere. Avevo letto “Gli anni” riconoscendo un forte spunto autobiografico ne “L’altra figlia” lo spunto è ancora più marcato. L’altra figlia è sua sorella, morta prima che lei nascesse. Annie verrà a conoscenza di ciò accidentalmente solo all'età di dieci anni. L’altra figlia ad un certo punto della narrazione diventerà lei, durante il suo massimo sforzo di auto analisi. Il breve romanzo, scritto sotto forma di lettera alla sorella mai conosciuta, contiene una serie di passaggi sui quali è inevitabile riflettere, soprattutto quelli che riguardano il rapporto con i genitori, pieno di nodi che molti di noi non riusciranno a sciogliere mai
    Dicevano che era una bella donna e che avevo «preso da lei». Assomigliarle mi riempiva d’orgoglio. Talvolta la detestavo e davanti allo specchio dell’armadio alzavo il pugno augurandomi che morisse. Scriverti significa parlarti di lei in continuazione, lei, la padrona del racconto, colei che aveva proferito il giudizio e con la quale il combattimento non è mai terminato, se non alla fine, quando era in quello stato pietoso, perduta nella sua demenza, e non volevo che morisse.

    Annie Ernaux ha l’abilità di un’impagliatrice di sedie che con gesti precisi costruisce un seggio intrecciando la raffia. La sua artigianalità professionale sono convinto che non piaccia a chiunque, il ripetersi dei gesti, funzionale al compito, può risultare noioso. Se acquisterete l’altra figlia e non vi piacerà, potrete sempre sedervici.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrivere una lettera a qualcuno che non la leggerà mai, come una terapia che scava profondamente nei sentimenti, nel non detto, nelle cose sofferte.

    Scoprire a dieci anni di aver avuto una sorella, mo ...continua

    Scrivere una lettera a qualcuno che non la leggerà mai, come una terapia che scava profondamente nei sentimenti, nel non detto, nelle cose sofferte.

    Scoprire a dieci anni di aver avuto una sorella, morta prima della propria nascita, a soli sei anni. Scoprire che era quella brava, scrutare le vite di un padre e di una madre che non dicono nulla, perché l’argomento è intoccabile, sentirsi quella arrivata dopo, quella che, se tutto questo non fosse successo, non sarebbe nemmeno mai nata.

    E’ ciò che fa la protagonista di questo brevissimo romanzo. Scrive una lettera alla sorella mai conosciuta, le racconta di quando ha scoperto della sua esistenza, quella domenica rimasta impressa nella sua memoria come un racconto che non avrebbe mai dovuto sentire, il racconto unico “non ce ne saranno mai altri – che per me inaugura il mondo in cui tu esisti in quanto morta e in quanto santa. Il racconto che proferisce la verità e mi esclude.”

    E’ lei l’altra figlia, arrivata proprio perché l’altra non c’è più. E’ lei che scrive, che cerca di portare a galla ciò che mai è stato detto, e che, in un misto di indifferenza, risentimento, e presunzione ripercorre dettagli di una presenza che le è sempre stata taciuta, distesa come un’ombra sulla propria vita, particolari che si fanno via via più chiari e colmi di significato.

    80 pagine delicate, profonde e taglienti.

    “Alla fine dice di te era più buona di quella lì. Quella lì sono io.”

    “Io non scrivo perché tu sei morta. Tu sei morta perché io possa scrivere, fa una grande differenza.”

    “Tu avevi per sempre sei anni e io continuavo la mia avanzata nel mondo con – avrei poi trovato a vent’anni la definizione in una poesia di Eluard – il mio duro desiderio di durare. A te era accaduta soltanto la morte.”

    “Io non sarò sepolta in Normandia, vicino a voi. Non l’ho mai desiderato né immaginato. L’altra figlia sono io, quella che è fuggita lontano da loro, altrove.”

    L’ALTRA FIGLIA – ANNIE ERNAUX

    L’ORMA EDITORE

    TRADUZIONE DI Lorenzo Flabbi

    PREZZO DI COPERTINA: € 8,50

    ha scritto il 

  • 4

    Quando l'autrice scopre...

    Quando l'autrice scopre di avere avuto una sorella, morta a 6 anni prima che lei nascesse, ha già 10 anni e in maniera oscura intuisce subito che di lei non dovrà mai esserne fatta parola. Per anni in ...continua

    Quando l'autrice scopre di avere avuto una sorella, morta a 6 anni prima che lei nascesse, ha già 10 anni e in maniera oscura intuisce subito che di lei non dovrà mai esserne fatta parola. Per anni in famiglia non ne parleranno e solo dopo anni Ernaux ne ricostruirà la storia, senza mai però affrontare con i propri genitori il dolore indescrivibile che quella scomparsa portò nelle loro vite. In questa sorta di lettera impossibile che Annie, a 70 anni, scrive a Ginette che ne avrà per sempre 6, emerge la dolorosa consapevolezza che Annie è nata solo perché Ginette è morta. Annie è l'altra figlia, nata dalla negazione assoluta e definitiva che è la morte.

    ha scritto il 

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