L'altra parte

Un romanzo fantastico

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 194)

3.8
(288)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845916448 | Isbn-13: 9788845916441 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lia Secci

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Che cos’è Perla, la città artificiale in cui Alfred Kubin, grande disegnatore e maestro del fantastico, ha ambientato il suo unico romanzo? È un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. Una quinta perfetta per la sua popolazione di nevrastenici e nostalgici in fuga dal proprio tempo – ma anche il dominio di un sovrano inafferrabile che tiene sotto il suo incantesimo uomini e cose, accomunandoli in un unico, allucinante disegno. Nato nel 1908 dalle visioni che tormentavano l’autore, e illustrato dal suo pennino febbrile, questo libro ha finito col sembrare, nei decenni, sempre meno un ordito di incubi e sempre più l’evocazione di un mondo che a poco a poco si sta svelando – e suona molto più plausibile se lo situiamo nell’epoca di Blade Runner che all’inizio del Novecento.
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  • 4

    Il surrealismo e la frustrazione di Kafka, l’inquietudine e l’orrore di Hawthorne, e pizzico del Frankenstein di Shelley, arricchito dalla melanconia – parola chiave di tutto il testo – propria dell’a ...continua

    Il surrealismo e la frustrazione di Kafka, l’inquietudine e l’orrore di Hawthorne, e pizzico del Frankenstein di Shelley, arricchito dalla melanconia – parola chiave di tutto il testo – propria dell’autore. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • 4

    Esistono libri febbrili, disturbanti, e distorti, che come un morbo ti rendono schiavo e ti ancorano nel loro mondo.

    Ecco appena tratteggiato : l'Altra parte, l'unico di romanzo di Alfred Kubin, scrit ...continua

    Esistono libri febbrili, disturbanti, e distorti, che come un morbo ti rendono schiavo e ti ancorano nel loro mondo.

    Ecco appena tratteggiato : l'Altra parte, l'unico di romanzo di Alfred Kubin, scritto nel 1908, anno in cui muore il padre e lui si trova fronteggiare una grave crisi psichica, con visioni persecutorie e deliranti, e sterilità creativa.
    Nasce così, in appena dodici settimane, la storia dell'immaginaria città di Perla, un viaggio negli Inferi e ritorno.
    Alle pagine scritte affianca una cinquantina di suoi disegni, che riflettono la realtà irreale in cui lui immerge l'atmosfera di Perla, in un crescendo inquietante, fino raggiungere la descrizione di Patera, padre fondatore della città e amico di liceo del protagonista, che ci appare infatti non più solo come un'immagine spettrale e dominante, ma anche come calamitica certezza e parabola dell'essere umano. Cos'è dunque Perla? L a città creata da Patera stesso, com il progetto una vita, s non una parabola È una città gravata da un mistero permanente, concepita come un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. È una città artificiale, una messinscena perfetta, nella quale si muove una popolazione di nostalgici, di nevrastenici, di gente che fugge la vita del suo tempo e preferisce crogiolarsi in stati d’animo e sensazioni tra il mistico e l’estetizzante, tra il poetico e il morboso.
    La'Altra aprte è un roamnzo terrificantee apocalittico, profetico ede lirante, che per gl amanti della letteratura fantastica è assolutamente un cardine da cui partire e perché no, tornare...
    le suggestioni kafkiane sono forti e chiare i chiaroscuro della città alchimia di Praga sono assolutamente e volutamente presenti.
    Che scoperta meravigliosa! S e questo è l'unica opera che ci ha lasciato altresì vero che possiamo apprezzarlo nella sua più famosa veste di llustratore.e sinceramente non vedo l'ora!i

    ha scritto il 

  • 4

    Alfred Kubin è stato un pittore, più che altro dedito al disegno e all’acquarello, famoso da giovanissimo ma famoso anche oggi, abbastanza ricercato e quotato.
    Il bel disegno in copertina assieme ai v ...continua

    Alfred Kubin è stato un pittore, più che altro dedito al disegno e all’acquarello, famoso da giovanissimo ma famoso anche oggi, abbastanza ricercato e quotato.
    Il bel disegno in copertina assieme ai vari disegni, una cinquantina circa, che accompagnano il testo e fatti da Kubin dopo la stesura del libro e sparsi nel racconto ad accompagnare la storia, ben indicano questo suo stile molto legato alla sua epoca e provenienza.
    Lui non nasce come scrittore, “L’altra parte” è l’unica sua opera letteraria che lo scaturisce dalla profonda depressione, all’età di 38 anni, che lo travolge per la morte del padre.
    Il romanzo è un viaggio in una città fantasma, abitata da personaggi bizzarri e inquietanti, dove sotto una parvenza di normalità si respira invece una atmosfera da incubo che aumenta man mano che si procede nel racconto. Un viaggio all’inferno angosciante, sempre più angosciante.
    Purtroppo l’inizio è molto bello ma man mano che si procede nella storia la trama diventa sempre più “incubosa”, diventa eccessiva e si ha la sensazione che Kubin, sconfitto nella sua crisi depressiva crescente, abbia trovato difficoltà a mantenere il controllo del racconto, a gestire la storia. E che il libro gli sia scappato di mano……
    Il libro per moltissimi versi mi ricorda un altro bellissimo libro “la nube purpurea” di M. P. Shiel, altro viaggio agli inferi, anche questo pubblicato da Adelphi e tutti e due rappresentativi del taglio iniziale della splendida collana “Biblioteca Adelphi” (non a caso il romanzo di Kubin è stato scelto come primo volume della collana, qualcosa vorrà pur dire…..)
    p.s. dopo questa sua avventura nel romanzo Kubin non scrive più e ritorna alla sua pittura cambiando molto stile, diventando molto più surrealista, magico,…. La depressione aveva lasciato un segno preciso nella sua mente e nella sua pittura.
    Questa sua produzione successiva, ironia delle cose, è quella più ricercata e stimata dalla critica e osannata dai vari artisti surrealisti francesi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo fantastico

    Uno dei libri più cupi, distorti e deliranti che mi sia mai capitato di leggere. E' l'unico romanzo di Alfred Kubin, famoso illustratore, che lo scrisse in pochi giorni in un periodo di stasi creativa ...continua

    Uno dei libri più cupi, distorti e deliranti che mi sia mai capitato di leggere. E' l'unico romanzo di Alfred Kubin, famoso illustratore, che lo scrisse in pochi giorni in un periodo di stasi creativa e (presumibilmente) di alterazione psichica e profonda depressione.
    Difficile trovare una traccia o una ipotesi di trama. L'autore viene invitato da un suo antico compagno di classe, poi diventato favolosamente ricco e potente, a soggiornare nel "Regno del Sogno", un'area di 3.000 kmq al confine tra Cina e Russia, completamente isolata dal resto del mondo con una altissima barriera. Lì Claus Patera (l'amico dello scrittore) ha costruito una città di tipo europeo-orientale di nome Perla, edificata con materiali trasferiti dalla vecchia Europa, e l'ha popolata di 65.000 ospiti selezionati per la loro propensione alla stranezza ed alla nevrastenia. E' un mondo bizzarro, illogico, sconclusionato, che l'autore vede scorrere sotto i propri occhi mescolando la realtà alle sue visioni oniriche e deliranti. Il Regno del Sogno finirà poi per collassare in un'orgia di di distruzione e di sfacelo, materiale e umano, lasciando il nostro autore come testimone.
    Difficile, come dicevo, trovare un filo logico nella narrazione, che appare spezzettata e palesemente composta unificando una serie di incubi e di visioni che l'autore deve aver angosciosamente sperimentato di persona. Può essere una lettura disturbante, soprattutto nella convulsa e granguignolesca descrizione del massacro finale, ma rimane comunque un'esperienza da provare.

    ha scritto il 

  • 5

    Lenta e inarrestabile discesa in un incubo. L'utopica città di Perla si rivela presto essere un ideale irrealizzabile, e inizierà così la decadenza sua e di tutto il Regno di Sogno fondato da Patera, ...continua

    Lenta e inarrestabile discesa in un incubo. L'utopica città di Perla si rivela presto essere un ideale irrealizzabile, e inizierà così la decadenza sua e di tutto il Regno di Sogno fondato da Patera, enigmatico sovrano/dio. Il protagonista, con forti tratti autobiografici di Kubin, assiste quasi passivamente a tutto ciò che succede, anche nei momenti più efferati e onirici. In particolare per questo ultimo punto, il romanzo rivela presto la sua natura fantastica, sfociando proprio nell'onirico e nell'irrazionale.
    È un continuo fluire di personaggi e situazioni bizzarre e grottesche, fino a sfociare in un finale tra l'apocalittico e il mistico.
    Kubin riesce a evocare immagini decisamente potenti, anche se il merito è quasi solo della sua fantasia. La sua scrittura infatti contribuisce poco, molto asciutta e poco coinvolgente, salvo qualche momento di riflessione interiore del protagonista in cui invece riesce a rendere molto bene lo stato febbricitante e al limite della pazzia.
    L'opera poi contiene 52 disegni di kubin, il quale per chi non lo sapesse è stato prima di tutto un illustratore. Sono disegni essenziali, spesso quasi solo abbozzati e con pochi dettagli, ma che immergono ottimamente nell'atmosfera del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    È uno di quei libri che sembra tagliato con l'accetta precisamente a metà o quasi una prima parte interessante, scorrevole , scritta davvero bene. Una seconda parte decisamente troppo onirica , kafkia ...continua

    È uno di quei libri che sembra tagliato con l'accetta precisamente a metà o quasi una prima parte interessante, scorrevole , scritta davvero bene. Una seconda parte decisamente troppo onirica , kafkiana, ma Kafka nacque dopo in tutti i sensi. Non ho ben capito se questa netta divisione abbia o meno un senso logico o sia solo frutto della fantasia malata di Kubin. Sembra che abbia ripercorso tracce della Divina Commedia , partendo dal Paradiso ( entrata nel regno del sogno) , passando per il Purgatorio( una stasi catatonica nel regno) e finendo con l'Inferno ( il totale delirio nel regno del sogno).
    Probabile che Kubin abbia iniziato la sua opera sano, ma che l'abbia finita in un momento poco felice della sua vita. Peccato perché per buona parte del racconto questo libro ha rasentato la perfezione.

    ha scritto il 

  • 4

    Il demiurgo è un ibrido - Der Demiurg ist ein Zwitter

    Romanzo unico nel suo genere, unico perché è il solo romanzo di Kubin, unico perché è veramente difficile spiegare o dare un giudizio al libro.
    Forse stridente e angosciante sono gli aggettivi miglior ...continua

    Romanzo unico nel suo genere, unico perché è il solo romanzo di Kubin, unico perché è veramente difficile spiegare o dare un giudizio al libro.
    Forse stridente e angosciante sono gli aggettivi migliori per descrivere Perla, la capitale del Regno del Sogno e ciò che gli accadimenti suscitano nel narratore/protagonista e in noi lettori. La vicenda è letteralmente inafferrabile, il mondo onirico descritto da Kubin è totalmente privo di leggi, di ordine e di logica; è un terreno scivoloso dove il pensiero, così come lo si considera normalmente, trova terreno sterile e non può attecchire. Ed è giusto che sia così, non si può comprendere "l'altra parte" seguendo l'ordinario, lo stabile e il precostituito.
    Su questo romanzo si leggono molte recensioni negative e per lo più si soffermano sulla forma che, è vero, non è delle più piacevoli ma al tempo stesso è la più adatta a ricreare l'atmosfera fumosa e sfuggente del mondo da incubo.
    "L'altra Parte" è un romanzo che ti lascia tutto e niente, ti porge l'universo e poi lo fa sprofondare davanti ai tuoi occhi.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura è veramente buona e ho trovato molto interessante l'aspetto interiore dei personaggi, la variabilità delle loro emozioni è descritta in modo magistrale e contribuisce a trascinare il lett ...continua

    La scrittura è veramente buona e ho trovato molto interessante l'aspetto interiore dei personaggi, la variabilità delle loro emozioni è descritta in modo magistrale e contribuisce a trascinare il lettore in un'atmosfera visionaria e allucinante nella quale non si sa mai con precisione cosa sia realtà e cosa suggestione. Il Regno del Sogno, e la città di Perla in paticolare, rappresentano dapprima un luogo ameno ed ideale di pace e distacco dallo stress della modernità, ma si trasformano via via in un incubo crescente, complice la comparsa dell'antagonista del loro creatore. In questo senso questo romanzo si inserisce nel filone distopico che tanto amo, ma rispetto agli altri romanzi di genere non mi ha coinvolta profondamente forse per la grande componente allucinata che presenta, soprattutto verso la fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Perla, capitale del Regno del Sogno, città nata decrepita e polverosa, scricchiolante e ammuffita, sotto un cielo perennemente cupo, è la ricostruzione improbabile e bizzarra di una comune città europ ...continua

    Perla, capitale del Regno del Sogno, città nata decrepita e polverosa, scricchiolante e ammuffita, sotto un cielo perennemente cupo, è la ricostruzione improbabile e bizzarra di una comune città europea in una remota zona dell’Asia centrale oppure è una comune città europea osservata attraverso la lente distorta delle visioni di un nevrastenico?

    Libro inclassificabile, diviso tra il fantastico avventuroso, l’utopia sociale e il delirio puro, L’Altra Parte è un romanzo disorganico e irrazionale, fatto della stessa (friabile) sostanza degli incubi; un’opera senza capo né coda salvata da un fascino malato ed inconsapevolmente surrealista, ovvero gratuitamente onirico. Quello che manca dal punto di vista della qualità letteraria (perché Kubin non è un grande scrittore) viene infatti compensato con la fantasia perversa e la suggestione nera dei disegni a corredo.

    Facile richiamare Meyrink per le atmosfere inquietanti e le allucinazioni sinistre, ma Kubin non ha un progetto, non mette i suoi incubi al servizio di un’allegoria esoterica; Kubin lascia semplicemente galoppare senza freni le sue fantasmagorie come un macilento e cieco cavallo bianco, folle di terrore, per gli umidi ed oscuri sotterranei della mente, fino a perdere completamente ogni controllo in un’orgia finale di follia e devastazione.

    ha scritto il 

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