L'amant perillosa

Al sud de la frontera a l'oest del sol

Per

Editor: Empúries

4.1
(6213)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , French , German , Italian , Russian , Dutch , Portuguese , Slovenian , Romanian , Croatian , Czech , Korean

Isbn-10: 8497872282 | Isbn-13: 9788497872287 | Data publicació: 

Translator: Albert Nolla

També disponible com: Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descripció del llibre
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    3

    “South of the Border, West of the Sun”, la splendida musica, che il protagonista immagina cantata da Nat King Cole, sta ad indicare che c’è sempre una via lungo un confine che può diventare infinita, ...continua

    “South of the Border, West of the Sun”, la splendida musica, che il protagonista immagina cantata da Nat King Cole, sta ad indicare che c’è sempre una via lungo un confine che può diventare infinita, solo se si riesce a superare i limiti oggettivi della propria esistenza, non per niente egli ci rivela:“...i miei genitori mi hanno chiamato Hajime che significa «inizio»”, un buon auspicio, una speranza di vita che offre infinite possibilità di scelta. Con lui a momenti alterni troviamo Shimamoto la cui figura abbraccia il passato e il presente separati, però, da un lunghissimo intervallo e senza un futuro, tra di loro una forte intesa li tiene uniti, anche l’essere figli unici e gli “interessi in comune: ci piaceva leggere, ascoltare la musica e avevamo una grande passione per i gatti”, ma il loro affacciarsi alla vita è notevolmente diverso.
    “Pretend you are happy when you are blue / it isn't very hard to do.” è l’altra canzone realmente cantata da Nat King Cole che li lega oltre il tempo e che rivela quanto sia facile mostrare di essere felici soltanto fingendo, basta una stretta di mano per non dimenticare, anche se la lontananza crea un vuoto incolmabile e la nostalgia prende il posto del ricordo. Viva, invece, è la presenza di Izumi, una figura che potrebbe aiutare Hajime ad uscire dalla sua condizione di chiusura nei confronti della vita, alla quale, però, egli non riuscirà ad offrire la necessaria serenità, perché rimane ostinatamente stretto tra l’amarezza, la solitudine e il silenzio:“Gli esseri umani, a volte, sono destinati, per il solo fatto di esistere, a fare del male a qualcuno.”.
    E veniamo a Yukiko, la donna che sposerà e che gli darà due figlie, ma soprattutto colei con cui può parlare con franchezza nel periodo più oscuro della sua esistenza, i suoi trent’anni, quando si sente ”lacerato dalla solitudine ed esasperato dal silenzio”. È la svolta, egli sarà per sempre perso nella musica, potrà permettere a tutti coloro che l’amano di usufruirne nel miglior modo nei suoi locali in cui jazz e cocktail presentano una raffinatezza invidiabile, ma il passato si ripresenta con visioni che sembrano allucinazioni a sconvolgere il rituale eterno della vita: “Ci sono cose che svaniscono all'improvviso come se fossero state recise da un colpo secco, mentre altre si dissolvono, lentamente fino a sparire del tutto. Ciò che rimane è solo il deserto.”. Il deserto, però, sa celare in sé una vita segreta come ciascuno porta in sé la colonna sonora della propria esistenza, spesso vive di quella e per quella perché fonte di vita e/o di rimpianto come “ Star-Crossed Lovers! - «amanti nati sotto una cattiva stella».” lo è per Hajime.

    “Era solo una canzone sul Messico e io pensavo che ci fosse chissà che cosa a sud del confine...A nord, l'orizzonte, a est l'orizzonte, a sud l'orizzonte e a ovest ancora l'orizzonte. Non c'è altro...Poi, un giorno, qualcosa dentro di te muore”.

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  • 4

    Mi ha commosso per quasi tutta la durata del libro, ma alla fine mi ha lasciata con una punta di delusione. Non me lo aspettavo da lui, mi attendevo altro. Ed è per questo che non posso metterlo sullo ...continua

    Mi ha commosso per quasi tutta la durata del libro, ma alla fine mi ha lasciata con una punta di delusione. Non me lo aspettavo da lui, mi attendevo altro. Ed è per questo che non posso metterlo sullo stesso piano di Norwegian wood, che per me rimane là saldo sul suo piedistallo. Le atmosfere sono a tratti quelle, ma la lirica che esprime è un'altra.

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    4

    Immedesimarsi

    Murakami sa rapire molto facilmente.
    Questo è il suo terzo libro che leggo.
    Dalle prime pagine si inizia a intuire il disagio del protagonista e la monotonia della sua vita; a tratti possiamo vedere c ...continua

    Murakami sa rapire molto facilmente.
    Questo è il suo terzo libro che leggo.
    Dalle prime pagine si inizia a intuire il disagio del protagonista e la monotonia della sua vita; a tratti possiamo vedere come si delineano sentimenti molto vicini al lettore, infatti le pagine scorrono molto velocemente e la voglia di continuare e scoprire dove l'autore voglia arrivare non manca. Arrivati agli ultimi capitoli, il lettore si fa un'idea del finale, che può sembrare scontato ma che alla fine piace e che la logica lo porta a sostenere.
    Ed è qui l'errore.
    Il finale è tutt'altro che scontato. Come ci si può immaginare, Murakami non lascia nulla al caso e sopratutto non segue logica. Apprezzo questo suo modo di scrivere e questo suo essere "fuori dagli schemi della logica e del pensiero del lettore", tuttavia è la seconda lettura che trovo, francamente, con un finale che mi ha lasciata in un limbo di emozioni senza trovare un significato, un perchè.
    Il nostro protagonista si trova in un limbo di emozioni poco chiare e di pensieri cupi, ed è cosi che Murakami vuole che il lettore si senta: immedesimazione è la parola chiave.
    Complimenti Murakami, ci sei riuscito!

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  • 5

    Non c'è niente da fare, quando non sono ispirata torno sempre da Murakami ed è come trovare un vecchio amico. Come sempre vengo rapita dalle atmosfere del Giappone, mi immergo nella storia e mi sento ...continua

    Non c'è niente da fare, quando non sono ispirata torno sempre da Murakami ed è come trovare un vecchio amico. Come sempre vengo rapita dalle atmosfere del Giappone, mi immergo nella storia e mi sento trasportata dentro come se la vedessi con i miei occhi.
    Hajime è un uomo che come tutti ha fatto scelte di cui si è pentito, sente di avere dei conti in sospeso con il passato, in questo caso con due donne che non ha dimenticato.
    Ha costruito una vita in cui ha trovato una sua dimensione ma non riesce a godersela perché si sente ancorato a un amore che non è mai sbocciato. Incredibilmente la donna del passato torna e per qualche tempo Hajime si reimmerge nelle sensazioni credute perse, si sente vivo e vuole rivoluzionare tutta la sua esistenza, abbandonare la sua famiglia e scrivere una nuova storia.
    In qualche modo però, lentamente e in modo sottile, il tempo che ha passato lontano da lei ha agito portandolo a una consapevolezza diversa da quella che aveva da giovane. Quando la donna si allontana, si rende conto che non è più necessario tormentarsi e riesce così a superare la propria scissione interiore.
    La sensazione che ho avuto è stata come di ascoltare il racconto di un uomo adulto che però sento di non poter ancora comprendere fino in fondo, ma è riassumibile nella famosa "crisi di mezza età".

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  • 4

    DIVORATO in una notte., non riuscivo a fermarmi

    Ma perchè Murakami scrive solo più libri FANTASY? Aaaah che spreco! il suo talento nella narrativa non di genere è assolutamente fuori dal comune. Tokyo blues ne è la perla. Qualcuno sa dirmi se abb ...continua

    Ma perchè Murakami scrive solo più libri FANTASY? Aaaah che spreco! il suo talento nella narrativa non di genere è assolutamente fuori dal comune. Tokyo blues ne è la perla. Qualcuno sa dirmi se abbia scritto altro che non sia Fantasy?

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    3

    很鬱悶

    風格非常的村上。主角都是家境很不錯的,人生(看似)美滿。但由於在少年時期認識了什麼人、做過了什麼事,因而造成人生的隱性重大缺憾~ 日後會再為那件事情再做出脫軌的瘋狂舉動。這本寫的最淺顯。但是真的沒有很享受的閱讀。

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  • 5

    Riflessioni e ricordi

    Hajime, protagonista del romanzo, narra la sua storia a partire da quando era un adolescente che amava passare le giornate ascoltando dischi e leggendo libri con la sua amica Shimamoto.
    All'età di dod ...continua

    Hajime, protagonista del romanzo, narra la sua storia a partire da quando era un adolescente che amava passare le giornate ascoltando dischi e leggendo libri con la sua amica Shimamoto.
    All'età di dodici anni, deve trasferirsi in un'altra città e l'amicizia viene interrotta, anche a causa delle vie diverse che la vita prende, inevitabilmente.
    E così seguiamo Hajime nelle sue relazioni amorose, nelle evoluzioni del suo corpo e del suo cuore. Un ragazzo in procinto di diventare uomo, alla continua ricerca di qualcosa che non trova, e che presto scoprirà coincidere con una persona.

    Il mondo stava subendo enormi trasformazioni davanti ai miei occhi e non vedevo l'ora di poter essere coinvolto anch'io in questo grande fermento. Sapevo bene che Izumi desiderava con tutte le sue forze che rimanessi lì e che avrebbe acconsentito a fare l'amore con me pur di convincermi, ma io non avevo intenzione di restare un minuto in più, in quella perfetta e sonnolenta città. Sapevo bene che il rapporto tra noi avrebbe potuto finire, ma se avessi deciso di rimanere, avrei perso sicuramente qualcosa a cui non potevo assolutamente rinunciare. Era un sogno vago, una febbre divorante e un desiderio così forte da far star male, uno di quei sogni che si possono avere solo a diciassette o diciotto anni. Izumi non poteva ancora capire, lei inseguiva sogni diversi e di un mondo estraneo al mio.

    Mi sono immedesimata subito in Hajime e ne ho seguito con grande coinvolgimento il suo racconto, i suoi stati d'animo e i suoi non-stati d'animo. Hajime affronta infatti anche il buio e l'inettitudine totale, quella sensazione che solo se vissuta si può comprendere.
    Spesso mi sono ritrovata a leggere le sue parole sincere e oneste a bocca aperta e quasi con le lacrime. Quando è finito, mi lasciato una sensazione di vuoto dentro, irreversibile.
    E' stato bellissimo. Il mio preferito finora.

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  • 5

    Credo sia tutto nel titolo. Quella che sembra una promessa di libertà, a sud del confine, alla fine è una illusione, la pretesa di raggiungere a ovest del sole un altra vita, quella alla quale credi d ...continua

    Credo sia tutto nel titolo. Quella che sembra una promessa di libertà, a sud del confine, alla fine è una illusione, la pretesa di raggiungere a ovest del sole un altra vita, quella alla quale credi di essere destinato. Ed invece non ci sono sliding doors, questo è l'unico presente che ci tocca, e del quale possiamo parlare. A ovest del sole non c'è niente, solo deserto.

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  • 4

    «Pretend you are happy when you are blue it isn’t very hard to do». Reading Challenge 2016, un libro scritto nell'anno in cui sei nato

    Descrizione: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto ...continua

    Descrizione: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lí dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di piú: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo.
    Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppía esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.

    Davvero bello, ogni elemento ha senso, dal significato dei nomi all’espressione loquace del titolo che ha rimandi musicali (elemento caro a Murakami), per non parlare poi dei due protagonisti Hajime e Shinamoto unici e indimenticabili. Si legge della distanza, degli affetti mancati, della vita che si evolve, avanza, e del rimorso che da dietro l’angolo torna a trovarti, ti fa sentire incompleto. E se avessi fatto un’altra scelta la mia vita come sarebbe stata? Ecco, Murakami indaga l’evoluzione del sistema vita, che ha un suo inizio, un suo fine e un suo centro, ed è proprio in quel centro che avvengono tutti i cambiamenti, tutto ciò che ci rende felici, tutto ciò che rende completi dove dentro di noi – seppur coperti di affetti e amori, e un lavoro niente male – regna l’inverno più profondo. Ma non è mai troppo tardi per recuperare, per tornare sui propri passi e completare insieme un percorso che ha il suo inizio tra i banchi di scuola, per arrivare proprio lì, ad Ovest del sole, dove si nasconde la vera felicità o l’aridità delle emozioni. Quella felicità intima, sempre diversa, mai uguale alle altre, quel deserto mai sempre lo stesso, e mai facilmente percorribile.

    “Vista dall’esterno, la mia vita sembrava perfetta e talvolta anche ai miei occhi appariva così: avevo un lavoro che svolgevo con entusiasmo e guadagnavo abbastanza bene. Ero proprietario di un appartamento di quattro stanze, di un villino, di una BMW e di una jeep. La mia era una famiglia felice, amavo mia moglie e le mie due figlie. Cosa potevo desiderare di più dalla vita? Quando arrivò l’autunno avevo preso una decisione. Ero arrivato alla conclusione che non potevo più continuare a vivere così.”

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