L'amant perillosa

Al sud de la frontera a l'oest del sol

Per

Editor: Empúries

4.1
(6150)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , French , German , Italian , Russian , Dutch , Portuguese , Slovenian , Romanian , Croatian , Czech , Korean

Isbn-10: 8497872282 | Isbn-13: 9788497872287 | Data publicació: 

Translator: Albert Nolla

També disponible com: Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descripció del llibre
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  • 3

    libro poetico e toccante!

    Con semplicità e con un linguaggio delicato e mai banale, Murakami sa raccontare una storia di amore, cambiamenti umani, generazionali. In questa storia il sesso è un comprimario, funzionale a raggiun ...continua

    Con semplicità e con un linguaggio delicato e mai banale, Murakami sa raccontare una storia di amore, cambiamenti umani, generazionali. In questa storia il sesso è un comprimario, funzionale a raggiungere l'apice narrativo, ma non una pura descrizione morbosa di atti.
    E' bello ogni tanto avvicinarsi alla letteratura giapponese. Anche se la cultura e la società sono molto diverse da quelle europee, le bizzarrie dell'animo umano sono comuni e condivisibile al di là delle latitudini.

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  • 4

    Secondo Murakami che leggo, e seconda recensione positiva.
    Non è un libro che si legge: piuttosto lo si osserva in silenzio, come un quadro, o lo si ascolta con le orecchie ben tese, perchè è una musi ...continua

    Secondo Murakami che leggo, e seconda recensione positiva.
    Non è un libro che si legge: piuttosto lo si osserva in silenzio, come un quadro, o lo si ascolta con le orecchie ben tese, perchè è una musica bella ma suonata lenamente e a volume basso.
    Un libro che parla di solitudine, che evoca piuttosto che presentare, un libro che racconta la storia di ciò che non si ha e che si vorrebbe avere.

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  • 4

    Diverso dai Murakami che conoscevo, l'ho trovato una lettura piacevole e facile, anche se non un capolavoro. Ancora una volta mi ha colpito la profonda conoscenza dell'autore dei giovani e dei loro pr ...continua

    Diverso dai Murakami che conoscevo, l'ho trovato una lettura piacevole e facile, anche se non un capolavoro. Ancora una volta mi ha colpito la profonda conoscenza dell'autore dei giovani e dei loro problemi e la profonda solitudine delle persone.

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  • 3

    Una storia un po' sottotono: di Murakami apprezzo lo sconfinamento in una dimensione surreale e onirica che, in questo romanzo, è appena suggerita

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  • 3

    Melanconia pura e verità nascoste.

    Romanzo intenso, delicato, realista al punto da risultare talvolta tagliente, malinconico e puro, ma proprio per questo di una bellezza che non può essere ignorata.

    "..forse è la luce di un astro che ...continua

    Romanzo intenso, delicato, realista al punto da risultare talvolta tagliente, malinconico e puro, ma proprio per questo di una bellezza che non può essere ignorata.

    "..forse è la luce di un astro che ora non esiste più, ma a volte sembra più reale di tutto il resto.."
    "..tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo quello che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto.."
    “Una volta che prendono una direzione, qualsiasi cosa tu faccia, non possono tornare a essere quello che erano. Se anche una piccolissima cosa va storta, è così che rimarrà per sempre”.
    "Fingere di essere felici quando si è tristi non è poi un grande sforzo"

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  • 4

    Dopo la parziale delusione di After Dark, che qualche mese fa mi aveva un pochino annoiato, Murakami torna ad essere una conferma. Ecco la trama: la vita di Hajime sarebbe stata come quella di qualsia ...continua

    Dopo la parziale delusione di After Dark, che qualche mese fa mi aveva un pochino annoiato, Murakami torna ad essere una conferma. Ecco la trama: la vita di Hajime sarebbe stata come quella di qualsiasi altro bambino della sua età se anche lui avesse avuto dei fratelli. Essere figli unici nel Giappone degli anni Cinquanta era un fatto insolito costituente molto spesso motivo di esclusione. Questa sua condizione lo porterà ad isolarsi dai suoi compagni di scuola fino a quando, all'età di dodici anni, conosce Shimamoto, figlia unica come lui, la cui condizione di isolamento dai coetanei è ancor più accentuata del suo incedere zoppicante. Tra i due nascerà subito un bellissimo rapporto, ma quando Hajime si renderà conto di essere innamorato sarà troppo tardi e la vita li avrà già separati. Seguiamo così Hajime nel suo cammino verso l'età adulta, vivendone gli amori, le esperienze e anche gli errori. Tuttavia non lo abbandonerà mai la consapevolezza che la vita vera non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.
    Questo libro mi è piaciuto tantissimo, sebbene la trama appaia in apparenza piuttosto banale. E secondo sta proprio qui la forza di Murakami: è uno scrittore in grado di parlare di temi relativamente banali con uno stile unico. Consigliatissimo a tutti! Voto: 8/10

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  • 2

    Murakami, in una pagina del lavoro in questione, scrive che il tempo impiegato per leggere un libro brutto è, in sostanza, sprecato. Potrebbe utilizzarlo come il proprio manifesto letterario, quasi; d ...continua

    Murakami, in una pagina del lavoro in questione, scrive che il tempo impiegato per leggere un libro brutto è, in sostanza, sprecato. Potrebbe utilizzarlo come il proprio manifesto letterario, quasi; dico "quasi" perché, in fin dei conti, scrive bene, riesce a toccare argomenti a me molto - ma molto!- cari, ma con la STRAORDINARIA capacità di lasciarmi indifferente. È un gran peccato.

    E toglile 'ste scene di sesso, Muraka', non sei cosa.

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  • 2

    E quindi...?

    Secondo libro di Murakami che leggo dopo "Norwegian wood",libro che non mi aveva entusiasmato granchè ma, dopo aver letto "a sud del confine...", "norwegian wood" m'è sembrato un capolavoro. Credo che ...continua

    Secondo libro di Murakami che leggo dopo "Norwegian wood",libro che non mi aveva entusiasmato granchè ma, dopo aver letto "a sud del confine...", "norwegian wood" m'è sembrato un capolavoro. Credo che Murakami sappia giocare molto su certi elementi del tipo : la scelta delle canzoni per ogni situazione, i giochi di parole con i titoli di queste ultime, qualche verso preso qua e là col quale i protagonisti immancabilmente si identificano,il tutto circondato da un alone di malinconia,rimpianto dei tempi passati e cose del genere: queste fanno sì che ogni cosa ti sembri magica e poetica ma ,tolti questi elementi, all'atto pratico non rimane un beato nulla. "Norwegian wood" era..." particolare" anche per l'elevato numero di suicidi e tragedie, se vogliamo, invece qui, ahimè, nessun ragazzo con problemi e /o istinti suicidi e strane tendenze che potesse scuotere un po' la vicenda . Calma piatta. Tutto sommato non parte male : l'amicizia tra Hajime e Shimamoto (con la quale ,tra l'altro ,Hajime ci finirà insieme e si intuisce fin dalle descrizioni di loro due dodicenni) era davvero uno spunto interessante, ma questo interesse si perde durante lo scorrere della storia. Non ci è consentito sapere che accidenti di vita faccia Shimamoto ,che accidenti di problemi abbia, e dove accidenti sia finita nell'arco di 15 anni ;quel suo comparire e scomparire ogni secondo per poi restare comunque evasiva circa la sua vita dopo un po' mi ha dato ai nervi. La moglie di Hajime, del cui tentato suicidio si viene a sapere durante la storia,è un altro personaggio che c'è solo per nome . Appare e scompare ogni tanto pure lei, praticamente Hajime se ne ricorda solo quando torna a casa dopo il lavoro,dopo essersi concesso "qualche scappatella con altre donne" e dopo gli incontri con Shimamoto (però, attenzione, è sempre e comunque innamorato della moglie, eh .) Hajime, che non riesce neanche alla fine a decidere dove e con chi diamine voglia stare e,dulcis in fundo, il finale stesso , in seguito al quale ti domandi "e quindi?" . Insomma, durante la lettura ti aspetti sempre che debba succedere qualcosa di importante, ma non succede nulla. Scivola via, semplicemente. Sembra un mistero irrisolto ,cento domande e nessuna risposta. Due stelline vanno ,quindi, al titolo ( essendo figo mi ha tratto in inganno) e allo stile di Murakami che, come avevo già detto, nonostante tutto mi piace.

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  • 5

    Il mio primo approccio alla narrativa giapponese avviene con questo romanzo che non ricordo nè come, nè quando, è finito nella mia wishlist.
    Inizio a leggere: la scrittura è scarna, semplice, non lezi ...continua

    Il mio primo approccio alla narrativa giapponese avviene con questo romanzo che non ricordo nè come, nè quando, è finito nella mia wishlist.
    Inizio a leggere: la scrittura è scarna, semplice, non leziosa, praticamente all’osso come leggere uno scrittore in erba o uno scrittore che scrittore ci è diventato, un Fabio Volo per intenderci, che mi è venuto in mente anche per gli iniziali riferimenti che Murakami fa alla musica.

    Descrizioni brevi dell’ambiente, dei personaggi, del tempo e così via, il tutto meticolosamente separato come una lista della spesa, come un compitino delle elementari. Estrema banalità. La mia impressione iniziale è di moderata delusione.

    Continuo a leggere, prendo le misure di questo stile, del ritmo, mi lascio condurre nella storia. Il racconto è un fiume dolce, calmo, costante, inizialmente senza interruzioni, né sussulti. Lo vedi scorrere mentre tu sei comodamente seduto sul greto. Non è né bello né brutto, va via pacifico e silenzioso come un piccolo fiumiciattolo in collina. Ad un certo punto però senti che le sensazioni cambiano, si fanno più forti e concrete, il fiume cresce, si fa più veloce e senza che te ne rendi conto ti ci ritrovi dentro, vieni trascinato via, non hai difese, ti toglie il fiato.

    Tra un capitolo e l’altro mi ritrovo letteralmente a dover respirare, fare una pausa, come avessi fatto una corsa, come se fossi in affanno.

    In alcune di queste brevi pause mi è venuto da ridere perché non capivo come riuscisse con quella banalità a stregarmi, a coinvolgermi e a colpirmi con tanta violenza.

    Ancora adesso non riesco a spiegarmelo.

    Credo che la potenza di questo romanzo possa scatenarsi in tutta la sua forza solo se il lettore è “predisposto”, ovvero se in qualche modo trova dentro di sè corrispondenza ed empatia con le vicende narrate, ovvero se anche il lettore si sta facendo le stesse domande del protagonista oppure se nel proprio passato ci siano emozioni irrisolte che prepotentemente tornano a galla.

    Se così è, ogni capitolo diventa un magone, una poesia, un viaggio, un’immersione senza ossigeno. Diversamente credo che possa essere giudicato come un discreto romanzo rosa e nulla più.

    Murakami non si è inventato nulla per appesantire il racconto, nessuna tragedia, nessun contesto strappalacrime, non ha giocato alcuna carta narrativa per indurre nel lettore delle emozioni a comando. Ma quelle emozioni te le tira fuori, eccome… te le strappa. Non so come, giuro, ma lo fa. Tutto è così banale ma al tempo stesso travolgente. Pura semplicità, pura magia.

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