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L'amante

Di

Editore: Euroclub (su licenza Feltrinelli)

3.8
(4838)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 118 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Polacco , Tedesco , Portoghese , Rumeno , Svedese , Catalano , Olandese , Giapponese

Isbn-10: A000020692 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Leonella Prato Caruso

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , CD audio

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Lei ha quindici anni. È francese, una bellezza acerba e inquietante. Lui è un giovane cinese miliardario e schiavo d'amore della "piccola prostituta bianca". È la storia autobiografica di un desiderio intenso e terribile, celato nelle profondità della carne.
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  • 3

    La prima sensazione è di meraviglia. Tre paragrafi nella sola prima pagina. La seconda è di spaesamento, che cede il passo al dubbio ma anche al fascino di una scrittura che fin dal principio si manif ...continua

    La prima sensazione è di meraviglia. Tre paragrafi nella sola prima pagina. La seconda è di spaesamento, che cede il passo al dubbio ma anche al fascino di una scrittura che fin dal principio si manifesta come protagonista del testo. Marguerite Duras, con L’amante, ha scritto un libro raro che parla attraverso il non detto, attraverso le pause, attraverso la suddivisione continua del testo in piccoli quadri, dettagli, immagini. Racconta mediante l’arte della fotografia. Tutto ciò che ha forma nel testo diventa visibile grazie a potenti flash dell’autrice sui suoi ricordi d’infanzia; ma sarebbe un errore considerare il romanzo esclusivamente come un racconto autobiografico, perché per l’autrice ricordare è sempre un’esperienza dolorosa e difficile: piuttosto, quello che troviamo ne L’amante è un tempo e un luogo riempiti di memoria. E dunque, è vero che la protagonista è l’autrice stessa; è vero che il libro ruota attorno alla giovinezza della Duras, agli anni trascorsi con la madre e i fratelli nell’Indocina francese, presso la cittadina di Vinh long, sulle sponde del fiume Mekong, ed è pur vero che il romanzo narra la clandestina e scandalosa storia d’amore tra la protagonista quindicenne, povera e magra, terribilmente graziosa, la “bambina bianca”, e un uomo adulto cinese, milionario e timoroso della volontà paterna. Ma ciò che esplode in questo romanzo è la necessità del racconto, l’obbligo della scrittura. L’autrice si trova costretta alla narrazione per indagarsi, per dare un volto alla sua identità, al suo personaggio che si va formando sulla strada dell’adolescenza. Per comprendersi, Marguerite Duras getta su carta ricordi sconnessi, non vi è alcun filo temporale a legarli; continui sbalzi narrativi trascinano il lettore dalla storia d’amore con l’uomo cinese, al difficile e catastrofico rapporto con l’amatissima madre, dal silenzio e il timore indifferente per il fratello maggiore, usurpatore di felicità altrui, alla vita che sarà una volta arrivata in Francia, una volta che sarà scrittrice. Ciò di cui si parla in questo libro è molto di più della prima storia d’amore nella vita di un’adolescente: c’è il desiderio di dare e ricevere amore attraverso un uomo “proibito”, proibito e vietato perché cinese, perché ricco, perché non europeo; c’è la volontà di sentirsi donna e la paura di vedersi ancora bambina; c’è il coraggio di dirsi Io con in testa un cappello da uomo; c’è la madre e la frustrazione e la povertà di un sistema familiare in completa rovina; c’è il sistema dell’uomo/padrone attraverso la figura sconvolgente del fratello maggiore che sradica attorno a sé qualunque possibilità di esistenza, e tutto intorno c’è l’Indocina, la pianura di fango e riso, la forza dell’acqua, del fiume Mekong che scende veloce verso il Pacifico. Sulla carta, attraverso echi concentrici, l’autrice si frammenta e si ricompone di continuo. L’identità che ne esce fuori è frastagliata, porta addosso i vuoti della vita, che l’autrice non teme di mostrare tramite un linguaggio metaforico, avvolgente che parla e poi sta zitto; aspetta, ascolta il respiro del lettore, riparte, lasciando dietro e dentro di sé memorie senza ricordo.

    ha scritto il 

  • 5

    Per riconoscere i sentimenti, a volte, si deve vivere una vita intera, con tutte le difficoltà che si possono incontrare e dopo averla ricostruita con descrizioni, quasi immagini, apparentemente confu ...continua

    Per riconoscere i sentimenti, a volte, si deve vivere una vita intera, con tutte le difficoltà che si possono incontrare e dopo averla ricostruita con descrizioni, quasi immagini, apparentemente confuse ma estremamente coinvolgenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Più che per la storia autobiografica, colpisce il modo in cui questa viene raccontata. ho amato molto lo stile narrativo usato dall'autrice: frasi brevi, semplici, senza fronzoli.
    Un piccolo grande ca ...continua

    Più che per la storia autobiografica, colpisce il modo in cui questa viene raccontata. ho amato molto lo stile narrativo usato dall'autrice: frasi brevi, semplici, senza fronzoli.
    Un piccolo grande capolavoro della letteratura francese del '900 (purtroppo non molto conosciuto)

    ha scritto il 

  • 4

    A dispetto del titolo che potrebbe far pensare solo al racconto di una storia d'amore, L'amante è anche la storia di una vicenda familiare complessa e tormentata che racconta molteplici forme di amore ...continua

    A dispetto del titolo che potrebbe far pensare solo al racconto di una storia d'amore, L'amante è anche la storia di una vicenda familiare complessa e tormentata che racconta molteplici forme di amore. L'amore complicato, monco, spesso unidirezionale verso una madre dal precario equilibrio emotivo, l'amore protettivo verso il fratello minore, quello unito all'odio verso il fratello maggiore. E accanto a questi, l'amore mai confessato verso l'amante cinese, quello da nascondere per via di una serie di convenzioni e di regole sociali. Il linguaggio passa da alcuni momenti in cui è scarno ed essenziale a pagine di vera a propria poesia. Ho amato particolarmente quelle pagine che lo rendono, malgrado la brevità, un romanzo pregno e intenso.

    ha scritto il 

  • 0

    Definir questo libro autobiografico è limitativo. È egoriferito, autoreferenziale (come le mani di Escher, con tutto quel suo scrivere sulla scrittura), incisivamente introspettivo e pure narciso... p ...continua

    Definir questo libro autobiografico è limitativo. È egoriferito, autoreferenziale (come le mani di Escher, con tutto quel suo scrivere sulla scrittura), incisivamente introspettivo e pure narciso... proprio come chi l'ha scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    https://ilclubdeilibri.wordpress.com/2015/02/11/lamante-marguerite-duras-una-recensione/

    Siamo a Sa Dec, abbiamo appena preso un autobus e l’autista saluta calorosamente una ragazzina con un cappello da uomo in testa, un vestitino leggero e delle scarpe col tacco, più adatte ad un’uscita ...continua

    Siamo a Sa Dec, abbiamo appena preso un autobus e l’autista saluta calorosamente una ragazzina con un cappello da uomo in testa, un vestitino leggero e delle scarpe col tacco, più adatte ad un’uscita serale che ad una passeggiata in pieno giorno. Ora il veicolo sale sul traghetto che ci permetterà di attraversare il Mekong e di arrivare a Saigon, scendiamo dall’autobus e ci spostiamo sul ponte. Fa caldo, il vento ci ristora, ma non troppo e ci chiediamo quando mai questo caldo appiccicoso finirà.
    Poi, voltiamo appena la testa, e scopriamo che lì vicino a noi è comparsa la ragazzina del bus. Avrà all’incirca quindici anni, forse meno, un trucco leggero e quel suo bizzarro abbigliamento ci fa sorridere.
    La osserviamo ancora un poco, poi notiamo che c’è una macchina nera, i vetri oscurati, di sicuro qualcuno di ricco e potente e importante.
    Ci distraiamo un attimo perché fa caldo e cerchiamo un po’ d’ombra, o magari abbiamo dimenticato in macchina la bottiglietta dell’acqua, fatto sta che quando torniamo a guardare la nostra ragazzina, vediamo che accanto a lei c’è un cinese vestito a puntino, giovane sì, ma decisamente più vecchio di lei. Parlano tra loro, poi lei lo segue in macchina e, quando il traghetto si ferma, noi e loro prendiamo strade diverse.

    In quella macchina, mentre noi ci allontaniamo con la curiosità viva e bruciante, nasce qualcosa di tenere, bugiardo, passionale e proibito. La giovane donna europea e il ricco cinese si parlano, iniziano a conoscersi e si chiedono se posso ancora vedersi, se possono frequentarsi, le lui potrà andarla a prendere a scuola e riaccompagnarla a casa.
    Lei accetta e iniziano a frequentarsi, senza mai conoscersi veramente. Lui si innamora, lei è convinta solo di usarlo perché ha bisogno di soldi, perché vuole sfuggire a quella vita che le sta stretta, fatta di una madre psicologicamente provata, un fratello despota ubriacone e affetto dal vizio del gioco e un fratellino più piccolo, debole e indifeso che lei ama in un modo che va al di là dell’affetto che lega fratello e sorella.
    Eppure la loro storia comincia, prosegue e si intensifica: lei si offre a lui e lui a lei, in un modo intenso e disperato. Sanno che tutto questo non li porterà da nessuna parte, perché il padre di lui li osteggia, pone un veto alla loro relazione: suo figlio deve dirigere l’azienda di famiglia e sposare qualcuna che sia degna della posizione che occupano in società. E lei, la ragazzina, è persa per sempre, svergognata, nessuno la vorrà più adesso, tutti la additano come la piccola puttana europea.

    Eppure noi che leggiamo non riusciamo a giudicarla male, capiamo perché lo fa: la famiglia ha bisogno di soldi, la madre ha perso tutto a causa di cattivi investimenti fatti a causa di cattivi consigli, il fratello grande spende tutto in vino e gioco d’azzardo, lei e il fratello piccolo sono in balia degli eventi.

    Eppure non riusciamo a giudicarla male, ci fa solo tanta tenerezza e, improvvisamente, proviamo tristezza per lei perché ci rendiamo conto che questa bambina, diventata adulta di colpo, avrà dell’amore una visione distorta e non sapremo, arrivati all’ultima pagina, se si lascerà andare e amerà con tutta se stessa. Ma saremo certi di una cosa: lei e l’uomo cinese non si scorderanno mai, anche se vivranno a migliaia di chilometri di distanza, anche se si sposeranno e avranno dei figli, anche se le loro vite si separeranno per non incontrarsi più.

    La potenza di questo breve romanzo è nella narrativa della Duras, nella sua capacità di nascondere i sentimenti dietro ad una scrittura asciutta e diretta che non ricorre mai a figure retoriche e a descrizioni arzigogolate. Forse questo aspetto potrebbe scoraggiare, ma io l’ho trovato assolutamente perfetto.

    ha scritto il 

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