L'amante

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 81

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.1
(2391)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8496200299 | Isbn-13: 9788496200296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Arno Baehr

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    amo yeoshua, ho amato soprattutto il responsabile delle risorse umane - il primo che ho letto, a 23 anni, restandone folgorata come mi capita di rado. dopo aver finito un suo romanzo tendo a lasciar p ...continua

    amo yeoshua, ho amato soprattutto il responsabile delle risorse umane - il primo che ho letto, a 23 anni, restandone folgorata come mi capita di rado. dopo aver finito un suo romanzo tendo a lasciar passare parecchi anni prima di cominciarne un altro.
    L'amante è chiaramente il romanzo di un uomo più giovane, e inoltre è un romanzo degli anni 70 in cui il discorso politico\sociale\razziale richiedeva di essere esplicito tanto da suonare, oggi che siamo consapevoli di un sacco di cose, addirittura telefonato; poco importa, dato che il valore letterario è come sempre straordinario. Incantevole e verissimo, in particolare, il racconto delle adolescenze - tutte le adolescenze del libro hanno scatenato in me una sensazione tipo dove si era nascosto quest'uomo a spiarmi quando andavo al liceo.

    ha scritto il 

  • 4

    Radichiamo il libro in reti di comunicazione ostruite. Partiamo pure dal macrocosmo, l'Haifa nell'Israele del 1973, sfondo di due popoli che s'annusano reciprocamente con sospetto. Tutto ciò che cono ...continua

    Radichiamo il libro in reti di comunicazione ostruite. Partiamo pure dal macrocosmo, l'Haifa nell'Israele del 1973, sfondo di due popoli che s'annusano reciprocamente con sospetto. Tutto ciò che conoscono uno dell'altro è proprio un certo odore, cioè un grumo di pregiudizi che dipingono un gruppo culturale solo in maniera macchiettistica, e poi si stupiscono, se, una volta approfondita reciprocamente la conoscenza (come avviene ai singoli personaggi del libro), in fondo né gli arabi sono tutti delinquenti che vanno tenuti al guinzaglio, né gli ebrei sono un'alterità da tenere a distanza, come se il toccare solamente le loro usanze, anche religiose, potesse provocare una pericolosa infezione. Ora, però, andiamo al nocciolo, al microcosmo. Ecco che qui le reti di comunicazione ostruite si restringono a vite individuali e allo stesso tempo si allargano, perché sovrastano la loro vita come una sostanza soffocante nell'aria, e allo stesso tempo è una distanza fondante. L'amore come fondazione di questa specifica famiglia non è veramente tale, è un consistente affetto nato da due vite che avevano bisogno di sistemarsi. La società preferisce le coppie e non le zitelle e gli scapoli, perché tutti dicono che l'amore è l'esperienza più bella della vita e rimanerne a corto fa credere che bisogna aggrapparsi alla prima fonte che anche solo pallidamente fa nascere un presentimento, cioè che incarni il significato di questo misterioso accadimento che sconvolge di norma le esistenze. È un'incombenza che bisogna sbrigare, per agevolazioni economiche, per continuare a lavorare senza dover investire altre energie nella ricerca di qualcuno che tolga l'etichetta di “single”. Nell'intento di continuare le propre vite individuali sotto le stesso tetto, pur scrutandosi reciprocamente, ecco che nasce quella distanza che unisce forzatamente più persone senza che esse, di per sé, s'avvicinino veramente. Un po' come avere tre pezzi di un collage appiccicati uno all'altra: un'unione di carta, fragile, carente come il suo materiale. Così questa maniera di percepirsi reciprocamente è ciò che si conosce come l'affetto più caro che si ha di fatto, in un mondo dove gli altri allora saranno ancora più distrattamente cordiali estranei; e da qui, da ciò che si è sempre conosciuto, insorgera la novità sconvolgente del vero amore.
    Adam, Asya (moglie), Dafna (figlia). Adam ha la sua vita, Asya la sua vita, Dafna, quindicenne, ha la sua vita. E queste vite influiscono una nell'altra nella maniera della mancanza. È vero che sono compartimenti stagni che si osservano reciprocamente da una finestrella, da cui forse sporgono una mano come per cercare la vicinanza uno dell'altro, ma brancolano nel buio, in tentativi solo accennati e presto falliti. Ecco perché “l'amante”, un altro personaggio che entrerà fisicamente nella casa di Adam e Asya, è così fondamentale da dare il titolo al romanzo. Non si scaccino i presentimenti che nascono da questo inquadramento: Gabriel è l'amante di Asya. Asya conosce finalmente l'amore, quel sentimento che la rianima e rende il suo volto invecchiato con l'età più vivo, più giovane. E la cosa commovente, una di quelle che mi sono piaciute di più, è che alla scomparsa di Gabriel – andrà al fronte a combattere nella brevissima guerra del Kappur tra Egitto e Israele – sarà proprio Adam a gettarsi alla sua ricerca, a rintracciarlo tramite scartoffie, centralini, e infine tramite la traccia che può individuare più facilmente, in quanto meccanico: la sua macchina, una vecchia Morris del '47. In questa strenua ricerca di un oggetto-simbolo di una persona, della sua ondata di vita che ha portato alla persona che più si è tentato di raggiungere, come sua moglie, vengono trascinati tutti i personaggi, ognuno alla sua maniera. In un certo senso la donna a cui in un punto ultimo è destinato qualsiasi risultato di questa ricerca senza pace è il personaggio più esternamente osservatore, in semplice attesa. Arriva l'elemento più bello per me del libro: come, nella ricerca di una persona, che involontariamente ha risvegliato le distanze, la voglia così impellente, densa di carenze, logoramento, si cada spesso, s'inciampi, ma s'arrampichi su di esso come un altro germoglio nascente sulla stessa pianta, un amore genuino, vitale, sincero e bello (non faccio nomi per non rovinare la narrazione). C'è un altro personaggio ancora, la nonna di Gabriel, che manifesta quel procedimento di morte e rinascita che i personaggi vivono: lo stato vegetativo del coma, come lo stato vegetativo in cui ristagna la famiglia di Adam, e poi un accelerato, inaspettato tornare alla vita – nonostante i 90 anni – e la voglia di ricominciare, di tenere duro nonostante le rughe, il tempo. Tuttavia l'impaccio che caratterizza la famiglia di Adam è quell'aggiuntivo che smuove ancora di più queste formichine che s'agitano, non sapendo come altro attingere ciò che hanno sperimentato, quella fiammella calda che ha permesso loro una soluzione ad un infossamento, s'arrangiano puntando a ciò che già conoscono, corrono da tutte le parti e fanno accadere eventi, perché smuovere un tassello finisce per coinvolgere i tasselli circostanti e scatenare un generale formicaio. Si smuove persino il confronto tra arabi ed ebrei, si rompono semplici parvenze di chi siano gli uni e chi siano gli altri. Questo complesso è l'elemento che ricorderò, che mi ha fatto affezionare al libro, e per cui i personaggi sono umani, troppo umani.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli orizzonti

    Se mi venisse concessa l'opportunità di scegliere il titolo di questo ottimo romanzo sono certo lo intitolerei 'L'orizzonte' perché L'amante, secondo me, è un titolo fuorviante, tende a depistare e de ...continua

    Se mi venisse concessa l'opportunità di scegliere il titolo di questo ottimo romanzo sono certo lo intitolerei 'L'orizzonte' perché L'amante, secondo me, è un titolo fuorviante, tende a depistare e derubricare questo romanzo ad una tresca amorosa.
    In realtà non è così, l'amante serve da miccia, da spinterogeno affinché i protagonisti si rianimino, si sottraggano ad una vita avvolta dal torpore e da una insoddisfazione latente che li avvolge comprimendo in maniera letale le loro esistenze. L'amante, o meglio la sua assenza, serve ad Adam per riprendere il lavoro manuale, ad Asya per uscire 'dai sogni' e confrontarsi con la realtà, a Dafi per 'riavere' i suoi genitori e comprendere l'importanza della passione e a Nai'm per emanciparsi dalla condizione di ragazzino arabo senza possibilità di futuro. L'amante, e ribadisco, la sua assenza, serve a ciascuno per intravvedere un orizzonte che prima di Gabriel (l'amante) non riuscivano neppure a scorgere.
    L'amante conferisce loro l'impulso proprio della passione, il fuoco sacro del desiderio per un traguardo, la forza propulsiva del piacere per la vita.
    Un'ottima lettura collocata in un'atmosfera ovattata, delicata, tra i colori e i paesaggi incantevoli del medio oriente.

    ha scritto il 

  • 4

    “…e noi nell’ultima guerra abbiamo perso un amante.” Un incipit fulminante ci introduce alla vicenda narrata. Amore, guerra, ricerca dell'amante svanito nel nulla sono i nodi di una storia narrata a p ...continua

    “…e noi nell’ultima guerra abbiamo perso un amante.” Un incipit fulminante ci introduce alla vicenda narrata. Amore, guerra, ricerca dell'amante svanito nel nulla sono i nodi di una storia narrata a più voci. Il tempo si dilata nella molteplicità dei punti di vista, nella ripetizione degli stessi momenti di una vita vissuta dai personaggi in una solitudine disperante. L'amore è inseguito, desiderato, quasi irraggiungibile. È un continuo cercarsi, in giorni dominati dal silenzio e dall'incomunicabilità, dall'attenzione a non sfiorarsi pur desiderando un contatto, in una città in cui arabi ed ebrei convivono con sospetto e diffidenza, ma anche con un senso di attrazione reciproca.
    L'amante, Gabriel, è l'irruzione di un elemento nuovo nella vita normale e rassegnata di una famiglia e nella routine sconfortante di un matrimonio ormai logoro. Fa da catalizzatore di speranze e desideri, più con la sua improvvisa scomparsa che con la sua presenza. Sembra, all'inizio, il fantasma di ciò che potrebbe essere l'esistenza. Dà uno scopo a ciò che sembrava non averne e ridefinisce le prospettive di una guerra inutile.
    La narrazione emana un'atmosfera ovattata, spesso irreale. E la rinascita a vita diversa è simboleggiata dalla ripresa di Valduccia, la vecchia nonna di Gabriel, che torna miracolosamente dal coma. Sono splendide le pagine in cui assistiamo alla graduale guarigione di Vaduccia, dal delirio a pensieri via via più chiari.
    È un romanzo denso e intenso, che lo stile narrativo polifonico rende assai coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    leggerezza dell'incomunicabilita

    storia narrata a piu voci di amori, guerra, incomprensione. uno svolgimento leggero tra personaggi angustiati, regista un capofamiglia che sembra avere i piedi per terra ma...
    molto bello con un final ...continua

    storia narrata a piu voci di amori, guerra, incomprensione. uno svolgimento leggero tra personaggi angustiati, regista un capofamiglia che sembra avere i piedi per terra ma...
    molto bello con un finale un po frettoloso dopo una narrazione lenta. non del tutto comprensibili i sentimenti di adam . c e' sempre una logica nell'amare?

    ha scritto il 

  • 5

    Un meraviglioso canone a più voci

    Supponiamo di voler scrivere un libro sui conflitti religiosi, sulla inutilità della guerra e sulla solitudine degli individui. Difficilmente penseremmo di farlo raccontando rapporti in crisi all’inte ...continua

    Supponiamo di voler scrivere un libro sui conflitti religiosi, sulla inutilità della guerra e sulla solitudine degli individui. Difficilmente penseremmo di farlo raccontando rapporti in crisi all’interno della famiglia, di amanti e di problemi adolescenziali. Yehoshua invece sì, scrive il suo primo romanzo della "Trilogia d'amore e di guerra” proprio partendo da una famiglia. E il risultato che ottiene è efficacissimo e bello.

    “L’amante" non è una storia d’amore, ma è una storia sulla incomunicabilità tra le persone. Tra coniugi, tra uomini e donne, tra genitori e figli, tra studenti ed insegnanti, tra palestinesi e ebrei.

    Lo scrittore racconta la storia in modo polifonico, ossia alternando in continuazione i punti di vista dei protagonisti attorno ad un tema centrale portante. Un padre che si sente responsabile della morte del figlio piccolo e che non riesce più a recuperare il rapporto con la moglie. Una moglie che si esprime solo tramite i suoi sogni, misteriosa, chiusa, triste, evanescente, grigia e spenta. Una figlia irrequieta, curiosa, critica, ribelle, che vive nel suo mondo in conflitto con tutti. Un ragazzino arabo che rappresenta la comunicazione tra il mondo palestinese e quello ebraico, disturbata soprattutto da pregiudizi e luoghi comuni. Una simpatica novantenne che esce dal coma e lentamente prende consapevolezza di sé e dei problemi del suo paese.

    Tanti personaggi che si cercano senza mai raggiungersi, che girano in tondo senza mai capirsi. La stessa storia ripetuta più volte perché percepita e recepita dai protagonisti in modo diverso.

    Bravissimo è Yehoshua a cambiare lo stile narrativo al cambiare del personaggio, a rappresentare i pensieri di un uomo maturo, di una donna sognante, di una novantenne, di un ragazzino e di una adolescente. Quasi una sorta di canone molto elaborato, in cui due voci solo alla fine si intersecano in un bellissimo sdoppiamento che ci mostra simultaneamente la medesima realtà da due punti di vista. Due punti di vista che rimangono distinti e diversi, nonostante tutto.

    "Una strana coppia. Mi chiedo come mai si sono messi insieme. Che cosa vogliono? Non mi ricordo di averli mai visti abbracciati, o che si baciassero. Quasi neanche si parlano. Però neanche litigano. Come due estranei. Si chiama amore, questo?"

    Tra marito e moglie c’è un muro tanto invisibile quanto impossibile da abbattere e superare. E questo marito, per superare il muro cerca un amante non per sé ma per la moglie. Qualcuno che possa aiutarla a tornare a parlare, a comunicare, a vivere. Non un amante che procuri amore carnale, quanto una persona che torni a procurare desiderio di dialogo, di condivisione del proprio pensiero, di pace. Come quel desiderio che c’è tra due amanti di poter vivere e godere la propria relazione amorosa senza blocchi e impedimenti.

    La storia termina col silenzio del padre “Un silenzio profondo, come se fossi sordo”. Tutti i personaggi appaiono silenziosi e sordi, ognuno ha suonato la sua partitura per proprio conto senza mai veramente ascoltare la melodia dell’altro. Tanti punti di vista differenti, nessuna soluzione.

    Che dire d’altro? Un grande romanzo, una grande tecnica narrativa, una storia deliziosa, coinvolgente ed indimenticabile. Proprio bravo questo Yehoshua, un autore che approfondirò sicuramente!

    ha scritto il 

  • 5

    L'amante perduto visto attraverso gli occhi del marito

    L'amante perduto (e ritrovato) emerge da una polifonia di voci, personaggi e ambienti che ne fanno una storia indimenticabile: vicenda delicata ed egnigmatica come la moglie Asya, protagonista mancata ...continua

    L'amante perduto (e ritrovato) emerge da una polifonia di voci, personaggi e ambienti che ne fanno una storia indimenticabile: vicenda delicata ed egnigmatica come la moglie Asya, protagonista mancata, ma al contempo forte e contradditoria come la voce di Adam che tenta di dipanare il filo di una presenza e di vicende storiche di cui si fatica a trovare un senso. Piena di speranza la tenera storia d'amore tra la quindicenne israeliana Dafi e il giovane operaio arabo Na'im. A mio avviso una delle migliori opere di Yehoshua e uno dei grandi romanzi del secondo Novecento. Da vedere anche il film "L'amante perduto" che ne è stato tratto!

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro di questo autore. Ne sono rimasto stregato, una polifonia di personaggi ambientati in Israele. Fa da sottofondo alla storia, il rapporto difficile fra arabi ed ebrei. Ci sono tutti gli in ...continua

    Primo libro di questo autore. Ne sono rimasto stregato, una polifonia di personaggi ambientati in Israele. Fa da sottofondo alla storia, il rapporto difficile fra arabi ed ebrei. Ci sono tutti gli ingredienti: guerra, amore, rapporto genitori e figli, ricchezza e povertà.

    ha scritto il 

  • 4

    all'inizio è difficile capirlo, ma una volta entrati nell'ingranaggio logico è una lettura appagante. Lo stesso avvenimento raccontato da diverse persone con diversi punti di vista, ognuno con il loro ...continua

    all'inizio è difficile capirlo, ma una volta entrati nell'ingranaggio logico è una lettura appagante. Lo stesso avvenimento raccontato da diverse persone con diversi punti di vista, ognuno con il loro back ground.

    ha scritto il 

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