L'amante

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 81

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.1
(2356)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8496200299 | Isbn-13: 9788496200296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Arno Baehr

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    leggerezza dell'incomunicabilita

    storia narrata a piu voci di amori, guerra, incomprensione. uno svolgimento leggero tra personaggi angustiati, regista un capofamiglia che sembra avere i piedi per terra ma...
    molto bello con un final ...continua

    storia narrata a piu voci di amori, guerra, incomprensione. uno svolgimento leggero tra personaggi angustiati, regista un capofamiglia che sembra avere i piedi per terra ma...
    molto bello con un finale un po frettoloso dopo una narrazione lenta. non del tutto comprensibili i sentimenti di adam . c e' sempre una logica nell'amare?

    ha scritto il 

  • 5

    Un meraviglioso canone a più voci

    Supponiamo di voler scrivere un libro sui conflitti religiosi, sulla inutilità della guerra e sulla solitudine degli individui. Difficilmente penseremmo di farlo raccontando rapporti in crisi all’inte ...continua

    Supponiamo di voler scrivere un libro sui conflitti religiosi, sulla inutilità della guerra e sulla solitudine degli individui. Difficilmente penseremmo di farlo raccontando rapporti in crisi all’interno della famiglia, di amanti e di problemi adolescenziali. Yehoshua invece sì, scrive il suo primo romanzo della "Trilogia d'amore e di guerra” proprio partendo da una famiglia. E il risultato che ottiene è efficacissimo e bello.

    “L’amante" non è una storia d’amore, ma è una storia sulla incomunicabilità tra le persone. Tra coniugi, tra uomini e donne, tra genitori e figli, tra studenti ed insegnanti, tra palestinesi e ebrei.

    Lo scrittore racconta la storia in modo polifonico, ossia alternando in continuazione i punti di vista dei protagonisti attorno ad un tema centrale portante. Un padre che si sente responsabile della morte del figlio piccolo e che non riesce più a recuperare il rapporto con la moglie. Una moglie che si esprime solo tramite i suoi sogni, misteriosa, chiusa, triste, evanescente, grigia e spenta. Una figlia irrequieta, curiosa, critica, ribelle, che vive nel suo mondo in conflitto con tutti. Un ragazzino arabo che rappresenta la comunicazione tra il mondo palestinese e quello ebraico, disturbata soprattutto da pregiudizi e luoghi comuni. Una simpatica novantenne che esce dal coma e lentamente prende consapevolezza di sé e dei problemi del suo paese.

    Tanti personaggi che si cercano senza mai raggiungersi, che girano in tondo senza mai capirsi. La stessa storia ripetuta più volte perché percepita e recepita dai protagonisti in modo diverso.

    Bravissimo è Yehoshua a cambiare lo stile narrativo al cambiare del personaggio, a rappresentare i pensieri di un uomo maturo, di una donna sognante, di una novantenne, di un ragazzino e di una adolescente. Quasi una sorta di canone molto elaborato, in cui due voci solo alla fine si intersecano in un bellissimo sdoppiamento che ci mostra simultaneamente la medesima realtà da due punti di vista. Due punti di vista che rimangono distinti e diversi, nonostante tutto.

    "Una strana coppia. Mi chiedo come mai si sono messi insieme. Che cosa vogliono? Non mi ricordo di averli mai visti abbracciati, o che si baciassero. Quasi neanche si parlano. Però neanche litigano. Come due estranei. Si chiama amore, questo?"

    Tra marito e moglie c’è un muro tanto invisibile quanto impossibile da abbattere e superare. E questo marito, per superare il muro cerca un amante non per sé ma per la moglie. Qualcuno che possa aiutarla a tornare a parlare, a comunicare, a vivere. Non un amante che procuri amore carnale, quanto una persona che torni a procurare desiderio di dialogo, di condivisione del proprio pensiero, di pace. Come quel desiderio che c’è tra due amanti di poter vivere e godere la propria relazione amorosa senza blocchi e impedimenti.

    La storia termina col silenzio del padre “Un silenzio profondo, come se fossi sordo”. Tutti i personaggi appaiono silenziosi e sordi, ognuno ha suonato la sua partitura per proprio conto senza mai veramente ascoltare la melodia dell’altro. Tanti punti di vista differenti, nessuna soluzione.

    Che dire d’altro? Un grande romanzo, una grande tecnica narrativa, una storia deliziosa, coinvolgente ed indimenticabile. Proprio bravo questo Yehoshua, un autore che approfondirò sicuramente!

    ha scritto il 

  • 5

    L'amante perduto visto attraverso gli occhi del marito

    L'amante perduto (e ritrovato) emerge da una polifonia di voci, personaggi e ambienti che ne fanno una storia indimenticabile: vicenda delicata ed egnigmatica come la moglie Asya, protagonista mancata ...continua

    L'amante perduto (e ritrovato) emerge da una polifonia di voci, personaggi e ambienti che ne fanno una storia indimenticabile: vicenda delicata ed egnigmatica come la moglie Asya, protagonista mancata, ma al contempo forte e contradditoria come la voce di Adam che tenta di dipanare il filo di una presenza e di vicende storiche di cui si fatica a trovare un senso. Piena di speranza la tenera storia d'amore tra la quindicenne israeliana Dafi e il giovane operaio arabo Na'im. A mio avviso una delle migliori opere di Yehoshua e uno dei grandi romanzi del secondo Novecento. Da vedere anche il film "L'amante perduto" che ne è stato tratto!

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro di questo autore. Ne sono rimasto stregato, una polifonia di personaggi ambientati in Israele. Fa da sottofondo alla storia, il rapporto difficile fra arabi ed ebrei. Ci sono tutti gli in ...continua

    Primo libro di questo autore. Ne sono rimasto stregato, una polifonia di personaggi ambientati in Israele. Fa da sottofondo alla storia, il rapporto difficile fra arabi ed ebrei. Ci sono tutti gli ingredienti: guerra, amore, rapporto genitori e figli, ricchezza e povertà.

    ha scritto il 

  • 4

    all'inizio è difficile capirlo, ma una volta entrati nell'ingranaggio logico è una lettura appagante. Lo stesso avvenimento raccontato da diverse persone con diversi punti di vista, ognuno con il loro ...continua

    all'inizio è difficile capirlo, ma una volta entrati nell'ingranaggio logico è una lettura appagante. Lo stesso avvenimento raccontato da diverse persone con diversi punti di vista, ognuno con il loro back ground.

    ha scritto il 

  • 4

    "Umano", è la prima parola che mi viene in mente per questo libro. I personaggi sono tutti tesi a creare un ponte tra sé e l'altro, che travalica qualsiasi divergenza come l'estrazione sociale o il cr ...continua

    "Umano", è la prima parola che mi viene in mente per questo libro. I personaggi sono tutti tesi a creare un ponte tra sé e l'altro, che travalica qualsiasi divergenza come l'estrazione sociale o il credo religioso, e tutti sono tormentati e non si danno pace. Non c'è individualismo nei romanzi di Yehoshua, perchè l'essere umano non si realizza se non quando crea un contatto, un legame profondo con l'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Non c'è libro in cui abbia sentito tanta tristezza come in questo. E' proprio intriso fino all'ultima di copertina di tristezza, neanche di dolore, non è neppure quello, ma un amarezza, una cupezza ch ...continua

    Non c'è libro in cui abbia sentito tanta tristezza come in questo. E' proprio intriso fino all'ultima di copertina di tristezza, neanche di dolore, non è neppure quello, ma un amarezza, una cupezza che rende i personaggi come in balia degli eventi.
    E' un libro popolato di fantasmi che si inseguono tra di loro e inseguono gli stessi personaggi. Persino i ragazzi che provano a fare l'amore hanno i loro fantasmi chiusi dentro i loro corpi e che si sfogano proprio nei momenti di passione e di libertà.
    Yehoshua rimane sempre un impareggiabile maestro, menestrello delle angosce umane.

    ha scritto il 

  • 4

    E' affascinante la narrazione delle stesse vicende dal punto di vista dei singoli protagonisti, chiusi nel loro mondo, diffidenti, incapaci di incontrarsi e di comunicare con chi sta loro accanto. ...continua

    E' affascinante la narrazione delle stesse vicende dal punto di vista dei singoli protagonisti, chiusi nel loro mondo, diffidenti, incapaci di incontrarsi e di comunicare con chi sta loro accanto.

    ha scritto il 

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