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L'amante

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 81

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.1
(2322)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8496200299 | Isbn-13: 9788496200296 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Arno Baehr

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Non c'è libro in cui abbia sentito tanta tristezza come in questo. E' proprio intriso fino all'ultima di copertina di tristezza, neanche di dolore, non è neppure quello, ma un amarezza, una cupezza ch ...continua

    Non c'è libro in cui abbia sentito tanta tristezza come in questo. E' proprio intriso fino all'ultima di copertina di tristezza, neanche di dolore, non è neppure quello, ma un amarezza, una cupezza che rende i personaggi come in balia degli eventi.
    E' un libro popolato di fantasmi che si inseguono tra di loro e inseguono gli stessi personaggi. Persino i ragazzi che provano a fare l'amore hanno i loro fantasmi chiusi dentro i loro corpi e che si sfogano proprio nei momenti di passione e di libertà.
    Yehoshua rimane sempre un impareggiabile maestro, menestrello delle angosce umane.

    ha scritto il 

  • 4

    E' affascinante la narrazione delle stesse vicende dal punto di vista dei singoli protagonisti, chiusi nel loro mondo, diffidenti, incapaci di incontrarsi e di comunicare con chi sta loro accanto. ...continua

    E' affascinante la narrazione delle stesse vicende dal punto di vista dei singoli protagonisti, chiusi nel loro mondo, diffidenti, incapaci di incontrarsi e di comunicare con chi sta loro accanto.

    ha scritto il 

  • 5

    Talmente bello da leggerlo a voce alta...

    Da tempo non trovavo un libro che mi entusiasmasse a questo punto, in cui ogni pagina invoglia a vedere la successiva, in cui l'autore riesce a farti immedesimare in ogni singolo personaggio...ed è co ...continua

    Da tempo non trovavo un libro che mi entusiasmasse a questo punto, in cui ogni pagina invoglia a vedere la successiva, in cui l'autore riesce a farti immedesimare in ogni singolo personaggio...ed è così che sei un po' Dafi ricordando la tua adolescenza, un po' Asya donna, mamma, lavoratrice e anche amante, ma anche un po'o Adam, volutamente dipinto sensibile, ma con tratti estremamante umani, e per finite Na'im, arabo, diverso, giovane con sogni da ragazzo. La guerra non viene descritta, ma c'è, accompagna tutto il libro, così come la divisione tra arabi ed ebrei che l'autore riesce abilmente a farti sentire inutile e triste. da leggere e consigliare

    ha scritto il 

  • 5

    Delizioso

    Un libro delizioso, delicato, struggente, ironico ... La geniale trovata letteraria di far descrivere e narrare situazioni e vicende dai diversi punti di vista dei personaggi crea situazioni bizzarre, ...continua

    Un libro delizioso, delicato, struggente, ironico ... La geniale trovata letteraria di far descrivere e narrare situazioni e vicende dai diversi punti di vista dei personaggi crea situazioni bizzarre, divertenti e interessanti. Yehoshua gioca un po' col relativismo proustiano, ma con bel altri scopi e ci regala un'opera originale e assolutamente piacevole

    ha scritto il 

  • 4

    Si ripercorrono le vicende di una famiglia ebrea facoltosa in uno scenario di guerra tra Palestinesi e Israeliani. Descrizioni accurate dei protagonisti e narrazione in prima persona puntualizzano e c ...continua

    Si ripercorrono le vicende di una famiglia ebrea facoltosa in uno scenario di guerra tra Palestinesi e Israeliani. Descrizioni accurate dei protagonisti e narrazione in prima persona puntualizzano e caratterizzano la pessima comunicazione tra gente di diversa estrazione sociale e cultura. Si evidenziano, in modo gentile, circostanziato e piacevole, gli ostacoli che la vita pone in essere durante il cammino dell'essere umano e le resistenze che si incontrano per la manifestazione dei propri pensieri.
    La novella che narra l'autore ha struttura a più voci, introspettivo ed intimista lo stile: un uomo di mezza età che cerca l'amante della moglie consapevole che lui non può più darle felicità, i pensieri della moglie divenuta prigioniera della routine familiare, una figlia esuberante, inquieta, insonne e spontanea, una novantenne in coma, un ragazzo arabo. Il tutto sullo sfondo di una città in perenne stato d'allarme. In modo continuo l'autore indaga nei suoi personaggi mettendone in risalto le caratteristiche psicologiche, i sogni, le attese e le speranze senza trascurare la concezione esistenzialistica della quotidianità come fattore di spersonalizzazione dell’individuo, un mondo che a prima vista ha parvenza di lontananza, ma che si rileva alla fine molto più vicino. Tutte queste voci, poco distanti ma così diverse, contraddistinguono la condizione in cui i vari personaggi si trovano nel non poter fare intima conoscenza nelle persone più care.

    ha scritto il 

  • 5

    Una Morris celeste del ’47

    Tutto comincia con una Morris celeste del ’47. Ho trovato questo libro molto coinvolgente e molto moderno, nonostante che sia di quasi quarant’anni fa. E’ ambientato nell’anno della guerra di Yom Kipp ...continua

    Tutto comincia con una Morris celeste del ’47. Ho trovato questo libro molto coinvolgente e molto moderno, nonostante che sia di quasi quarant’anni fa. E’ ambientato nell’anno della guerra di Yom Kippur, ad Haifa: la guerra compare in modo marginale, mentre l’attenzione si concentra su una famiglia “allargata”: allargata all’amante e alla sua nonna. I personaggi principali contribuiscono con la loro voce a raccontare la storia. Una delle figure più belle per me è Adam, il meccanico con la barba da profeta, che naviga nella vita seguendo l’istinto: e l’istinto gli fa fare cose strane e cose generose e anche una cosa molto brutta. Mi piace di Adam il suo carattere benevolo, che se può fare del bene lo fa. Adam è l’operaio contrapposto alla moglie intellettuale, ma sembra capace di un’introspezione molto acuta, a differenza della moglie, che rielabora la vita attraverso i sogni. Adam vede se stesso e la moglie ingrigiti e distanti, mentre la moglie lavora freneticamente per non pensare a niente. Mi piace anche Dafi, la figlia, il prodotto che ci si attende da due genitori molto indulgenti: anche lei istintiva, sfacciata, un po’ maniacale. Mi piace molto Vaduccia, la nonna centenaria dell’amante, in coppia con Na’him, il ragazzino arabo che le hanno messo in casa un po’per compagnia, un po’ come pensionante. Lei gli parla in arabo, lui le legge i giornali israeliani, una coppia che fa scintille quando leggono gli articoli di politica (Yom Kippur). Vaduccia è di un’antica famiglia sefardita e ricorda Gerusalemme alla fine del XIX secolo, prima degli insediamenti di ebrei in Palestina, prima delle guerre.
    Intrecciando queste riflessioni nella trama, Yehoshua racconta l’essere arabi israeliani, l’essere ebrei ortodossi, uno dei mille modi di diventare terrorista, la mente che perde il controllo del corpo quando la vita finisce, l’amore a quindici anni, la morte di un figlio bambino che crea voragini all’interno di una coppia. Ognuno di questi argomenti potrebbe essere il soggetto di un libro, lui riesce a combinarli con un’abilità sorprendente, come anche riesce a conferire naturalezza a tutti i personaggi, anche quelli più assurdi. Probabilmente è proprio il tocco di follia di ciascuno che conferisce verità all’insieme, perché i personaggi non assurgono a simbolo stereotipato di qualcosa ma sono lì, veri. In conclusione i pensieri di Na’him esprimono la trepida speranza dell’autore di una futura reciproca comprensione e accettazione, il più bell’augurio per Ebrei e Palestinesi.

    ha scritto il 

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