L'amante

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(5047)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Francese , Polacco , Tedesco , Portoghese , Rumeno , Svedese , Catalano , Olandese , Giapponese

Isbn-10: 880781031X | Isbn-13: 9788807810312 | Data di pubblicazione:  | Edizione 23

Traduttore: Leonella Prato Caruso

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sensualità orientale

    Recensione #27

    Un piccolo capolavoro della letteratura francese moderna. Un romanzo che rapisce e stupisce per la sua sensualità delicata, a tratti dirompente. Magnifica Duras.

    ha scritto il 

  • 5

    cosa fa di un libro un capolavoro?

    Cosa fa di un libro un capolavoro? Difficile a dirsi: una bella storia, un equilibrio interno perfetto, pennellate di realismo intrise di sentimento, personaggi che senti reali. E poi una modalità mol ...continua

    Cosa fa di un libro un capolavoro? Difficile a dirsi: una bella storia, un equilibrio interno perfetto, pennellate di realismo intrise di sentimento, personaggi che senti reali. E poi una modalità molto originale di raccontare una storia di amore e di erotismo, di differenze sociali, la crescita troppo veloce di un'adolescente, e sullo sfondo la storia di una famiglia molto particolare, di coloni francesi in Indocina negli anni 30. Un flusso confuso e altalenante nel tempo di ricordi, come se la voce narrante stesse guardando vecchie fotografie mescolate. La Duras in questo libro di pochissime pagine c'è riuscita appieno. Che meraviglia!

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile di questo libro è davvero particolare e mi ricorda vagamente Virginia Woolf: flussi di pensieri della protagonista messi nero su bianco. A volte, però, i ricordi erano così confusi da far per ...continua

    Lo stile di questo libro è davvero particolare e mi ricorda vagamente Virginia Woolf: flussi di pensieri della protagonista messi nero su bianco. A volte, però, i ricordi erano così confusi da far perdere il filo del discorso; questo fatto mi ha dissuasa dall'attribuire cinque stelline.
    Rimane, comunque, una bella storia, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    La prostituta bianca di Sadec

    “Accade ogni sera, nel quartiere malfamato di Cholen. Ogni sera quella piccola viziosa va a farsi accarezzare da uno sporco cinese milionario”. Quindici anni e mezzo, scarpe di lamé col tacco acquista ...continua

    “Accade ogni sera, nel quartiere malfamato di Cholen. Ogni sera quella piccola viziosa va a farsi accarezzare da uno sporco cinese milionario”. Quindici anni e mezzo, scarpe di lamé col tacco acquistate in saldo, cappello di foggia maschile, vestito logoro di seta naturale adatto al clima torrido dell'Indocina.
    Ha un aspetto originale che si fa beffe della ricchezza questa donna bambina di origini francesi che già cattura gli sguardi degli uomini, un fascino naturale fatto di contrasti, occhi sensuali e cerchiati che sanno ancor prima di sapere. Non si fa illusioni sulla vita, glielo impediscono lo sguardo spento e quasi folle della madre, rovinata da speculazioni sbagliate, e la malvagità del fratello maggiore, il prediletto, l' “assassino senza armi”, colui che con la sua vitalità malsana “ucciderà” il fratello minore, il fratellino. Tutti e tre amano la madre di un amore dolente che va oltre l'amore: “Per quel che è stato fatto a lei, così dolce, così fiduciosa, odiamo la vita e ci odiamo”.
    I ricordi si accavallano in questo romanzo, c'è un prima e un dopo e poi ancora un prima, prima e dopo “l'esperimento” con il giovane cinese, uomo consumato dalla passione per la bambina bianca. Continui passaggi dalla prima alla terza persona, un tono disincantato che svela i pensieri più inconfessabili, i fatti più intimi, odori, suoni e colori di una terra “che non ha primavere, non ha risvegli”: c'è tutto questo nella memoria della scrittrice.
    E c'è la garçonnière dell'uomo di Cholen, rifugio dal presente, luogo di piaceri proibiti dove “approfondire la conoscenza di Dio”, dove piangere sul passato e sul futuro mescolando le sue lacrime con quelle dell'amante.
    E' sola la ragazzina disonorata, sola con il suo corpo “abbandonato all'infamia di un piacere che fa morire”, sola col suo dolore inaspettato mentre lascia l'Indocina alla volta della Francia.
    Appoggiata al parapetto della nave che abbandona il porto guarda la limousine nera dell'amante cinese e avverte il suo addio silenzioso: “E poi alla fine non l'aveva più vista. Era sparito il porto e poi la terra”.

    ha scritto il 

  • 4

    Non solo erotismo soft

    Nell'Indocina degli anni Trenta, un'adolescente francese conosce il figlio di un possidente cinese e diventa la sua giovane amante: ma la loro relazione sarà complicata, anche per le differenze social ...continua

    Nell'Indocina degli anni Trenta, un'adolescente francese conosce il figlio di un possidente cinese e diventa la sua giovane amante: ma la loro relazione sarà complicata, anche per le differenze sociali ed economiche. Scrittura raffinata, stile magistrale modellato e condensato in appena un centinaio di pagine autobiografiche. Ottima anche la trasposizione cinematografica con la regia di Jean-Jacques Annaud.

    ha scritto il 

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