L'amante dell'Orsa Maggiore

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.0
(212)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 396 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000080808 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Evelina Bocca Radomska

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    L'Orsa Maggiore è sempre lassù, una guida nei momenti difficili

    Eh sì, sono quasi 40 anni che l'ho letto la prima volta (ma è incredibile pensarlo). Mi è entrato nell'anima subito. Ha parlato a una parte di me profonda e non mi ha mai lasciata. Ricordo che cercavo ...continua

    Eh sì, sono quasi 40 anni che l'ho letto la prima volta (ma è incredibile pensarlo). Mi è entrato nell'anima subito. Ha parlato a una parte di me profonda e non mi ha mai lasciata. Ricordo che cercavo sull'atlante quei luoghi, volevo vederli, volevo vivere quelle sensazioni. E la stella Polare è quella che cerco subito alzando gli occhi, l'Orsa Maggiore è una certezza anche per me. Guardare il cielo stellato è sempre molto emozionante, in alcuni periodi brutti guardare le stelle mi faceva piangere, come sentire le mie forze mancare, paragonare me stessa così piccola a tanta grandezza...Ma trovare l'Orsa mi dava comunque una strana consolazione. Ecco perché questo libro non mi lascerà mai, la forza di penetrare così profondamente credo di non averla più trovata. Posso paragonare quella magia solo ad un altro breve libro, letto molto più recentemente, che in effetti ha parlato al mio profondo: La lucina di Moresco.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    29 marzo '13:
    In attesa di riprendermi, rielaborare e organizzare un commento possibilmente utile, ci tengo a esprimere le mie sensazioni immediate.
    La fine di questo libro mi ha lasciato qualcosa di ...continua

    29 marzo '13:
    In attesa di riprendermi, rielaborare e organizzare un commento possibilmente utile, ci tengo a esprimere le mie sensazioni immediate.
    La fine di questo libro mi ha lasciato qualcosa di fastidioso, tipo un sasso, dentro al petto; una sorta di malinconica angoscia che si placherà -spero- presto, lasciandomi razionalizzare i pensieri. Il mio lato romantico e fangirl è stato devastato dall'epilogo della storia tra Sergio e Fela.
    Nel corso della lettura ho fatto in tempo a (pensare di) conoscere l'autore, innamorarmene, rendermi conto che è morto, e comunque cercare una sua foto per scoprirne il volto.

    ha scritto il 

  • 4

    si sognerà meglio quando si starà meglio

    Nessuna finzione, chi scrive racconta la sua vita di contrabbandiere, le notti, il confine, gli spari, le guardie le donne e la vodka. Ah se lo avessi letto 20 anni fa, quando non avevo badge elettron ...continua

    Nessuna finzione, chi scrive racconta la sua vita di contrabbandiere, le notti, il confine, gli spari, le guardie le donne e la vodka. Ah se lo avessi letto 20 anni fa, quando non avevo badge elettronici e busta paga, quando partecipavo all'azienda consortile tranvie laziali e la lufthansa non sapevo cosa fosse, quando nessuna donna dormiva nella mia camera e ora ce ne sono due, una con ciuccio e pannolino, quando non avevo moto e macchina, quando potevo leggere e giocare, ah come lo avrei sognato questo libro.
    Figuriamoci oggi :)

    ha scritto il 

  • 3

    Libro de aventuras, muy entretenido pero con muchos fallos de redacción, se lleva un lío con los tiempos verbales que no puede responder más que a una redacción poco cuidadosa, o un problema del tradu ...continua

    Libro de aventuras, muy entretenido pero con muchos fallos de redacción, se lleva un lío con los tiempos verbales que no puede responder más que a una redacción poco cuidadosa, o un problema del traductor, aunque eso resulta menos creible.

    ha scritto il 

  • 0

    Devo ammettere che recensire questo libro non è stato facile. Anzi, decidere se farlo o meno non è stato facile. Il perchè è presto spiegato: me ne sono innamorata e vorrei che tutti lo leggessero, c ...continua

    Devo ammettere che recensire questo libro non è stato facile. Anzi, decidere se farlo o meno non è stato facile. Il perchè è presto spiegato: me ne sono innamorata e vorrei che tutti lo leggessero, contemporaneamente, oggettivamente, riconosco che non è un libro che possa piacere a tutti, anzi, probabilmente molti lo troverebbero noioso e pesante, quasi senza senso. Veder sminuire, o non apprezzare, qualcosa che si ama, non fa mai piacere.
    Alla fine però ho preferito per il sì, cercando di illustrare cosa mi ha colpito di questo racconto.
    Ho scoperto solo alla fine, cercando qualche notizia dell'autore, che è fortemente autobiografico. Piasecki, pur avendo scelto come protagonista Vladek, lo fa parlare in prima persona, e ciò che racconta è la sua vita e le sue sensazioni, in quanto egli stesso lavorò come contrabbandiere sul confine tra Polonia e stati URSS per i tre anni del racconto.
    Il momento storico è quello tra le due guerre, nei primi anni venti, dove nell'ex Unione Sovietica già avvertivano la mancanza di beni e generi vari. Il libro inizia con la prima spedizione di Vladek in compagnia del suo primo gruppo di contrabbandieri. Il giovane è euforico, entusiasta, emozionato e lo seguiamo nel suo percorso di crescita sia come contrabbandiere che come persona. Attraverso i suoi occhi si conoscono le vite degli altri, il loro modo di vedere, di affrontare le cose. Contrabbandieri ma uomini d'onore, leali, sinceri tra di loro, solidali fino allo stremo.
    Nell'entusiasmo iniziale il tutto sembra quasi un gioco, ma improvvisi arrivano anche i brutti momenti che portano il giovane, e il lettore, a capire che quel tipo di vita non è un gioco. E' pericolosa, crudele, talvolta efferata.
    Eppure Vladek va avanti, crescendo, maturando, divenendo una persona completamente diversa da quella di inizio libro, eppure fedele a se stesso. E alla frontiera. Sopra di lui, eterna, l'Orsa Maggiore, che sembra guidare i suoi passi. Ho trovato in questo una profonda somiglianza con il capitano Achab di Mellville: sacrificare tutto per inseguire un sogno.
    L'ultima parte del libro è di una malinconia profonda ma dolce causando al contempo il desiderio di porre fine alla vicenda e la voglia di leggerla ancora a lungo.
    Non parlo del finale, che comunque si mantiene in linea con il resto del libro.
    Oltre alla malinconia, il tutto sembra pervaso da un profondo senso di libertà: dai legami, dal lavoro, perfino dal denaro, in quanto Vladek si arricchisce ma non sa che farsene di quei soldi, per lui conta solo al frontiera. Il punto però, è un altro: è davvero libertà? Io non l'ho percepita così. Il fatto che il protagonista sia 'libero' da legami e che niente lo leghi alla frontiera e a ciò che fa, non è che una visione parziale: non ha legami secondo canoni 'umani', ma i suoi ideali, il suo modo di vedere le cose e la vita, lo rendono comunque schiavo: schiavo di quella frontiera che sfida per tre anni. Facendogli pagare uno scotto alto senza che lui se ne renda conto.
    Viceversa, questo legame da a Vladek ciò che cerca: felicità.

    Personaggi: il libro è in prima persona e tutto è filtrato dagli occhi di Vladek, persona onesta, leale, abbastanza spericolata, ma non così tanto da essere irrazionale. Eccezionali molti dei suoi compagni come Giuseppe Trofida, Sascka Veblin, Bolko Lord e il Topo. Ognuno di loro insegna qualcosa al giovane, non solo sulla frontiera, ma anche sulla vita e su come affrontarla. Sono uomini rudi e che risolvono le cose a modo loro eppure ci si ritrova a preferirli a molti altri protagonisti di altri libri. Marginali invece le figure femminili, spesso viste come piacevole diversivo, o come riposo, all'unico grande amore: la frontiera. Nessuna di loro brilla particolarmente e il lettore non è portato a fare il tifo in nessun caso: troppo lampante è il dettaglio che il protagonista appartiene alla sua vita di contrabbandiere e non c'è spazio per altro.

    La stile è profondamente poetico e malinconico, denotando quanto l'autore amasse quel momento e cosa provasse. La componente autobiografica è di forte aiuto e di grande impatto, valorizzando una narrazione che in caso contrario, forse non si sarebbe distinta da tanti altri racconti similari, ambientati nello stesso momento storico e in luoghi limitrofi. Linguaggio un po' vecchio, ma ho apprezzato infinitamente la scelta di non 'aggiornarlo'.

    Giudizio finale complessivo: Come già detto all'inizio questo è un libro che piace o non piace. Io l'ho amato nella sua sostanza senza riuscire a trovargli difetti a meno di non volerlo alienare da se stesso cercando di fare confronti che non avrebbero ragione d'essere. Consigliato? Non saprei, dovete amare la malinconia, e la sua poesia. Se apprezzate Cesare Pavese forse amerete anche questo racconto: Vladek non è che un Dino all'ennesima potenza.
    Voto: 9/10

    ha scritto il 

  • 5

    <ì>"Le tenebre della legge contro la luce emanata dall’anima delle stelle dell’Orsa Maggiore che, in una complice solidarietà, ne proteggono e ne guidano il rischioso cammino, sono i temi portanti di ...continua

    <ì>"Le tenebre della legge contro la luce emanata dall’anima delle stelle dell’Orsa Maggiore che, in una complice solidarietà, ne proteggono e ne guidano il rischioso cammino, sono i temi portanti di questa meravigliosa avventura. Ma cosa si agita davvero nella mente e nell’animo di quegli uomini inquieti? Cosa li spinge a vivere sempre come lupi braccati? Il fascino di una continua avventura, avidità di guadagno, ma sopratutto l’orgogliosa consapevolezza di una libertà morale duramente conquistata."

    Nella vita, contrabbandiere, ladro, agente segreto, galeotto.
    In questo romanzo l'autore riporta le sue esperienze fuorilegge sul confine russo-polacco alla fine degli anni venti.

    ha scritto il 

  • 5

    En los pueblos fronterizos donde transcurren las aventuras de Piasecki tienen una forma de vivir que no se parece en nada a la actual, pues se enfoca en la propia vida, en estar vivo y sentirlo, aunqu ...continua

    En los pueblos fronterizos donde transcurren las aventuras de Piasecki tienen una forma de vivir que no se parece en nada a la actual, pues se enfoca en la propia vida, en estar vivo y sentirlo, aunque tengas que morir antes de tiempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Le descrizioni dei boschi, del freddo, dei profumi, dei cieli invernali gelidi e stellati coronano quello che secondo me è un magnifico inno alla libertà e all'anarchia, mascherato da roamzo.

    ha scritto il 

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