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L'amante di lady Chatterley

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri Garzanti 548)

3.7
(5925)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Catalano , Tedesco , Portoghese , Chi semplificata , Greco , Olandese , Sloveno , Croato , Giapponese , Ceco , Polacco , Svedese

Isbn-10: 8811365481 | Isbn-13: 9788811365488 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Sandro Melani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , eBook , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Connie Chatterley è moglie di sir Clifford, un aristocratico che in seguito a una ferita di guerra è diventato impotente (metafora della sterilità intellettualistica della sua cultura e della sua classe). Connie desidera la maternità e la sua carica vitale la spinge verso il guardiacaccia Mellors. Nasce tra i due una passione e quando Connie si accorge di aspettare un bambino, lascia il marito e va a vivere insieme a Mellors.
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  • 3

    Inaspettato

    Questo libro mi è stato regalato da due amiche. Ammetto che prima della lettura non avevo idea dei suoi contenuti, erotismo a parte. Si, perché l'erotismo è stata l'unica cosa a cui mia madre, che ...continua

    Questo libro mi è stato regalato da due amiche. Ammetto che prima della lettura non avevo idea dei suoi contenuti, erotismo a parte. Si, perché l'erotismo è stata l'unica cosa a cui mia madre, che lo aveva letto in giovane età, ha fatto riferimento. Ovviamente erano altri tempi, e per l'epoca era un libro a dir poco scandaloso, pieno di contenuti osceni sul sesso ed i suoi più peccaminosi piaceri. Ma diciamo che gli anni passano, e molti tabù crollano. Quindi oggi, più che lanciare gridolini e risatine quando avvengono determinate scene, si può dire che il vero lettore, abituato anche ad abomini (vedi 50 sfumature) si concentra più su altro. Infatti, essendo partita con l'idea che fosse un libro soft-porno, mi sono dovuta ricredere, fin dalle prime pagine. Si parla del sesso, ma quello che mi ha incantato è stato il contatto con le emozioni di cui l'autore ci rende partecipi attraverso la sua eroina, Constance. E' una crescita: dapprima la vediamo aperta ad ogni emozione, poi anestetizzata dalla tediosa vita che Wragby implacabilmente le offre, e, d'un tratto, lo sblocco. Il suo lasciarsi andare all'amore con il guardiacaccia le sbloccherà gli anni di repressione subiti soprattutto a causa del marito, cinico osservatore del mondo e delle sue caste, che la porteranno a cambiare il suo punto di vista sulla vita e soprattutto sull'amore stesso. La volgarità di certe parole non è mai casuale, le scene di sesso sono percepite attraverso le emozioni, il tedio di alcuni dialoghi è altrettanto voluto. Un libro che mi ha sorpresa, piacevolmente, nella sua interezza.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amante di Lady Chatterley, come da titolo, narra l'amore tra una nobildonne inglese, Connie Chatterley, e il proprio guardiacaccia, Oliver Mellors, o sarebbe meglio dire il guardiacaccia del ...continua

    L'amante di Lady Chatterley, come da titolo, narra l'amore tra una nobildonne inglese, Connie Chatterley, e il proprio guardiacaccia, Oliver Mellors, o sarebbe meglio dire il guardiacaccia del marito. Questo romanzo ha suscitato tanto scalpore in Inghilterra (e in tanti altri Paesi), per le descrizioni sessuali esplicite, da risultare bandito dalla Terra inglese per ben 32 anni. Oggigiorno chiaramente non può più fare tanto scalpore, ma per l'epoca in cui è stato pubblicato Lawrence può essere considerato un rivoluzionario, non solo per le scene esplicite ma per aver riportato su carta due personaggi rivoluzionari e moderni per gli anni '20. In questo libro c'è tanto di nuovo, qualcosa che, lo ammetto, non mi sarei mai aspettata da un classico. D.H. Lawrence ci fa un perfetto ritratto della società inglese dell'epoca, in cui possiamo ritrovare i vari tipi sociali. Abbiamo di tutto, dal finto perbenista alla donna che si finge una grande sostenitrice dell'emancipazione femminile ma che in realtà ha paura che uno scandalo possa infangare il buon nome della famiglia. Ci sono le divisioni tra classi, c'è ancora la paura di mischiarsi tra i vari ceti sociali perché ognuno deve stare dove Dio l'ha collocato. La vera novità di questo romanzo sta in Connie e Mellors. Due personaggi coraggiosi come coraggiosa è la storia che ci è stata raccontata. Connie è una donna che si è sposata giovane, con un uomo che non l'ha mai compresa, e troppo presto si è ritrovata incatenata in un matrimonio fasullo, che per vari motivi diventa un matrimonio solo platonico. Il guardiacaccia Mellors invece è un uomo deluso dalla vita, stanco di dover sottostare ai padroni. Lui è stato quello più difficile da inquadrare, forse perché non si è rivelato mai del tutto ed è stato sempre una continua scoperta. Mi piace questo suo lato misterioso. Connie fra i due era quella che poteva perdere di più da questa relazione, invece sono rimasta stupita dalla sua sicurezza e caparbietà nel portare avanti i suoi sentimenti. Non sono mai riuscita a vivere quest'amore adultero come qualcosa di sbagliato, non di fronte a questa donna rinchiusa in una finta gabbia dorata, o a un uomo deciso a non sottostare più alla classe dirigente. È facile scrivere oggi un libro ambientato cent'anni fa e creare due personaggi trasgressivi nella loro modernità, ma non penso sia stato lo stesso per l'autore. Il rischio è di non essere capiti, com'è successo. All'inizio è stato difficile entrare nell'idea di romanticismo di questo romanzo, insomma, io sono abituata al romanticismo di Jane Austen o delle sorelle Bronte (anche se Cime Tempestose o addirittura Jane Eyre presentano dei personaggi particolari) e sicuramente questo è qualcosa di nuovo. La verità è che se non si capiscono i personaggi risulta difficile vedere molte cose. Come tutti i classici sicuramente è da leggere e forse è molto sottovalutato rispetto ad altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei tanti classici a disposizione che mi rifiutavo di leggere perche' il titolo mi ricordava un Harmony. Armandomi di coraggio e, sapendo di avere a disposizione soltanto altri classici, decido ...continua

    Uno dei tanti classici a disposizione che mi rifiutavo di leggere perche' il titolo mi ricordava un Harmony. Armandomi di coraggio e, sapendo di avere a disposizione soltanto altri classici, decido di affrontare il libro. Le prime 70 pagine le ho trovate di una noia mortale, tanto da lasciare il libro, leggerne altri e ritornare a leggerlo solo per senso del dovere. Premetto che vivo nel North East dell'Inghilterra, zona per alcuni versi molto simile alle Midlands in cui Lawrence ha vissuto e ha poi deciso di ambientare il libro. Leggerlo mi ha dato modo di conoscere meglio la terra che mi ospita, la penso come Connie sugli "usi e costumi" della vecchia borghesia inglese tuttora esistente sotto altro nome. La critica di Lawrence verso il voler salvare a tutti i costi la faccia la sento molto vicina, vedo ancora oggi quanto sia grande, enorme, il divario tra famiglie con antenati minatori e il resto dell'Inghilterra. Sir Clifford rispecchia in pieno quella fetta agiata di popolazione inglese che non prende in considerazione, tantomeno valorizza, chi ha portato il Paese a diventare quello che e'. La signora Bolton e' l'inglese medio che cerca di elevarsi socialmente, pieno di difetti ma che non rinuncia mai ad un pizzico di falsita' pur di apparire graziosa agli occhi degli altri. Connie e' un'ondata di vitalita' contro i rigidi schemi che ancora oggi caratterizzano e scandiscono la vita britannica. Va contro le etichette, si innamora di Mellords e segue il cuore. Una sorta di paladina inglese! E credo proprio che Mellords sia quanto di piu' vicino allo scrittore. Ho come l'impressione che il personaggio sia stato creato per dare voce ai pensieri sottili e interessanti di Lawrence.

    Quanto allo scrittore, di cui non ho letto altro...chapeu! Scrivere un classico in cui si incontrano un'aspra critica della societa' inglese, una storia d'amore e ribellione con vaste descrizioni sessuali, non e' roba da tutti. E' quello che finora non mi sarei mai aspettata da un classico. Nonostante la sua completa conoscenza del corpo e dei sentimenti maschili, credo abbia dato poco spazio al punto di vista della donna durante gli incontri amorosi. Sara' stato per una scarsa conoscenza dello scrittore dell'universo femminile? Cio' a delineare che molti uomini sono in grado di immedesimarsi e provare ad immaginare i pensieri e desideri che animano la mente di una donna (cadendo anche nel banale), ma il compito diventa arduo quando c'e' da riportare su carta cio' che la donna prova a livello corporeo. Lawrence ha avuto la delicatezza di tralasciare l'argomento, di "ravvivare" i loro incontri dando maggior spazio a Mellords senza quasi farti accorgere che del piacere femminile quasi non se ne parla, se non con le stesse identiche parole durante ogni incontro dei due amanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Con calma, con abilità, stava districando la matassa, separando la sua coscienza da quella di lui, spezzando delicatamente i fili, uno a uno, con pazienza, e impazienza di ritrovarsi libera. Ma i nodi di un amore simile sono i più difficili da sciogliere.

    Una stanza buia scarsamente illuminata. L'aria densa di sospiri e movimenti ritmici. Odore di sudore e della carne. Vestiti sparsi sul pavimento che formano una scia, il chiarore lunare che filtra ...continua

    Una stanza buia scarsamente illuminata. L'aria densa di sospiri e movimenti ritmici. Odore di sudore e della carne. Vestiti sparsi sul pavimento che formano una scia, il chiarore lunare che filtra dai boschi e che raggiunge il pavimento dove sono avvinti due sconosciuti. Due corpi nudi frementi di desiderio che, vivendo insieme, arrivano a una specie di unisono. Pelle contro pelle, grida soffocate su labbra e carne, sussulti in cerca d'aria. La straordinaria, intensa, incredibile passione di una coppia che incorre un amore romantico e illusorio. La trasgressiva e illecita relazione di una nobildonna, spinta ad opporsi alle convenzioni imposte dalla sua posizione sociale, e un guardiacaccia; la promessa di un risveglio intimo e sopito nel tempo che persevera nella sua produttività. Questa è la loro storia. La storia di una libertà assoluta, perfetta, impura in cui il tempo sembra trascorrere con la lentezza di un sogno. Questo è un quadro prettamente realistico della modernità in cui si respira una famigliare atmosfera volgare dei giorni nostri. Una libertà sconfinata che prevede non solo la libertà d'azione, ma anche di parola, in cui l'amore è visto come una sorta di regressione primitiva, e, in parte, una delusione. L'amplesso, l'atto d'amare, la dignità e il significato della vita coincidono con questa. Gli uomini divengono così padroni di se stessi e, camuffati sotto una scorza dura e impenetrabile, nel profondo di se stessi, sono privi di speranza. Piuttosto, bramosi dell'affermazione di se stessi e del successo. Tacciata di oscenità a causa dei vasti riferimenti espliciti di carattere sessuale e alla descrizione di una relazione illecita fra una donna borghese e un uomo della warking class, L'amante di Lady Chatterley, promulga interessanti questioni in merito alla mancanza di vitalità delle classi medie e alte e all'emancipazione femminile. Si avverte un'angoscia interiore, un vuoto, che si prova pian piano nell'anima dei personaggi - avvertita da quest'ultimi in una bellissima ostentazione del nulla - e, estremamente fedele agli episodi imposti dalle convenzioni del secolo, la sua capacità d'osservazione è davvero straordinaria. Insolita, priva di calore, montata nel vuoto, in quel palcoscenico illuminato artificialmente della vita. Un romanzo realista/sentimentale in cui i suoi protagonisti avvertono l'esigenza di essere confortati, consolati e che percepiscono la presenza di una realtà che li avrebbe presto resi partecipi. Una realtà che sarebbe presto diventata loro e a cui devono adattarsi il più in fretta possibile, in cui tutto quello che li circonda appare più o meno assurdo. Involontariamente gli ha impedito di adempiere alle regole e alle convenzioni del secolo, inducendoli ad adottare il punto di vista di molti giovani: liberi e indipendenti, senza fare caso l'uno all'altro. Piccole marionette senza fili, spaventati dalla vita, che non hanno idea di cosa voglia dire poter vivere. Una dinastia destinata al baratro in cui non si riesce a scorgere nemmeno il fondo. Il racconto di un amore estremamente illusorio ed intenso che conduce all'apice della follia, che si è insinuato attraverso una piccola fessura tentando di riempire il vuoto che c'era dentro di loro. Leggere di Constance, infatti, di questa giovane ragazza sana di campagna, - circondata da una cappa di ostilità e involontariamente sprofondata nell'abisso invalicabile della sua posizione sociale -, e del suo amato Oliver, è stato quasi come un sogno agitato, emozionante, febbricitante che mi ha spinta fra le braccia di questi due amanti assonnati e appagati in un vasto letto bianco, a consumare il loro più tormentato amore. Tra luce e oscurità, innocenza ed esperienza, scambiando baci e carezze, nel tepore e nell'accettazione del loro amore reciproco. Oliver era riuscito ad amarla provando una felicità mai sperimentata prima. E, Constance, con la sua femminilità, tenerezza e bontà d'animo, lo ha riportato nel mondo. Gli ha fatto rivedere la luce, nel pozzo oscuro e profondo in cui era precipitata la sua anima, rinunciando all'amore e alla indipendenza della sua solitudine. Dando vita a un nuovo ciclo di sofferenze e amore. Colpendolo come i giacinti appena fioriti nel bosco e portandolo nel suo cuore per un po', prima che il mondo folle ed egoista li sopraffacesse.

    Lo aveva riportato nel mondo, mentre lui voleva rimanere solo. Per lei aveva rinunciato all'amore indipendenza dell'uomo che, in fin dei conti, vuole soltanto essere lasciato solo.

    La percezione dell'aver perso tutto, il distacco dal mondo, infondono una certa irrequietezza. Vuoto su vuoto, come battere la testa contro un muro. E in questo silenzio, in un mondo orrendo, folle, smanioso di potere e di amore, si riesce a cogliere qualcosa di significativo. Un vasto assortimento di citazioni filosofiche e riferimenti dettagliati sulla vita, in cui Constance sperimenta le gioie dell’amore carnale attraverso un lento processo di scoperta del proprio corpo, mentre Oliver al contrario scopre l’amore in tutta la sua meravigliosa essenza. Tutti incarnati in un unico volto, in quello della sua Connie, della dea puttana del successo e, naturalmente, della sua amata Constance. Appagando la brama lussuriosa della loro anima, in un viaggio monotono e continuo, la relazione fra i due amanti cresce e si consolida, in cui si avverte il desiderio del possesso e la tacita richiesta d'aiuto della bella Constance di ottenere la sua unica occasione di riscatto, a una vita che è sempre stata vuota e inappagante. Un romanzo davvero intrigante che ci parla di personaggi meravigliosi, che vagano lungo la riva dell'assurdo e dell'insoddisfazione. Una storia d'amore, una continua ricerca sull'identità interiore, romantico e fortemente sensuale, che poggia più sugli aspetti psicologici che su quelli sensuali il cui messaggio fondamentale consiste non nel compiacere se stessi, ma porgere un ringraziamento alle dee vergini appena deflorate dal loro dio del sesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Innanzitutto un’osservazione di carattere pedagogico… un pubblico giovane, desideroso di approfondire conoscenze inerenti la sfera sessuale, e magari dotato di un minimo di sensibilità ...continua

    Innanzitutto un’osservazione di carattere pedagogico… un pubblico giovane, desideroso di approfondire conoscenze inerenti la sfera sessuale, e magari dotato di un minimo di sensibilità letteraria, potrebbe, perché no, usufruire del presente testo: le descrizioni dei... http://www.piegodilibri.it/narrativa/lamante-lady-chatterley-david-herbert-lawrence/

    ha scritto il 

  • 0

    solo perchè...

    ...lo cita Foglietta in una delle sue descrizioni di figuri romagnoli (il fusto sembra essere stato un adone di Tredozio), solo perchè è molto famoso, solo perchè ho lasciato i miei cartacei su ...continua

    ...lo cita Foglietta in una delle sue descrizioni di figuri romagnoli (il fusto sembra essere stato un adone di Tredozio), solo perchè è molto famoso, solo perchè ho lasciato i miei cartacei su alla casina, solo perchè ultimamente non dormo bene senza entrare nelle vite di qualcun altro, allora mi metto a leggerlo SUL COMPUTER, vediamo quanto dura...

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono convinta che la censura feroce su questo libro fosse dovuta, ai tempi, soltanto alle esplicite scene di sesso tra i due amanti; mi domando piuttosto se non fosse causata dalla feroce ...continua

    Non sono convinta che la censura feroce su questo libro fosse dovuta, ai tempi, soltanto alle esplicite scene di sesso tra i due amanti; mi domando piuttosto se non fosse causata dalla feroce avversione del guardiacaccia per l’industrializzazione del pianeta e il culto del denaro. Se si potessero solo convincere che vivere e spendere non sono la stessa cosa! Ma non serve a nulla. Se solo fossero educate a vivere invece di guadagnare e spendere, potrebbero farcela magnificamente con venticinque scellini. Come ti ho detto una volta, se gli uomini indossassero pantaloni scarlatti, non penserebbero così tanto ai soldi. Se potessero ballare, saltare, cantare, pavoneggiarsi ed essere attraenti, non avrebbero bisogno di tanto denaro. Potrebbero divertirsi con le donne e divertire le donne. […] E questo potrebbe essere un modo per risolvere il problema industriale: insegnare alla gente a vivere, a vivere in bellezza, senza bisogno di spendere.. Come dargli torto? Se così fosse stato forse non ci troveremmo nella situazione drammatica in cui siamo. Ci hanno insegnato a consumare, a spendere, ad ammazzarci di lavoro per guadagnare sempre più soldi e spenderne sempre di più illudendoci di poter avere (e di avere il diritto di pretendere) qualsiasi cosa, mentre dall’altra parte del pianeta si muore ancora di fame; ma in realtà non eravamo noi a guadagnarci, e ora ne paghiamo le conseguenze, a tutto vantaggio di coloro i quali hanno saputo manipolare le nostre manie di grandezza. Ora dobbiamo abbassare le penne, accontentarci di lavori precari, di stipendi inadeguati, di tasse pesanti e prezzi impossibili, in nome di una ripresa nella quale non crediamo affatto. Nel libro è sotto accusa la classe dirigente dell’epoca che ha brutalizzato i lavoratori in nome del profitto; ma quello era solo l’inizio: oggi un’altra classe dirigente ha tolto definitivamente al lavoro la sua nobiltà e ha lasciato che il dio denaro restasse al di sopra persino della vita umana, alla faccia del progresso sociale.

    ha scritto il 

  • 3

    L'amore è cieco!

    Un libro finito a fatica, ripetitivo ed anche scontato. Alcune parti sono scorrevoli ma...i termini "figa" o "dea-puttana" ripetuto allo stremo, irritano e si sente che è scritto da un uomo che non ...continua

    Un libro finito a fatica, ripetitivo ed anche scontato. Alcune parti sono scorrevoli ma...i termini "figa" o "dea-puttana" ripetuto allo stremo, irritano e si sente che è scritto da un uomo che non ama i sentimentalismi. Lady Chatterley è una nobile annoiata, purtroppo sposata con un uomo in carrozzella, Mr Clifford, che non può soddisfarla (sembra quasi il cattivo della situazione). Prima si sfoga con Michaelis, un giovane scrittore e poi si innamora del povero, inferiore per nascita e disponibile guardiacaccia; con lui scatta la sana e scandalosa passione. D'altra parte si sa che l'amore è cieco! 3 stelle

    ha scritto il 

  • 2

    Che spreco di soldi

    Sicuramente chi l'ha amato e avrà capito il senso ultimo del testo mi vorrà linciare... Ma io non ce l'ho fatta! Arrivato alla metà, ho dovuto necessariamente chiuderlo e riporlo nella libreria. ...continua

    Sicuramente chi l'ha amato e avrà capito il senso ultimo del testo mi vorrà linciare... Ma io non ce l'ho fatta! Arrivato alla metà, ho dovuto necessariamente chiuderlo e riporlo nella libreria. Troppo noioso, prolisso, e scritto decisamente male (e molto probabilmente anche il traduttore avrà compartecipato a renderlo ulteriormente illeggibile). Ciò che ho apprezzato sono stati alcuni pensieri dell'autore in cui ci descrive non solo l'emancipazione mentale della donna, che finalmente prende coscienza di sé e del suo corpo non più visto come mero possedimento maschile o come oggetto sessuale attraverso il quale l'uomo può soddisfare I SUOI bisogni (dando per scontato che non esistano invece bisogni femminili), ma anche il cambiamento di una società ormai sempre più stanca delle solite distinzioni basate sulla nobiltà (di cui non viene più riconosciuta l'autorità) contrapposta ai meno abbienti.

    Il resto è pura noia. I personaggi ispirano tutti quanti enorme antipatia; a parte questo sentimento negativo, rappresentano l'anonimato più puro. Alcuni dei pensieri dell'autore (forse sarò idiota io) non riuscivo a coglierli, e il guaio è che spesse volte duravano intere pagine. E se Lawrence non disquisiva di sociopolitica, rompeva il cavolo descrivendo per altre millemila pagine dettagli inutilissimi, specie quelli legati alle ambientazioni, dettagli che tendevano a ripetersi capitolo dopo capitolo. Ogni parte saliente era appesantita da quelle pallosissime descrizioni di piante e fiori che mi hanno causato dopo un po' la narcolessia. Probabilmente se fossi stato meno ignorante in storia e se l'argomento m'avesse appassionato, non sarei stato così negativamente netto col romanzo, ma devo riconoscere che l'autore non mi ha concesso col suo stile di interessarmi ad un argomento che magari mi avrebbe potuto coinvolgere se solo non fosse stato così pesante.

    ha scritto il 

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