Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'amante palestinese

Di

Editore: E/O (Tascabili, 178)

3.7
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 186 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8876417184 | Isbn-13: 9788876417184 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaia Panfili

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

Ti piace L'amante palestinese?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Verso la fine degli anni Venti Albert Pharaon viveva in Libano. Discendente da una ricca famiglia palestinese, vagamente banchiere, si sentiva un po' fuori posto a Beirut. La mondanità lo annoiava, la sua unica passione erano i cavalli. Tornava spesso a Haifa, dove era nato, a tre ore di viaggio, fino poi a trasferirvisi definitivamente abbandonando moglie e figli. La notizia scandalosa si stava diffondendo: Albert aveva un'amante ebrea in Palestina, una militante sionista. Una delle nipoti di Albert vive ancora al Cairo, dove si è sempre sentita in esilio. Lui l'andava a trovare ogni volta che era di passaggio in città. Le raccontava della sua amante ebrea. Non poteva parlarne con nessun altro. Il resto della famiglia preferiva non sapere niente.
Ordina per
  • 4

    la figura di Golda Meir romanzata, appassionata come mai avrei creduto, al di là della considerazione se sia verità o finzione libraria, la storia dei due amanti è commovente e bellissima

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha entusiasmata... non è una grande storia d'amore e non è un affresco della società ebrea-araba dagli anni '20 agli anni '40. Insomma, tocca tanti temi ma tutti superficialmente. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualche tempo fa lavoravo per una banca inglese; come in molte grandi società si svolgevano corsi di formazione spesse volte inutili, ma ai quali si partecipava volentieri solo per il gusto di fare qualcosa di diverso o per conoscere colleghi di altri settori. Uno di questi corsi da me frequentat ...continua

    Qualche tempo fa lavoravo per una banca inglese; come in molte grandi società si svolgevano corsi di formazione spesse volte inutili, ma ai quali si partecipava volentieri solo per il gusto di fare qualcosa di diverso o per conoscere colleghi di altri settori. Uno di questi corsi da me frequentati è stato "Time management" per imparare a gestire i cambiamenti all'interno dell'azienda (!!); ad un certo punto il formatore chiede ad ognuno di pensare ad un personaggio che ha segnato un grande cambiamento nella società e di motivare la propria scelta. Mi ricordo alcuni nomi fatti tipo Galileo, Steve Jobs o Papa Giovanni Paolo II. Io dico Golda Meir; nessuno la conosceva a parte il formatore ma io ero così convinto, che quello deve essere stato il più lungo discorso in pubblico fatto da me in tutta la vita. La pasionaria del sionismo, che spicca in un mondo di uomini mi ha sempre affascinato e quindi che bella sorpresa è stata ritrovarmela in questo romanzo: molto umana e passionale e addirittura amante di un palestinese, ma comunque sempre con la stessa grinta, le stesse passioni e la stessa intelligenza che spiccavano da una celebre intervista rilasciata a Oriana Fallaci.
    Il romanzo in sé non è niente di speciale, l'autore a mio avviso abusa di punteggiatura per cui i periodi sono spesso brevissime frasi che tolgono ritmo alla lettura. Certo, se al posto di Golda Meir ci fosse un'altra, il libro non avrebbe senso.

    ha scritto il 

  • 0

    le ragioni del cuore

    Un tassello di bella letteratura che contribuisce a ricomporre il quadro della storia di Palestina. Comoda chiave di ingresso per chi ne sa poco, ammorbidente per il cuore di chi ha solide convinzioni a proposito.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amante palestinese

    Il romanzo d Selim Nassib espone la vicenda politica e sociale in Palestina nei primi anni Venti del Novecento. Sullo sfondo di una situazione tragica e drammatica come la guerra nasce l'amore proibito tra due ragazzi, lei ebrea e lui palestinese. Una vicenda dura e appassionante!!!

    ha scritto il 

  • 2

    nessun particolare valore letterario ma offre l'occasione per un momento cruciale della storia (la nascita dello stato ebraico) sul quale l'informazione è sempre troppo scarsa e contraddittoria.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia d'amore, fra Beirut, Haifa e Tel Aviv, fra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Il tentativo, ovviamente destinato a fallire, di superare sul piano personale, della passione e dell'attrazione, le barriere politiche e, ancor prima, antropologiche. Lui è un banchiere libanese, lei Golda M ...continua

    Una storia d'amore, fra Beirut, Haifa e Tel Aviv, fra gli anni Venti e gli anni Quaranta. Il tentativo, ovviamente destinato a fallire, di superare sul piano personale, della passione e dell'attrazione, le barriere politiche e, ancor prima, antropologiche. Lui è un banchiere libanese, lei Golda Meir, e la scelta di un personaggio così noto non giova a Nassib, che nel parlarcene rivela un certo imbarazzo, specie quando meno dovrebbe essercene, per esempio quando si scatena (o non si scatena) l'eros. Ma forse la scelta di una sacerdotessa del sionismo è inevitabile, per una necessità di asimmetria rispetto all'amante, Albert Pharaon: un uomo colto, fine, cosmopolita e disimpegnato. Sensibile e disorganizzato come il suo popolo, come il suo popolo Pharaon non ha alcuna chance di farcela.

    Siamo quindi di fronte a una storia della nascita d'Israele vista dalla parte di solito silente: quella che ha perso le case, la terra, e la battaglia culturale su chi ha diritto di raccontarla, questa storia. Ed è un testo non sempre ben riuscito, ma sempre interessante. A poche pagine di distanza leggiamo della personalità magnetica di di Zeev Jabotinsky, teorico (e pratico) dell'espulsione degli arabi dalla Palestina, uomo di tale fascino che le abitanti di Beirut ne sono intrigate; e poi del padre palestinese poverissimo, sporco, dignitoso, che, accettato un passaggio in macchina da Pharaon, dichiara di aver accompagnato il figlio in ospedale, e solo all'arrivo confessa che è morto. Nassib non cade vittima di facili tentazioni; il libro mi pare molto equilibrato e tutt'altro che ideologico. Com'è giusto, si conclude con l'afasia: Lei parla ancora, lui non riesce più a concentrarsi. Ma a chi sta parlando?

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro non è affatto brutto come mi è capitato di leggere da qualche parte. Avendolo letto subito dopo l'altro di Nassib, Ti ho amata per la tua voce, non posso fare a meno di confrontarlo: essenzialmente, sono due storie d'amore a sfondo storico, ma mentre il romanzo su Umm Kalthoum è u ...continua

    Il libro non è affatto brutto come mi è capitato di leggere da qualche parte. Avendolo letto subito dopo l'altro di Nassib, Ti ho amata per la tua voce, non posso fare a meno di confrontarlo: essenzialmente, sono due storie d'amore a sfondo storico, ma mentre il romanzo su Umm Kalthoum è una tirata astratta di lirismo, questo su Golda Meir si sporca con la Storia, restituendo un ritratto privo di manicheismi della Palestina sconvolta dalle mire sioniste. Sebbene io non riesca a mandare giù completamente i tentativi di umanizzazione di quella che considero una pura e semplice ingiustizia, da un punto di vista letterario è proprio questa umanizzazione che apre una breccia nel nostro giudizio sulla Storia, consentendoci appunto di non cadere nei suddetti manicheismi (gli assolutamente buoni vs gli assolutamente cattivi). E non è poco.

    Due note futili:
    1) Ma che fine fa Nina, la nipote di Albert Pharaon? Ci viene presentata come un personaggio importante, sembra che debba contare qualcosa nello sviluppo dell'intreccio, e invece di punto in bianco si sposa, va a vivere al Cairo e non se ne sa più nulla... Ecco, se vogliamo, Nassib non è troppo accurato in dettagli di questo genere, che a volte fanno la differenza.
    2) Il capitolo XVIII sembra un rifacimento di alcune parti di Ritorno a Haifa di Ghassan Kanafani.

    ha scritto il