L'amica geniale

Volume I: Infanzia, adolescenza

Di

Editore: e/o (Dal mondo)

4.0
(4513)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 327 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Catalano

Isbn-10: 8866320323 | Isbn-13: 9788866320326 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
L'amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati... Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all'inizio. Dicevamo che L'amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.
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  • 4

    Il primo volume del ciclo omonimo è la storia parallela di due ragazze, due amiche come solo le ragazze sanno essere: una specchio dell’altra, una diversa dall’altra. Legate da un amore che è anche de ...continua

    Il primo volume del ciclo omonimo è la storia parallela di due ragazze, due amiche come solo le ragazze sanno essere: una specchio dell’altra, una diversa dall’altra. Legate da un amore che è anche dei sensi, della pelle (come appunto è quello tra due ragazze che crescano insieme, sorelle d’elezione, più che sorelle); altrettanto incatenate l’una all’altra da una sottile trama di gelosie, invidie, piccole rancori. Un tipo di legame che può fiorire solo in quel momento magico che precede l’esplosione del corpo, di sospensione quasi tra l’infanzia e l’età adulta; e che raramente si protrae oltre la soglia dei 15 anni: quando si è varcato insieme, tenendosi per mano o facendosi lo sgambetto, quel gradino che introduce nel mondo dei grandi spesso ognuna procede per conto suo. O se ci si ritrova lo si fa nella cifra della memoria, non più in quella della condivisione.
    Raramente, ma qualche volta accade: come è accaduto a Elena, detta Lena, e a Raffaella, detta Lila, due frutti acerbi di un quartiere popolare della periferia napoletana (ma potremmo essere ovunque: la sottesa e discreta napoletanità del contesto non scade mai nel regionalismo). Non è infatti un romanzo neoverista, ma un delicato affresco del cuore umano, in particolare del cuore di Lena, la voce narrante, la secchiona di successo, la né-bella-né-brutta che non getta ombra sulla ombrosa e scontrosa Lila, brutto anatroccolo che si trasforma improvvisamente in uno splendido cigno, mente vorace e brillante confinata dietro il bancone della calzoleria paterna. L’amica geniale, appunto.
    Entrambe alle prese con un mondo (siamo negli anni Cinquanta) che vuole le giovani donne educate ad essere madri e mogli sottomesse, che biasima le ambizioni, che punisce a suon di ceffoni (fisici e morali) chi prova a oltrepassare i confini del suburbio e del conformismo domestico. Che irride e si vende i sogni delle bambine, simbolicamente rappresentate dal paio di scarpe cucite a mano in cui si incarnano i sogni di Lila, nel primo articolo scritto da Lena per un giornale studentesco.
    Due figure in cui il lettore (e non solo la lettrice, mi assicurano) riconosce se stesso, compiendo un’immersione in luoghi dimenticati della propria memoria; due personaggi a cui ci si affeziona, tanto che non si vorrebbe lasciarli, non perché il romanzo si regga sulla suspense (al contrario, succede poco) ma perché si vorrebbe continuare a condividerne la quotidianità, il ticchettio degli zoccoli sul selciato e su e giù dalle scale del palazzone popolare. Per questo lascerò passare del tempo prima di continuare nella lettura degli altri tre romanzi del ciclo: per regalarmi il piacere di aspettare.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura così semplice che ho quasi pensato: “avrei potuto scriverla io”! La storia diventa lentamente avvincente e coinvolge il lettore introducendolo in quel mondo povero, a volte sguaiato e vio ...continua

    Una lettura così semplice che ho quasi pensato: “avrei potuto scriverla io”! La storia diventa lentamente avvincente e coinvolge il lettore introducendolo in quel mondo povero, a volte sguaiato e violento e pur desideroso di riscatto sociale. Una letteratura, mi son detta, in cui trova spazio la Napoli dei bassifondi napoletani degli anni ‘50 e ’60 in cui si annidano miseria, vizio e criminalità. Sfuggire alla miseria è legittimo ma qui lo si può fare solo attraverso il crimine.
    Lila e Lenù: le osservavo nella lettura e mi apparivano immerse in un mondo in cui si sentivano estranee. Lila, ossessionata dalla sua condizione sociale, vuole far sì che la piccola e povera bottega del padre diventi il trampolino di lancio per una produzione di scarpe di classe e di alta qualità e per questo accetta, su insistenza della famiglia, di fidanzarsi con Marcello Solara. Lila è bella, è la più bella di tutto il rione, è intelligente e naturalmente brava e dotata. E così, mentre leggevo, pensavo che prima o poi sarebbe sfuggita dalla morsa e dal condizionamento sociale, liberarsi da un mondo capace di trarre solo il peggio da lei. Avrà solo la forza di lasciare Marcello Solara e legarsi a Stefano Carracci, anche lui con una buona e solida posizione sociale e che come il primo dovrà aiutarla a perseguire il suo sogno. Il sogno si interrompe e si frantuma il giorno stesso del matrimonio. Nella grande “caciara” dei festeggiamenti Lila si accorgerà che Marcello Solara indossa le scarpe, le prime della sua produzione, come mai?
    Lenù, estremamente caparbia, ma nella sua evoluzione è aiutata di più dalla famiglia. Il padre è un usciere, uno di quelli che, anche se non guadagna molto, ha uno stipendio sicuro e questo gli garantisce in qualche modo di restare al di fuori di quel mondo che invece condizionerà la vita di Lila.
    Le donne fanno sicuramente una bella figura, appaiono in modo diverso determinate ed in fondo entrambe geniali, si interrogano e sono consapevoli ma entrambe non riescono a liberarsi del maschio, tutti i personaggi nel libro di sesso maschile meritano di essere definiti così. Sono prepotenti e non ambiziosi, amanti senza sentimenti, avidi e senza quel pizzico di generosità che li faccia sentire umani, desiderosi di apparire senza essere.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di un'amicizia (che proseguirà nei successivi tre volumi) mai banale ne scontata. Un libro vero, con personaggi che potresti incontrare benissimo ogni giorno. Lina è un personaggio forte, ch ...continua

    La storia di un'amicizia (che proseguirà nei successivi tre volumi) mai banale ne scontata. Un libro vero, con personaggi che potresti incontrare benissimo ogni giorno. Lina è un personaggio forte, che ho amato e odiato in alcuni momenti, ma è il mio preferito.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sbirciatina nella vita di Lila ed Elena

    Io, il mio senso di inadeguatezza e confronto continuo con l'altro, io e le vacanze al mare dalla nonna in Calabria, io e il rione chiassoso, le parole della gente, potrei continuare a lungo. Ho amato ...continua

    Io, il mio senso di inadeguatezza e confronto continuo con l'altro, io e le vacanze al mare dalla nonna in Calabria, io e il rione chiassoso, le parole della gente, potrei continuare a lungo. Ho amato da subito le due giovani protagoniste, cresco con loro di pagina in pagina e nel susseguirsi di eventi ritrovo tanto di me e del mio percorso di crescita individuale. Il primo libro è solo un'anticipazione della crescita, delle basi che vincoleranno le due donne per sempre.
    Da leggere tutto d'un fiato. Si prende 5 stelline!!! Meritatissime.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto benissimo. Storia avvincente nella sua semplicità. Un mondo tutto al femminile che ti conquista. Si legge tutto d'un fiato, come del resto il secondo volume. Poi si va a scendere d'intensità m ...continua

    Scritto benissimo. Storia avvincente nella sua semplicità. Un mondo tutto al femminile che ti conquista. Si legge tutto d'un fiato, come del resto il secondo volume. Poi si va a scendere d'intensità ma resta sempre una quadrilogia da non perdere se non altro per la qualità della scrittura e l'enigmatico personaggio di Lila. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine, dopo tanto averne sentito parlare, mi è toccato leggerla

    Bene, ho aspettato un po' per leggere il primo volume della tetralogia della Ferrante, dopo aver letto, diversi anni fa, L'amore molesto. Ne avevo sentito parlare piuttosto bene di questa tetralogia e ...continua

    Bene, ho aspettato un po' per leggere il primo volume della tetralogia della Ferrante, dopo aver letto, diversi anni fa, L'amore molesto. Ne avevo sentito parlare piuttosto bene di questa tetralogia e ora posso dire che le attese non sono state smentite, nel senso che il romanzo è ben scritto, con una buona trama e un personaggio principale (non tanto l'io narrante, quanto la sua migliore amica), Lila, molto affascinante. La lettura procede spedita e il rione napoletano che fa da sfondo alla vicenda è in realtà la vicenda stessa. Non so se leggerò gli altri, è un po' come aspettarsi quel che ci si immagina, ma non è detto.

    ha scritto il 

  • 4

    E tu, quale sei?

    Leggere il libro di una scrittrice che non vuole che tu sappia chi sia è un bel guanto di sfida gettato ai piedi, è come se abbia scelto per te parole a caso affinché tu scrivessi il tuo personalissim ...continua

    Leggere il libro di una scrittrice che non vuole che tu sappia chi sia è un bel guanto di sfida gettato ai piedi, è come se abbia scelto per te parole a caso affinché tu scrivessi il tuo personalissimo libro con le immagini nella tua mente. Nessuna interazione con motivazioni, elucubrazioni. Solo tu, e la tua testa. Allora la mia Lila è solo mia e la mia Lenuccia ha lo stesso destino. Per me, nonostante siano a Lila destinate dosi di intelletto purissimo, la genialità è ben distribuita tra le due che giocano ad intessere un ricamo frenetico e complice, studiato, ben custodito, quasi segreto. Quale sarà la figura che comparirà da questo alacre compito, ancora, non ci è dato saperlo.
    La sua prontezza mentale sapeva di sibilo, di guizzo, di morso letale.

    ha scritto il 

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