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L'amicizia

Di

Editore: Newton & Compton (Tascabili Economici)

3.8
(639)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879830589 | Isbn-13: 9788879830584 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Emma Maria Gigliozzi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Il Lelius de amicitia, fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a. C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è anzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e stoico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta dì spinta al miglioramento individuale.
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  • 4

    Trattato sull'amicizia scritto in modo semplice e senza fronzoli. D'altra parte Cicerone è una garanzia.
    Ci sono alcuni brani che fanno riflettere.
    In ogni caso, condivido appieno l'ultima frase: "...non vi sia niente di più prezioso dell'amicizia".

    ha scritto il 

  • 5

    Che differenza c'è, eliminata ogni emozione dall'anima, non dico fra una bestia e un uomo, ma tra un uomo e un tronco o un sasso o qualsiasi altra cosa di tal genere?

    Senza tempo. Da custodire.

    ha scritto il 

  • 2

    Brutalmente?


    Brutalmente.


    Molte cose sull'amicizia certamente condivisibili, altre proprie più che altro della mentalità aristocratica romana e della fides latina, molti riferimenti al presente in cui Cicerone scriveva (la crisi definitiva della Repubblica, la morte appena avvenuta ...continua

    Brutalmente?

    Brutalmente.

    Molte cose sull'amicizia certamente condivisibili, altre proprie più che altro della mentalità aristocratica romana e della fides latina, molti riferimenti al presente in cui Cicerone scriveva (la crisi definitiva della Repubblica, la morte appena avvenuta di Cesare, l'ascesa di Marco Antonio) molti altri rivolti alla Roma arcaica, alquanto oscuri .

    Però tutti i concetti importanti sono riassumibili in due pagine. Poi è tutto molto prolisso. Molto molto prolisso.

    Non avevo la concentrazione giusta.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dialogo, che si svolge fra Lelio e i due generi Quinto Mucio Scevola e Gaio Fannio, prende le mosse dalla recente scomparsa di Scipione, evento che dà a Lelio l'occasione di riferire a Scevola e Fannio l'idea che il conquistatore di Cartagine aveva dell'amicizia. Nel corso del dialogo vengono ...continua

    Il dialogo, che si svolge fra Lelio e i due generi Quinto Mucio Scevola e Gaio Fannio, prende le mosse dalla recente scomparsa di Scipione, evento che dà a Lelio l'occasione di riferire a Scevola e Fannio l'idea che il conquistatore di Cartagine aveva dell'amicizia. Nel corso del dialogo vengono date definizioni dell'amicizia, smascherate le contraddizioni di molte opinioni riguardo a questo legame e dati suggerimenti su come coltivare i rapporti con gli amici. Alla base della riflessione ciceroniana c'è un'affermazione che viene reiterata più volte: il principio fondante i rapporti umani e garante dell'armonia e, di conseguenza, della stabilità, nella sfera personale come in quella pubblica, è la virtù: coloro che la usano come un faro e una guida possono costituire quella concordia senza la quale non possono durare né la familiarità né uno Stato.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/09/lelio-o-dellamicizia-cicerone.html

    ha scritto il 

  • 3

    "Est enim amicitia nihil aliud nisi omnium divinarum humanarumque rerum cum benevolentia et caritate consensio qua quidem haud scio an, excepta sapientia, nihil melius homini sit a dis immortalibus datum"

    ha scritto il 

  • 5

    Cinque stelle a questo libretto non tanto per il rivoluzionario modo di trattare l'amicizia; nell'Etica Nicomachea di Aristotele infatti vi è una sezione apposita che, in molti casi, trova riscontro qui. Per questo l'Amicizia di Cicerone potrebbe sembrare alle volte banale, sociologia da supermer ...continua

    Cinque stelle a questo libretto non tanto per il rivoluzionario modo di trattare l'amicizia; nell'Etica Nicomachea di Aristotele infatti vi è una sezione apposita che, in molti casi, trova riscontro qui. Per questo l'Amicizia di Cicerone potrebbe sembrare alle volte banale, sociologia da supermercato, se vogliamo. Ma così in realtà non è.
    Da un lato abbiamo il come costruire l'amicizia, come guidare la scelta, e l'immancabile ritorno del discorso sulle virtù. Gli aforismi estrapolabili sono innumerevoli.
    Dall'altro lato abbiamo il lato decostruttivo dell'amicizia, di quando questa si sgretola, e come sarebbe bene si sgretolasse. Le motivazioni le abbiamo già viste in Aristotele (divergenza di costumi, scelte politiche, mancanza di rispetto), e per ognuna di queste vi sarebbe, secondo Cicerone, un modo più o meno brusco per troncare il rapporto.
    Lo trovo di un'attualità estrema soprattutto per i giovani, che qui possono vedere come non si rendano conto del nascere delle amicizie basate sull'utile, e che non sono amicizie vere quelle che ti inducono al vizio, o ancora non sono amicizie quelle dove uno dei due vuole essere superiore.
    Lo trovo in definitiva una bell'aggiunta alla trattazione dell'amicizia dell'Etica Nicomachea.

    ha scritto il 

  • 3

    «L'amicizia comporta moltissimi e grandissimi vantaggi, ma ne presenta uno nettamente superiore agli altri: alimenta buone speranze che rischiarano il futuro e non permette all'animo di deprimersi e di abbattersi»


    Sono passati duemila anni ma il significato racchiuso in quest'opera ...continua

    «L'amicizia comporta moltissimi e grandissimi vantaggi, ma ne presenta uno nettamente superiore agli altri: alimenta buone speranze che rischiarano il futuro e non permette all'animo di deprimersi e di abbattersi»

    Sono passati duemila anni ma il significato racchiuso in quest'opera è rimasto pressoché immutato. Un trattatello sull'importanza dell'amicizia nella vita di ognuno di noi, e sui modi migliori per coltivarla e tenerla viva nel corso del tempo.
    Tre stelle, perchè non ho particolarmente apprezzato la traduzione, che ho trovato un po' troppo scolastica e priva di quella musicalità che caratterizza il testo originale.
    Per gli autori latini la bellezza della forma, la ricercatezza della sintassi, l'eleganza nel succedersi dei periodi e la meticolosità nella scelta dei vocaboli, erano elementi tanto importanti quanto il contenuto stesso dell'opera.
    Se manca questo aspetto, è una traduzione solo a metà...

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è sembrato di leggere quasi un libro utopistico, troppo moderno per noi che abbiamo superato l'anno 2000: le riflessioni che si susseguono in queste poche pagine ti fanno capire che la virtù e i grandi valori dell'amicizia sono incredibilmente fattibili e reali. E mi è venuto spontaneo farmi u ...continua

    Mi è sembrato di leggere quasi un libro utopistico, troppo moderno per noi che abbiamo superato l'anno 2000: le riflessioni che si susseguono in queste poche pagine ti fanno capire che la virtù e i grandi valori dell'amicizia sono incredibilmente fattibili e reali. E mi è venuto spontaneo farmi una domanda.
    Le parole di Cicerone sono state scritte più di duemila anni fa: eppure noi italiani viviamo come se non conoscessimo la parola Virtù...

    ha scritto il 

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