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L'amore è un cane che viene dall'inferno

Di

Editore: Guanda (Le Fenici Tascabili)

4.1
(330)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860880548 | Isbn-13: 9788860880543 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: K. Bagnoli

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Vagabondi, falliti, pezzenti, ubriaconi, giocatori d'azzardo di terz'ordine,prostitute e naturalmente il poeta stesso, fallito tra i falliti e pezzentetra i pezzenti: è questo il mondo di cui si popolano i versi di Bukowski, unmondo osservato a volte con il distacco sarcastico di chi ne scorge conchiarezza e lucidità i limiti e le piccolezze, altre volte con la genuina epartecipata commozione di chi non può tirarsene fuori, di chi si sente inqualche modo parte di quell'umanità sconfitta e umiliata.
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  • 5

    come prosatore, Bukowski, non mi aveva entusiasmato
    come poeta invece mi emoziona

    già il fatto che quest'omone grande, grosso e ubriaco scriva poesie mi fa tenerezza
    usa un linguaggio molto diretto, semplice, immediato
    spontaneo, apparentemente
    con quella naturalezz ...continua

    come prosatore, Bukowski, non mi aveva entusiasmato
    come poeta invece mi emoziona

    già il fatto che quest'omone grande, grosso e ubriaco scriva poesie mi fa tenerezza
    usa un linguaggio molto diretto, semplice, immediato
    spontaneo, apparentemente
    con quella naturalezza che ti fa dire - anch'io potrei scrivere così
    come capita di pensare, a volte, di fronte a certi quadri astratti bellissimi
    poi tu arrivi a casa, ci provi, viene fuori una schifezza e ripensi la tua idea di arte primitiva o astratta

    è una scrittura che tenderebbe alla disperazione se l'ironia la lasciasse andare per la sua strada

    non riescono a credere
    che la gente senza amore
    le strade
    la solitudine
    i muri
    sono anche miei.

    invece ogni volta che sta per cadere nell'abisso, Bukowski viene bloccato dalle briglie alle quali si era saggiamente assicurato
    è la capacità di dissacrare che lo salva

    ricorda che in questo mondo non c'è
    un culo che valga più di 50 dollari
    (nel 1977).

    l'intelligenza di non avere una fede cieca e ostinata,
    il coraggio di prendere quello che viene, a testa alta

    le mie mani morte
    il mio cuore morto
    il silenzio
    pietroso adagio
    il mondo che s'infiamma
    questo è il meglio
    per me.

    la voglia di godersi la vita, beffandosi del giudizio della gente, perché già sa, che qualunque cosa tu faccia, chiunque tu sia, ci sarà sempre qualcuno pronto ad aspettare la tua caduta e a ricordarti per quella

    Vallejo che scrive sulla
    solitudine mentre muore di
    fame;
    l'orecchio di Van Gogh rifiutato da una
    troia;
    Rimbaud che scappa in Africa
    a cercare oro e trova
    un caso incurabile di sifilide;
    Beethoven diventato sordo;
    Pound trascinato per le strade
    in una gabbia;
    Chatterton che beve il topicida;
    il cervello di Hemingway che cade
    nel succo d'arancia;
    Pascal che si taglia i polsi
    nella vasca;
    Artaud rinchiuso coi matti;
    Dostoevskij messo al muro;
    Crane che si butta da un piroscafo;
    Lorca fucilato per strada dalla milizia
    spagnola;
    Berryman che salta da un ponte;
    Burroughs che spara alla moglie;
    Mailer che accoltella la sua.
    - ecco cosa vogliono:
    uno stramaledetto show
    un'insegna luminosa
    in mezzo all'inferno.
    ecco cosa vuole,
    quel pugno di
    ottusi
    incapaci d'esprimersi
    prudenti
    tetri
    ammiratori delle
    carnevalate.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro l'ho preso mesi fa, e da mesi lo prendevo e lo lasciavo dopo poche pagine, dicendomi "ma che razza di poesia è mai questa", "com'è possibile che Bukowski sia tanto apprezzato", poi un giorno, anzi una notte l'ho ripreso e ho iniziato a leggerlo, l'ho letto tutto d'un fiato, perchè so ...continua

    Questo libro l'ho preso mesi fa, e da mesi lo prendevo e lo lasciavo dopo poche pagine, dicendomi "ma che razza di poesia è mai questa", "com'è possibile che Bukowski sia tanto apprezzato", poi un giorno, anzi una notte l'ho ripreso e ho iniziato a leggerlo, l'ho letto tutto d'un fiato, perchè solo così può essere letta una vita: tutta d'un fiato e ho capito, capito perchè Bukowski è così apprezzato e come ha fatto ad influenzare così tanto la poesia contemporanea, pur non avendo niente di apparentemente "poetico" la sua poesia: è la sua autenticità, il suo esserci tutto dalla testa ai piedi in quelle poesie, nell'ironia che ci mette, nella sessualità dei suoi versi, che non è erotismo ma sessualità animale, nell'impulso. E per questo oggi posso dire: mi piace questo Bukowski, voglio leggere altro...

    ... e ho scelto anche il momento migliore: la TEA sta ripubblicando i suoi libri con le traduzioni della Guanda :)

    ha scritto il 

  • 5

    vedo la gente qui e là con occhi orecchie dita e parti varie del corpo. nessuno sembra farci caso

    è il modo in cui te la giochi

    chiamalo amore
    mettilo contro luce
    che muore
    mettilo in un vestito
    prega canta implora piangi ridi
    spegni le luci
    accendi la radio
    aggiungi le guarnizioni:
    burro, uova crude, il giornale
    di ieri;
    una ...continua

    è il modo in cui te la giochi

    chiamalo amore
    mettilo contro luce
    che muore
    mettilo in un vestito
    prega canta implora piangi ridi
    spegni le luci
    accendi la radio
    aggiungi le guarnizioni:
    burro, uova crude, il giornale
    di ieri;
    una stringa nuova, poi aggiungi
    paprika, zucchero, sale, pepe,
    telefona alla zia ubriaca a
    Calexico;
    chiamalo amore,
    infilzalo bene, aggiungi
    verza e succo di mela
    poi scaldalo su
    un lato,
    poi scaldalo
    dall'altro,
    mettilo in una scatola
    dalla via
    abbandonandola su una soglia
    vomitando mentre
    vai
    nell'ortensia.

    ha scritto il 

  • 0

    Su questo schifo di atri e ventricoli! La verginità sentimentale che si fa gara a rubare.

    C'è che l'anno scorso avevo un vuoto nello stomaco e mi rimbombavano le parole di un'amica che è lontana e so che non vedrò per molto ma in quel periodo ci eravamo aiutate, e mi ricordo che facevano così "quando sei stata chiara con una persona non devi avere rimorsi se quella ti ha detto no e si ...continua

    C'è che l'anno scorso avevo un vuoto nello stomaco e mi rimbombavano le parole di un'amica che è lontana e so che non vedrò per molto ma in quel periodo ci eravamo aiutate, e mi ricordo che facevano così "quando sei stata chiara con una persona non devi avere rimorsi se quella ti ha detto no e si farà male ma passerà".
    C'è che quando arriva l'autunno è sempre così ma non sto leggendo "la corsa di billy" ma c'era charlie, lui disilluso, le donne, tentatrici, stronze che ti aprono, ti squartano, prendono i loro tacchi escono dal tuo letto dopo che hanno lasciano il loro profumo tra le lenzuolo ti guardano come se fossi un giocattolo, come se la tua nuova verginità sentimentale fosse stata concessa al diavolo e se ne vanno così senza neanche salutarti.

    E tutti i nostri no dove vuoi che ci portano
    Forse lo so, portano a considerare una nuova condizione sentimentale, dove si rimette di meno, dove la verginità sentimentale non ha più significato, dove ci si sbatte per un po' senza guardarci in faccia.

    i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano
    gli aerei per palermo fermi a prendere freddo
    dieci grammi nei tuoi reggiseni i pescherecci che non tornano
    quei lunghi mesi immobili i santi
    i raccoglitori di pomodori
    le bombe al fosforo
    quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo
    come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi

    Non mi fa male più nulla, ho finto. Ho finto quelle volte che ho detto di amare il principe, quelle volte che ho pianto per degli occhi verdi che non avevo nemmeno mai visto.
    Ho finto quando ho detto di essere interessata, ho finto quando ho detto che soffrivo.
    Ho finto non su un palco, ho finto nella vita, mi sono finta interessata a scuola, all'esame di stato. Ho finto quelle volte che volevo mostrarmi dispiaciuta per ciò che non mi aveva minimamente toccata.
    Ho finto e fingerò con tutte.
    Quello che voglio è vedere chi è pronto a distruggersi per me. Quello che voglio è distruggermi ma non per una persona.
    Quello che voglio è un palco con tutte le ragazze che non ho avuto, quello che voglio è vedere se gli altri sanno fingere come me.

    Quello che voglio è lamentarmi in eterno perchè la felicità non è mai stata vicino.
    Quello che voglio è una volpe che a queste parole non si sconvolge e che mi dice che ci sarà una ragazza giusta per me.
    Quello che voglio è fingere di aver finto.

    ha scritto il 

  • 4

    Non credo che sia un genio, però mi piace leggerlo. È così dissacrante!

    " la coerenza è tremenda:
    bocca da squalo
    sudicia dentro con un corpo
    quasi perfetto,
    lunghi capelli splendenti -
    confonde me
    e altri "

    ha scritto il 

  • 4

    Buon, vecchio Bukowski

    mi sento amaro a volte
    ma il sapore è stato spesso
    dolce. solo che avevo paura
    di dirlo. è come quando
    la tua donna ti chiede:
    "dimmi che mi ami", e
    tu non ci riesci.

    ha scritto il 

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