L'amore ai tempi del colera

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar)

4.2
(10875)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Francese , Olandese , Polacco , Svedese , Croato , Ceco , Rumeno , Chi semplificata

Isbn-10: 8852015973 | Isbn-13: 9788852015977 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Un amore romantico e infinito, capace di pazientare, con fede incrollabile, per "cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese". Tanto deve infatti aspettare Florentino Aziza, poeta e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, prima di poter finalmente vedere realizzato il suo sogno con Fermina Daza, la più bella ragazza della Colombia. La cronaca di una lunga e fiduciosa attesa, di un desiderio che non si sopisce ma viene accresciuto dagli anni, superando tutti gli ostacoli. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo impegno di denuncia sociale, per raccontare un'affascinante epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico e splendido da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente.
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  • 3

    Dopo aver letto questo romanzo, se qualcuno si chiedesse: < Quanto può durare l'amore?>, io gli direi: < leggiti "L'amore ai tempi del colera", e poi vediamo!>.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho finito per miracolo!

    Ad un certo punto... ho creduto di dover abbandonare!
    Stavo per cavarmi gli occhi giuro!
    53 anni 7 mesi e 11 giorni e Marquez è stato così bravo da trasmettere l'agonia dell'attesa su carta, solo che ...continua

    Ad un certo punto... ho creduto di dover abbandonare!
    Stavo per cavarmi gli occhi giuro!
    53 anni 7 mesi e 11 giorni e Marquez è stato così bravo da trasmettere l'agonia dell'attesa su carta, solo che ha contato anche i minuti, i secondi i millesimi di secondo! -.-
    No. NO.
    Il suo stile non fa per me, la sua penna ha su di me un effetto super soporifero.
    Questo libro è la tortura fatta e finita!

    ha scritto il 

  • 3

    Alla lunga molti dei libri di Marquez si assomigliano: storie felici/infelici descritte con una tale abbondanza di particolari da risultare appiccicose. Lasciano sulla pelle l'umido tropicale, il sals ...continua

    Alla lunga molti dei libri di Marquez si assomigliano: storie felici/infelici descritte con una tale abbondanza di particolari da risultare appiccicose. Lasciano sulla pelle l'umido tropicale, il salso del mar del Caribe, e il sapore della frutta esotica un po' troppo matura.
    Ma non lasciano nel cuore quei palpiti d'amore che descrivono

    Le pene d'amore, l'infelicità causata da un amore agognato e non raggiunto è la chiave di lettura, il riscontro fin troppo banale della felicita. Anche nei romanzi di Allende si ritrova la stessa visione della vita: basta un amore, una passione per riscattare un vita di dolore; questo anelito incessante al compimento di un desiderio annulla tutte le altre prospettive, come se il resto della vita non contasse.
    Sarà una questione di climi e latitudini diverse, a rendere questi amori sfigati così graditi agli infreddoliti europei, o forse è l'abilità di Marquez. Solo Goethe e Liala sono stati capaci di sublimare a tal punto l'amore respinto ed ostacolato, e farne una unica* ridondante eccessiva ragione di vita (letteraria).

    *Goethe c'aveva anche la fissa dei sassi, in effetti, e non solo degli amori disperati.

    ha scritto il 

  • 2

    Un parto

    ok è un classico della letteratura, ok marquez è un grandissimo scrittore , ma 490 pagine di agonie amorose , descrizioni di villaggi caraibi , descrizioni di battelli fluviali , non sono esageratamen ...continua

    ok è un classico della letteratura, ok marquez è un grandissimo scrittore , ma 490 pagine di agonie amorose , descrizioni di villaggi caraibi , descrizioni di battelli fluviali , non sono esageratamente troppe? io sti due non vedevo l ora si accoppiassero per terminare sto parto di libro

    ha scritto il 

  • 2

    Pesante a tratti

    Ispirato dalla fama associata a questo libro, ho deciso di iniziarlo senza essere prevenuto ed avere pregiudizi su questo tipo di lettura che più volte ho sentito dire essere lenta e poco fluida. Iniz ...continua

    Ispirato dalla fama associata a questo libro, ho deciso di iniziarlo senza essere prevenuto ed avere pregiudizi su questo tipo di lettura che più volte ho sentito dire essere lenta e poco fluida. Inizialmente ho trovato il libro molto interessante ma poi, con l'avanzare della lettura, in più parti ho riscontrato dei momenti di pesantezza difficile da digerire.
    Tutto sommato la storia mi è pure piaciuta, ma non riesco ad attribuire a questo libro un voto superiore alle 2 stelline.

    ha scritto il 

  • 0

    Marquez racconta l'amore da quello fugace a quello unico e duraturo. Il libro ti costringera' a stare nei Caraibi per cinquantatre' anni, sette mesi e undici giorni nel rincorrersi di stagioni calde e ...continua

    Marquez racconta l'amore da quello fugace a quello unico e duraturo. Il libro ti costringera' a stare nei Caraibi per cinquantatre' anni, sette mesi e undici giorni nel rincorrersi di stagioni calde e piovose per seguire le vite dei due protagonisti principali per i quali, alla fine, proverai un po' d'affetto.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi trovo ad un bivio se penso a questo romanzo.

    Per quel che riguarda il trattamento delle tematiche, onestamente preferisco romanzi dalla forma più spigolosa, dall'odore più pungente, dal rumore più ...continua

    Mi trovo ad un bivio se penso a questo romanzo.

    Per quel che riguarda il trattamento delle tematiche, onestamente preferisco romanzi dalla forma più spigolosa, dall'odore più pungente, dal rumore più stridente.

    Nel contempo dal punto di vista formale, con Garcia Marquez mi sono trovata a far scorrere le dita su una superficie liscia, ma dalle venature davvero complesse: costante gioco tra voci narranti; uso sapiente di analessi e prolessi che grazie a dio non mi ha mai fatto scervellare ( in questi casi penso sempre ad Umbertone, la sua erre moscia e il pendolaccio, in cui l' andirivieni nel tempo, insieme a tutti quei maledettissimi rimandi intertestuali, mi hanno impedito di terminare la lettura).

    Il linguaggio è ricco e variegato, sempre voglioso di descrivere a fondo ambienti, cose, persone, stati d'animo; ormai anche per forza di cose so come è fatta una gonna a falpalà o una finanziera.

    La narrazione è scandita da un ritmo prevalentemente basso e lento, come ovviamente si confà a quei testi il cui intento primario è l'indagine interiore e l'analisi dell'identità. È anche vero che a volte mi sono trovata ad inciampare, perché non capivo pienamente a che passo l'autore stesse andando, e nello specifico faccio riferimento al momento in cui Fermina Daza si rende conto che il suo amore per quel povero cristo di Florentino è solo un'illusione: neanche quindici righe per liquidare le cento pagine precedenti, pieni di sussulti del cuore, lettere d'amore profumate accompagnate da rose bianche o brandelli di capelli strappati.
    Ho inteso questo istante narrativo come un climax trattato con tutto rispetto: una presa di coscienza va vista come tale, è inutile detenersi su riflessioni spicciole; se c'è da amputare, che lo si faccia senza troppa retorica: in questo Fermina si dimostra essere una donna coi cosiddetti.

    Un viaggio nelle memorie dei tre protagonisti, un compendio e studio sull'amore e sulle sue innumerevoli forme; spicca tra tutti sicuramente il nostro sfigato ma tenace Florentino Ariza, la cui concezione di amore è da un lato più che cortese-platonico, ma da un altro è sicuramente più ciullo-paraculo; un dualismo che lo vede amare nell'anima solo Fermina, ma amare nel corpo più di trentordici mila donne.

    Insomma, da una parte mi è piaciuto questo romanzo, da un altro è come se mi avessero offerto per aperitivo un pezzo di pecorino alle pere invece di gorgonzola: il pecorino è sicuramente più delicato e signorilmente squisito al palato, nel contempo il mio senso del gusto guastato dalle troppe sigarette preferisce la muffa, che tra i suoi tanti pregi, è anche più morbida e goduriosa.

    Leggerò comunque altro di Garcia Marquez, un Premio Nobel non lo liquido così facilmente. Sicuramente mi darò a Cien anos de soledad, sia perchè voglio assaggiare il realismo magico all'ispanoamericana, sia perchè tra tanti letterati di lingua spagnola ( tra cui Neruda) si dice che questo romanzo sia il più grande testo in lingua spagnola mai scritto dopo il Don Quijote: esperire per credere.

    ha scritto il 

  • 4

    比起來我還是比較愛百年孤寂, 但是這本書也很不錯, 可以從中看出哥倫比亞的開展歷史演變. 從書中的文字能感受出屬於雨林的濕氣和熱度, 黏膩膩的, 配合著書中主角的愛情, 相當有意思.

    但, 一段愛情真的能持續那麼久嗎? 還是只是正巧在需要的地方遇見需要的人.... 我覺得是很值得思考的.

    ha scritto il 

  • 4

    Che amore sia!

    Questo è il primo romanzo che leggo di Márquez ed è stato un caso che in questo periodo abbia visto anche il film di Ciro Guerra, “Los viajes del viento”, rimanendo in tema di autori colombiani…

    Gabri ...continua

    Questo è il primo romanzo che leggo di Márquez ed è stato un caso che in questo periodo abbia visto anche il film di Ciro Guerra, “Los viajes del viento”, rimanendo in tema di autori colombiani…

    Gabriel García Márquez è stato uno scrittore, giornalista e saggista colombiano, morto da quasi due anni or sono (nell’aprile 2014). Famiglia molto numerosa la sua (primogenito di 16 fratelli), il padre era telegrafista e la madre una sedicente chiaroveggente mentre i nonni materni, con i quali crebbe, erano uno, colonnello liberale, l’altra, una grande conoscitrice di fiabe e leggende locali. Dopo aver tentato di intraprendere gli studi di giurisprudenza e scienze politiche, abbandonò l’università per lo scarso interesse nelle materie di studio. La sua carriera nel giornalismo iniziò con il trasferimento a Cartagena dopo i disordini del 1948 (periodo del “la Violencia”), nel 1949 si trasferì a Barranquilla e nel 1955 si trasferì a Roma per seguire corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
    Nella sua vita girò molto, finendo in Messico dopo aver perso, per ragioni politiche, l’autorizzazione alla residenza permanente come cronista negli Stati Uniti. Tra le varie vicissitudini che caratterizzarono la vita di Gabriel, c’è la co-fondazione della Scuola Internazionale di Cinema e TV di Cuba.
    La sua attività letteraria inizia nel 1955 con il romanzo “Foglie morte” fino all’ultimo romanzo risalente al 2004, “Memorie delle mie puttane tristi”. Morirà in una clinica di Città del Messico, dopo aver combattuto con un linfoma di Hodgkin .

    “L’amore ai tempi del colera” mi è sempre sembrato uno di quei classici della letteratura che andrebbero letti per cultura generale però, leggendo la produzione letteraria di questo autore, mi sono resa conto che non sono partita dal suo romanzo più famoso… Ormai è andata.
    La Trama in breve: I personaggi principali sono 3: Florentino Ariza, Fermina Daza e Juvenal Urbino. Il libro è strutturato a flashback, la primissima parte del romanzo non è altro che l’inizio di quello che sarà poi l’epilogo della storia, il resto è un percorso a ritroso nelle vite dei nostri 3 personaggi. Florentino Ariza è il vero protagonista, è un ragazzo schivo, criptico e dall’aspetto indecifrabile; Fermina Daza è una ragazza bella, fresca ma per certi aspetti ribelle per l’epoca, una ragazza posata incline alla “selvatichezza”. I due si innamorano e tra loro si instaura una fitta corrispondenza ricca di promesse e parole d’amore. Il padre di Fermina non è d’accordo e fa allontanare la figlia per un lungo periodo per farle dimenticare lo scomodo pretendente. Ci vorrà un incontro ravvicinato al suo ritorno in città per farle passare l’innamoramento: Florentino non è il ragazzo che fa per lei e rompe bruscamente il loro fidanzamento. Da qui inizieranno le interminabili avventure ed agonie di Florentino che farà di tutto per “rimpiazzare” l’unico vero amore della sua vita, senza successo. Il finale rivela però, delle belle sorprese e non starò a fare spoiler odiosi, vi invito a concedervi alla lettura. :)

    Il romanzo è ambientato durante un’epidemia di colera in una città dal nome sconosciuto, vicino al Mar dei Caraibi e al Fiume della Maddalena, tra il 1880 ed il 1930. Apparentemente è una classica storia d’amore condita dalle classiche illusioni, momenti di gioia incontrollabile e agonie dell’abbandono, ma non soffermiamoci su questo aspetto superficiale. L’amore è alla base (secondo me) del romanzo ed è fondamentalmente di 4 tipi: l’amore platonico iniziale che c’è tra Florentino e Fermina, si scambiano lettere, si vedono in lontananza, si immaginano cose fantastiche insieme ma la realtà si abbatte su Florentino come una mannaia, Fermina non lo ama veramente. Amava solo il Florentino che si era creata nel suo immaginario, non quello reale, bruttino e apparentemente freddo e distaccato, bravo solo con le parole. Da qui si dividono due amori che scorrono paralleli nel romanzo: Florentino scopre l’amore carnale, la passione nuda e cruda, con o senza interesse ed allo stesso tempo soffre e arde dell’amore non corrisposto nei confronti di Fermina, un chiodo fisso nella sua testa. Florentino è malato d’amore, è sul confine tra l’essere maniaco ed essere schiavo del sesso e questa sua inclinazione è sempre giustificata dalla devozione nei confronti della sua unica donna del cuore. Nessuna, in tutto il racconto, riuscirà a sostituirla fino in fondo.
    Fermina, dal canto suo, vive l’amore (talvolta) come un automatismo, concedendosi quasi malvolentieri alla routine matrimoniale con Juvenal. L’ama o non l’ama? Lei si interrogherà spesso, ma dentro di sé lo scoprirà solo in vecchiaia, quando si renderà conto della necessità di avere qualcuno vicino che le sia di sostegno incondizionatamente.
    Infine, abbiamo l’amore maturo, l’amore di chi non ha più niente da perdere ma si concede ancora alla passione con un approccio costruttivo e mirato al benessere comune, alla gioia dello stare insieme. L’amore nella vecchiaia ha un altro sapore ma c’è sempre, non è un sentimento alieno all’anziano ma può rinvigorire anche la mente più sconfitta e rassegnata alla fine.

    Chi legge è quindi sballottato continuamente tra le scorribande amorose (talvolta eticamente discutibili) di Florentino e la sensazione di essere in gabbia di Fermina. Vi posso assicurare che ciò ha un vero effetto “benefico” sulla lettura di un simile mattone ( 376 pagine nella mia versione), non si trova mai monotono e scontato, anzi, sorprende continuamente.
    Un altro argomento molto trattato verso la fine del racconto è l’invecchiamento. Esso non è rappresentato solo come un decadimento fisico, nell’aspetto esteriore, ma anche dal punto di vista psicologico, sia dei diretti interessati che in coloro che li circonda. Sì, perché se anche in vecchiaia l’amore è sempre vivo, è l’amore maturo di cui ho appena parlato. Però non è semplice per due anziani amarsi senza essere giudicati: i giovani non apprezzano questa intesa, credono che sia sconveniente per due persone ormai vecchie. Ma cosa c’è di sconveniente? Nulla. L’amore è tale anche quando si è prossimi alla morte, senza discriminazioni di alcun genere.

    Detto questo, ho fatto anche un’analisi approssimativa di ciò che mi è sembrato fondamentale trattare, magari vi ho anche annoiato ma alla fine queste mie recensioni devono essere un promemoria soprattutto per me, visto che non mi potrò ricordare ciò che leggo per sempre.
    Che dire, sono rimasta soddisfatta della lettura e rimango dell’idea che sia un libro da leggere, sia per la piacevolezza della scrittura che per i temi trattati. È una trama bella intricata quindi indico questo romanzo a coloro che possono leggere con continuità senza grosse pause; lo consiglio agli amanti dei romanzi “rosa” ma anche a coloro che non hanno preferenze particolari, tipo me.
    Buona lettura a tutti!

    ha scritto il 

  • 4

    Su forma de escribir, al principio, me resultó agotadora por tantas expresiones cultas; después te acostumbras y me pareció más liviana.
    La trama… ese amor tan exagerado, roza la ficción (a mi pare ...continua

    Su forma de escribir, al principio, me resultó agotadora por tantas expresiones cultas; después te acostumbras y me pareció más liviana.
    La trama… ese amor tan exagerado, roza la ficción (a mi parecer). Eso sí, el juego que da el transcurso de esos años de amor absoluto y obsesivo, es inmejorable. Te cuenta tantas anécdotas, algunas absurdas, otras rocambolescas, pero que no dudo que en realidad pasaran de verdad, que lo hace tan real que te saca, más de una sonrisa.

    ha scritto il 

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