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L'amore coniugale

Di

Editore: Bompiani

3.5
(138)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8845208125 | Isbn-13: 9788845208126 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Nonostante cerchi sempre di leggere di tutto senza farmi condizionare, devo ammettere di non essermi mai accostata prima d’ora alla lettura delle opere di questo autore. Chissà perchè ero convinta che mi sarei trovata di fronte a qualcosa di difficile comprensione che richiedesse parecchia applic ...continua

    Nonostante cerchi sempre di leggere di tutto senza farmi condizionare, devo ammettere di non essermi mai accostata prima d’ora alla lettura delle opere di questo autore. Chissà perchè ero convinta che mi sarei trovata di fronte a qualcosa di difficile comprensione che richiedesse parecchia applicazione!

    E invece mi sono ritrovata a leggere una bella storia che si conclude con l’intima conoscenza di sé e della persona amata.

    La scrittura è scorrevolissima, nonostante la presenza di vocaboli ricercati che arricchiscono la narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    un colpo di vento

    Troppo breve per approfondire un tema ripreso poi magistralmente nel romanzo "io e lui", quello della "desublimazione" ovvero della rinuncia alla pulsione sessuale che si trasforma in energia creativa.
    Il protagonista è un uomo mediocre autoproclamatosi grande scrittore, durante la stesura ...continua

    Troppo breve per approfondire un tema ripreso poi magistralmente nel romanzo "io e lui", quello della "desublimazione" ovvero della rinuncia alla pulsione sessuale che si trasforma in energia creativa.
    Il protagonista è un uomo mediocre autoproclamatosi grande scrittore, durante la stesura del suo romanzo, ispirato alla storia d'amore tra lui e sua moglie, si accorge che il romanzo che racconta la realtà è insufficiente, scontato, proprio come lo è stato il suo rapporto con la moglie. Una vita piena di agi e routine sfociano inevitabilmente nel tradimento della moglie con un barbiere, uomo rozzo, sudicio e di cattivo gusto che impersona l'erezione sessuale e l'amplesso come unica soddisfazione di un istinto senza i tanti fronzoli dell'amore

    ha scritto il 

  • 0

    “L’amore coniugale” di A.Moravia non racconta solamente l’infruttuoso tentativo di conciliare una stabilizzazione sentimentale con l’opera letteraria, ma dell’illusorio obiettivo del protagonista di rendere il suo matrimonio l’oggetto stesso della sua riflessione poetica. In realtà non si compre ...continua

    “L’amore coniugale” di A.Moravia non racconta solamente l’infruttuoso tentativo di conciliare una stabilizzazione sentimentale con l’opera letteraria, ma dell’illusorio obiettivo del protagonista di rendere il suo matrimonio l’oggetto stesso della sua riflessione poetica. In realtà non si comprende se questa incapacità sia connaturata alla mediocrità del protagonista-scrittore, che già prima del matrimonio non era stato in grado di esprimere una reale creatività, allo stesso modo in cui non era riuscito a provare un sentimento profondo e duraturo verso una donna, o sia una conseguenza della sua nuova condizione matrimoniale. Mi ha colpito la capacità di introspezione psicologia del protagonista, che sottopone se stesso ad un pervicace ed impietoso lavoro di autoanalisi, sia sotto il profilo affettivo che relativamente alle sue qualità letterarie. Parallelamente anche la moglie è oggetto di osservazione ed analisi, non solo rispetto alle sue doti fisiche, ma anche psicologiche e morali, con una certa freddezza e distacco. L’ansia analitica dell’io narrante che deve “continuare a ragionare e a comprendere” nonostante l’amore dichiarato verso la moglie e l’impatto emotivo che dovrebbe suscitare nel protagonista l’evolversi della sua vicenda, a mio parere rende questo personaggio un po’ irreale impoverendo la sua umanità. Emerge come elemento distintivo della riflessione condotta dal protagonista l’ambiguità di fondo della bellezza estetica così come del carattere. “Talvolta, guardandola, mi veniva fatto di pensare a lei come ad una persona di lineamenti e di forme classiche, senza difetti, tutta armonia, serenità, simmetria […] Ma c’erano dei momenti in cui quel velo dorato si lacerava e non soltanto mi si rivelavano le numerose irregolarità, ma anche assistevo ad una trasformazione penosa di tutta la sua persona”. La stessa caratteristica di ambivalenza si scorge nel protagonista che è nelle condizioni di evitare che il matrimonio venga messo in crisi, ma non lo fa, per pigrizia ma anche per egoismo, e sminuisce i segnali di pericolo incombente. L’epilogo finale sia della creazione artistica che del rapporto di coppia è per così dire una morte annunciata sin dalle prime righe del racconto, che anticipano le ultime considerazioni sui chiaroscuri dell’animo umano, chiudendo il cerchio di questa disincantata storia in cui né l’arte né l’amore riescono a spiccare il volo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Ci sono libri imperfettissimi, mal costruiti, farraginosi, disordinati, ma vivi, che leggiamo e leggeremo sempre; e ci sono libri invece perfetti in ogni particolare, ben architettati, ben composti, ordinati e levigati ma morti che gettiamo via con tutta la loro perfezione di cui non sappiamo ch ...continua

    "Ci sono libri imperfettissimi, mal costruiti, farraginosi, disordinati, ma vivi, che leggiamo e leggeremo sempre; e ci sono libri invece perfetti in ogni particolare, ben architettati, ben composti, ordinati e levigati ma morti che gettiamo via con tutta la loro perfezione di cui non sappiamo che fare." (p. 75)

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle di piacere nel leggerlo. Trama banale gestita con uno stile semplice e un'analisi divertita che ne evidenzia gli aspetti meno insistiti. Non c'è traccia della disperazione dell'Ortis nonostante il tema lo richiami prepotentemente, non c'è traccia di disperazioni forti in genere, quando ...continua

    4 stelle di piacere nel leggerlo. Trama banale gestita con uno stile semplice e un'analisi divertita che ne evidenzia gli aspetti meno insistiti. Non c'è traccia della disperazione dell'Ortis nonostante il tema lo richiami prepotentemente, non c'è traccia di disperazioni forti in genere, quando certo le condizioni permetterebbero loro di esprimersi più che legittimamente. E' il ritratto composto di un ambiente sterile di creatività e di gioia, dove l'inattività illude il protagonista di provare alcune sensazioni e ad un nulla crede di vederle crescere o mutare, quando in realtà, per la sua tragedia personale, non prova nulla se non un tenero, timido moto di curiosità rassegnata. "Ci vorrà molto tempo", dice la fine del romanzo. Ma sarà come se questo romanzo non fosse mai esistito.

    ha scritto il 

  • 3

    Al solito, i libri di Moravia hanno il potere di lasciarmi confuso e di mettere in crisi la mia capacità di giudizio perché al piacere sconfinato che mi dà la loro lettura si accompagna inevitabilmente un vago retrogusto di insoddisfazione finale.


    Il suo straordinario talento di mantenere ...continua

    Al solito, i libri di Moravia hanno il potere di lasciarmi confuso e di mettere in crisi la mia capacità di giudizio perché al piacere sconfinato che mi dà la loro lettura si accompagna inevitabilmente un vago retrogusto di insoddisfazione finale.

    Il suo straordinario talento di mantenere un equilibrio perfetto tra la raffinatezza e la scorrevolezza del suo linguaggio, moderno oggi come settant'anni fa, così come la coerenza e la profondità dei percorsi di introspezione dei suoi personaggi, risvegliano sistematicamente nel lettore (o perlomeno in me) un profondo meccanismo di identificazione, indipendentemente dalla vicenda raccontata.

    "L'amore coniugale", nel caso specifico, racconta le disavventure à la fois artistiche e amorose del tiepido Silvio, dovute più che a un'autentica mancanza di mezzi, a una sproporzione tra le attese altissime e i risultati solo decorosi di un esteta nell'agone della creatività. I temi trattati sono tutt'altro che banali: dall'impossibilità di osservare e descrivere dall'interno la propria esistenza in maniera efficace, all'effimerità della felicità e dell'entusiasmo, alla crudeltà dell'amore che ci obbliga talvolta, proprio come chirurghi dell'anima, a compiere scelte e amputazioni dolorose per evitare conseguenze ben peggiori eccetera. Mica male per un libretto di 150 pagine.

    Cosa manca quindi? Non lo stile, maestoso. Non i personaggi, perfetti: in particolare quello della sfuggente Leda è un magnifico coacervo di coerenti contraddizioni. Non l'ambientazione, impeccabile.

    No, quello che mi ha deluso è l'intreccio, una banale struttura portante messa lì giusto a sostenere i temi che l'Autore voleva sviluppare. In sé la cosa non è necessariamente grave ma qui siamo veramente a una carenza di spessore clamorosa, resa ancor più evidente dagli agganci autobiografici (che palle 'sti scrittori che scrivono di scrittori col blocco dello scrittore...) e dalla prevedibilità di ciascuno degli snodi in cui si articola la vicenda.

    Per cui bom, il libro è bello lo stesso ma per quanto mi riguarda gli mangia una stellina.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di un uomo che cerca al tempo stesso di essere un buon marito e un buon scrittore,finendo col fallire entrambi gli obiettivi: il fallimento erotico-sentimentale da un lato e il fallimento letterario dall'altro.Il contrast ...continua

    E' la storia di un uomo che cerca al tempo stesso di essere un buon marito e un buon scrittore,finendo col fallire entrambi gli obiettivi: il fallimento erotico-sentimentale da un lato e il fallimento letterario dall'altro.Il contrasto tra vita affettiva evita culturale è affrontato in tutta la sua crudezza,con la tipica capacità di Moravia di raccontare,senza reticenze,e di fare emergere un discorso civile e morale.

    ha scritto il