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L'amore del bandito

Di

Editore: Edizioni E/O (Noir)

3.6
(990)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8876418733 | Isbn-13: 9788876418730 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
2004. Dall'Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell'ordine dall'altro si scatenano. L'Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l'identità dei responsabili del furto. L'investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l'Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale. 2009. La storia non è ancora finita. E l'Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario. Una storia di malavita, un noir in cui si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto.
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  • 4

    La serie dell'Alligatore - ep.6

    Cosa c'entra un grosso furto di droga con Silvye, la donna di Rossini? Eppure le due cose sono legate a filo doppio e, manco a dirlo, di mezzo c'è sempre il solito trio, ormai pienamente collaudato.
    M ...continua

    Cosa c'entra un grosso furto di droga con Silvye, la donna di Rossini? Eppure le due cose sono legate a filo doppio e, manco a dirlo, di mezzo c'è sempre il solito trio, ormai pienamente collaudato.
    Ma stavolta il caso è più difficile perché di mezzo c’è la vita di Silvye, la donna del boss, l’amore del bandito.
    Bello, bellissimo, inutile dirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Massimo Carlotto - L'amore del bandito

    Come di consueto ritmo altissimo per questo nuovo romanzo dell'Alligatore. Si legge tutto d'un fiato e le pagine scorrono piacevolmente e forse anche fin troppo rapidamente.

    Questa volta siamo alle p ...continua

    Come di consueto ritmo altissimo per questo nuovo romanzo dell'Alligatore. Si legge tutto d'un fiato e le pagine scorrono piacevolmente e forse anche fin troppo rapidamente.

    Questa volta siamo alle prese con una storia di vendetta, un noir dalla formula ormai collaudata ambientato nel nord est che non manca di mettere sul tavolo anche numerose critiche al sistema. Carlotto è bravo perchè non si perde mai in un'inutile retorica, i suoi attacchi sono netti, rapidi e precisi come fendenti ben assestati. La storia poi è anche credibile e sebbene non faccia dei colpi di scena il suo punto di forza, cattura fin da subito, pagina dopo pagina, a volte un pó malinconica e triste come il suo protagonista ma sempre intrigante.

    Insomma Carlotto è un romanziere ormai collaudato. Sa come si scrivono questo tipo di romanzi di genere e spesso è in grado di partire da una notizia vera per poi svilupparle attorno un ottimo lavoro come in questo caso. Io come al solito consiglio vivamente questo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    La serie dell'Alligatore - n.7

    Anno 2004: il furto di stupefacenti presso l'istituto di medicina legale dell'Università di Padova.
    Anno 2006: la scomparsa di Sylvie, la donna di Beniamino Rossini.
    Questi eventi costringeranno l'aff ...continua

    Anno 2004: il furto di stupefacenti presso l'istituto di medicina legale dell'Università di Padova.
    Anno 2006: la scomparsa di Sylvie, la donna di Beniamino Rossini.
    Questi eventi costringeranno l'affiatato trio Buratti-Max-Rossini a scontrarsi con tipi veramente pericolosi, con i servizi segreti e la mafia kossovara.

    ha scritto il 

  • 3

    Così così

    Carlotto sa scrivere, ma in questo libro è scivolato in un sacco di luoghi comuni, in un sacco di situazioni talmente standard da non credere.
    Ps.: voglio anch'io gestire un bar con ex professionisti ...continua

    Carlotto sa scrivere, ma in questo libro è scivolato in un sacco di luoghi comuni, in un sacco di situazioni talmente standard da non credere.
    Ps.: voglio anch'io gestire un bar con ex professionisti della rapina \ spie \ con un tessuto di aiuti, infiltrazioni, compagni di battaglia eccetera vasto come il KGB ma, con birra buona! :D E tutto questo senza che lo sappia né la mala né la polizia... Forse solo i Bassotti e Paperinik ci scoverebbero!

    ha scritto il 

  • 4

    Mi piace lo stile di Carlotto così essenziale ed asciutto, adattissimo per queste sue storie “noir”, che vedono spacciatori, poliziotti corrotti, un mondo marcio di droga, corruzione e violenza. In q ...continua

    Mi piace lo stile di Carlotto così essenziale ed asciutto, adattissimo per queste sue storie “noir”, che vedono spacciatori, poliziotti corrotti, un mondo marcio di droga, corruzione e violenza. In questo caso la società in cui si svolge l’azione e di cui si denuncia la pericolosità è il nostro Nord Est, ma penso che potrebbe essere ovunque. La trama non è proprio lineare, forse un po’ troppo intricata, tanto che a volte ci si ferma un attimo per collocare un personaggio o un’azione al punto giusto. L’aspetto, però, positivo di tutta la storia, che è poi anche la caratteristica di questo autore, è il fatto che in mezzo a tanta violenza e negatività lui riesca a far emergere quel briciolo di umanità, di bellezza che esistono nella vita, fosse anche nell’amicizia che unisce i tre protagonisti!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che mi piace delle avventure dell’Alligatore, è la profonda conoscenza delle dinamiche del carcere. Mi spiego: le avventure dell’Alligatore rientrano nell’ormai classico (e abusato) genere del ...continua

    Quello che mi piace delle avventure dell’Alligatore, è la profonda conoscenza delle dinamiche del carcere. Mi spiego: le avventure dell’Alligatore rientrano nell’ormai classico (e abusato) genere del giallo-noir italiano (decine e decine di autori, non tutti di altissimo livello che si cimentano in questo genere), prendono origine da quella che è la realtà italiana (in questo caso è il Nord-est), e ci imbastiscono una storia criminale, con il protagonista di turno che, più o meno, risolve il caso (che sia un Gorilla, un Alligatore, oppure un ispettore delle varie forze dell’ordine poco cambia). Per una lettura piacevole e non troppo impegnativa va benissimo. Salviamo il salvabile (citazione tratta da un album dei Fratelli di Soledad) Cosa mi spinge a leggere la serie dell’Alligatore? Semplice: il tipo di linguaggio e le descrizioni delle vita della mala, il resoconto realistico della vita in carcere, delle abitudini e delle dinamiche criminali, quali sono i ragionamenti, i pensieri, qual è la “cultura” criminale. Tutto questo mi affascina. Non ho trovato nessuno che descrivesse così bene il lato oscuro della società.

    ha scritto il