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L'amore del bandito

Di

Editore: Edizioni E/O (Noir)

3.6
(969)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8876418733 | Isbn-13: 9788876418730 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
2004. Dall'Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell'ordine dall'altro si scatenano. L'Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l'identità dei responsabili del furto. L'investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l'Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale. 2009. La storia non è ancora finita. E l'Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario. Una storia di malavita, un noir in cui si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto.
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  • 3

    Così così

    Carlotto sa scrivere, ma in questo libro è scivolato in un sacco di luoghi comuni, in un sacco di situazioni talmente standard da non credere.
    Ps.: voglio anch'io gestire un bar con ex professionisti della rapina \ spie \ con un tessuto di aiuti, infiltrazioni, compagni di battaglia eccetera vas ...continua

    Carlotto sa scrivere, ma in questo libro è scivolato in un sacco di luoghi comuni, in un sacco di situazioni talmente standard da non credere. Ps.: voglio anch'io gestire un bar con ex professionisti della rapina \ spie \ con un tessuto di aiuti, infiltrazioni, compagni di battaglia eccetera vasto come il KGB ma, con birra buona! :D E tutto questo senza che lo sappia né la mala né la polizia... Forse solo i Bassotti e Paperinik ci scoverebbero!

    ha scritto il 

  • 4

    Mi piace lo stile di Carlotto così essenziale ed asciutto, adattissimo per queste sue storie “noir”, che vedono spacciatori, poliziotti corrotti, un mondo marcio di droga, corruzione e violenza. In questo caso la società in cui si svolge l’azione e di cui si denuncia la pericolosità è il nostro ...continua

    Mi piace lo stile di Carlotto così essenziale ed asciutto, adattissimo per queste sue storie “noir”, che vedono spacciatori, poliziotti corrotti, un mondo marcio di droga, corruzione e violenza. In questo caso la società in cui si svolge l’azione e di cui si denuncia la pericolosità è il nostro Nord Est, ma penso che potrebbe essere ovunque. La trama non è proprio lineare, forse un po’ troppo intricata, tanto che a volte ci si ferma un attimo per collocare un personaggio o un’azione al punto giusto. L’aspetto, però, positivo di tutta la storia, che è poi anche la caratteristica di questo autore, è il fatto che in mezzo a tanta violenza e negatività lui riesca a far emergere quel briciolo di umanità, di bellezza che esistono nella vita, fosse anche nell’amicizia che unisce i tre protagonisti!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che mi piace delle avventure dell’Alligatore, è la profonda conoscenza delle dinamiche del carcere. Mi spiego: le avventure dell’Alligatore rientrano nell’ormai classico (e abusato) genere del giallo-noir italiano (decine e decine di autori, non tutti di altissimo livello che si cimentano ...continua

    Quello che mi piace delle avventure dell’Alligatore, è la profonda conoscenza delle dinamiche del carcere. Mi spiego: le avventure dell’Alligatore rientrano nell’ormai classico (e abusato) genere del giallo-noir italiano (decine e decine di autori, non tutti di altissimo livello che si cimentano in questo genere), prendono origine da quella che è la realtà italiana (in questo caso è il Nord-est), e ci imbastiscono una storia criminale, con il protagonista di turno che, più o meno, risolve il caso (che sia un Gorilla, un Alligatore, oppure un ispettore delle varie forze dell’ordine poco cambia). Per una lettura piacevole e non troppo impegnativa va benissimo. Salviamo il salvabile (citazione tratta da un album dei Fratelli di Soledad) Cosa mi spinge a leggere la serie dell’Alligatore? Semplice: il tipo di linguaggio e le descrizioni delle vita della mala, il resoconto realistico della vita in carcere, delle abitudini e delle dinamiche criminali, quali sono i ragionamenti, i pensieri, qual è la “cultura” criminale. Tutto questo mi affascina. Non ho trovato nessuno che descrivesse così bene il lato oscuro della società.

    ha scritto il 

  • 2

    Due stelle e mezza

    Carlotto non al suo meglio, ma senza dubbio migliore della serie dei romanzi delle Vendicatrici, che mi spiace la brutalità, ma non riesco a definire altro che delle marchette.

    Ci sono sprazzi dei tempi migliori. Speriamo, per noi e per Carlotto, che tornino.

    ha scritto il 

  • 2

    Come struttura mi ricorda "gialli" di Dennis Lehane ma con meno "verve" e con l'immancabile dietrologia italiana( i servizi segreti sempre presenti di riffa o di raffa).Confuso.

    ha scritto il