L'amore molesto

Di

Editore: e/o

3.3
(1099)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8866326402 | Isbn-13: 9788866326403 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    Bruttino!!!

    Sicuramente l’autrice ha una notevole padronanza della lingua italiana ed è capace di costruire una buona trama.
    Il romanzo però non mi è piaciuto e ho fatto davvero molta fatica a terminarlo; non mi ...continua

    Sicuramente l’autrice ha una notevole padronanza della lingua italiana ed è capace di costruire una buona trama.
    Il romanzo però non mi è piaciuto e ho fatto davvero molta fatica a terminarlo; non mi è piaciuta la crudezza della scrittura, volutamente fastidiosa che riesce in più occasioni a procurare disgusto.
    Il racconto non è facile, parla di un rapporto morboso tra madre e figlia che a tratti risulta allucinato, a volte surreale, quasi onirico, ed è avvolto da una cupezza che appesantisce la lettura dall’inizio alla fine.
    Sinceramente mi aspettavo di meglio!

    ha scritto il 

  • 1

    Anno nuovo, delusioni vecchie

    Comincio questo romanzo spinta dall'entusiasmo delle recensioni che da anni appaiono accanto a questo nome. Ci deve essere un errore. Sentimenti ripetuti, noia lenta, vicenda pretestuosa. Hai presente ...continua

    Comincio questo romanzo spinta dall'entusiasmo delle recensioni che da anni appaiono accanto a questo nome. Ci deve essere un errore. Sentimenti ripetuti, noia lenta, vicenda pretestuosa. Hai presente quando dicevo che non esistono libri brutti? Sbagliavo.

    ha scritto il 

  • 0

    Certo, le primissime pagine catturano l'attenzione ma presto s'intuisce l'imminente delusione. Che si faccia un gran parlare del'autrice, tuttora non mi è chiaro.

    ha scritto il 

  • 1

    Ripromettendomi da anni di capire il fenomeno Ferrante mi decido di avvicinarmi al suo primo libro prodotto e ne rimango con un "maccosa?" appiccicato addosso.
    Lo stile è molto semplice e lineare, la ...continua

    Ripromettendomi da anni di capire il fenomeno Ferrante mi decido di avvicinarmi al suo primo libro prodotto e ne rimango con un "maccosa?" appiccicato addosso.
    Lo stile è molto semplice e lineare, la proprietà di linguaggio abbastanza elementare e le reiterazioni amplificano la velocità nel leggere.
    A circa un quarto mi sono accorta di non riuscire a immergermi nel percorso mentale e fisico di una figlia verso l'accettazione della morte e soprattutto della vita della madre, in un rapporto morboso e a tratti allucinato. Nonostante sia interessante anche negli intermezzi onirici si sofferma un tantino troppo nella ricerca della descrizione dei fluidi corporei e nel cliché della protagonista del tutto autoreferenziale in generale.
    L'amore molesto è in ogni rapporto di ogni personaggio descritto (figlia, madre, padre, amante, etc) sembra una un po' troppo una forzatura per riuscire a essere una storia digerita con facilità.
    L'avrei sicuramente abbandonato se non fosse stato per la sua brevità.

    ha scritto il 

  • 1

    Orrendo

    E' il terzo libro che leggo della Ferrante e niente questa autrice proprio non mi piace. Uno dei suoi libri è stato persino più brutto del film che ne è stato tratto.

    ha scritto il 

  • 3

    Fastidioso

    Questa è la prima opera che leggo della Ferrante, spinta più che altro dal continuo tam tam su questa scrittrice misteriosa che da anni imperversa nelle vendite (è Anita Raja o lo stesso Domenico Star ...continua

    Questa è la prima opera che leggo della Ferrante, spinta più che altro dal continuo tam tam su questa scrittrice misteriosa che da anni imperversa nelle vendite (è Anita Raja o lo stesso Domenico Starnone? O un altro ancora? Macchissene... Questi giochetti in cui sguazza per prima la stessa casa editrice e/o sono veramente stupidi).
    Premesso che riproverò a leggerla in un altro romanzo spero più gradevole, devo dire che in questo no, la Ferrante non mi è piaciuta. Do atto all'autrice di saper costruire bene una trama, mantenere alto il ritmo e avere una buona padronanza e controllo della lingua ma nel complesso non mi è piaciuto e ho fatto molta fatica a terminarlo. Non mi piace né la crudezza della scrittura, che suscita volontariamente e in più passaggi disgusto e fastidio, né la cupezza che pervade tutta la storia, che a tratti è stramba, onirica, quasi surreale. Ricordo di aver visto anni fa l'omonimo film di Martone (che mi pare ricalchi benissimo l'opera da cui è tratto, con una credibilissima Anna Bonaiuto nei panni di Delia) e anche in quel caso ne avevo ricavato sensazioni negative.
    Questo romanzo mi crea malessere e disgusto e non vedo perché dovrei sottopormi a una tal tortura o spingere altri lettori a sottoporvisi. Lo sconsiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ già da un bel po’ che intendevo leggere questa Ferrante di cui il mondo parla. Sicuramente vorrei leggere la quadrilogia best-seller, ma preferisco attendere ancora, anche per il costo (4 volumi a ...continua

    E’ già da un bel po’ che intendevo leggere questa Ferrante di cui il mondo parla. Sicuramente vorrei leggere la quadrilogia best-seller, ma preferisco attendere ancora, anche per il costo (4 volumi a 18-20 Euro l’uno rappresentano quasi un piccolo investimento: sarebbe anche ora di prevedere una riedizione economica!!!).
    Così, per una ragione o per l’altra, ho voluto iniziare con la sua “opera prima”. Ed è stato un gran bel leggere. Un romanzo intenso, con una magnifica resa di atmosfere. Una Napoli invernale, umida, grigia e sporca quanto i pensieri che attraversano la mente di Delia, che faticosamente tenta di ricostruire le ragioni del suicidio della madre Amalia, dei suoi rapporti con lei fin dalla sua infanzia, della sua separazione dal padre, imbrattatele senza arte né parte, e di quel presunto tradimento con “Caserta”, amico e socio in affari dell’artista e recentemente forse ricomparso al fianco di Amalia, fino alla notte del suo annegamento sulla spiaggia di Minturno, episodio con cui la storia si apre procedendo poi con una serie di dissolvenze in flashback sapientemente congegnati per costruire un romanzo dall’equilibrio perfetto.
    Un gran bell’esordio per un’autrice che (lo si intuisce da subito) da lì sarebbe andata lontano.

    ha scritto il 

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