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L'amore molesto

Di

Editore: E/O

3.5
(702)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876417125 | Isbn-13: 9788876417122 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il tempestoso rapporto tra una donna e sua madre, in una Napoli dura espietata, si trasforma in un thriller domestico. Da questo romanzo è statotratto il film con Mario Morone, Anna Bonaiuto e Angela Luce. "Una storiasofisticata e complessa, crudele e intelligente". (Dacia Maraini).
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  • 0

    Scrittura sciatta, romanzo sfilacciato, ricordo solo il disgusto della protagonista (ohibò!) verso il corpo femminile e i suoi umori (mestruazioni e muco vari), piacevolezze del tipo "immergere il cazzo nella carne madida" che come volgarità in letteratura ci possono anche stare, anzi, a volte ci ...continua

    Scrittura sciatta, romanzo sfilacciato, ricordo solo il disgusto della protagonista (ohibò!) verso il corpo femminile e i suoi umori (mestruazioni e muco vari), piacevolezze del tipo "immergere il cazzo nella carne madida" che come volgarità in letteratura ci possono anche stare, anzi, a volte ci hanno scritto dei capolavori, con le volgarità, ma non è che tutti possono essere Henry Miller o Moresco, le volgarità bisogna anche saperle usare o devono comunque avere una loro giustificazione che, spesso, nel romanzo, io non ho trovato. Per il resto è stata una sorda irritazione per una scrittura/storia che non ha nulla da dire e quello che dice lo dice davvero male.
    Decisamente un NO.

    ha scritto il 

  • 4

    Sia nel libro che nel film la parte per me più interessante è l'amore materno, meno la tematica della molestia, che è poi il motore, ciò che innesca tutto il gioco degli specchi, ma che è un po' l'escamotage giallistico della trama. La violenza, il senso di colpa, la negazione della femminilità, ...continua

    Sia nel libro che nel film la parte per me più interessante è l'amore materno, meno la tematica della molestia, che è poi il motore, ciò che innesca tutto il gioco degli specchi, ma che è un po' l'escamotage giallistico della trama. La violenza, il senso di colpa, la negazione della femminilità, la madre assente nel momento decisivo, lo specchio riflesso della colpa, l'insight, il nuovo scorrere della femminilità, la redenzione.
    La madre. L'amore incondizionato, la disponibilità materna è fagocitante, dà repulsione. Le pulizie di casa non richieste né offerte, d'altronde, solo sempre fornite, senza parlare. La scena dell'ascensore, carne esposta. Il corpo della madre in vita è aperto, può essere toccato, attira, ma dà ribrezzo. Come i vicoli di Napoli, aperti e ributtanti, accoglienti e pericolosi. Il dubbio che ciò che è aperto per te sia aperto per tutti, per il mondo. La gelosia, la delusione. L'essere più amato quasi mai merita, è un essere umano come gli altri, la sostanza di ogni tradimento.
    La fine lascia involucri, panni sporchi, panni vecchi e rammendati, quelli sì vestibili, anche vecchie mutande per tamponare il sangue. Tanto è lo stesso sangue. C'è un momento in cui la madre non si combatte più, è lo stesso momento in cui diventa insostituibile, si può solo indossare.

    Elena Ferrante in una delle lettere della Frantumaglia parla di un passaggio de Lo scialle andaluso alla base de L'amore molesto. Il riferimento alle sarte.
    Questo:
    e per i quali madre vuol dire due cose: vecchia e santa. Il colore proprio agli abiti delle madri è il nero, o, al massimo, il grigio o il marrone. I loro abiti sono informi, giacché nessuno, a cominciare dalle sarte delle madri, va a pensare che una madre abbia un corpo di donna. I loro anni sono un mistero senza importanza, ché, tanto, la loro unica età è la vecchiezza.

    ha scritto il 

  • 3

    mi aspettavo molto da questo libro, perché anni fa lessi "i giorni dell'abbandono" e me ne innamorai.

    "l'amore molesto" si legge bene e velocemente, la Ferrante sicuramente è una narratrice con i fiocchi.
    però mi è sembrato "troppo".
    peccato, forse non l'ho compreso a pieno.... ...continua

    mi aspettavo molto da questo libro, perché anni fa lessi "i giorni dell'abbandono" e me ne innamorai.

    "l'amore molesto" si legge bene e velocemente, la Ferrante sicuramente è una narratrice con i fiocchi.
    però mi è sembrato "troppo".
    peccato, forse non l'ho compreso a pieno....probabilmente ho proprio percepito le sensazioni disturbanti che l'autrice mi voleva trasmettere....
    mah
    sicuramente però leggerò altro di suo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amore molesto di chi/per chi?
    Questa è la domanda che fa da rumore di fondo al romanzo, e a cui procedendo nella lettura mi sono trovata a rispondere in una decina di modi diversi, probabilmente tutti giusti e tutti sbagliati nella stessa misura.
    Quindi alla fine sono rimasta nell'i ...continua

    L'amore molesto di chi/per chi?
    Questa è la domanda che fa da rumore di fondo al romanzo, e a cui procedendo nella lettura mi sono trovata a rispondere in una decina di modi diversi, probabilmente tutti giusti e tutti sbagliati nella stessa misura.
    Quindi alla fine sono rimasta nell'incertezza, ma pienamente soddisfatta per altri motivi, primo fra tutti la precisione con cui la Ferrante scava quasi fisicamente nella testa della protagonista e in particolare negli angoli più nascosti della sua memoria. I ricordi tornano a galla poco alla volta, a fatica, mentre la donna si muove nella Napoli della sua infanzia, da cui molti anni prima era "scappata".
    Tutto questo, assieme al senso di angoscia che ne deriva, viene reso senza aggiungere una parola in più a quelle strettamente necessarie.
    Essere in grado di non far mancare nulla e allo stesso tempo non lasciare il minimo spazio al superfluo secondo me è una dote rarissima: 5 stelline, per forza.

    ha scritto il 

  • 3

    Argomento spinoso e purtoppo ancora poco trattato. Forse la letteratura e' omertosa quanto la nostra societa' oppure mi sono sfuggiti i tanti libri che trattano della violenza domestica sulla donna. Lettura a volte affaticata da qualche tratto surreale.

    ha scritto il 

  • 4

    Infanzia, adolescenza, maturità, tutte vissute in una corporeità pesante e difficile da accettare. In una Napoli anch’essa pesante e sgradevole.
    Lettura interessante ma che mi ha lasciata incerta sul giudizio. Ma vale la pena darle credito. Mi leggerò gli altri.
    (A margine: mi incurio ...continua

    Infanzia, adolescenza, maturità, tutte vissute in una corporeità pesante e difficile da accettare. In una Napoli anch’essa pesante e sgradevole.
    Lettura interessante ma che mi ha lasciata incerta sul giudizio. Ma vale la pena darle credito. Mi leggerò gli altri.
    (A margine: mi incuriosisce molto l’ipotesi che l’autrice “misteriosa” possa essere un uomo. Fatto che cambierebbe completamente la prospettiva)

    ha scritto il 

  • 1

    Pessima lettura. Scrittura poco scorrevole, ambientazione angosciante (la Napoli della Ferrante è più labirintica della Venezia di Ian McEwan), interesse ossessivo verso il corpo femminile (quante volte si parla di vagina, e macchie di sangue mestruale, e mutande usate riindossate da persone dive ...continua

    Pessima lettura. Scrittura poco scorrevole, ambientazione angosciante (la Napoli della Ferrante è più labirintica della Venezia di Ian McEwan), interesse ossessivo verso il corpo femminile (quante volte si parla di vagina, e macchie di sangue mestruale, e mutande usate riindossate da persone diverse, in un libro in cui tutto sommato le descrizioni dei personaggi sono ridotte all'osso).
    La donna viene vista (e vede se stessa) come oggetto da possedere (e quindi costringere, picchiare, umiliare) o come soggetto di attenzioni indesiderate e sguardi morbosi.
    Sono convinta che dietro il nome Elena Ferrante vi sia un uomo, e che questo libro rappresenti la sua idea (per me assolutamente patologica) del mondo femminile, e del rapporto fra madri e figlie.

    ha scritto il 

  • 4

    Adolescenziale per il misto di profondo disincanto, innocenza e morbosità, e per l'impressione che la voce narrante stia arrivando alle somme con quello che resta della propria infanzia e della propria famiglia.
    Dal racconto emerge una visione dei rapporti umani comandata da paura, insicure ...continua

    Adolescenziale per il misto di profondo disincanto, innocenza e morbosità, e per l'impressione che la voce narrante stia arrivando alle somme con quello che resta della propria infanzia e della propria famiglia.
    Dal racconto emerge una visione dei rapporti umani comandata da paura, insicurezza e violenza (per usare le parole dell'autrice, "aggressività atterrita").

    Forse la scrittura a tratti è troppo carica, ma il modo in cui nel testo viene fatto riemergere il difficile passato della protagonista mi è sembrato magistrale.

    ha scritto il