L'amore molesto

Di

Editore: E/O

3.3
(1141)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8876417125 | Isbn-13: 9788876417122 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il tempestoso rapporto tra una donna e sua madre, in una Napoli dura espietata, si trasforma in un thriller domestico. Da questo romanzo è statotratto il film con Mario Morone, Anna Bonaiuto e Angela Luce. "Una storiasofisticata e complessa, crudele e intelligente". (Dacia Maraini).
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  • 3

    La scrittura e la trama sono certamente ben costruite, infatti gli ho dato tre stelline proprio perchè nel complesso lo giudico un buon libro, ma essendo esageratamente drammatico e contenendo lunghe ...continua

    La scrittura e la trama sono certamente ben costruite, infatti gli ho dato tre stelline proprio perchè nel complesso lo giudico un buon libro, ma essendo esageratamente drammatico e contenendo lunghe sequenze di angosciose riflessioni non è stata sicuramente una delle mie letture preferite.
    Recensione sul blog: http://ilibrisonolamiavita.blogspot.it/2017/07/recensione-lamore-molesto-di-elena.html

    ha scritto il 

  • 2

    Amalia la madre di Delia annegò la notte del 23 maggio, giorno del compleanno della figlia, nel tratto di mare di fronte alla località che chiamano Spaccavento, a pochi chilometri da Minturno.
    Proprio ...continua

    Amalia la madre di Delia annegò la notte del 23 maggio, giorno del compleanno della figlia, nel tratto di mare di fronte alla località che chiamano Spaccavento, a pochi chilometri da Minturno.
    Proprio in quella zona, alla fine degli anni Cinquanta, quando il padre viveva ancora con loro, d’estate affittavamo una stanza in una casa contadina e trascorrevamo il mese di luglio dormendo in cinque dentro pochi roventi metri quadri.
    Quando la madre morì, Delia sentiva la città disciolta nel calore, sotto una luce grigia e polverosa; ripassava mentalmente le vie che percorreva da bambina e aveva l’impressione che sua madre si stesse portando via anche i luoghi, anche i nomi delle vie.
    Dopo il funerale, le sue sorelle partirono coi loro mariti e i loro figli. Non vedevano l’ora di tornare a casa e dimenticare.
    Si sentivano come delle estranee fra loro.
    Da anni vivevano tutte e tre in città diverse, ciascuna con la propria vita ed un passato in comune che non piaceva a nessuna delle tre.
    Le rare volte che si vedevano tutto quello che avevamo da dirsi preferivano tacercelo.
    Delia lo sapeva da sempre. C’era una linea che non riusciva a varcare, quando pensava ad Amalia. Si sentiva spiata, non da quell’Amalia di mesi prima che ormai era morta, ma da se stessa. E quando accadeva si detestava.
    Entrando nella casa di sua madre, le fu difficile crederla deserta, perché quando ci si addentra nella casa di una persona morta di recente, la casa non conserva fantasmi ma trattengono gli effetti degli ultimi gesti di vita.
    E lì Delia aveva sentito per un attimo la violenza domestica della sua infanzia e della sua adolescenza. Ma si era accorta per la prima volta, dopo tanti anni, che era quello che voleva.
    Non le piaceva più niente del passato. Aveva tagliato di netto con tutti i parenti per evitare che, ad ogni incontro, lamentassero nel loro dialetto la sfortuna nera di sua madre e dicessero minacciose volgarità sul conto di suo padre. Non tollerava che la parte più segreta di lei si servisse della sua solidarietà per avvalorare un’ipotesi coltivata altrettanto segretamente: che sua madre portasse inscritta nel corpo una colpevolezza naturale, indipendente dalla sua volontà e da ciò che realmente faceva, pronta ad apparire all’occorrenza in ogni gesto, in ogni sospiro.
    Si accorse che seguitava a pensarla morbidamente ambigua come sapeva essere Amalia, persino quando suo padre l’aveva afferrata per il collo e le erano rimasti i segni lividi delle dita sulla pelle. Suo padre interpretava i gesti di lei, i suoi sguardi, come segnali di traffici oscuri, di abboccamenti segreti, di intese accennate solo per emarginarlo. Ma anche quando suo padre sollevava i pugni e la colpiva per modellarla come una pietra o un ciocco, lei non dilatava le pupille per la paura ma per lo stupore.
    Loro figlie si vergognavano di lui e credevano che potesse far loro del male come minacciava di farne a chiunque sfiorasse la loro madre.
    Pensavano che il padre, per tutto quello che faceva alla loro madre, dovesse uscire di casa un mattino e morire bruciato o schiacciato o affogato. Lo pensavano e la odiavano, perché era la molla di quei pensieri.
    Accadeva dopo che negli anni, per odio, per paura, Delia avesse desiderato di perdere ogni radice in lei, fino alle più profonde: i suoi gesti, le sue inflessioni di voce.
    D’altro canto non aveva voluto o non era riuscita a radicare in lei nessuno.
    Tra qualche tempo avrebbe perso anche la possibilità di avere figli. Nessun essere umano si sarebbe staccato mai da lei con l’angoscia con cui lei si era staccata da sua madre soltanto perché non era riuscita mai ad attaccarsi a lei definitivamente. Non ci sarebbe stato nessun più e nessun meno tra lei e un altro fatto di lei. Sarebbe rimasta lei fino alla fine, infelice, scontenta di quello che aveva trascinato furtivamente fuori dal corpo di Amalia. Poco, troppo poco.
    Ed era perplessa: non sapeva se quello che andava scoprendo e raccontandosi, da quando sua madre non esisteva e non poteva ribattere, le facesse più orrore o più piacere.
    Le sue sorelle erano partite per sempre. Suo padre sedeva nella sua vecchia casa davanti al cavalletto e dipingeva zingare. Sua madre, che da anni esisteva solo come un’incombenza fastidiosa, a volte come un assillo, era morta. Ma Delia aveva Amalia sotto la pelle, come un liquido caldo che le era stato iniettato chissà quando.
    Era Delia ed era Amalia.

    "Quando il sole cominciò a lambirmi, sentii Amalia giovane e piena di meraviglia per l’apparizione dei primi bikini.
    Persino le stelle, così fitte d’estate, mi sembravano bagliori del mio smarrimento. Ero cosě decisa a diventare diversa da lei, che perdevo a una a una le ragioni per assomigliarle.
    Amalia c’era stata. Io ero Amalia."

    ha scritto il 

  • 2

    L'amore molesto è un affetto irrisolto, morboso, minato dalla paura dell’abbandono, dalla sfiducia e dal sospetto. È il fulcro del romanzo, ma è indagato con toni ambigui e surreali e così perde la ca ...continua

    L'amore molesto è un affetto irrisolto, morboso, minato dalla paura dell’abbandono, dalla sfiducia e dal sospetto. È il fulcro del romanzo, ma è indagato con toni ambigui e surreali e così perde la capacità di essere sconvolgente.

    ha scritto il 

  • 0

    Un romanzo cupo, ad inseguimenti, con personaggi che, se si trattasse di un fumetto, me li potrei immaginare con denti lunghi ed affilati come quelli di un vampiro, come "l'amico" Caserta, con molto n ...continua

    Un romanzo cupo, ad inseguimenti, con personaggi che, se si trattasse di un fumetto, me li potrei immaginare con denti lunghi ed affilati come quelli di un vampiro, come "l'amico" Caserta, con molto nero e pochi tratti chiari. Me li immagino con pochi dialoghi tra loro, con visi lunghi e tristi, capelli lisci e neri che non mostrano mai un sorriso e difatti qui, in questa storia, non c'è proprio nulla da ridere e neanche da sorridere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'inizio lasciava prevedere una vicenda intrigante, che invece si è rivelata ben presto una lunga e noiosa seduta psicanalitica. Chapeau, comunque, alla scrittura della Ferrante.

    ha scritto il 

  • 1

    De L'amore molesto mi hanno colpito i momenti in cui la protagonista cerca di calmarsi quando è travolta dagli eventi. Questo però è un esordio e — confrontato o meno ai romanzi che seguiranno — risul ...continua

    De L'amore molesto mi hanno colpito i momenti in cui la protagonista cerca di calmarsi quando è travolta dagli eventi. Questo però è un esordio e — confrontato o meno ai romanzi che seguiranno — risulta una prova acerba. Il dramma è esagerato, sfocia in atti crudi e violenti che sembrano pensati solo per stupire e in scene deliranti come l'inseguimento sotto la pioggia. Se anche avesse voluto comunicare qualcosa sul rapporto madre-figlia, lo fa in modo troppo raffazzonato e confuso per far arrivare qualunque messaggio a destinazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Bruttino!!!

    Sicuramente l’autrice ha una notevole padronanza della lingua italiana ed è capace di costruire una buona trama.
    Il romanzo però non mi è piaciuto e ho fatto davvero molta fatica a terminarlo; non mi ...continua

    Sicuramente l’autrice ha una notevole padronanza della lingua italiana ed è capace di costruire una buona trama.
    Il romanzo però non mi è piaciuto e ho fatto davvero molta fatica a terminarlo; non mi è piaciuta la crudezza della scrittura, volutamente fastidiosa che riesce in più occasioni a procurare disgusto.
    Il racconto non è facile, parla di un rapporto morboso tra madre e figlia che a tratti risulta allucinato, a volte surreale, quasi onirico, ed è avvolto da una cupezza che appesantisce la lettura dall’inizio alla fine.
    Sinceramente mi aspettavo di meglio!

    ha scritto il 

  • 1

    Anno nuovo, delusioni vecchie

    Comincio questo romanzo spinta dall'entusiasmo delle recensioni che da anni appaiono accanto a questo nome. Ci deve essere un errore. Sentimenti ripetuti, noia lenta, vicenda pretestuosa. Hai presente ...continua

    Comincio questo romanzo spinta dall'entusiasmo delle recensioni che da anni appaiono accanto a questo nome. Ci deve essere un errore. Sentimenti ripetuti, noia lenta, vicenda pretestuosa. Hai presente quando dicevo che non esistono libri brutti? Sbagliavo.

    ha scritto il 

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