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L'amore molesto

Di

Editore: E/O

3.5
(755)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876417125 | Isbn-13: 9788876417122 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il tempestoso rapporto tra una donna e sua madre, in una Napoli dura espietata, si trasforma in un thriller domestico. Da questo romanzo è statotratto il film con Mario Morone, Anna Bonaiuto e Angela Luce. "Una storiasofisticata e complessa, crudele e intelligente". (Dacia Maraini).
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  • 2

    L'infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all'imperfetto: la mia almeno era stata così

    Se avessi scoperto Elena Ferrante con questo libro probabilmente avrei creduto anch’io che dietro al suo nome potesse nascondersi un uomo. Non c’è niente di quello che ho apprezzato nella serie de L’a ...continua

    Se avessi scoperto Elena Ferrante con questo libro probabilmente avrei creduto anch’io che dietro al suo nome potesse nascondersi un uomo. Non c’è niente di quello che ho apprezzato nella serie de L’amica geniale: le atmosfere di una Napoli e di un’Italia di tanti anni fa, la psicologia complessa e accattivante dei personaggi. In questa storia tutto appare morboso, sudicio, rattoppato. Delia, la protagonista, si aggira per le strade di Napoli come un invasata con il trucco colato, perdite mestruali, mutande scucite, sporche, messe e rimesse più volte e da persone diverse. Le donne di questo libro sono molestate, picchiate, sessualmente disturbate. La cosa che però mi ha urtato di più è il fastidio e il risentimento che Delia manifesta nei confronti della madre fin dalla prima pagina, accusandola di colpe che sono solo nella sua testa e intorno a cui si è costruita un alibi che le è servito per fuggire e poter disprezzare anche da lontano la città in cui è nata, il palazzo in cui è cresciuta, il dialetto che le è sempre appartenuto e rendersi conto alla fine di quanto in realtà assomigli a sua madre Amalia.

    ha scritto il 

  • 3

    Tempo fa lessi "I giorni dell'abbandono" e preso così tanto in antipatia la protagonista che parte di questo sentimento l'ho riversato, ingiustamente, sull'autrice e per molto non ho voluto leggere ni ...continua

    Tempo fa lessi "I giorni dell'abbandono" e preso così tanto in antipatia la protagonista che parte di questo sentimento l'ho riversato, ingiustamente, sull'autrice e per molto non ho voluto leggere nient'altro di suo. Una seconda occasione però sentivo di dovergliela dare e quindi ecco "L'amore molesto", altra storia con protagonista una donna, o meglio due, Amalia e Delia, madre e figlia, anche se la prima la conosciamo solo attraverso quest'ultima. Delia ritorna nella sua città sua città natale, Napoli, per il funerale di sua madre, che si è tolta la vita nel giorno del compleanno della figlia, e attraverso i ricordi ricostruisce il passato di Amalia, legato a episodi della sua vita, che Delia aveva inconsciamente o volutamente fatto cadere nell'oblio. Fino alla metà della lettura, ho letto la storia con molto interesse, poi mi sono persa, forse tra i tanti flashback che ti fanno perdere il filo del racconto. C'è qualcosa nelle storie della Ferrante che non mi convincono del tutto, i personaggi che mette in scena sono detestabili, egoisti, e egocentrici. Per il momento, credo, che con quest'autrice ho finito!

    ha scritto il 

  • 2

    Mah!!!

    Leggendo la prima parte pensavo che le recensioni negative fossero ingiuste e invece no, erano proprio appropiate. Una storia che mi sembra alquanto inverosimile perché non penso che una donna possa f ...continua

    Leggendo la prima parte pensavo che le recensioni negative fossero ingiuste e invece no, erano proprio appropiate. Una storia che mi sembra alquanto inverosimile perché non penso che una donna possa farsi ossessionare in maniera assurda da due uomini e lei rimanere impassibile. Mi é sembrata una storia assurda e per nulla realistica. Questo libro non mi ha dato nulla...Unica nota positiva la grande bravura stilistica della Ferrante.

    ha scritto il 

  • 3

    "L'infanzia è una gabbia di menzogne che durano all'imperfetto."

    Questo è il primo libro scritto dalla (dal?) Ferrante, prima che diventasse famosissima (o) con i suoi romanzi sulle "amiche geniali" (che non so perché , ma non ho nessuna curiosità di leggere!). Nap ...continua

    Questo è il primo libro scritto dalla (dal?) Ferrante, prima che diventasse famosissima (o) con i suoi romanzi sulle "amiche geniali" (che non so perché , ma non ho nessuna curiosità di leggere!). Napoli fa da sfondo alla storia (ma avrebbe potuto essere qualsiasi altra città del mondo), una storia quasi misteriosa e piena di segreti irrisolti. Bello, scritto benissimo, ma mi ha trasmesso inquietudine e tristezza.

    ha scritto il 

  • 3

    schizofrenico

    è un romanzo di ricordi, flashback, odori e umori che attanagliano la protagonista come allucinazioni visive e uditive. la storia non molto originale, è interessante e intimistica, dipinta sbiaditam ...continua

    è un romanzo di ricordi, flashback, odori e umori che attanagliano la protagonista come allucinazioni visive e uditive. la storia non molto originale, è interessante e intimistica, dipinta sbiaditamente su carta dominata da emotività e sensazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    viaggio al termine della madre.

    Visionario. Una storia che scorre lungo un duplice registro. Di una bellezza straziante e disarmante. Una confessione. Un atto di autoaccusa della propria incapacità di star al mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    Scrittura sciatta, romanzo sfilacciato, ricordo solo il disgusto della protagonista (ohibò!) verso il corpo femminile e i suoi umori (mestruazioni e muco vari), piacevolezze del tipo "immergere il caz ...continua

    Scrittura sciatta, romanzo sfilacciato, ricordo solo il disgusto della protagonista (ohibò!) verso il corpo femminile e i suoi umori (mestruazioni e muco vari), piacevolezze del tipo "immergere il cazzo nella carne madida" che come volgarità in letteratura ci possono anche stare, anzi, a volte ci hanno scritto dei capolavori, con le volgarità, ma non è che tutti possono essere Henry Miller o Moresco, le volgarità bisogna anche saperle usare o devono comunque avere una loro giustificazione che, spesso, nel romanzo, io non ho trovato. Per il resto è stata una sorda irritazione per una scrittura/storia che non ha nulla da dire e quello che dice lo dice davvero male.
    Decisamente un NO.

    ha scritto il 

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