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L'amore non guasta

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.2
(2141)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8807701251 | Isbn-13: 9788807701252 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Domenico Scarpa

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Il protagonista di questa storia si chiama Robin. Si è laureato a Cambridge ma, da più di quattro anni, sta preparando il dottorato a Coventry. Un clima di catastrofe planetaria imminente riverbera nella vita privata di Robin, nel male oscuro che lo abita e che lui abita: allude a quella tesi di cui nessuno ha mai visto un rigo e ulcera il ricordo di un amore lontano e mai dichiarato che lo tortura come il primo giorno.
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  • 4

    Jonathan Coe ha creato nel suo immaginario una serie di protagonisti maschili magnificamente perdenti, felicemente infelici: Robin, il protagonista di questo libro, è, per l'appunto, un romantico fallito, uno di quelli che s'interrroga su problemi esistenziali e relazionali senza mai approdare da ...continua

    Jonathan Coe ha creato nel suo immaginario una serie di protagonisti maschili magnificamente perdenti, felicemente infelici: Robin, il protagonista di questo libro, è, per l'appunto, un romantico fallito, uno di quelli che s'interrroga su problemi esistenziali e relazionali senza mai approdare da nessuna parte. Vive dentro un limbo, senza storie d'amore ma ossessionato da un ricordo passato, circondato da "amici" intellettualoidi e pomposi che parlano di "aria fritta". Il suo non-agire, la sua apatia lo trascineranno ad un certo punto in una brutta situazione.Nonostante sia uno dei primi romanzi di Coe, trovo che sia ben riuscito, s'intravedono già le potenzialità dello scrittore, ben espresse poi ne "La famiglia Winshaw". Si trovano già i suoi cambi stilistici, il racconto nel racconto, la finta intervista, l'introduzione di uno sfondo storico (in questo caso l'Inghilterra di fine anni '80) gettato lì come niente fosse: essi rivelano in realtà un romanzo intelligente, ironico e sarcastico. Ma soprattutto è un libro profondamente triste, di quelli che ti lasciano un peso nel cuore e molti spunti su cui riflettere.Da leggere se si vuole comprendere il vero senso di solitudine e di incomprensione, a patto che si sia abbastanza felici da poterlo sopportare.

    anche su: www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 5

    Uscito nel 1989, a due anni di distanza da "Donna per caso", il secondo romanzo di Jonathan Coe ha di nuovo per protagonista un giovane in crisi.
    Questa volta si tratta di un ragazzo, Robin, laureato a Cambridge e da quattro anni parcheggiato a Coventry per conseguire un dottorato (ma di fa ...continua

    Uscito nel 1989, a due anni di distanza da "Donna per caso", il secondo romanzo di Jonathan Coe ha di nuovo per protagonista un giovane in crisi.
    Questa volta si tratta di un ragazzo, Robin, laureato a Cambridge e da quattro anni parcheggiato a Coventry per conseguire un dottorato (ma di fatto non ha ancora scritto una sola riga della tesi).
    Robin si è spento, ha via via perso fiducia e motivazioni, e passa il tempo a ragionare sulla vita e sulla morte, a preoccuparsi della situazione politica (è il 1986, un anno molto caldo, e la narrazione inizia all'indomani del bombardamento americano sulla Libia, partito dalle basi inglesi "prestate" dalla Thatcher a Reagan) e a struggersi per un amore mai dichiarato e ormai perso.
    Nonostante tutto riesce a incanalare la sua creatività – e il suo malessere – nella scrittura di racconti, quattro in particolare, che fa leggere alle persone che frequenta, quasi cercasse di spiegare loro chi è e come si sente, cosa che non riesce a fare con altre forme di comunicazione più dirette.
    Il libro è diviso in quattro capitoli (più un poscritto), e ciascun capitolo ha per titolo quello del racconto che contiene e che a un certo punto della storia viene letto dalla persona a cui Robin l'ha dato.
    L'autore imbastisce un'opera più complessa rispetto alla precedente, sia dal punto di vista della struttura sia da quello dei temi trattati.
    La solitudine e la difficoltà ad esprimersi e a relazionarsi con gli altri si arricchiscono di sfumature. Si è emotivamente dalla parte di Robin ma non si può non vederne i difetti. Lo stesso vale per i personaggi secondari: a parte forse il monodimensionale e ottuso Ted, degli altri si ha pietà, perché in fondo sono poveri diavoli che se fanno torto al prossimo lo fanno più per distrazione che per cattiveria o puro egoismo, impegnati come sono a cercare a loro volta un po' di felicità e di amore.
    Ed eccoci al punto: l'amore. Un tocco d'amore (traduzione letterale del titolo originale, che non si capisce perché sia stato cambiato nell'edizione italiana) può salvare dal baratro, come sosteneva Simone Weil, che Robin quota in un'annotazione, purtroppo interrotta, alla fine del suo ultimo racconto.
    Coe ci lascia dunque con una ventata di ottimismo? Non direi proprio. Forse il suo è più un auspicio, un'utopia, una teoria che non è detto sia possibile mettere in pratica.
    Personalmente sono arrivata all'ultima pagina partecipe del senso di sconfitta e di desolazione che ha oppresso e in alcuni casi schiacciato i vari personaggi.
    5 stelline alla conferma che Coe (qui ventottenne) è uno scrittore eccezionale.

    PS: il clima cupo e il pessimismo sono se possibile accentuati dai frequenti momenti ironici.

    PPS: i racconti di Robin sono notevoli e viene da chiedersi se siano nati prima loro e il resto del libro sia stato costruito per "contenerli".

    PPPS: quattro sono i racconti di Robin, come quattro sono i poemetti che compongono i "Quattro quartetti" di T. S. Eliot, ossessione (il quarto in particolare) del personaggio a cui Robin fa leggere – guarda caso – il quarto racconto.

    ha scritto il 

  • 3

    Svaria da cime degne di (non cinque, ma) sei stelline, ad abissi che faticano a guadagnarsene due. Certo dove è grande... è grande davvero.
    Un inchino alla traduzione, a dir poco superba.

    "Ma che aveva quest'uomo, che ogni due minuti non si capivano?"

    "Il circondario ha un'atm ...continua

    Svaria da cime degne di (non cinque, ma) sei stelline, ad abissi che faticano a guadagnarsene due. Certo dove è grande... è grande davvero.
    Un inchino alla traduzione, a dir poco superba.

    "Ma che aveva quest'uomo, che ogni due minuti non si capivano?"

    "Il circondario ha un'atmosfera spettrale a quest'ora di notte. È stato costruito per l'uso pubblico, progettato appositamente per accogliere folle di acquirenti felici ammassantisi accalcantisi pigiantisi dentro e fuori dai vari [...] eppure stanotte non ci sono che queste due sagome senza parole [...], ombre che smuoiono alla luce fluorescente."

    ha scritto il 

  • 3

    In questo caso mi sono fidata di una recensione positiva e visto che l'autore di solito mi piace ho cominciato la lettura. Sono rimasta profondamente delusa dell'inconsistenza della trama e dalla negatività dell'insieme.

    ha scritto il 

  • 4

    Meno paranoie e più Amore!
    Robin sta attraversando un brutto periodo: I suoi racconti autobiografici non vengonno compresi, la donna che ha amato segretamente al college ha sposato un suo collega e vive con il rimpianto di non aver osato provarci, una sua carissima amica, l'unica, lo accusa ...continua

    Meno paranoie e più Amore!
    Robin sta attraversando un brutto periodo: I suoi racconti autobiografici non vengonno compresi, la donna che ha amato segretamente al college ha sposato un suo collega e vive con il rimpianto di non aver osato provarci, una sua carissima amica, l'unica, lo accusa di razzismo. In tutto questo si inserisce una stramba accusa di adescamento di minore....
    L'Amore è sempre l'unica salvezza.
    Finale triste. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre, anche se sicuramente un lavoro un po' imberbe, il romanzo che ne risulta è originale, fluido, particolare nella costruzione a mosaico, ed il cui filo conduttore non è propriamente l'amore

    ha scritto il 

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