L'amore rubato

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(195)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri

Isbn-10: 881706081X | Isbn-13: 9788817060813 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Sono tutte qui le donne raccontate da Dacia Maraini, in questo piccolo libro importante. Sono qui a mostrarci qualcosa di intimo, qualcosa di necessario e doloroso. Le donne di Dacia sono forti, hanno lottato, a volte hanno perso ma non si sono mai arrese. Le protagoniste de "L'amore rubato" combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l'amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo. Come Marina, che si ostina a cadere dalle scale, come Ale, che sceglie con sofferta determinazione di non far nascere il frutto di una violenza o ancora come Angela, che si addossa, aderendo alle parole della Chiesa, le colpe che una antica misoginia attribuisce alla prima disobbedienza femminile. In tutte queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell'altro una persona da rispettare e coloro che, con antica testardaggine, considerano l'altro un oggetto da possedere e schiavizzare.
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  • 4

    3 stelline e 3/4 per una raccolta di racconti brevi, molto brevi e dallo stile un po' troppo semplice e sdolcinato. Però storie che arrivano e colpiscono, anche quelle che sembrano simili tra loro. 2 ...continua

    3 stelline e 3/4 per una raccolta di racconti brevi, molto brevi e dallo stile un po' troppo semplice e sdolcinato. Però storie che arrivano e colpiscono, anche quelle che sembrano simili tra loro. 2 cose mi hanno colpita:
    1. Che in modo lieve e appena accennato viene fuori un certo pessimismo sulla natura umana, o forse su certa umanità che l'autrice vorrebbe smascherare. Come a dire "sì sono proprio così, inutile giustificare, inutile nascondere" come a dire che una donna deve affrontare mille difficoltà, anche quando è lei la vittima, ma che ciò non deve portare ad arrendersi
    2. Che queste storie sembrano già sentite. Che i fatti di cronaca ricordano da vicino le 6 protagoniste. Mi ha fatta sentire più partecipe, più arrabbiata, più coinvolta.
    Sostanzialmente promosso

    ha scritto il 

  • 2

    Ho dovuto leggerlo per un esame di Letteratura italiana contemporanea che trattava il tema della violenza sulle donne. La lettura è scorrevole sebbene venga messo in scena un tema tanto crudo e delica ...continua

    Ho dovuto leggerlo per un esame di Letteratura italiana contemporanea che trattava il tema della violenza sulle donne. La lettura è scorrevole sebbene venga messo in scena un tema tanto crudo e delicato. I vari racconti sono tratti da fatti di cronaca realmente accaduti e per questo motivo alcuni mettono i brividi per la crudeltà con cui questi uomini si accaniscono sulle proprie donne. Fa riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    il titolo mi fa pensare alla cronaca di tanti femminicidi, dove il giornalista distratto parla di delitto passionale, di troppo amore. non è amore: è rabbia, paura, disprezzo, vergogna ciò che spinge ...continua

    il titolo mi fa pensare alla cronaca di tanti femminicidi, dove il giornalista distratto parla di delitto passionale, di troppo amore. non è amore: è rabbia, paura, disprezzo, vergogna ciò che spinge a far del male a una donna - o a una bambina - per la colpa di essere donna. è quello che succede in questi crudeli racconti: volendoli leggere, occorre essere pronte a star male.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo commento mi costa psicologicamente molto: 8 agghiaccianti storie di violenza sulle donne o meglio su esseri di sesso femminile cioè donne, ragazze, bambine o poco più che bambine. Le violenze ...continua

    Questo commento mi costa psicologicamente molto: 8 agghiaccianti storie di violenza sulle donne o meglio su esseri di sesso femminile cioè donne, ragazze, bambine o poco più che bambine. Le violenze così magistralmente raccontate sono sistematicamente perpetrate da uomini insicuri, malati, adulti irresoluti (mi si conceda il termine manzoniano), distratti. La narrazione è schietta, tagliente, non indugia né morbosamente né buonisticamente, la scrittrice attribuisce la responsabilità dei fatti tanto agli uomini che li perpetrano quanto alle donne che si ostinano tanto devotamente a subirli senza denunciare, non che la cosa sia tanto semplice: si sa che quando entrano in gioco le emozioni è difficile divincolarsi e mettersi in salvo dalle trappole,
    è già molto difficile vederle, per poter prendere le distanze e decidere di salvarsi. Vale davvero la pena leggere questo libro in quanto si viene in qualche modo coinvolti, è giusto riflettere e ricordare queste situazioni, non sono affatto lontane da noi. Confesso che questo libro ha continuato per giorni a girare nella mia testa, faccio ancora molta fatica a passare ad un altro libro, o meglio, per il momento non ci riesco.

    ha scritto il 

  • 3

    Credersi superiori è da piccini di mente. Siamo un granuccio di vita in un universo vorticante che precipita vertiginosamente verso chissà dove.

    In una manciata di ore, ho letto spassionatamente ogni singolo racconto di questo piccolo ma importante romanzo.
    All'età di ventidue anni ho letto per la prima volta qualcosa di Dacia Maraini e, nonos ...continua

    In una manciata di ore, ho letto spassionatamente ogni singolo racconto di questo piccolo ma importante romanzo.
    All'età di ventidue anni ho letto per la prima volta qualcosa di Dacia Maraini e, nonostante la mole piuttosto ridotta, ho scorto in L'amore rubato la forza e il coraggio di donne che lottando non si sono mai arrese. L'intima, dolorosa e necessaria essenza, protagonista di valorose e sempre attuali battaglie, contro gli uomini amati, che si confronta con il rifiuto, il desiderio.
    Conoscevo la Maraini solo per sentito dire e, sebbene non avessi mai letto niente di suo, L'amore rubato è stato quel meraviglioso compagno di viaggio che ha disegnato la sua orbita. Un tassello che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nella produzione letteraria dell'autrice, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami alla violenza, allo stupro, fatti attuali di cronaca, accomunati da un amore robusto, solido da superare ogni sospetto e curiosità. In ogni sua essenza, con ogni mistero, silenzio, sguardi e gesti clandestini.

    L'amore dovrebbe rendere liberi, non schiavi. È una distorsione psicologica e morale pensare che l'amore consista nel possedere e dominare l'altro.

    Questo è un romanzo affilato, duro, capace di emozionare e indignare. Questa è un opera cruda e realistica che mi ha accompagnato in una serata estremamente tediosa con quella particolare aura di dignità e rispetto che trasmettono le sue pagine. Spettatrice di uno spettacolo osceno e orripilante, tetro e malinconico, popolato da personaggi descritti come anime perdute che lentamente avanzano verso la distruzione. Consapevoli della loro triste condizione e le cui uniche avventure si svolgono nella sala d'aspetto di un ginecologo o in una sciatta camera da letto. Percependo il mondo in una nuova dimensione, e adattandosi il più fretta possibile colmando, anche se in minima parte, quel senso di vuoto delle loro esistenze.
    Leggere L'amore rubato è stato quasi come camminare inconsapevolmente senza rendersi conto che, consapevolmente, quello sprazzo di luce che credevamo di scorgere fra le tenebre non c'è più. Appassionante, profondo, deleterio, svanito così, senza neanche rendermene conto.
    Straordinario e stupefacente quadro che trascina in un mondo in cui non esiste la compassione o la comprensione. Dove le donne sono pedanti, noiosi, incapaci di comprendere ed agire, sottomesse all'uomo amato. Atti di melanconica tristezza, ricco di brevi immagini impressioniste, nonché incessante lotta alla libertà, alla misoginia dove fanno da cornice donne, mariti, amanti, compagni che si rivelano ragazzini e stentano a crescere. Confondono la passione con il possesso, e dunque rubano l'amore.
    La solitudine, la violenza, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono onnipresenti, così come l'incessante desiderio dell'uomo di possedere la donna come bestie ringhiose. Tematiche queste in cui è stato impossibile non essere travolti. Non provare moti di affetto o compassione.
    Riferimento esplicito all'incapacità di essere amati a cui l'autrice attribuisce un forte interesse, L'amore rubato è una sorta di testimonianza o resoconto preciso di forti eventi che, nonostante possano apparire lunghi e noiosi, in alcuni punti, mi ha fatto sentire estremamente malinconica. Una ragazzina perennemente picchiata dal marito; un padre ossessivo e possessivo che manovra la figlia minorenne come una bambola di pezza. Il temperamento di donne forti e coraggiose che, nonostante tutto, soffrono in silenzio.
    L'amore rubato è il racconto estremamente veritiero di situazioni di svariato genere. Un bisogno di tormentare senza posa una ferita già inflitta. Riflessioni e idee su ciò che caratterizzano la vita di molte donne che, fra circostanze e situazioni diverse, attraverso una sorta di indagine accurata, l'autrice mette per iscritto. Andando dritto al punto, suggerendo qualcosa che esponi il problema trattato. Sceneggiati di vita che pretendono libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.

    Il silenzio, quando non è scelto, è pieno di echi sinistri, tracce di richiami falliti, di grida soffocate, di segnali di fumo che il vento ha disperso.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccola ancora Dacia Maraini con la sua scrittura lucida e distaccata ma che al di fuori di quel preciso obiettivo che impietosamente registra ogni evento, ogni accadimento, lascia trapelare un senso d ...continua

    Eccola ancora Dacia Maraini con la sua scrittura lucida e distaccata ma che al di fuori di quel preciso obiettivo che impietosamente registra ogni evento, ogni accadimento, lascia trapelare un senso di profonda, amara commozione e partecipazione.
    Veniamo calati nostro malgrado nel mondo paradossale dell’amore quando diventa negazione di sé stesso, dell’amore quando portato al parossismo diventa il contrario di ciò che dovrebbe essere, dell’amore che da sentimento positivo e costruttivo diventa maligno e distruttore, dell’amore quando è rubato con l’inganno, con la forza, con la violenza psicologica e fisica. Non si può leggere un libro del genere senza sentirsi montare dentro un gran senso di rabbia, di sdegno, di vergogna al pensiero di ciò che l’uomo può riuscire a fare a un suo simile in nome del proprio sconfinato egoismo, di un ego smisurato e corrotto che lo porta ad annullare tutto ciò che è altro, persino quando si crea un vincolo affettivo, se è possibile parlare di affetto nel legame pernicioso che si crea tra i personaggi, vittime e carnefici, oppressi e oppressori, martiri e aguzzini. A volte un grido di dolore si fa strada, sia pure a fatica, nella disumanità delle ingiustizie e nei torti subiti con un urlo di denuncia e ribellione, ma è una nota stonata nel coro dolente delle vittime, prede inermi avvelenate da una rassegnazione senza speranza. Un’angoscia profonda ci accompagna nascosta tra le righe, un’angoscia che nasce dal capovolgimento repentino di una situazione familiare apparentemente “sana” e “normale” in uno stato di prostrazione e violenza tale da sconfinare quasi nel grottesco. Ciò che sembra non è: l’idillio, l’incanto è rotto e ciò che subentra è l’inferno dipinto nelle tinte più fosche che si possano mai immaginare.Dopo aver letto questo libro sembrerà di non poter più guardare il mondo e l'uomo con gli stessi occhi.

    ha scritto il 

  • 5

    Violenza sulle donne

    Dacia Maraini ci lascia 8 racconti, alcuni dei quali scritti in prima persona, tutti con il denominatore comune della violenza sulle donne.
    A metà tra giornalismo e opera letteraria, le otto storie ve ...continua

    Dacia Maraini ci lascia 8 racconti, alcuni dei quali scritti in prima persona, tutti con il denominatore comune della violenza sulle donne.
    A metà tra giornalismo e opera letteraria, le otto storie vengono presentate al lettore con una prosa pulita, limpida e terribile. I racconti sono belli ma non credo che l'autrice puntasse al successo letterario quanto alla denuncia di un fenomeno diffuso e agghiacciante. I racconti più terribili sono sicuramente quelli che riguardano i bambini ma anche l'ultimo, scritto in prima persona da un padre che non ha capito in tempo o forse non ha voluto capire, la violenza che stava subendo sua figlia tra le mura domestiche. Il non voler capire nonostante i campanelli d'allarme, nonostante in fondo al cuore avesse già capito alla prima occhiata, è situazione comune a molti racconti. Altro motivo ricorrente è l'inspiegabile complicità tra vittime e colpevole in una confusione emotiva e psicologica di ruoli per cui la vittima anzichè difendersi finisce per giustificare l'aggressore. Terribile anche la storia della violenza di gruppo sulla dodicenne, non solo per la violenza in sè ma per gli articoli di giornale riportati da cui si evince chiaramente come la società, il paese, la scuola si siano schierati compatti dalla parte dei più forti, i figli di papà, relegando all'angolo la ragazzina che ha subito la violenza, orfana di madre e con il padre troppo "semplice", colpevole di ridere troppo e di indossare a dodici anni sulle gambette magrissime gonne troppo corte.

    ha scritto il 

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