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L'amore rubato

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(166)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri

Isbn-10: 881706081X | Isbn-13: 9788817060813 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Sono tutte qui le donne raccontate da Dacia Maraini, in questo piccolo libro importante. Sono qui a mostrarci qualcosa di intimo, qualcosa di necessario e doloroso. Le donne di Dacia sono forti, hanno lottato, a volte hanno perso ma non si sono mai arrese. Le protagoniste de "L'amore rubato" combattono una battaglia antica e sempre attuale, contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle, di confrontarsi con il rifiuto, il desiderio. Davanti a queste donne, mariti, amanti, compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l'amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo. Come Marina, che si ostina a cadere dalle scale, come Ale, che sceglie con sofferta determinazione di non far nascere il frutto di una violenza o ancora come Angela, che si addossa, aderendo alle parole della Chiesa, le colpe che una antica misoginia attribuisce alla prima disobbedienza femminile. In tutte queste storie affilate e perfette, dure e capaci di emozionare e indignare, Dacia Maraini racconta di un mondo diviso fra coloro che vedono nell'altro una persona da rispettare e coloro che, con antica testardaggine, considerano l'altro un oggetto da possedere e schiavizzare.
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  • 5

    Eccola ancora Dacia Maraini con la sua scrittura lucida e distaccata ma che al di fuori di quel preciso obiettivo che impietosamente registra ogni evento, ogni accadimento, lascia trapelare un senso di profonda, amara commozione e partecipazione.
    Veniamo calati nostro malgrado nel mondo par ...continua

    Eccola ancora Dacia Maraini con la sua scrittura lucida e distaccata ma che al di fuori di quel preciso obiettivo che impietosamente registra ogni evento, ogni accadimento, lascia trapelare un senso di profonda, amara commozione e partecipazione.
    Veniamo calati nostro malgrado nel mondo paradossale dell’amore quando diventa negazione di sé stesso, dell’amore quando portato al parossismo diventa il contrario di ciò che dovrebbe essere, dell’amore che da sentimento positivo e costruttivo diventa maligno e distruttore, dell’amore quando è rubato con l’inganno, con la forza, con la violenza psicologica e fisica. Non si può leggere un libro del genere senza sentirsi montare dentro un gran senso di rabbia, di sdegno, di vergogna al pensiero di ciò che l’uomo può riuscire a fare a un suo simile in nome del proprio sconfinato egoismo, di un ego smisurato e corrotto che lo porta ad annullare tutto ciò che è altro, persino quando si crea un vincolo affettivo, se è possibile parlare di affetto nel legame pernicioso che si crea tra i personaggi, vittime e carnefici, oppressi e oppressori, martiri e aguzzini. A volte un grido di dolore si fa strada, sia pure a fatica, nella disumanità delle ingiustizie e nei torti subiti con un urlo di denuncia e ribellione, ma è una nota stonata nel coro dolente delle vittime, prede inermi avvelenate da una rassegnazione senza speranza. Un’angoscia profonda ci accompagna nascosta tra le righe, un’angoscia che nasce dal capovolgimento repentino di una situazione familiare apparentemente “sana” e “normale” in uno stato di prostrazione e violenza tale da sconfinare quasi nel grottesco. Ciò che sembra non è: l’idillio, l’incanto è rotto e ciò che subentra è l’inferno dipinto nelle tinte più fosche che si possano mai immaginare.Dopo aver letto questo libro sembrerà di non poter più guardare il mondo e l'uomo con gli stessi occhi.

    ha scritto il 

  • 5

    "Io donna ero colpevole, qualsiasi cosa facessi, ero colpevole nel profondo, per il solo fatto di avere un corpo diverso, un sesso diverso, per aver mantenuto nel tempo un rapporto storto e viscerale con il buio, con il sangue, con le forze incontrallabili del sesso e della nascita."

    ha scritto il 

  • 5

    Violenza sulle donne

    Dacia Maraini ci lascia 8 racconti, alcuni dei quali scritti in prima persona, tutti con il denominatore comune della violenza sulle donne.
    A metà tra giornalismo e opera letteraria, le otto storie vengono presentate al lettore con una prosa pulita, limpida e terribile. I racconti sono bell ...continua

    Dacia Maraini ci lascia 8 racconti, alcuni dei quali scritti in prima persona, tutti con il denominatore comune della violenza sulle donne.
    A metà tra giornalismo e opera letteraria, le otto storie vengono presentate al lettore con una prosa pulita, limpida e terribile. I racconti sono belli ma non credo che l'autrice puntasse al successo letterario quanto alla denuncia di un fenomeno diffuso e agghiacciante. I racconti più terribili sono sicuramente quelli che riguardano i bambini ma anche l'ultimo, scritto in prima persona da un padre che non ha capito in tempo o forse non ha voluto capire, la violenza che stava subendo sua figlia tra le mura domestiche. Il non voler capire nonostante i campanelli d'allarme, nonostante in fondo al cuore avesse già capito alla prima occhiata, è situazione comune a molti racconti. Altro motivo ricorrente è l'inspiegabile complicità tra vittime e colpevole in una confusione emotiva e psicologica di ruoli per cui la vittima anzichè difendersi finisce per giustificare l'aggressore. Terribile anche la storia della violenza di gruppo sulla dodicenne, non solo per la violenza in sè ma per gli articoli di giornale riportati da cui si evince chiaramente come la società, il paese, la scuola si siano schierati compatti dalla parte dei più forti, i figli di papà, relegando all'angolo la ragazzina che ha subito la violenza, orfana di madre e con il padre troppo "semplice", colpevole di ridere troppo e di indossare a dodici anni sulle gambette magrissime gonne troppo corte.

    ha scritto il 

  • 4

    Voglio vedere da che parte sto

    Il tema della violenza sulle donne è purtroppo ancora attuale. Queste storie, cronache di fatti realmente accaduti, provocano rabbia e tristezza. Quanta violenza ancora all'interno delle nostre case, fra la gente di cui ci fidiamo. Non avevo mai letto niente della Maraini, ero incuriosita da ques ...continua

    Il tema della violenza sulle donne è purtroppo ancora attuale. Queste storie, cronache di fatti realmente accaduti, provocano rabbia e tristezza. Quanta violenza ancora all'interno delle nostre case, fra la gente di cui ci fidiamo. Non avevo mai letto niente della Maraini, ero incuriosita da questo volume che suscita pareri così contrastanti. Non posso dire che mi sia piaciuto, non posso dire neanche che non mi sia piaciuto. Lo metto semplicemente fra quei libri che ci danno un affaccio sulla realtà che ci circonda e che troppo spesso non vogliamo vedere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una perla

    È davvero raro trovare scrittrici italiane così attente ad arrivare con precisa mira nella parte più fragile e sensibile dei suoi lettori.
    Le sue parole diventano armi per ferire, scudi per difendere e cerotti per curare.
    Le donne, anzi le femmine sono le vittime indifese di questa so ...continua

    È davvero raro trovare scrittrici italiane così attente ad arrivare con precisa mira nella parte più fragile e sensibile dei suoi lettori.
    Le sue parole diventano armi per ferire, scudi per difendere e cerotti per curare.
    Le donne, anzi le femmine sono le vittime indifese di questa società che schiaccia, che violenta, che abusa della loro ingenuità.
    I pestaggi fisici e morali a spese dell'individuo donna sono qui raccolti con estrema varietà senza diventare mai morbosi.
    Amori torbidi, perversi, gelosi fino all'inverosimile; amori dal sapore del possesso, della pedofilia; amori senza un futuro, che profumano di brutalità e morte.
    A nulla serve la forza di volontà femminile che cerca in tutti i modi di cambiare e salvare l'amato aguzzino, a niente vale la speranzosa fiducia che il legame dell'amore tutto può tras-formare.

    ha scritto il 

  • 0

    incipit

    Il giovane dottore Giovanni Lenti se ne stava seduto sullo sgabello del Pronto Soccorso con in mano un bicchiere di polistirolo pieno di caffè ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/a/lamore-rubato-dacia-maraini/

    ha scritto il 

  • 3

    un concentrato di dolore.
    non si riesce a leggerlo tutto d'un fiato. bisogna fare molte pause, lasciare decantare l'angoscia che crea.
    un grido di denuncia su fatti che purtroppo troppo spesso tocca leggere in cronaca nera.

    ha scritto il 

  • 2

    La Maraini ci presenta un ventaglio allucinante di violenze sulle donne che fa venire il mal di stomaco e genera tanta rabbia: un libro inutilmente crudo, duro e spietato senza alcun tipo di insegnamento o redenzione.

    ha scritto il 

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