L'amuleto d'ambra

Di

Editore: TEA (TEAdue)

3.9
(1037)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 496 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8850210418 | Isbn-13: 9788850210411 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Valeria Galassi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Storia , Rosa , Fantascienza & Fantasy

Ti piace L'amuleto d'ambra?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
The Outlander Series 2

Scozia, 1945. Claire Randall, infermiera militare, attraversa un magico cerchio druidico e, misteriosamente, si trova catapultata nelle Highlands del 1743, straniera in una terra dilaniata dalla guerra e dalle faide dei clan rivali. È il 1968 e dopo vent'anni di silenzio durante i quali Claire non ha svelato a nessuno il suo segreto, torna con la figlia Brianna, una splendida ragazza dai capelli color del rame, alla Collina delle Fate, il luogo incantato dove è cominciata la sua avventura. Qui cerca il coraggio di raccontarle il suo viaggio nel tempo e il suo amore per un guerriero scozzese che in un'altra vita e in un'altra epoca l'aveva conquistata. E sarà nel tentativo di ritrovare il suo amato che Claire si ritufferà nelle vertigini di un passato che dalle terre desolate e solitarie della Scozia l'aveva portata sino alla sfarzosa corte di Versailles. Ma il cammino che dovrà percorrere sarà lungo e non privo di ostacoli e di sorprese' Sospeso tra sogno e realtà, L'amuleto d'ambra è la storia di un incantesimo e di una passione amorosa che trascende i confini del tempo.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ce l'ho fatta: dopo mesi (troppi), ho terminato di leggere questo libro!
    *applausiiiii*
    Ho avuto un blocco a metà lettura; sarà per via della scuola o perchè a volte la Gabaldon è estremamente lenta n ...continua

    Ce l'ho fatta: dopo mesi (troppi), ho terminato di leggere questo libro!
    *applausiiiii*
    Ho avuto un blocco a metà lettura; sarà per via della scuola o perchè a volte la Gabaldon è estremamente lenta nella descrizione, ho lasciato il libro in disparte e solo soletto per parecchi mesi.
    Ma poi l'ho ripreso in mano e... oh quanto mi era mancato Jamie Fraser! Quell'uomo è un amore: tutti vorrebbero un Jamie in casa, TUTTI.
    *emh emh..sto divagando troppo*
    (forse troverete uno spolerino qua e là..quindi decidete voi se andare avanti a leggere la recensione)
    Okay. La storia inizia nell'Inverness del 1968: Claire ha una figlia, Brianna, che è tutta uguale a suo padre... sarà Frank o Jamie?
    Devo ammettere che questo ritorno al XX secolo mi ha un po' destabilizzata e continuavo a ripetere che la Gabaldon questa volta mi aveva delusa profondamente. Insomma, dove cavolo stava il mio Jamie???
    Ma i ricordi di Claire ci riportano, fortunatamente, nel febbraio del 1744, a Parigi. Qui, nel tentativo d'impedire la sommossa giacobita del 1746, Claire e Jamie iniziano una nuova vita. Buona parte della storia racconta della loro vita parigina, completamente diversa rispetto a quella scozzese che avevamo lasciato nel primo libro.
    Devo dire la verità: la Scozia mi è mancata da morire.
    Ma ecco il colpo di scena: una personcina "molto carina e simpatica", che tutti credavamo già nell'aldilà, si ripresenta... così, a caso. E a Jamie questo non piace per niente!
    Ora non sto qui a raccontarvi tutto, ma da questo momento in poi le cose si fanno più agitate.
    -----
    Che devo dire? Rispetto al primo libro c'è meno avventura, meno suspance, meno fiati sospesi e quant'altro, ma stiamo sempre parlando della Gabaldon e lei riesce a cambiare una situazione in pochi secondi. Stiamo sempre parlando di Claire e Jamie, della coppia più bella del mondo: la loro storia, in questo volume, subisce moltissime prove e il loro amore si consolida sempre di più. Per non parlare delle documentazioni e delle trattazioni storiche precisissime dell'autrice: la precisione della Gabaldon non ha limiti.
    Se lo promuovo? Altrochè!
    ------
    "Ecco perchè ero fuggita da lui, ecco perchè avevo fatto tutto ciò che potevo per tenerlo lontano, in modo da essere sicura che non si sarebbe più avvicinato a me. Non avevo alcuna voglia di ritornare, nessun desidrio di provare di nuovo sentimenti. Non volevo conoscere l'amore, per poi vedermelo strappare via ancora una volta."

    "Non so se la ferita sia mortale, ma Claire ... sento il sangue che mi fugge via dal cuore, quando ti guardo."

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine ho vinto le fortissime resistenze che mi bloccavano da oltre un anno dopo aver letto “La straniera”, resistenze dovute al fatto che, essendo io un’amante degli spoiler, conoscevo già il modo ...continua

    Alla fine ho vinto le fortissime resistenze che mi bloccavano da oltre un anno dopo aver letto “La straniera”, resistenze dovute al fatto che, essendo io un’amante degli spoiler, conoscevo già il modo in cui inizia “L’amuleto d’ambra” e tutte le sue implicazioni, per me difficilmente accettabili. Lo ammetto molto candidamente: così come ho deciso di leggere il primo volume perché in piena crisi di astinenza tra la prima e la seconda parte della prima stagione della serie TV, allo stesso modo è stato il fatto che manca meno di un mese all’avvio della seconda stagione a spingermi a riprendere la lettura, superando la rabbia nei confronti dell’autrice per “quello che ha fatto” ai protagonisti (!). Altrettanto candidamente confesso che la Gabaldon, come autrice, non mi fa impazzire. Per carità, scrive molto bene, si capisce il lavoro di accurata documentazione che sta dietro ai suoi romanzi – e per questo le 4 stelline ci stanno tutte –, ma eccettuati alcuni rari momenti, non riesce ad emozionarmi. O meglio, i rari momenti in cui ci riesce - che, sarebbe pressoché inutile specificarlo, normalmente riguardano Jamie – sono sovrastati dalla mole di dettagli di cui avrei anche fatto a meno e che, almeno su di me, hanno l’effetto di smorzare l’interesse per le vicende narrate. Tengo a specificare che apprezzo molto le descrizioni vivide e dettagliate di personaggi e ambienti, ma ogni tanto avvertivo la frustrazione legata al leggere pagine e pagine su eventi di poco conto per poi, ad esempio, veder liquidare in poche righe una scena d’amore o un dialogo emotivamente significativo. Paradossalmente e inaspettatamente ho apprezzato più la prima parte - con Claire, Brianna e Roger, per intenderci - perché è riuscita a tener viva in me l’attenzione e l’interesse per “cosa era successo”, rispetto al resto del romanzo, ravvivato, per me, solo dalla presenza di Jamie. Tra l’altro, non riesco a togliermi dalla mente l’impressione che, se non avessi prima visto la serie tv e non mi fossi innamorata dei personaggi incarnati da Sam Heughan e Catriona Balfe, non solo non avrei mai letto i romanzi della Gabaldon, ma li avrei apprezzati ancora di meno, perché il suo stile da solo non riesce proprio a catturarmi. Comunque sia, inevitabilmente a questo punto, ho subito iniziato “Il ritorno”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    All'inizio del libro ero abbastanza confusa, poi, dopo i primi capitoli, ho capito in modo era narrato il tutto.
    Questo secondo capitolo della saga di Outlander non é come il primo, ma non é nemmeno d ...continua

    All'inizio del libro ero abbastanza confusa, poi, dopo i primi capitoli, ho capito in modo era narrato il tutto.
    Questo secondo capitolo della saga di Outlander non é come il primo, ma non é nemmeno da biasimare come si legge da alcune critiche, infatti in Italia é stato diviso in due, bisogna quindi considerarlo insieme a quello successivo (che sto leggendo).
    É Iverness, 1968 e Claire e sua figlia Brianna tornano in Scozia, dove l'infermiera troverá tutto il coraggio possibile per raccontarle del suo viaggio nel tempo, che aveva mantenuto segreto quasi a tutti. In questo modo veniamo a sapere come continuarono le vicende di Claire e Jamie nel XVIII secolo, in questo libro prevalentemente in Francia, conoscendo personaggi illustri come il Re di Francia e il "bonnie" Prince Charlie, figlio di Giacomo Stuart, legittimo re di Scozia.
    La parte migliore della saga é tutto il contesto storico in cui é inserita, per un'amante della Scozia come me é una cosa interessantissima.
    Non dico altro per non rovinarvi la lettura :)

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il secondo libro della saga "Outlander" di Diana Gabaldon ed è un testo stupendo, per niente deludente. Il testo prosegue la narrazione della storia d'amore tra Jamie e Claire, ma non solo. I ...continua

    Questo è il secondo libro della saga "Outlander" di Diana Gabaldon ed è un testo stupendo, per niente deludente. Il testo prosegue la narrazione della storia d'amore tra Jamie e Claire, ma non solo. Infatti non mancano azione, suspense e un pizzico di violenza. Nel complesso un bel libro che spinge a continuare la lettura del prossimo capitolo: "Il ritorno".

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo “Outlander” mi aspettavo molto di più dal seguito.
    Non che sia una brutta storia quella portata avanti, ma è come se avesse perso un po’ di mordente. L’inizio soprattutto è stato veramente molto ...continua

    Dopo “Outlander” mi aspettavo molto di più dal seguito.
    Non che sia una brutta storia quella portata avanti, ma è come se avesse perso un po’ di mordente. L’inizio soprattutto è stato veramente molto lento e, nonostante l’interesse per l’introduzione d’un’ambientazione diversa da quella con cui ci si è lasciati con il volume precedente, è durata troppo a lungo.
    A sfavore della trama ha giocato anche il fatto che il libro fa in realtà parte di un volume unico spaccato in due per l’edizione italiana; in questo modo, ci si lascia con un finale che non sa praticamente di nulla e non invoglia certo a proseguire.
    In ogni caso, prima di dare un giudizio totale, credo che sia meglio leggere il seguito, così da avere una prospettiva totale.
    Per quanto riguarda lo stile, la pecca è una sola: il troppo realismo. A volte l’autrice si perde in dettagli così precisi che nel mezzo della narrazione hanno lo stesso effetto d’un pugno, creando un effetto straniante e di certo non piacevole per il lettore.

    ha scritto il 

Ordina per