L'amuleto di Samarcanda

Trilogia di Bartimeus Vol. 1

Di

Editore: Salani

4.0
(1949)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 449 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale , Portoghese

Isbn-10: A000015430 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il millenario jinn Bartimeus viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. La sua missione è tra le più difficili e pericolose: rubare il prezioso Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, mago senza scrupoli e membro del Parlamento. Ma il vero problema è che a chiamarlo è stato un ragazzetto di dodici anni, che non sembra affatto in grado di governarlo...Jonathan Stroud crea una Londra alternativa, in cui si mescolano atmosfere dickensiane e personaggi da mille e una notte. Un mondo apparentemente molto diverso dal nostro, ma agitato dagli stessi intrighi e dalle stesse brame, prima tra tutte quella per il potere. Un potere solo apparente, poiché ottenuto grazie a forze che non vedono l'ora di ribellarsi a chi le ha assoggettate, geniale metafora delle umane ambizioni. Ricercato, ricco di suspense, sapientemente costruito e divertentissimo, L’Amuleto di Samarcanda è un capolavoro della fantasy: sovverte brillantemente le regole, presentandoci un mondo magico 'al negativo', dove gli umani – generalmente meschini, invidiosi e senza scrupoli – sono contrapposti agli spiriti ben più potenti, ingegnosi e astuti di loro.

"Stroud capovolge il tradizionale intreccio delle storie di apprendisti stregoni, dove un ragazzo cerca di eseguire da solo le magie del suo maestro. Ma il tocco davvero originale è come l’autore alterna la storia di Nathaniel con il racconto in prima persona dell’irascibile jinn... Se conoscete ragazzi tra i dieci e i tredici anni, regalate loro L’Amuleto di Samarcanda: chiederanno di avere in dono il seguito. Detto questo, io stessa non vedo l’ora di leggerlo."Diana Wynne Jones

"Una lettura strepitosa, assolutamente inventiva, ricca di colpi di scena."The Bookseller

"Uno dei libri più fantasiosi e originali di quest’anno."The Sunday Times

"Il ritmo è indiavolato, la Londra alternativa è sapientemente costruita..., l’intreccio si avvince ingegnosamente attorno a un complotto. Ma ciò che fa la riuscita di questo Amuleto è l’umorismo di Bartimeus e l’irresistibile ironia dei suoi commenti. Il risultato è un romanzo potente e sapido, in cui le note a piè di pagina sono il contorno più gustoso."Le Monde

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  • 4

    Bartimeus, un jinn, un demone sarcastico ed impertinente viene convocato da un giovanissimo apprendista mago , Nathaniel, che cercando di vendicarsi dei soprusi subiti, ordina al jinn di rubare l'Am ...continua

    Bartimeus, un jinn, un demone sarcastico ed impertinente viene convocato da un giovanissimo apprendista mago , Nathaniel, che cercando di vendicarsi dei soprusi subiti, ordina al jinn di rubare l'Amuleto di Samarcanda ad un potente mago e si trova in una situazione complicata...
    La trama ben strutturata e il ritmo giusto sono elementi capaci di condurre il lettore, attraverso una Londra affascinante, in un mondo fatto di classi sociali dove i maghi detengono tutto il potere e i Comuni sono sottomessi …
    Lo stile risulta sempre scorrevole , il linguaggio chiaro , simpatica l'idea dei due narratori Nathaniel e Bartimeus con la sua ironia .
    Un libro semplice, piacevole, ironico, frizzante, divertente.

    ha scritto il 

  • 3

    Questi Jin

    Simpatico, ironico e con un buon ritmo narrativo, questo fantasy si fa leggere con piacere. Il target sicuramente è quello degli adolescenti ma in certi momenti è in dubbio che l'autore faccia anche u ...continua

    Simpatico, ironico e con un buon ritmo narrativo, questo fantasy si fa leggere con piacere. Il target sicuramente è quello degli adolescenti ma in certi momenti è in dubbio che l'autore faccia anche una velata satira per adulti legata al mondo della politica.
    Da leggere con gli occhi ben aperti, su tutti i livelli!

    ha scritto il 

  • 4

    simpatico

    Primo libro di una trilogia più un prequel con protagonista Bartimeus, un jinn millenario richiamato per servigi temporanei da un ragazzino apprendista mago. Il giovane ha molta intraprendenza e intel ...continua

    Primo libro di una trilogia più un prequel con protagonista Bartimeus, un jinn millenario richiamato per servigi temporanei da un ragazzino apprendista mago. Il giovane ha molta intraprendenza e intelligenza, ma manca del carisma del demone che, sebbene poco saggio nonostante i secoli di esperienza, si mostra spiritoso e sarcastico quel tanto che basta da far risalire i punti lenti della storia.
    Sono di certo fuori target degli intenti dell'autore, ma l'ho trovata comunque scorrevole e divertente.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantasy + Humor = Bartimeus

    Prima di leggere questo libro, e la completa trilogia di cui fa parte, ero convinto che umorismo e ironia si sposassero poco bene con il genere fantastico. Tutta colpa delle mie esperienze pregresse c ...continua

    Prima di leggere questo libro, e la completa trilogia di cui fa parte, ero convinto che umorismo e ironia si sposassero poco bene con il genere fantastico. Tutta colpa delle mie esperienze pregresse con Terry Pratchett e Douglas Adams. Premetto che per alcuni aspetti i suddetti scrittori sono stati geniali e brillanti (come dimenticarsi di Marvin...alcune sue frasi sono epiche) e sicuramente le loro opere assumono valore se lette dai loro conterranei (ci si imbatte spesso in critiche e sbeggiamenti più o meno velati alla società britannica), ma, suvvia, pretendere che possano piacere a tutti "worldwide" sarebbe un pò come pretendere che i libri della Littizzetto possano sbancare il mercato editoriale americano.
    Jonathan Stroud nella serie di Bartimeus riesce ad inserire tratti di umorismo e comicità in perfetta armonia con il resto della storia. Nessuna forzatura o stonatura...tutto si amalgama perfettamente, anzi le pennellate di humor sono la linfa che Stroud usa per caratterizzare i personaggi e in particolar modo Bartimeus. Devo ammettere che questa caratteristica mi ha colpito positivamente perchè non mi aspettavo che si potesse ottenere un risultato così buono.
    Per quanto riguarda storia, world building e ambientazione ci sono alcuni aspetti molto originali e altri un pò meno, ma tutto sommato questo aspetto non appesantisce la lettura perchè i dialoghi pepati e ricchi di umorismo intelligente sopperiscono alle mancanze o debolezze della trama. La storia in effetti non brilla di colpi di scena ed è piuttosto lineare. Forse con un minimo di sforzo si poteva creare un intreccio un pò più intrigato, cosa che poi in parte avviene nei libri successivi. Probabilmente questo primo capitolo, nella mente dello scrittore, aveva come obiettivo primario quello di introdurre il lettore in questo mondo parallelo e fargli conoscere i tratti caratteristici dei personaggi principali...l'intreccio della storia diventa quindi abbastanza accessorio.
    In sostanza il punto di forza rimane il personaggio Bartimeus...è non è poco. Personaggio delineato molto bene, divertente, spassoso e pungente. Poche volte mi sono imbattuto in personaggi così ben riusciti. Nathaniel, d'altro canto, è un'ottima spalla. La coppia funziona tremendamente bene.
    Fantastica l'idea del bambino prodigio che, riuscendo a sottomettere al suo volere un potentissimo spirito vanitoso e sarcastico, si ritrova invischiato in un gioco di potere più grande di lui rischiando di fare una brutta fine in sua compagnia.

    E' stato un vero piacere leggere questo libro. I successivi capitoli della trilogia sono all'altezza del primo e offrono anche qualcosa di più dal punto di vista dello sviluppo della trama.

    ha scritto il 

  • 3

    «Guarda dove metti le tue vittime! Mi sono slogato un alluce su questa».

    La mia esperienza con questo libro è stata alquanto curiosa. L'ho cominciato armata delle migliori disposizioni e delle più rosee aspettative, e con sollievo e piacere ho avuto modo di notare che più ...continua

    La mia esperienza con questo libro è stata alquanto curiosa. L'ho cominciato armata delle migliori disposizioni e delle più rosee aspettative, e con sollievo e piacere ho avuto modo di notare che più andavo avanti con la lettura più la mia fiducia nella scorrevolezza e nella qualità del romanzo si andava rinsaldando. Ho voltato l'ultima pagina gongolante, pienamente soddisfatta, satolla dell'avventura che Stroud mi aveva gentilmente fornito. Qualche minuto dopo, apro la pagina della recensione qui su Goodreads e mi trovo davanti le cinque stelline vuote, pronte per essere riempite.
    Ed è allora che con enorme sconcerto mi rendo conto di non potergliene assegnare più di tre.

    Come ho già detto, L'amuleto di Samarcanda non è né noioso -anzi- né scritto male né presenta alcun difetto che io possa additare come neo vero e proprio, e questa è un'altra delle ragioni per cui la mia stessa mancanza di entusiasmo mi lascia disorientata, ma non posso negare che la lettura nel suo complesso non ha smosso in me nulla di particolare; dopo aver lasciato passare diverse ore, mi sono addirittura scoperta desolatamente insofferente, e me ne dispiaccio, perché, come ho già detto, stiamo parlando di una storia in cui non riesco ad individuare alcuna pecca definitiva, e che tra l'altro è stata capace di intrattenermi in modo non solo piacevole, ma anche intelligente. Non posso che concludere che mancasse quella scintilla in grado di far esplodere la mia euforia. Per queste ragioni, mi riesce più facile mettere nero su bianco quelli che invece sono i pregi del primo capitolo di questa trilogia.

    In primis abbiamo indubbiamente i personaggi. Non mi riferisco soltanto al jinn Bartimeus, scorbutico, scaltro, sarcastico e divertentissimo, ma anche a Nathaniel. Nelle prime pagine non si può evitare di provare nei suoi confronti una sorta di avversione a pelle: è un bambino orgoglioso, presuntuoso, saccente -e lo mostrerebbe assai di più se solo avesse occasione di praticare a livelli maggiori la sottile arte del contatto umano-, vendicativo e terribilmente determinato. Poi però nel racconto si inserisce una folta schiera di maghi adulti, e allora ci si rende conto che Nathaniel in realtà altro non è che il meno peggio. Eppure non arriva a piacere soltanto per questo: suscita nel lettore una sorta di empatia che è tra le più curiose e complesse che esistano, perché è un'empatia che deriva un po' dal disprezzo, un po' dall'invidia e un po' dalla pietà. Sentiamo di dover biasimare Nathaniel per il modo in cui tratta Bartimeus e i demoni in generale, per la bramosia che dimostra nel volersi vendicare a tutti i costi, per la sconsideratezza di cui fa sfoggio mettendosi contro maghi di gran lunga più potenti di lui e causando tutti quei guai; al contempo, non possiamo fare a meno di ammirarlo per l'astuzia con cui gioca il suo jinn e provare almeno un briciolo di pietà al pensiero delle angherie e dell'indifferenza che ha dovuto sopportare. E' un personaggio che di certo non è stato pensato per risultare facile da amare -al contrario, evidentemente, di quelli che erano i piani per Bartimeus, che è adorabile proprio perché brontolone-, ma che infine si fa amare comunque. Ho un sacco di idee su quali strade potrebbe prendere nei romanzi successivi, e non vedo l'ora di scoprire se qualcuna di queste si avvererà.
    Il resto dei personaggi, in realtà, sono abbastanza piatti. Ognuno ha un suo ruolo e nessuno rientra propriamente in qualche stereotipo, ma nemmeno spiccano. Sono quel che devono essere e fanno quel che devono fare, punto. Tutta l'originalità viene riversata sulle spalle dei riuscitissimi Nat e Bartimeus.

    La trama è ottima, e mi sono piaciuti i flashback di Nat, anche se una prima persona anche da parte sua sarebbe stata molto gradita. Immagino che il secondo avrà parecchio a che fare con la Resistenza, che guarda caso era l'elemento che più m'intrigava e che meno è stato esplorato, almeno finora.

    Sono stata tanto previdente da farmi regalare in anticipo anche i due volumi successivi. Probabilmente in questo momento la mia autoammirazione supera persino quella di Bartimeus.

    ha scritto il 

  • 3

    A malincuore devo dire che non finirò questo libro e che non continuerò la saga. Il motivo è che le parti con Bartimeus sono simpatiche e lui mi piace. Ma credevo fosse un libro diverso, il bambino ov ...continua

    A malincuore devo dire che non finirò questo libro e che non continuerò la saga. Il motivo è che le parti con Bartimeus sono simpatiche e lui mi piace. Ma credevo fosse un libro diverso, il bambino ovvero Nathaniel è sempre smorto nelle sue parti, anche quando parla il maestro al suo posto. E trovo assurdo che ci sia un libro con parti ritmate e parti smorte.

    ha scritto il 

  • 3

    non riesco a dargli più di tre stelline. Perchè? perchè forse mi sono lasciata ingannare dai commenti entusiastici, dalla media altissima delle valutazioni e sono rimasta terribilmente delusa, al punt ...continua

    non riesco a dargli più di tre stelline. Perchè? perchè forse mi sono lasciata ingannare dai commenti entusiastici, dalla media altissima delle valutazioni e sono rimasta terribilmente delusa, al punto che dopo aver letto un centinaio di pagine proprio non riuscivo ad andare avanti e l'ho abbandonato... Il caso ha voluto che una mattina avevo moltissima voglia di leggere ma avevo appena finito un altro libro e allora ho deciso di riprenderlo, convincendomi ad arrivare alla fine... ho rispettato il proposito e l'ho finito, ma la mia opinione è cambiata di poco. Ho trovato la trama abbastanza inconsistente e quel ragazzino mi dava proprio sui nervi!! Quindi mi dispiace, estimatori di Bartimeus, ma per me è no! non lo boccio solo perchè trovo che si sia ripreso un po' sul finale, ma comunque non l'ho trovato assolutamente all'altezza della fama che lo precede!

    ha scritto il 

  • 4

    Divertente!

    "Bisognava rendergliene atto: era un tipo determinato. E anche molto stupido."
    http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/show/43188998-l-amuleto-di-samarcanda-j-stroud-2003-

    ha scritto il 

  • 3

    Discreto

    Ho letto qualche libro di Charlotte Link e devo dire che questo mi ha delusa. Le motivazioni sono soprattutto i personaggi, troppo eccessivi, marcati e la maggior parte di loro statici (tranne un paio ...continua

    Ho letto qualche libro di Charlotte Link e devo dire che questo mi ha delusa. Le motivazioni sono soprattutto i personaggi, troppo eccessivi, marcati e la maggior parte di loro statici (tranne un paio). La cosa brutta è che non si riesce ad entrare nei panni di nessuno di loro, anzi verso alcuni si prova un odio pure, ad esempio verso Janet, una madre e donna irresponsabile (come si fa a lasciare marito e figli malati senza una spiegazione e andare in giro in Inghilterra a cercare il suo ex solo per piacimento suo??), o anche Philip, un uomo totalmente soggiogato. Un'altra cosa negativa è la prevedibilità della storia, si era già capito all'inizio.
    Tutto sommato la storia è abbastanza originale, avvincente, veloce e piena di colpi scena, i paesaggi sono davvero bellissimi.
    In conclusione questo romanzo è decisamente sottotono per questa brava scrittrice anche se è una discreta e facile lettura. Il mio voto finale è 7,5.

    ha scritto il 

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