L'analfabeta

Racconto autobiografico

Di

Editore: Casagrande (Scrittori)

4.0
(809)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 53 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8877134267 | Isbn-13: 9788877134264 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Letizia Bolzani

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Undici capitoli per undici episodi della sua vita, dalla bambina che divora i libri in Ungheria alla scrittura dei primi libri in francese. L'infanzia felice, la povertà del dopoguerra, gli anni di solitudine in collegio, la morte di Stalin, la lingua materna e le lingue nemiche (il tedesco, il russo e in un certo senso anche il francese), la fuga in Austria e l'arrivo a Losanna, profuga con un bebè.
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  • 0

    Black

    Poche pagine da divorare nel nero di una notte illuminata dal reader, mentre arrivano uno dopo l'altro messaggi di auguri.
    E aspetti...

    Sheets of empty canvas untouched sheets of clay

    E decidi. E ti p ...continua

    Poche pagine da divorare nel nero di una notte illuminata dal reader, mentre arrivano uno dopo l'altro messaggi di auguri.
    E aspetti...

    Sheets of empty canvas untouched sheets of clay

    E decidi. E ti perdi.

    Now the air I tasted and breathed has taken a turn

    Il paragone con la Ernaux appena letta è inevitabile e Annie ci fa ancora di più la figura delle stronza. La Ernaux si sbrodola addosso per pagine e pagine credendosi stocazzo. E invece guarda qui con Agota che pulizia, che sintesi, che profondità.

    And now my bitter hands chafe beneath the clouds

    La Ernaux ruba costumi da bagno, mentre la Kristof perde il passato, i genitori, i fratelli, la casa... la lingua madre.
    La Ernaux si crogiola a fare l'intellettuale cercando di convincere se stessa che la sua vita avrà una macchia nera di colpevolezza per una manciata di cazzi che ha toccato a 18 anni, mentre la Kristof scappa con una neonata in braccio e attraversa i confini del suo mondo e del mondo intero.

    The pictures have all been washed in black
    Tattooed everything

    Intanto aspetti un 'regalo', una concessione che non arriverà mai. MAI.
    E la capisci, finalmente (finalmente!), che non è mica vero che l'amore conquista tutto, perchè comunque non è bastato. Non sei bastata.

    Oh, and twisted thoughts that spin
    Round my head
    I'm spinning
    Oh, I'm spinning
    How quick the sun can, drop away

    Non sei bastata.

    And now my bitter hands cradle broken glass
    Of what was everything

    Ed ecco d'un tratto i riferimenti della Trilogia della città di K. Era tutto lì, tutto vissuto.

    All the pictures had all been washed in black
    Tattooed everything

    "Siamo lontani..."
    Che frase di merda da dire a qualcuno che ti sta implorando.

    I know someday you'll have a beautiful life, I know you'll be a star
    In somebody else's sky

    Hai le mani che puzzano di ospedale e disinfettante, di speranza e di sofferenza. Metti tutto in proporzione: il valore di quello che hai appena letto, tutti i tentativi, tutte le ore solitarie in macchina. Adesso che hai smesso di pensare, hai trovato la colonna sonora.

    But why
    Why
    Why can't it be
    Why can't it be mine

    "Arriviamo a Losanna. Veniamo alloggiati in una caserma sulle alture della città, vicino a un campo di calcio. Giovani donne vestite come soldati ci prendono i bambini con sorrisi rassicuranti. Gli uomini e le donne vengono separati per la doccia. Ci portano via i vestiti per disinfettarli.
    Quelli di noi che hanno già vissuto situazioni simili confesseranno più tardi di avere avuto paura."

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire di chi perde la patria? Un dramma. Ma di chi perde oltre alla patria anche la lingua? Una disgrazia di grandi proporzioni, perché la lingua l’abbiamo succhiata con il latte della mamma, con q ...continua

    Che dire di chi perde la patria? Un dramma. Ma di chi perde oltre alla patria anche la lingua? Una disgrazia di grandi proporzioni, perché la lingua l’abbiamo succhiata con il latte della mamma, con quella lingua ci abbiamo ragionato e ci abbiamo vissuto fin da piccoli. Se si tronca questo cordone ombelicale , penso che ci si senta alla fine. Ecco cosa c’è dietro a questo titolo del libro della Kristoff. 11 episodi della sua vita, espressi con il suo stile secco, asciutto, ma di una profondità incredibile!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo questi brevi capitoli che racchiudono alcune pillole della vita dell'autrice, pensavo ad Annie Ernaux, anche lei scrive di sé in modo ruvido, quasi sincopato.

    Fra le due però trovo una grossa ...continua

    Leggendo questi brevi capitoli che racchiudono alcune pillole della vita dell'autrice, pensavo ad Annie Ernaux, anche lei scrive di sé in modo ruvido, quasi sincopato.

    Fra le due però trovo una grossa differenza che mi fa propendere per la Kristof. Quest'ultima scrive in modo sintetico, essenziale ma musicale. Il brivido lungo la schiena viene per il contenuto, non per la scrittura. L'Ernaux invece ha una scrittura volutamente poco fluida, fredda ed essenziale per scelta o per stile personale.
    Mi sento accompagnata e in sintonia con chi scrive senza ridondanze ma non necessariamente a frammenti.
    Ci penserò la prossima volta che leggerò l'Ernaux (e potrebbe essere anche l'ultima).

    ha scritto il 

  • 4

    Non servono troppe pagine a rendere grande un'autore. Ce lo insegna la Kristof in questo breve racconto autobiografico in cui, la sobria eleganza che rende così efficace la sua scrittura, non si sment ...continua

    Non servono troppe pagine a rendere grande un'autore. Ce lo insegna la Kristof in questo breve racconto autobiografico in cui, la sobria eleganza che rende così efficace la sua scrittura, non si smentisce.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che un racconto sono brevi schegge della vita tormentata dell'autrice. L'analfabeta a cui si fa riferimento nel titolo è l'autrice che ha dovuto abbandonare il suo paese e la sua lingua ed imparar ...continua

    Più che un racconto sono brevi schegge della vita tormentata dell'autrice. L'analfabeta a cui si fa riferimento nel titolo è l'autrice che ha dovuto abbandonare il suo paese e la sua lingua ed imparare a scrivere in un'altra lingua per poter dare sfogo alla sua insopprimibile esigenza di scrivere.. Poche pagine ma di grande intensità, dirette e incisive, come il tema di cui si parla nel testo.


    Sto un po' in ansia quando consegno per la prima volta il mio tema raffazzonato al professore
    di letteratura ungherese. Ha grosse sopracciglia nere, fa paura a tutti gli allievi.
    - Kristof, si alzi.
    Mi ridà il tema del giorno prima:
    - Legga.
    Mi alzo, leggo. Mi vergogno. è corto. Molto corto, troppo corto. Quando finisco, il professore dice alla classe:
    - è così che dovete imparare a scrivere. è breve, conciso, essenziale.

    ha scritto il 

  • 5

    Era la prima volta che leggevo Agota Kristof e devo dire che è stata una piacevole scoperta! Il libro, in pochissime pagine, tocca argomenti molto attuali, l'immigrazione, grande dubbio della nostra s ...continua

    Era la prima volta che leggevo Agota Kristof e devo dire che è stata una piacevole scoperta! Il libro, in pochissime pagine, tocca argomenti molto attuali, l'immigrazione, grande dubbio della nostra società è qui presentata in modo molto reale e diretto; credo potremmo prendere d'esempio queste pagine per cercare di capire e magari anche immedesimarci nella vita di una persona che cerca di costruirsi un futuro prendendo una strada irta di avversità! Molti libri non vengono mai presi in considerazione nelle scuole ma credo che questo avrebbe bisogno esserlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge in un soffio.
    Undici essenziali capitoli. Undici sguardi su frammenti di vita.
    Cercavo risposta alla domanda che mi ha accompagnato per tutta la lettura della Trilogia della città di K (e anc ...continua

    Si legge in un soffio.
    Undici essenziali capitoli. Undici sguardi su frammenti di vita.
    Cercavo risposta alla domanda che mi ha accompagnato per tutta la lettura della Trilogia della città di K (e anche di Ieri, a pensarci): da dove arriva tutto questo dolore?

    Cosa c'è della Kristof nei suoi romanzi?
    Tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Critica all'acqua di rose del regime comunista, storia privata di una scrittrice, storia collettiva sul significato dell'emigrazione (valida ancora oggi)., autocelebrazione.
    Tante cose in una cinquant ...continua

    Critica all'acqua di rose del regime comunista, storia privata di una scrittrice, storia collettiva sul significato dell'emigrazione (valida ancora oggi)., autocelebrazione.
    Tante cose in una cinquantina di pagine, tutte trattate piuttosto superficialmente. Poi si, scrive bene.

    ha scritto il 

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