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L'analphabète

Récit Autobiographique

By

Editeur: Editions Zoé

4.0
(708)

Language:Français | Number of pages: 58 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Chi traditional , Italian , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 2881825125 | Isbn-13: 9782881825125 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 4

    "Legge,invece di..."
    "Invece di cosa?"
    Undici momenti della vita di Agota Kristof: uno per ogni capitolo.
    1 - Bambina a scuola con la sua malattia per la scrittura (Esordio).
    2 - Storie inventate che racconta alla nonna e al fratello (Dalla parola alla scrittura).
    3 ...continuer

    "Legge,invece di..."
    "Invece di cosa?"
    Undici momenti della vita di Agota Kristof: uno per ogni capitolo.
    1 - Bambina a scuola con la sua malattia per la scrittura (Esordio).
    2 - Storie inventate che racconta alla nonna e al fratello (Dalla parola alla scrittura).
    3 - Il collegio all'età di quattordici anni (Poesie).
    4 - La fame e il teatro (Clownerie).
    5 - La lingua d'origine, la stessa degli tzigani e le altre (La lingua materna e le lingue nemiche).
    6 - Un giorno di marzo del 1953 in cui "si deve essere tristi per forza" (La morte di Stalin).
    7 - La perdita di appartenenza a un popolo (La memoria).
    8 - Profuga in Svizzera (Gente fuori posto).
    9 - Due stanze a Valangin e il lavoro in fabbrica (Il deserto).
    10- La ricetta per diventare scrittori (Come si diventa scrittori?).
    11- La sfida con la scrittura (L'analfabeta).
    Saperne di più sul vissuto di questa scrittrice, sul suo pensiero, mi invoglia a rileggere "Trilogia della città di K", per decidere se metterlo tra i miei libri preferiti. Angoscianti, ma preferiti.
    Inoltre se leggere "Ja" e altre opere di Thomas Bernhard era nelle mie intenzioni, ora è decisamente una necessità (vedi nota).

    dit le 

  • 5

    La Kristof non si appoggia alle immagini, ai suoni, agli odori; non concede (a se stessa e a noi) questo conforto. La sua scrittura è verbi e nomi: l'essenziale, che è invisibile, ostile, non familiare. Ogni parola, così usata, acquista potenza: evoca e non descrive, apre ferite che si rifiuta di ...continuer

    La Kristof non si appoggia alle immagini, ai suoni, agli odori; non concede (a se stessa e a noi) questo conforto. La sua scrittura è verbi e nomi: l'essenziale, che è invisibile, ostile, non familiare. Ogni parola, così usata, acquista potenza: evoca e non descrive, apre ferite che si rifiuta di guarire. E le poche cose concrete - le arance e il cioccolato distribuiti da sconosciute casalinghe svizzere sul treno degli esuli in arrivo dall'Est nel mezzo dell'inverno - diventano simboli di una salvezza inafferrabile, infinita.

    dit le 

  • 4

    Leggo. E' come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa. Ho quattro anni. La guerra è appena cominciata.
    ...continuer

    Leggo. E' come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa. Ho quattro anni. La guerra è appena cominciata.
    Un incipit folgorante, undici pillole della vita dell'autrice, che, profuga, si dichiara analfabeta perchè non conosce la lingua del paese che la ospita... poche pagine, grandi emozioni.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    " Leggo. E' come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa.
    [...]
    A parte questo orgoglio nonnesco, la mia ...continuer

    " Leggo. E' come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa.
    [...]
    A parte questo orgoglio nonnesco, la mia malattia della lettura mi arrecherà piuttosto rimproveri e disprezzo:
    "Non fa mai niente. Continua a leggere".
    "D'altro non sa far niente".
    "E' l'occupazione più inattiva che ci sia".
    "E' pigrizia".
    E, soprattutto, "Legge, invece di... "
    Invece di cosa?
    "Ci sono tante di quelle cose più utili, non è vero?"
    Ancora adesso, di mattina, quando la casa si svuota e tutti i vicini vanno al lavoro, mi sento un po' in colpa per il fatto di mettermi al tavolo della cucina a leggere i giornali per ore e ore, invece di... di fare le pulizie, di lavare i piatti della sera prima, di andare a fare la spesa, di lavare e stirare i panni, di fare la marmellata o delle torte...
    E soprattutto, soprattutto! Invece di scrivere."

    Potrei essere grata alla Kristof anche solo per quest'incipit: il secondo libro, a così tanti anni di distanza dal mio amato Julien Sorel che si arrampica sul ramo di un albero per leggere indisturbato mentre il padre lo cerca per farlo andare a lavorare nella segheria, a descrivere con tale precisione la sensazione furtiva, proibita, che ha sempre avuto per me la lettura.
    E, nel caso della Kristof, posso ritrovarvi anche il disagio legato allo stigma della lettura imposto in quanto donna, cioè persona che in teoria dovrebbe occuparsi di cose più utili (badate: non più importanti), come fare le pulizie. Comunque sono arrivata alla conclusione che le donne (soprattutto loro!) che mi accusavano di non passare tempo sufficiente a fare i lavori di casa avevano ragione: leggere è l'atto più egoista del mondo, perché è la scelta di dedicare quel prezioso tempo a se stessi e al proprio piacere invece che alle necessità pratiche di qualcun altro (o anche alle proprie, se per questo).

    Tuttavia, questo snello libretto non è solo questo: è il racconto autobiografico della riappropriazione di un'altra lingua (il francese) da parte di una donna diventata "muta" in seguito a emigrazione forzata. Kristof descrive gli eventi con singolare distacco, quasi come se fossero capitati a qualcun altro, oscillando continuamente tra la propria identità passata (ungherese povera e costretta all'emigrazione) e quella presente (scrittrice famosa in tutto il mondo). Per una persona che ha fatto della scrittura il proprio mestiere deve essere terribile essere spogliati al contempo dell'identità linguistica e del proprio lavoro: tuttavia, qui non si riesce a cogliere fino in fondo la drammaticità dell'esperienza perché Kristof è stata tanto tenace da riuscire a dominare il continente sconosciuto che costituisce per noi una lingua straniera, e a farcelo sembrare persino una cosa normale.

    dit le 

  • 4

    Una scrittrice con le palle.

    Perché quanti di noi avrebbero avuto l'umiltà di scrivere la propria biografia in meno di 50 pagine? Questo libro ha confermato la mia idea sull'autrice, che è tutta sostanza e per questo tremendamente potente.

    dit le 

  • 3

    Cinque anni dopo essere giunta in Svizzera parlo il francese, ma continuo a non saperlo leggere. Sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni.
    Conosco le parole. Quando le leggo non le riconosco. Le lettere non corrispondono a niente.

    Scritto bene ed interessante ...continuer

    Cinque anni dopo essere giunta in Svizzera parlo il francese, ma continuo a non saperlo leggere. Sono tornata analfabeta. Io che leggevo già a quattro anni.
    Conosco le parole. Quando le leggo non le riconosco. Le lettere non corrispondono a niente.

    Scritto bene ed interessante, non c'è alcun dubbio, ma è poco più che una tesina, brevi appunti autobiografici.

    dit le 

  • 5

    L'analfabeta
    Agota e' la Scrittrice.
    In questo racconto di sole 50 pagine sono racchiuse tutte le sue emozioni, con una scrittura più lineare , nemo essenziale, racconta liberamente di se.
    E queste pagine, poche pagine , diventano la storia della sua vita con una insuperabile c ...continuer

    L'analfabeta
    Agota e' la Scrittrice.
    In questo racconto di sole 50 pagine sono racchiuse tutte le sue emozioni, con una scrittura più lineare , nemo essenziale, racconta liberamente di se.
    E queste pagine, poche pagine , diventano la storia della sua vita con una insuperabile coralità. Bello veramente bello.

    dit le 

  • 4

    L'imperativo dell'alfabetismo

    Riscoprirsi analfabeta ormai da adulta con dentro l'anima il bisogno di scrivere, parlare, raccontare al mondo: questo è ciò che la Kristof vive sulla propria pelle. E proprio questa incapacità nel comunicare le fa capire quanto per lei e per noi sia importante tornare nel mondo, nella vita socia ...continuer

    Riscoprirsi analfabeta ormai da adulta con dentro l'anima il bisogno di scrivere, parlare, raccontare al mondo: questo è ciò che la Kristof vive sulla propria pelle. E proprio questa incapacità nel comunicare le fa capire quanto per lei e per noi sia importante tornare nel mondo, nella vita sociale ed imparare a comunicare, veramente ed efficacemente: dalla morte alla vita.

    dit le 

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