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L'angelo delle tenebre

Di

Editore: Mondadori (Omnibus)

3.8
(156)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 659 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804458577 | Isbn-13: 9788804458579 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piero Spinelli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    L’angelo delle tenebre di Carr è qualcosa di superlativo.
    Un’ambientazione curata ma mai prolissa o pedante, un linguaggio ricercato ma che fila veloce come Bartali e non fa assolutamente sentire la mole di pagine che ci si ha davanti.
    Una storia forte popolata di personaggi che spicc ...continua

    L’angelo delle tenebre di Carr è qualcosa di superlativo.
    Un’ambientazione curata ma mai prolissa o pedante, un linguaggio ricercato ma che fila veloce come Bartali e non fa assolutamente sentire la mole di pagine che ci si ha davanti.
    Una storia forte popolata di personaggi che spiccano quasi in 3D. La cosa che colpisce è la capacità di Carr di delineare in modo preciso anche i personaggi secondari. Di questi ultimi alcuni sono eccezionali, anche solo con poche pennellate l’autore è in grado di farteli immaginare ed avere la certezza che li ha così bene in mente che potrebbe scrivere un romanzo intero per ognuno.
    Eguaglia, se non supera, L’Alienista, per me, fosse anche solo per il fatto che non fa rimpiangere il primo romanzo ma lo esalta, lo completa e ti fa venir voglia di leggerne ancora.
    Poi, se non vi piace l’atmosfera di fine ‘800 descritta con dedizione, se leggete solo libri dalle 150 pagine a scendere, anche se non c’è assolutamente nulla di male in questo, avete due scelte: o saltate l’ostacolo (e giuro che cadrete sul morbido e in piedi) o vi perdete un’occasione. Ma infondo la vita è costellata di occasioni perse

    ha scritto il 

  • 5

    Ripreso e riletto dopo quasi 13 anni (il mio database data la prima lettura al settembre 2001), il piacere è quasi lo stesso, se non maggiore. È uno di quei libri che va letto senza fretta, senza la frenesia dei thriller contemporanei, ma assaporando e apprezzando ogni dettaglio storico che Caleb ...continua

    Ripreso e riletto dopo quasi 13 anni (il mio database data la prima lettura al settembre 2001), il piacere è quasi lo stesso, se non maggiore. È uno di quei libri che va letto senza fretta, senza la frenesia dei thriller contemporanei, ma assaporando e apprezzando ogni dettaglio storico che Caleb Carr descrive così bene. Sembra di averla davanti agli occhi quella New York di fine '800 e il desiderio di tornare indietro nel tempo per poterla vedere dal vivo è intenso.
    La figura sempre molto attuale di Libby Hatch fa venire in ment molti casi di cronaca nera recente in cui ci si chiede se davvero l'assassino è un mostro malato di mente o se sono più realistiche le teorie del dottor Kreizler. Ci sarebbe molto da riflettere e discutere.

    ha scritto il 

  • 4

    Apprezzabile l'opera narrativa..

    ..un po' pesante lo stile.
    L'alienista era scritto (nella finzione) da un giornalista di mestiere e aveva uno stile affascinante, questo è scritto da un tabaccaio illetterato e lo stile rispecchia la cultura del personaggio, ma il risultato è piuttosto pesante, anche se la storia rimane est ...continua

    ..un po' pesante lo stile.
    L'alienista era scritto (nella finzione) da un giornalista di mestiere e aveva uno stile affascinante, questo è scritto da un tabaccaio illetterato e lo stile rispecchia la cultura del personaggio, ma il risultato è piuttosto pesante, anche se la storia rimane estremamente valida!

    ha scritto il 

  • 5

    L’Alienista e la sua squadra indagano ancora

    Caleb Carr sa come appassionare il lettore e farlo partecipe di quello che racconta; chi ha letto il suo primo libro, “L’alienista”, si sente come invitato ad una riunione di vecchi amici, dove si incontrano di nuovo le persone con cui si sono vissuti giorni e avventure indimenticabili.
    L’a ...continua

    Caleb Carr sa come appassionare il lettore e farlo partecipe di quello che racconta; chi ha letto il suo primo libro, “L’alienista”, si sente come invitato ad una riunione di vecchi amici, dove si incontrano di nuovo le persone con cui si sono vissuti giorni e avventure indimenticabili.
    L’autore ha la capacità di far rivivere al lettore l’esperienza della New York di fine ‘800, bastano poche pagine per essere immersi in questa nuova avventura, qui narrata da Steve per una scommessa con il giornalista John Moore, che aveva raccontato gli eventi del precedente romanzo.
    Le descrizioni dettagliate sono parte integrante della storia, gli aspetti psicologici della vicenda sono presenti in tutta la narrazione ed il ritorno di Laszlo non delude le aspettative.

    E’ una piacevole sensazione rivedere la squadra al completo quando si riunisce davanti alla lavagna per ipotizzare le diverse teorie di indagine. Passo dopo passo, Carr sa raccontare ambienti, situazioni e sensazioni dei singoli personaggi, facendo vivere il libro al lettore come facesse parte lui stesso della squadra investigativa.
    Voglio citare per nome i componenti della squadra, che si rivelano tutti co-protagonisti dei due romanzi scritti da Carr: il dottor Laszlo Kreizler (l'alienista), Sara Howard, Marcus e Lucius Isaacson, John Moore, Cyrus Montrose, Steve Taggert.

    Quando si inizia a leggere questo libro si è tentati di pensare che l’autore, dopo tutto quello che ha così ben raffigurato ne “L’alienista”, non potrà che ripetere quanto già scritto, perché, oltre ai personaggi, anche l’ambientazione e l’epoca degli avvenimenti sono gli stessi.
    Invece no: Carr sa inventare una storia profondamente diversa, ma non meno interessante di quella dell’esordio.
    Differenti sono le caratteristiche della storia, diversi sono i moventi che spingono all’azione sia gli investigatori sia il colpevole, anche se tutto viene esaminato sotto la stessa fine e acuta analisi psicologica a cui l’autore ci ha abituato e che rimane l’impronta personale dei suoi romanzi.

    Come sempre i colpi di scena, mai esagerati (anzi molto realistici), sono dosati in maniera efficace e, con l’aggiunta dei nuovi personaggi, anche l’indagine assume una differente impronta (cito ad esempio l'originale "foto segnaletica", l'analisi balistica dei due Isaacson e il processo in tribunale).
    Il romanzo secondo me è paragonabile a "L'alienista" e anche l'aspetto del romanzo d'avventura, di cui a volte si sente il "sapore", è utile a stemperare la drammaticità dell'indagine.

    Il dibattimento in tribunale, dove Carr fa agire un personaggio che è realmente esistito (Clarence Darrow, 1857-1938), è raccontato con efficacia ed al lettore pare di essere seduto in prima fila a pianificare gli interventi e a soffrire con i protagonisti durante tutta la durata del processo.

    Uno dei meriti dell'autore è di essersi reso conto che, dopo due successi editoriali, non ci potesse essere spazio per un terzo libro. Caleb Carr, a differenza di altri scrittori che, a corto di idee, sanno solo riproporre le stesse situazioni (anche con personaggi diversi), ha saputo chiudere con accuratezza questa che è un po' la "seconda parte" de "L'Alienista".
    La conclusione è perfetta se si considera il fatto che la storia è stata "scritta" e narrata da Steve.

    "L'angelo delle tenebre" è un libro che conduce il lettore per mano verso la fine e, quando sei all'ultima pagina, ti dispiace di non poter ancora condividere con Laszlo, Sara, Lucius, Marcus, John, Cyrus e Steve i loro pensieri, le loro avventure e tutto quello che hai imparato sulla psicologia degli esseri umani.
    Si stenta a capire perché questo romanzo, ormai quasi introvabile, non sia più in catalogo negli Oscar Mondadori Bestsellers.

    ha scritto il 

  • 5

    Amore per sempre dalla mamma.

    New York 1897. La figlia di un diplomatico spagnolo viene rapita in pieno giorno in un luogo pubblico. La madre sconvolta chiede aiuto a Mrs Howard, la nostra eroina investigatrice che a sua volta conivolge tutta la squadra al completo. Ritroviamo il Dott. Kreizler, Mr Moore, i fratelli sergenti ...continua

    New York 1897. La figlia di un diplomatico spagnolo viene rapita in pieno giorno in un luogo pubblico. La madre sconvolta chiede aiuto a Mrs Howard, la nostra eroina investigatrice che a sua volta conivolge tutta la squadra al completo. Ritroviamo il Dott. Kreizler, Mr Moore, i fratelli sergenti Isaacson, Stevie e Cyrus. Le indagini iniziano in sordina a causa della delicata situazione tra la Spagna e gli Stati Uniti stessi, un passo falso potrebbe scatenare un conflitto. E infatti in un primo momento il sospetto è che dietro a questo rapimeto ci possano essere gruppo di guerrafondai, ma la verità è un altra, ed è agghiacciante.
    Caleb Carr non è uno scrittore, è un ipnotista. Il suo modo di scrivere, di approfondire ogni particolare fino a farci sentire parte integrante della storia, non ci permette di fermarci nella lettura, alla fine di ogni capitolo sentiamo il bisogno di sapere cosa succede nel successivo fino al momento in cui arriviamo con grande soddisfazione alla fine della storia. Nel L'angelo delle Tenebre, Carr da vita al personaggio femminile più cattivo e malvagio, furbo e intelligente, seducente e amorevole, affettuoso e crudele che si sia mai visto o meglio che io mi ricordi di aver mai letto. Oltre ai personaggi gia presenti ne L'Alienista (di cui questo libro è il seguito) se ne aggiungono altri più o meno importanti che ci conquistano in egual maniera. Cinque stelle piene perchè questo è un capolavoro e mi stupisco veramente di come uno scrittore di questa levatura non abbia il giusto consenso mentre vengono portati in palmo di mano autori di cosidetti best seller che appena hai finito di leggere già ti sei dimenticato la storia.

    ha scritto il 

  • 5

    (*****)
    Al pari de L’Alienista questo seguito mi è piaciuto molto.Tanto che restituisco a malincuore il libro preso in biblioteca e lo rimetto nella wishlist, nella speranza che prima o poi riesca a trovarne una copia da conservare.
    Torniamo nella New York del 1897 con tutti i protago ...continua

    (*****)
    Al pari de L’Alienista questo seguito mi è piaciuto molto.Tanto che restituisco a malincuore il libro preso in biblioteca e lo rimetto nella wishlist, nella speranza che prima o poi riesca a trovarne una copia da conservare.
    Torniamo nella New York del 1897 con tutti i protagonisti conosciuti precedentemente. Narra la storia Stevie, in base ad una scommessa fatta con Mr. Moore che non lo ritiene capace di poter scrivere i fatti accaduti durante il caso Libby Hatch.
    Questa volta ho anche apprezzato che all’interno della copertina ci fosse una carta geografica della zona, per poter idealizzare meglio anche la storia dell’epoca, sempre ben descritta.
    Ho amato di nuovo tutti i personaggi: l’irriverente Mr. Moore, i divertenti ma competenti fratelli Lucius e Marcus, la coraggiosa Sara, il buon Cyrus, l’impavido Stevie, e l’affascinante personaggio di Mr. Theodore Roosvelt e il grandissimo Dr. Laszlo Kreizler. Per non parlare dei nuovi personaggi come Mr. Pincton, El Nino….
    Protagonista in negativo questa volta è una donna e i suoi efferati delitti, e la conseguente analisi che non riconosceva che una donna potesse essere in grado di perpetrare tali atti, a maggior ragione su bambini, in quell’epoca specifica.
    La storia si evolve poco a poco, a volte Stevie ci distrae con descrizioni che comunque non infastidiscono la lettura, ma anzi, ci fanno conoscere approfonditamente i personaggi e la vita di quell’epoca. E la storia sembra prendere diverse strade, tutte comunque arrivano a convergere sulla persona di Libby/Elspeth dalla personalità affascinante, misteriosa e non per ultimo, diabolica.
    Mi è venuto spontaneo, a fine lettura, riflettere sulle similitudini che una storia del genere possa avere con certuni fatti avvenuti nella nostra epoca. A come talvolta siamo propensi a pensare che una madre non possa fare nulla di male ai propri figli. Ma prima di essere una donna, è comunque un essere umano, con istinti che man mano crescono e si forgiano sulle proprio esperienze personali. Tanto nel 1897 tanto in quest’era moderna.

    ha scritto il 

  • 5

    UN SEQUEL STREPITOSO

    Già, perchè CALEB CARR non viene più tradotto in Italiano? Non lo sappiamo, non credo però per problemi di vendite. Sia come sia, il sequel de L'Alienista è un romanzo scritto divinamente con uno stile elegante che rimanda ai classici della letteratura: da DICKENS e STEVENSON ci trovate dentro di ...continua

    Già, perchè CALEB CARR non viene più tradotto in Italiano? Non lo sappiamo, non credo però per problemi di vendite. Sia come sia, il sequel de L'Alienista è un romanzo scritto divinamente con uno stile elegante che rimanda ai classici della letteratura: da DICKENS e STEVENSON ci trovate dentro di tutto. Caratterizzazioni dei personaggi quanto mai curate, ambientazione affascinante e attendibile fino al dettaglio, intreccio della storia efficace, incedere narrativo epico e raffinato, insomma Carr è proprio un autore raro che ha pubblicato in tempi relativamente recenti anche un'avventura autorizzata di Sherlock Holmes, giusto per far capire - ma ce n'era bisogno? - da che parte tira il vento. Un grande autore. Punto. Speriamo che qualcuno si degni di tradurre THE ITALIAN SECRETARY in ...Italiano eh eh. Qualche copia il vecchio Carr secondo me la vende ancora.

    ha scritto il