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L'anima del male

Di

Editore: Sonzogno

3.9
(314)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 475 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 884541194X | Isbn-13: 9788845411946 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Zucca

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Crime , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Portland, Oregon, ai giorni nostri. Una serie di efferati omicidi che vedono vittime giovani donne sconvolge la città. Delle indagini si sta occupando l'ispettore Brolin, che ha lasciato l'incarico di profiler all'FBI perché desiderava un po' di azione. Di azione ne avrà fin troppa, considerate le caratteristiche dei delitti: le vittime hanno tutte le mani tagliate di netto e il viso sfigurato da un acido. Brolin è davanti a un dilemma: si tratta del parto della mente di un serial killer o piuttosto sono omicidi rituali di una setta satanica? Quando una studentessa di psicologia scompare nel nulla e sembra destinata allo stesso tragico destino, il poliziotto sa che deve fermare l'allucinante striscia di sangue che imbratta le strade di Portland.
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  • 4

    La morte disturba...non piace.

    “L’anima del male” è il primo romanzo della cosidetta “trilogia del male” , cui fanno rispettivamente seguito “In tenebris” e “Il veleno del ragno”, scriitto dall’esordiente autore francese Maxime Cha ...continua

    “L’anima del male” è il primo romanzo della cosidetta “trilogia del male” , cui fanno rispettivamente seguito “In tenebris” e “Il veleno del ragno”, scriitto dall’esordiente autore francese Maxime Chattam.
    La narrativa genere thriller-noir ha luogo a Portland, Oregon (U.S.A.) e ha come protagonista un ispettore della polizia locale, Joshua Brolin ex agente F.B.I. trasferito, ancor giovane e in maniera insolita, a occuparsi dei crimini circoscritti in una piccola area di giurisdizione. Una vicenda riguardante un serial killer che ha un modus operandi al di fuori di ogni comprensione razionale che agisce in maniera orrenda infierendo sulle proprie vittime, tutte donne di bella presenza, e lasciando una particolare firma con richiami ai versi e all’oscuro significato del canto dell’Inferno della Divina Commedia.
    Accadimenti efferati e complessi che inducono le investigazioni, guidate dall’ispettore Brolin, a un accurato e profondo studio del profilo psicologico dell’assassino che va al di là di quanto già schedato negli archivi delle molteplici polizie locali e dell’agenzia nazionale investigativa. Il pathos è continuo e assicurato; molte sono le piste seguite ma tutte conducono a un vicolo cieco in relazione al susseguirsi di colpi di scena che richiedono una ripartenza delle indagini. La scienza forense, l’anatomopatologia e la strumentazione tecnica, fanno parte integrante e fondamentale per la risoluzione, almeno temporanea, e l’individuazione del folle serial killer.
    Ma da dove scaturisce il male? E’ insito in ogni essere umano? Ci sono delle situazioni particolari e/o scatenanti che possono trasformare anche il più tranquillo individuo in una macchina di violenza? Sono queste, e tante altre, le domande che affliggono le indagini di Brolin e che lo portano a soffermarsi su lunghe riflessioni sull’animo umano e su cosa possa celare la nostra mente che spesso sconfina in un universo parallelo di cui non conosciamo la struttura e i suoi limiti.

    ha scritto il 

  • 5

    mi piaccio cosí

    A volte mi sono chiesto se avessi bisogno di uno psicoterapeuta. Tutta questa preoccupante morbosa ricerca del macabro, la voglia di leggere pagine insanguinate e quasi tifare per un uomo sadico che n ...continua

    A volte mi sono chiesto se avessi bisogno di uno psicoterapeuta. Tutta questa preoccupante morbosa ricerca del macabro, la voglia di leggere pagine insanguinate e quasi tifare per un uomo sadico che non si fa scrupoli a realizzare incubi. Poi ho scoperto che siamo in tanti, un club assortito e mi son tranquillizzato perché può darsi CHE TU sei peggio di me. L'anima del male di Chattam é pane per i nostri denti, caro lettore di thriller.

    ha scritto il 

  • 2

    L'anima del male è un libro pieno di idee che non vengono sfruttate e approfondite. C'è un poco di tutto fra gli stereotipi del genere serial killer e per oltre metà libro Chattam coinvolge il lettor ...continua

    L'anima del male è un libro pieno di idee che non vengono sfruttate e approfondite. C'è un poco di tutto fra gli stereotipi del genere serial killer e per oltre metà libro Chattam coinvolge il lettore forse indugiando troppo sui lati splatter. Tutto questo lavoro di costruzione per arrivare a risolvere tutto il mistero nel giro di 30 pagine lascia abbastanza stupiti e amareggiati. Il lato psicologico del thriller è inoltre molto precario e poco funzionante. Per questo genere molto meglio rivolgersi verso Deaver o Grangé.

    ha scritto il 

  • 3

    Portland Oregon autunno 1999
    Non diciamo copiato ma attinto a diversi autori si, la parte tecnica mi è piaciuta ma per il resto troppo di troppo
    Ed il finale mi ha deluso ma forse non poteva finire al ...continua

    Portland Oregon autunno 1999
    Non diciamo copiato ma attinto a diversi autori si, la parte tecnica mi è piaciuta ma per il resto troppo di troppo
    Ed il finale mi ha deluso ma forse non poteva finire altrimenti, per dare un carattere mainconico al giulivo Brolin

    ha scritto il 

  • 4

    Thriller avvincente anche se un po' convenzionale che tiene abbastanza incollati alla storia pero' ha per me due "difetti" che hanno fatto scendere un po' il livello e sono

    SPOILER

    - il modus operandi ...continua

    Thriller avvincente anche se un po' convenzionale che tiene abbastanza incollati alla storia pero' ha per me due "difetti" che hanno fatto scendere un po' il livello e sono

    SPOILER

    - il modus operandi del killer mi è sembrato un mix fra Il silenzio degli innocenti e Psyco (per il discorso madre)
    - mi ha un po' infastidito la storiella da Armony fra la bella ed intelligente superstite e il commissario bello come un surfista che casualmente vivevano da eremiti ed insieme scoprono l'amore...mi sembra tutto troppo finto, troppo banale..

    ha scritto il 

  • 4

    E' straordinario constatare talvolta la potenza delle emozioni, come quando i nostri sentimenti prendono il sopravvento sulle percezioni e riescono a dilatare il tempo fino a strapparci alla sua impla ...continua

    E' straordinario constatare talvolta la potenza delle emozioni, come quando i nostri sentimenti prendono il sopravvento sulle percezioni e riescono a dilatare il tempo fino a strapparci alla sua implacabile corrente per ridurla alla stregua di un elemento remoto e senza presa sulla nostra esistenza.(..)
    http://contornidinoir.blogspot.it/2013/06/maxime-chattam-lanima-del-male.html

    ha scritto il 

  • 4

    Morte e sangue a Portland

    Un romanzo scritto benissimo e assolutamente agghiacciante. Il background dello scrittore si sente lontano un miglio e ogni più piccolo particolare viene sviscerato dando una sensazione di realismo ch ...continua

    Un romanzo scritto benissimo e assolutamente agghiacciante. Il background dello scrittore si sente lontano un miglio e ogni più piccolo particolare viene sviscerato dando una sensazione di realismo che confonde. Esistono davvero queste entità? L'uomo può arrivare a tanto?
    Chattam, attraverso il suo formidabile e tristissimo Brolin, ci giuda in una storia che tocca il primo gradino del male: l'orrore risiede dentro di noi o deriva e trascende dalla nostra cultura?
    Non ho trovato grandi difetti se non la prolissità di alcune spiegazioni scientifiche che a volte risultano pedanti. La scrittua di Chattam è buona che si legge che è un piacere.
    A me che sono un amante del''horror non può non piacere il continuo riferimento ad autori di genere e lo sfondo "maledetto" dell'opera.
    Il finale aperto questa volta non lascia dubbi: leggere il secondo capitolo della trilogia del male.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è che mi sia piaciuto tantissimo...
    Le scene sono agghiaccianti ma non si sofferma troppo per fortuna...
    Il protagonista Joshua, l'agente ex FBI mi sembra uno di quei bravi ragazzi che sanno tutto ...continua

    Non è che mi sia piaciuto tantissimo...
    Le scene sono agghiaccianti ma non si sofferma troppo per fortuna...
    Il protagonista Joshua, l'agente ex FBI mi sembra uno di quei bravi ragazzi che sanno tutto; infatti mi ha un po' annoiata tutte le descrizioni delle procedure anche se interessanti.
    Certo che è un po' assurdo che si mettano a cercare in biblioteca non solo le citazioni di Dante ma pure le spiegazioni delle sostanze chimiche (il carbonato di potassio ) e chiedano a chiunque per cosa servano..bastava Internet...

    Juliette mi è simpatica...ma

    SPOILER
    le mettono di guardia due agenti..per proteggerla; e poi all’ultimo le è venuto in mente di ritornare in quel posto, per togliersi le paure???....: invece di tornarsene a casa tranquilla ad elaborare il dolore per la perdita subita...è andata proprio in bocca al lupo solo che il lupo non è crepato!!! che rabbia..mi era dispiaciuto...
    FINE SPOILER

    Molto suggestivi i posti di Portland:i boschi, le montagne, natura selvaggia descritte molto bene poeticamente...solo che si è dilungato troppo nella prima parte.
    A proposito di Dant,.secondo me Chattam ha fatto notare le lacune culturali degli americani;infatti loro non conoscono la letteratura estera e soprattutto quella italiana o per lo meno solo pochissime basi..
    In questo libro c’è proprio l’incarnazione del Male, il male nato fine a se stesso senza movente!
    Per un po’sono un po' satura di leggere del Male, di killer seriali...di torture..di mutilazioni...

    ha scritto il