Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

L'anno dei dodici inverni

Di

Editore: Einaudi

3.9
(381)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8806200674 | Isbn-13: 9788806200671 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

Ti piace L'anno dei dodici inverni?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
1982. In un freddo pomeriggio di gennaio, un vecchio bussa alla porta di villa Grandi. Ha una bizzarra proposta da fare ai giovani sposi Emilio ed Esther, da poco diventati genitori. Sta conducendo una ricerca sui bambini nati in quella zona il giorno di Natale, proprio come la loro piccola Chiara. Tornerà dai Grandi una volta all'anno, ogni inverno e solo per qualche ora, per raccogliere informazioni sulla bambina e, forse, scrivere un libro su di lei. Ma chi è in realtà l'uomo che si fa chiamare Emanuele Libonati, e che un anno dopo l'altro diventa amico dei suoi ospiti, tanto da raccoglierne le confessioni più intime? Qual è il vero motivo del suo interesse per Chiara e per la sua famiglia? E soprattutto, come fa a sapere tante cose sul futuro?
In quello stesso anno, un ragazzo brillante e confuso intraprende a tentoni la sua strada nel mondo, una strada che presto si rivelerà un vicolo cieco.
Ma alzando lo sguardo, a saperla cogliere, c'è la possibilità - per lui e per tutti i protagonisti di questa storia - di porre rimedio agli errori commessi.
Anche per l'anziano poeta che nella Londra del 2028 - resa irriconoscibile da una guerra che sembra tanto un videogioco - chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba, con un progetto in testa covato per vent'anni...
Scritto in una lingua intensa e malinconica, il nuovo romanzo di Tullio Avoledo s'interroga sulla ferocia dei sentimenti e sulle conseguenze dei gesti compiuti da ciascuno di noi - più o meno consapevolmente - un giorno dopo l'altro. Davanti agli occhi stupefatti del lettore si dispiega la folle cronaca dei nostri anni recenti, filtrati da una vicenda in cui i legami famigliari s'intrecciano con le storie di fantascienza raccontate da Philip Dick, e le mille problematiche dell'adolescenza diventano un tutt'uno con l'adorazione quasi isterica per un'icona come Lady D.
Storia dopo storia, si disegna un mondo in cui la colpa e la redenzione, il passato e il futuro, non hanno un rapporto di causa ed effetto ma convivono, assurdamente, nello stesso istante.

Il protagonista dell'Anno dei dodici inverni è un uomo disposto a giocarsi tutto, per amore. Anche a tornare indietro nel tempo per disfare la trama delle cose, pur sapendo bene che «quando fai uno scambio, da qualche parte guadagni e da qualche altra ci perdi».
Un romanzo che intreccia tre storie lontane in modo esatto e imprevedibile, grazie alla forza di una narrazione che sembra accordarsi - pagina dopo pagina - al respiro di chi legge.
Ordina per
  • 4

    Estroso

    Come salire su una barca, sapendo dell'itinerario e consci che sarà una bella escursione...anche se poi avverranno impreviste deviazioni che però saranno comunque piacevoli e ben accette. Sentimenti, rapporti di coppia, solitudini, rimorsi...scivolano via in questo romanzo preparandoci a un final ...continua

    Come salire su una barca, sapendo dell'itinerario e consci che sarà una bella escursione...anche se poi avverranno impreviste deviazioni che però saranno comunque piacevoli e ben accette. Sentimenti, rapporti di coppia, solitudini, rimorsi...scivolano via in questo romanzo preparandoci a un finale che ci sorprenderà (forse) e dove non sarà facile non ricordare l'ottimo Asimov.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo libro è diviso in più parti... La parte iniziale, che arriva fino circa metà romanzo, mi è piaciuta molto. Non si capisce bene chi sia il protagonista, anche se si intuisce che sia un viaggiatore del tempo. Non si capisce bene per quale motivo si trova a voler tornare indietro negli anni. ...continua

    Questo libro è diviso in più parti... La parte iniziale, che arriva fino circa metà romanzo, mi è piaciuta molto. Non si capisce bene chi sia il protagonista, anche se si intuisce che sia un viaggiatore del tempo. Non si capisce bene per quale motivo si trova a voler tornare indietro negli anni. E questa è stata forse la parte che mi è piaciuta di più. A un certo punto però, l'atmosfera del libro cambia, ci si sposta in un altro luogo, con altri personaggi e il protagonista scompare. Non si capisce chi siano quei personaggi, cosa stiano a significare (ma si sa che in qualche modo devono avere un senso nella storia, un senso che verrà svelato solo alla fine).
    L'atmosfera cambia per la terza volta. Siamo nel presente (il futuro per noi), il vero mondo del protagonista. E qui i nodi iniziano a dipanarsi (ma a mio avviso, questa parte è anche la più noiosa del libro, quella che mi ha fatto diminuire il giudizio finale). La storia si riprende quando "l'uomo che si faceva chiamare Emanuele Libonati" inizia a raccontare il suo passato. Fino alla fine rimane un libro piacevole, per molti versi molto triste ma anche molto sereno, un misto di amore, angoscia e tenerezza che è difficile da spiegare. E' un libro molto alla "Butterfly effect", forse nulla di nuovo, ma molto interessante e di piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche momento di stanca, ma poi si fa leggere

    Qualche anno fa avevo letto l'Elenco Telefonico di Atlantide dello stesso autore, e ne serbavo un buon ricordo. Per cui mi era rimasta la curiositá di leggere anche questo. Il principio é avvolgente, come se dovesse accadere qualcosa lí per lí, poi la trama si fa piu complessa e meno facile da se ...continua

    Qualche anno fa avevo letto l'Elenco Telefonico di Atlantide dello stesso autore, e ne serbavo un buon ricordo. Per cui mi era rimasta la curiositá di leggere anche questo. Il principio é avvolgente, come se dovesse accadere qualcosa lí per lí, poi la trama si fa piu complessa e meno facile da seguire. Ma non dura molto perché poi il ritmo si rifá incessante fino alla fine. Devo dire: un pó tirato il discorso su Philip K. Dick - ma se vuoi dare una logica all'illogico da qualche parte devi cadere - ma alla fine ci sta, non pesa troppo. Nel complesso quindi, se avete voglia di infilarvi in universi paralleli e multidimensioni, questo é il libro che fa per voi..

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se a volte ho fatto difficoltà a seguire tutti i passaggi, Avoledo è riuscito a creare atmosfere magnifiche e a trasmettere un grande messaggio d'amore. Un libro che ti lascia con un senso di leggerezza e pesantezza insieme, che sembra volare

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di più...

    ...da una simile idea. Ben scritto, come di consueto (anche se non al livello di altri romanzi dello stesso autore). Le mie personalissime osservazioni critiche: troppo lunga la parte centrale sull'incontro con il giovane Eric, sfiora la noia; troppo "malata" Chiara per innamorarsene in quel modo ...continua

    ...da una simile idea. Ben scritto, come di consueto (anche se non al livello di altri romanzi dello stesso autore). Le mie personalissime osservazioni critiche: troppo lunga la parte centrale sull'incontro con il giovane Eric, sfiora la noia; troppo "malata" Chiara per innamorarsene in quel modo (ma qui il giudizio umanamente è sospeso), forse un po' troppo grottesca la chiesa del Santo Filippo e infine, e questo è quel che più mi preme, la mia visione laica mi stimola una sensazione di pesantezza derivante dalle contine metafore a carattere cattolico, fra corone di spine, segni della croce e quant'altro. Non a caso l'amore del protagonista è pura assistenza. Finale, a ben leggere, aperto in stile Avoledo. Ripeto: mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • 4

    "-È che la saggezza dei vecchi è un’invenzione, credimi. Si diventa solo più lenti. Meno reattivi. E poi ti capitano, non so, come delle scalmane. Non saprei in che altro modo chiamarle.
    – Scalmane?
    – La voglia di prendere a pugni le cose, la vita. Di farle capire chi comanda."

    ha scritto il 

  • 5

    Storia Avvincente

    Il libro è molto avvincente. Una trama così ben fatta capita di rado, soprattutto perché è sempre inaspettata, pur avvitandosi sul tempo passato, quindi già conosciuto. Ma l'esito, come spesso nei libri di T.A., sta nel tempo futuro. Giocando però l'intera partita nel tempo presente.
    Ottimo ...continua

    Il libro è molto avvincente. Una trama così ben fatta capita di rado, soprattutto perché è sempre inaspettata, pur avvitandosi sul tempo passato, quindi già conosciuto. Ma l'esito, come spesso nei libri di T.A., sta nel tempo futuro. Giocando però l'intera partita nel tempo presente.
    Ottimo ma non è un libro semplice, per apprezzare alcuni momenti ho dovuto rileggere alcune parti.

    ha scritto il