L'anno del contagio

Di

Editore: Nord (Narrativa 59)

3.9
(306)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 573 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8842908789 | Isbn-13: 9788842908784 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Annarita Guarnieri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Per la giovane Kivrin, che si prepara a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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  • 2

    Prolisso!

    1992 anno di scrittura del libro
    2054 ambientazione nel futuro
    1300 circa quello nel passato
    2017 anno di lettura.

    Ora partendo da queste date, ho trovato poco plausibile il 'futuro', il mio primo cel ...continua

    1992 anno di scrittura del libro
    2054 ambientazione nel futuro
    1300 circa quello nel passato
    2017 anno di lettura.

    Ora partendo da queste date, ho trovato poco plausibile il 'futuro', il mio primo cellulare risale al 1994, e non ero tra i primissimi ad averlo credo che in Italia circolasse fra la gente 'media' già dal 1993, ora l'autrice mi vuol far credere che in Inghilterra nel 1992 non aveva la possibilità di immaginarsi che in un ipotetico futuro ci fosse quell'aggeggio nelle mani di tutti? Perché inizio da questa inezia? perché quasi 600 pagine di gente che vive nel 2054, fa viaggi nel tempo come nulla fosse, e che fa la fila al telefono pubblico non l'ho proprio tollerata!
    Passiamo alle cose gravi, la PROLISSITA'!!! parole, parole, parole, infinite, inutili, indigeste, e i suonatori di campane??? vogliamo parlarne? anche, no!!! l'autrice ci ha frantumato gli zebedei per tutto il libro!
    Sulla parte medievale pure ci sarebbe da dire ma meno che sulla parte futurista.
    Si legge pure con piacevolezza ma alla fine è pieno di pochezza...
    Il finale senza un epilogo poi...

    5--/10

    ha scritto il 

  • 1

    in questo libro sono tutti molto impegnati a non esserci. in pratica è un saggio sulla non reperibilità. in compenso, tutto è spiegato tre, quattro, cinque volte, nel caso anche il lettore fosse non r ...continua

    in questo libro sono tutti molto impegnati a non esserci. in pratica è un saggio sulla non reperibilità. in compenso, tutto è spiegato tre, quattro, cinque volte, nel caso anche il lettore fosse non reperibile

    ha scritto il 

  • 5

    En este libro se cuenta una historia en dos momentos históricos. Por un lado el presente en Oxford (sale bastante la ciudad, lo cual por vivir en ella me ha gustado) y por otra parte el pasado, donde ...continua

    En este libro se cuenta una historia en dos momentos históricos. Por un lado el presente en Oxford (sale bastante la ciudad, lo cual por vivir en ella me ha gustado) y por otra parte el pasado, donde mandan a una historiadora a estudiar la Edad Media.
    Obviamente nada sale como tenían planeado y a una epidemia de gripe en el presente hay que sumar que los cálculos no estaban bien hechos y la protagonista no aterriza exactamente donde habían planeado.
    Me ha encantado. Es una historia muy emocionante y me ha hecho buscar cosas para aprender más de ellas.

    ha scritto il 

  • 4

    «Non la chiamavano così. La chiamavano il male azzurro....»

    Oggi crediamo di sapere tutto sulla storia, sul passato. Chissà quante cose sono invece sbagliate, imprecise, lontane dalla realtà. E se sol ...continua

    «Non la chiamavano così. La chiamavano il male azzurro....»

    Oggi crediamo di sapere tutto sulla storia, sul passato. Chissà quante cose sono invece sbagliate, imprecise, lontane dalla realtà. E se solo avessimo modo di fare un tuffo indietro nel tempo e vedere le cose con i nostri occhi... cosa non potremmo scoprire?
    Questo è uno di quei libri di cui ignoravo l'esistenza e che ho deciso di leggere solo grazie alle recensioni entusiastiche e sognanti di un paio di persone.. la sconosciuta commessa di una libreria, l'amico di un'amica.. Poi guardo l'esiguo numero di anobiani che hanno sul loro scaffale questo romanzo e mi domando perchè??
    E' vero, la storia non è scevra di imperfezioni.. alcune cose sarebbero state da gestire meglio, soprattutto nel finale, dove mi aspettavo un colpo di scena che non è mai arrivato. Ma poco importa. Perchè un romanzo quando è bello è bello, e c'è poco da fare...
    Vorrei dire molte cose ma non scriverò altro, perchè la trama va assaporata di pagina in pagina. Non leggete nemmeno la quarta di copertina, prendete un bel respiro e iniziate con la prima riga..

    ha scritto il 

  • 3

    Simplemente sobrevalorado. La narración es torpe y aburrida, con diálogos que no llevan a ninguna parte, con un entorno "futurista" con teléfono fijo. También es lamentable la trampa que se saca de la ...continua

    Simplemente sobrevalorado. La narración es torpe y aburrida, con diálogos que no llevan a ninguna parte, con un entorno "futurista" con teléfono fijo. También es lamentable la trampa que se saca de la manga para justificar la imposibilidad de paradojas temporales. Le doy tres estrellas, por lo exhaustivo de su conocimiento medieval. Me esperaba más de este libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Un vero peccato la gestione di questo romanzo. L'autrice ha una buona gestione dell'intreccio, trova un espediente intelligente per gestire l'infodump e confeziona una vicenda indubbiamente di caratte ...continua

    Un vero peccato la gestione di questo romanzo. L'autrice ha una buona gestione dell'intreccio, trova un espediente intelligente per gestire l'infodump e confeziona una vicenda indubbiamente di carattere fantascientifico ma molto aperta anche al grande pubblico. Avrebbe molti presupposti quindi per entrare nel novero dei classici della sf.

    Cosa va a rovinare tutto? Secondo me una gestione dei personaggi davvero povera. Tutti i personaggi esistenti in questo libro sono affetti da sindromi monomaniacali nonchè ossessive/compulsive.
    Ripetono più volte gli stessi concetti utilizzando sempre gli stessi termini e calcando gli stessi identici percorsi mentali. La cosa già risulta presto fastidiosa nei personaggi narranti ma tocca vette ridicole nel cast di contorno, che diventa una figura identica a quella di Poldo nei fumetti di Braccio di Ferro (avete presente? Quello che vive solo in funzione di ingurgitare panini e ogni sua battuta fa riferimento alla cosa).
    E' intuibile che l'esigenza fosse quella di alleggerire la tensione in alcuni punti del romanzo, ma il risultato è a mio avviso disastroso e ad essere maliziosi pare che la scrittice abbia talmente poca fiducia nella capacità intellettiva del lettore da sentirsi costretta a ripetere tutto più volte.

    Lo consiglio quindi solo a chi è disposto a glissare tranquillamente su tale pecca, per il resto è un buon libro...

    ha scritto il 

  • 2

    2.5

    Non capisco come possa aver vinto tutti questi premi, o essere così apprezzato su Anobii. Nelle prime 400 pagine non succede NIENTE, poi improvvisamente si entra nel vivo (o meglio, si parla di quello ...continua

    Non capisco come possa aver vinto tutti questi premi, o essere così apprezzato su Anobii. Nelle prime 400 pagine non succede NIENTE, poi improvvisamente si entra nel vivo (o meglio, si parla di quello per cui si è comprato questo libro).
    L'ho trovato costruito su ridicoli presupposti, come ad esempio: un futuro poco futuribile, in cui non esistono i telefoni cellulari, internet e le linee telefoniche si intasano come ridere (e si che è stato scritto nei '90), o la viaggiatrice del tempo che ci mette una vita e mezza a parlare con l'unica persona che sa come aiutarla a tornare nel presente, perchè altrimenti il libro sarebbe finito subito.
    Siccome quindi ci sono questi assurdi vincoli narrativi che impediscono alla trama di risolversi, al povero lettore tocca sorbirsi pagine e pagine di dettagliata vita quotidiana medievale in cui a momenti viene raccontato anche quando vanno in bagno o respirano (se avessi voluto questo mi sarebbe bastato comprare un saggio in merito).
    I personaggi sono TUTTI insopportabili, dai buoni ai "cattivi". I cattivi perchè privi di fantasia (la suocera religiosa e ottusa, il sostituto del rettore con altrettanti paraocchi), i buoni perchè nonostante lottino, dovendo sottostare ai vincoli posti dall'autrice non dimostrano la volontà di fare quello sforzo che gli permetterebbe di risolvere il problema, o di prevaricare i cattivi. Ah, e sarei anche stufo di leggere di bambini di 12 anni che dimostrano più coraggio, intraprendenza e maturità degli adulti: è quanto di più irrealistico.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei romanzi che ho preferito fra tutti quelli letti nel 2013. Il viaggio nel tempo, il fascino della storia, un dramma nel passato e uno nel presente, una buona dose di catastrofismo (genere che a ...continua

    Uno dei romanzi che ho preferito fra tutti quelli letti nel 2013. Il viaggio nel tempo, il fascino della storia, un dramma nel passato e uno nel presente, una buona dose di catastrofismo (genere che adoro, ho anche l’apposita raccolta “Catastrofici” sul mio Kindle) e tanto amore per un mondo tutto da scoprire. La figura dello storico si trasforma da quella del “topo da biblioteca” a quella dell’action man (o woman...) pronto a tutto pur di verificare le sue informazioni e dare un contributo alla cultura contemporanea. Mi sono imbattuta in questo libro per caso e penso che lo rileggerò, l’anno prossimo. Ci sono avventure che meritano di essere vissute ancora, e ancora, e ancora...

    ha scritto il 

  • 2

    Mucho potencial no explotado

    El argumento tenía mucho potencial, pero el resultado es penoso. Soporífero. Además, el texto está artificialmente alargado. Se puede leer, pero no me aportaba nada de nada, no iba hacia ningún lado, ...continua

    El argumento tenía mucho potencial, pero el resultado es penoso. Soporífero. Además, el texto está artificialmente alargado. Se puede leer, pero no me aportaba nada de nada, no iba hacia ningún lado, el estilo era malo y decidí que para perder el tiempo tenía cosas mejores que hacer. Lo dejé.
    Para colmo, un libro escrito en los años 90, de supuesto desarrollo hacia 2050, cuyo contenido en muchos casos ya ha quedado obsoleto en 2013 (colas para usar teléfonos fijos, por ejemplo; es sólo uno de los muchos ejemplos). Esto dice poco de un supuesto autor de ciencia ficción, cuando muchas de esas tecnologías realmente ya existían en los 90, aunque no se hubieran extendido masivamente...

    ha scritto il