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L'anulare

Di

Editore: Adelphi

3.7
(428)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 108 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845921964 | Isbn-13: 9788845921964 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristiana Ceci

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
«Educata alle regole e alla perseveranza», la giovanissima protagonista di questo libro enigmatico svolge con zelo, puntualità e «con gentile professionalità» il suo lavoro: accogliere e soprattutto ascoltare i clienti dello specialissimo laboratorio creato dal signor Deshimaru nella sede fatiscente di un ex collegio femminile, ora destinato a raccogliere «esemplari». Insieme – le ha spiegato lui quando l’ha assunta – dovranno prendersi cura degli «esemplari» con amore: e ha pronunciato la parola amore con estrema lentezza. La ragazzina che chiede loro di conservare (dopo averli debitamente catalogati) i tre funghi che ha raccolto fra le ceneri dell’incendio in cui ha perso i genitori non tornerà mai a vederli, né mai tornerà il vecchietto che è venuto a portare i resti delle ossa calcinate del suo padda; ma avranno, come tutti gli altri «clienti», raggiunto il loro scopo: separarsi da ciò che hanno perduto tramutandolo in un «esemplare». Anche la narratrice, a causa di un incidente occorsole nella fabbrica di bibite dove lavorava prima, ha perduto qualcosa: l’ultima falange dell’anulare sinistro. E spesso si chiede dove sia finito quel pezzetto di carne, quella sorta di «conchiglia rosa ciliegio, soffice come un mollusco». A poco a poco la solerte, docile impiegata si lascerà inghiottire, come da una ragnatela, dal mondo chiuso e ovattato del laboratorio, dal silenzio lancinante che vi regna. Fino al giorno in cui deciderà di consegnare anche lei qualcosa di sé al laboratorio. Ma che cosa? E con quale scopo? Quello di liberarsi della perversa fascinazione che esercita su di lei il ferreo, inquietante signor Deshimaru? O piuttosto quello di perdersi per sempre – trasformata lei stessa in «esemplare» – nei meandri amniotici dell’ex collegio femminile? Nella sua clinica, essenziale opalescenza, la scrittura di Ogawa Yoko colpisce nel segno, e fa sì che da queste pagine nessuno possa uscire indenne.
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  • 4

    Rarefatto, evanescente, morboso.
    E' un libro che scivola, al punto che quasi non ci si accorge dello scorrere di parole e lettere, con una pesantezza (pregna di significato) che non deve inosservata.
    ...continua

    Rarefatto, evanescente, morboso.
    E' un libro che scivola, al punto che quasi non ci si accorge dello scorrere di parole e lettere, con una pesantezza (pregna di significato) che non deve inosservata.
    Il desiderio di possedere o liberarsi di qualcosa è il tema del racconto.
    Ogawa regala un paio d'ore piacevoli, che tracciano il delicato confine tra l'essere posseduti e l'essere accolti con amore.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa dire di questo racconto? Cosa c'è di reale e cosa c'è di astratto in questo racconto?
    Non ci sono parole per descriverlo, è inutile anche leggere la trama, però si legge tutto d'un fiato.
    Il temp ...continua

    Cosa dire di questo racconto? Cosa c'è di reale e cosa c'è di astratto in questo racconto?
    Non ci sono parole per descriverlo, è inutile anche leggere la trama, però si legge tutto d'un fiato.
    Il tempo si ferma, ci chiediamo in quale dimensione spazio-temporale siamo stati catapultati, a tratti si rimane estasiati e incuriositi nello scorrere delle pagine, e allo stesso tempo si può rimanere disgustati e angosciati... se non addirittura terrorizzati! Si parla di “esemplari”, ma che cos'è un'esemplare? Forse “un esemplare” ha il significato della vita o dell'essenza della vita stessa? Di sicuro qui non troverete risposte, anzi, non credo esista un racconto più enigmatico de L'anulare.
    Sublime.

    ha scritto il 

  • 3

    Breve magia del nulla

    Rarefatto, onirico, angoscioso (non angosciante) erotico (feticista e sado maso). Tutto questo scritto con grazia, come un disegno a inchiostro su tela, o un acquerello tenue. Così giapponese. Così mi ...continua

    Rarefatto, onirico, angoscioso (non angosciante) erotico (feticista e sado maso). Tutto questo scritto con grazia, come un disegno a inchiostro su tela, o un acquerello tenue. Così giapponese. Così minimalista e nello stesso tempo puntiglioso nel dettaglio, così abile e straniante nel descrivere l'assurdo, così attento nell'afferrare e dare una dolce consistenza al nulla.
    Un'ora con questo racconto, un'ora magica.

    ha scritto il 

  • 0

    Discreta lettura dal finale inconsistente

    Breve, carino, originale, feticista, ma non ha quel quid da poterlo racchiudere tra le mie letture più belle. Forse erroneamente, ma a tratti mi ha ricordato Barbablù, per il contesto claustrofobico, ...continua

    Breve, carino, originale, feticista, ma non ha quel quid da poterlo racchiudere tra le mie letture più belle. Forse erroneamente, ma a tratti mi ha ricordato Barbablù, per il contesto claustrofobico, in cui però la protagonista si trova bene, a quanto pare...

    ha scritto il 

  • 3

    Delicato e soave ... ma anche angosciante e inquietante

    Racconto breve, con scrittura delicata e soavemente fluente. La storia seppur leggera è angosciante e inquietante.
    Per un buon pomeriggio di lettura

    ha scritto il 

  • 3

    Pregno di feticismo, di reticenza, di amore come completa sottomissione e possessione da parte dell'altro, in un'atmosfera occultata ed estranea allo spazio-tempo reale. Molto più giapponese rispetto ...continua

    Pregno di feticismo, di reticenza, di amore come completa sottomissione e possessione da parte dell'altro, in un'atmosfera occultata ed estranea allo spazio-tempo reale. Molto più giapponese rispetto a un più conosciuto Murakami Haruki. Decisamente fuori dall'ordinario, non delude affatto ma non si potrebbe neanche definire una lettura irrinunciabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante l'impegno di Adelphi, che usa pagine di carta grossa e caratteri grandi e spaziosi, questo è e resta un racconto.
    E francamente questa scrittrice mi piace di più quando si esprime in manier ...continua

    Nonostante l'impegno di Adelphi, che usa pagine di carta grossa e caratteri grandi e spaziosi, questo è e resta un racconto.
    E francamente questa scrittrice mi piace di più quando si esprime in maniera più ampia.
    Qui ritrovo, in nuce, tematiche che ha poi elaborato in altre opere.
    Mi sembra che questo racconto sia come un bel bocciolo. Non è ancora pieno, ma dà sicuramente un'idea di questa autrice interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto breve che dopo aver lasciato presagire qualcosa di originale delude abbastanza nel suo finale.
    Le atmosfere cupe e claustrofobiche in cui si muovono i due protagonisti(una ragazza appena assu ...continua

    Racconto breve che dopo aver lasciato presagire qualcosa di originale delude abbastanza nel suo finale.
    Le atmosfere cupe e claustrofobiche in cui si muovono i due protagonisti(una ragazza appena assunta da enigmatico catalogatore di "esemplari") rendono al meglio i contorni della trama solo superficialmente misteriosa.
    Che cosa sono questi esemplari? Testimonianze della propria vita, ricordi a cui si è legati da cui ci si vuole separare definitivamente oppure l'esatto contrario.

    ha scritto il