L'approdo

Di

Editore: Elliot Edizioni

4.7
(977)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Danese

Isbn-10: 8861920411 | Isbn-13: 9788861920415 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Fumetti & Graphic Novels , Fantascienza & Fantasy

Ti piace L'approdo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Cosa spinge un uomo a lasciarsi tutto alle spalle e a viaggiare solo verso un paese sconosciuto, un luogo in cui non ha famiglia né amici, dove il futuro è incerto, e niente ha un nome? Questa graphic novel senza parole è una storia universale. La storia di ogni migrante, di ogni rifugiato e un omaggio a tutti coloro che hanno intrapreso questo lungo viaggio.
Ordina per
  • 4

    L'approdo è un libro speciale sull'argomentazione, molto sentita in questo periodo e non solo, dell'immigrazione, qualsiasi immigrazione.
    E' un libro ad immagini, fotografie, anticate, macchiate, offu ...continua

    L'approdo è un libro speciale sull'argomentazione, molto sentita in questo periodo e non solo, dell'immigrazione, qualsiasi immigrazione.
    E' un libro ad immagini, fotografie, anticate, macchiate, offuscate, che rendono l'atmosfera molto delicata e magica.
    L'elemento per me molto riuscito è la commistione tra realtà: i timori di lasciare la famiglia per andare in un posto sconosciuto, senza amici e cari e dove usi e costumi sono totalmente differenti; e il surreale, ciò che noi potremmo "vedere" in un posto mai visitato e vissuto prima.
    Non essendoci testo che racconti la storia, il tutto risulta come in un film muto, ma le immagini, a volte disposte in sequenza quasi come diapositive, rendono il racconto speciale, dove la voce narrante sono le immagini.
    Una vera opera d'arte, con spunti di riflessione... cosa si vuole di più?

    http://www.altrianimali.it/wp-content/uploads/2017/02/3.jpg

    ha scritto il 

  • 5

    Il rumore del silenzio

    Un silent book. Una favola sempre reale e attuale. Disegni come fotografie, surreali, potenti, evocativi, catturano l'essenza di un attimo, di una storia, di un dolore, una solitudine, una separazione ...continua

    Un silent book. Una favola sempre reale e attuale. Disegni come fotografie, surreali, potenti, evocativi, catturano l'essenza di un attimo, di una storia, di un dolore, una solitudine, una separazione, un viaggio, una speranza e dicono più di qualsiasi parola. Dettagli che mostrano tutto, l'emozione di un momento, da una mano che tiene una valigia a una che si stacca da un'altra, si sentono quasi suoni, rumori e profumi.
    Ecco come un'immagine può emozionare e commuovere.
    Lo stile e i colori sbiaditi servono a rendere ancora di più il senso e la forza della storia che raccontano.
    Il succedersi delle stagioni visto attraverso un fiore che nasce si trasforma e diventa un cristallo di neve, un viaggio attraverso il cielo che muta... Incontri, storie nella storia. Tutto è raccontato a fotogrammi, dettagli, punti di vista e inquadrature che si allargano.
    Non serve altro.
    Questo dimostra quanto a volte le parole non siano necessarie e quanto potere ha l'arte.
    Ho sorriso, mi sono commossa, ho avuto la pelle d'oca e ho ascoltato tutti i racconti trattenendo il respiro, ho sofferto, viaggiato e gioito. Tutto in 124 pagine di immagini disegnate con maestria.
    Una favola, una poesia bellissima.

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi avevo bisogno di poesia, di positività e di comprensione: non potevo capitare meglio di così. E’ arrivato oggi, paziente, mi ha aspettato a casa, poi mi ha accolto con le sue tavole e sono approd ...continua

    Oggi avevo bisogno di poesia, di positività e di comprensione: non potevo capitare meglio di così. E’ arrivato oggi, paziente, mi ha aspettato a casa, poi mi ha accolto con le sue tavole e sono approdata in questa storia-metafora sull’immigrazione, su cosa significhi trovarsi in un mondo nuovo, incomprensibile e indecifrabile. Basta un segno, un’immagine per capirsi e per soddisfare le necessità fondamentali…
    Ci sono alcune immagini che mi hanno richiamato Praga, ma soprattutto New York, non solo nello skyline che si intravede all’arrivo nella nuova “città”, ma anche nell’ufficio immigrazione, proprio identico a quello che si trova a Ellis Island, con le relative visite che venivano fatte anche agli immigrati che arrivavano negli Stati Uniti (come sono documentate anche al Museo dell’Immigrazione, con tanto di lettere cucite addosso in base alle patologie).
    Un libro pieno di speranza e di tenerezza, anche per un animaletto, incrocio “mostruoso” di squalo-cane-serpente.
    http://www.lindiceonline.com/wp-content/uploads/2016/10/Lapprodo.jpg
    http://immagini.quotidiano.net/?url=http://p1014p.quotidiano.net:80/polopoly_fs/1.2627273.1477487983!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/gallery_800/image.jpg&h=495&pos=top&w=626&mode=clip
    http://nymag.com/images/2/daily/entertainment/07/08/03_arrival_p1.jpg
    http://www.artribune.com/wp-content/uploads/2016/11/Shaun-Tan-Lapprodo-Tunu%C3%A9-Latina-2016-1-5.jpg
    http://www.libertyellisfoundation.org/photo-albums

    ha scritto il 

  • 5

    Una bellissima favola, raccontata sotto forma di disegni delicatissimi e preziosi. Un racconto fluido su cosa vuol dire immigrare, lasciare tutto e cambiare abitudini, amicizie, luoghi, lingua. Sentir ...continua

    Una bellissima favola, raccontata sotto forma di disegni delicatissimi e preziosi. Un racconto fluido su cosa vuol dire immigrare, lasciare tutto e cambiare abitudini, amicizie, luoghi, lingua. Sentirsi dipendenti dalla cortesia degli altri perchè siamo in un posto di cui comprendiamo poco e niente, sentirsi respinti ma anche accolti.
    Un libro attualissimo, adatto a grandi e bambini.

    ha scritto il 

  • 0

    Fumenti *2 – storie disegnate (Esilio) – Carmilla

    Silenzio. Torna in Italia, riedito da Tunué, un classicone tra i cosiddetti silent book. Ovvero i libri senza parole. La prima volta che l’ho sfogliato, nell’edizione francese titolata Là où vont nos ...continua

    Silenzio. Torna in Italia, riedito da Tunué, un classicone tra i cosiddetti silent book. Ovvero i libri senza parole. La prima volta che l’ho sfogliato, nell’edizione francese titolata Là où vont nos pères, stavo annegando nei discorsi vacui sulle migrazioni, il Mediterraneo, il Messico, l’Australia, e questo albo mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Non servivano tante parole per descrivere l’umanità di un uomo che migra, bastava appunto un po’ di umanità, e la tecnica e il potere immaginifico di Shaun Tan raggiungevano un livello talmente alto da non poter essere messi in discussione. Mentre leggevo, ricordo bene, pensavo al film Nuovomondo di Emanuele Crialese. La potentissima scena finale, accompagnata dalla voce di Nina Simone che cantava Sinnerman, scorreva sotto i miei occhi. Continua qua: https://www.carmillaonline.com/2016/11/29/fumenti-2-storie-disegnate/

    ha scritto il 

  • 5

    Esercizio d'interpretazione emotiva

    Un volume senza parole può raccontarti ogni volta una storia diversa.
    Soprattutto quando i disegni sono fenomenali.
    Da gustare con gli occhi e non solo.

    ha scritto il 

  • 5

    Una città che non accoglie e non respinge

    Questo è un libro speciale, dietro il quale credo che ci sia molto lavoro, di ricerca documentaria, di immedesimazione. L’autore ha voluto raccontare di un emigrante e attraverso di lui, tutti gli emi ...continua

    Questo è un libro speciale, dietro il quale credo che ci sia molto lavoro, di ricerca documentaria, di immedesimazione. L’autore ha voluto raccontare di un emigrante e attraverso di lui, tutti gli emigranti. Per ottenere questo risultato ha usato vari mezzi, il più evidente l’aver usato solo soluzioni grafiche: non c’è neanche una parola, ad eccezione del titolo: la durata del viaggio è rappresentata da decine di finestre che inquadrano un pezzo di cielo; il succedersi delle stagioni, decine di fotogrammi di un germoglio che si apre in un fiore, che si dissecca e si sbriciola fino a diventare una specie di cristallo di neve.
    A proposito del titolo, quello originale era The arrival, perfettamente adatto all’arrivo nella grande città. “L’approdo” mi fa pensare a una piroga che raggiunge una riva fluviale immersa nella vegetazione, o comunque a una piccola imbarcazione che raggiunge la terraferma. L’editore l’avrà trovato troppo ordinario.
    Il proposito della generalità si vede da molti dettagli: le pagine interne della copertina sono tappezzate di volti di tutti i paesi, i colori sono seppiati, forse per limare le differenze fra gente di varia provenienza, oppure in ricordo dei tempi dell’emigrazione negli Stati Uniti. La città dell’arrivo ricorda molto New York, con una grande statua che si staglia nel cielo. I luoghi non sono però caratterizzati: la città della partenza mi sembra una ripida città toscana, il cui cielo è decorato da code di dragone; la famigliola ha tratti mediorientali, in un’immagine dei giganti della guerra si vede la chiesa fiorentina di Santa Croce, ma chissà quanti altri luoghi si possono intravvedere. L’emigrato arriva in una città che non accoglie e non respinge, non conosce nessuno e non conosce la lingua. E’ bella la compostezza di quest’uomo virato a seppia con cappello anni 20 che entra in un mondo dove tutto è nuovo, macchina per stampare i biglietti, telefono con la rotella, gesti per spiegare che ha fame, che ha bisogno di un posto per dormire. Lo straniamento massimo è raccontato dal ritrovamento in casa di una bestia mai vista, con una bocca da squalo e una coda scodinzolante da cucciolo: adottato come cagnolino. Nel libro c’è un po’ dell’emigrazione di suo padre dalla Cina all’Australia, Perth: che abbia trovato un canguro in una pentola? Si potrebbe continuare a lungo ma è meglio leggerlo, anzi guardarlo. Un’anticipazione c’è nel bel sito: shauntan.net

    ha scritto il 

  • 5

    Parto. vado via. Perchè ho bisogno di un futuro migliore. Per me, per te, per nostra figlia.

    Perchè ho bisogno di un lavoro, non importa quale, non importa come, purchè sia... la mia recensione su: http://inkbooks.altervista.org/leggere-musica-lapprodo-shaun-tan-noa/

    ha scritto il 

  • 5

    Direi che questo non è un romanzo dato che non ci sono parole e non è nemmeno un libro per ragazzi... assolutamente no: sono pochissimi i ragazzi che potrebbero comprenderlo, probabilmente... Eppure l ...continua

    Direi che questo non è un romanzo dato che non ci sono parole e non è nemmeno un libro per ragazzi... assolutamente no: sono pochissimi i ragazzi che potrebbero comprenderlo, probabilmente... Eppure lo è perchè ha delle pagine e su queste pagine si racconta una storia o forse "la storia". La "trama" se volete la trovate scritta nella descrizione del libro ma non è quella la storia raccontata perchè manca dello spessore giusto che è molto alto e che non è possibile descrivere: un libro da meditazione? Forse! Direi,... senz'altro! Costa molto ma mi paiono soldi ben spesi. Regalatelo magari, o ancora meglio:regalatevelo.

    ha scritto il 

  • 5

    Difficile non provare un senso di incanto elementare e profondo davanti a un libro-oggetto così prezioso.

    Ad anni dalla prima lettura, penso anche alla coincidenza tra l’oggetto della narrazione e l ...continua

    Difficile non provare un senso di incanto elementare e profondo davanti a un libro-oggetto così prezioso.

    Ad anni dalla prima lettura, penso anche alla coincidenza tra l’oggetto della narrazione e le forme coinvolte, il métissage di richiami a disegni altri, tra Asia e Occidenti, la naturale convivenza tra esseri immaginari e storiche fotografie. Come nelle migrazioni, il risultato è qualcosa che sintetizza l’origine e la novità in qualcosa di nuovo - e, chissà, il piano dell’espressione su tavola disegnata come primo salvifico approdo dell’immaginazione e dell'esperienza.

    ha scritto il