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L'architettura del nuovo Web

Dall'inventore della rete il progetto di una comunicazione democratica, interattiva e intercreativa

Di

Editore: Feltrinelli (Interzone)

4.0
(48)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807460289 | Isbn-13: 9788807460289 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giancarlo Carlotti ; Collaboratore: Mark Fischetti

Genere: Computer & Technology , History , Social Science

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Descrizione del libro
Tim Berners-Lee ripercorre le tappe che l'hanno portato all'invenzione delWeb: l'esperienza al CERN di Ginevra, i primi tentativi sfortunati di farcomprendere ai ricercatori le modalità ipertestuali di comunicazione,l'invenzione del concetto rivoluzionario di link e, infine, l'affermazioneplanetaria del suo progetto e la fondazione del World Wide Web Consortium,l'organismo che raggruppa imprese private ed enti governativi per diffondereproposte, standard, sigilli di garanzia, oltre che favorire lo sviluppo e larevisione del software per il Web. Dopo aver descritto questa grandeavventura, l'autore getta lo sguardo sul futuro del Web e affronta, sotto unanuova luce, i problemi già emersi.
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  • 5

    Questo libro non l'ho letto ora, ma quando stavo per iniziare la tesi. Ed è stato fondamentale nella scelta della tesi, prima, e del mio mestiere poi. Per cui ci sono veramente affezionata, ed è un "pezzo storico", scritto proprio dall'inventore del web. Lo consiglierei a tutti, perché racconta b ...continua

    Questo libro non l'ho letto ora, ma quando stavo per iniziare la tesi. Ed è stato fondamentale nella scelta della tesi, prima, e del mio mestiere poi. Per cui ci sono veramente affezionata, ed è un "pezzo storico", scritto proprio dall'inventore del web. Lo consiglierei a tutti, perché racconta benissimo come è nata (e come si potrebbe evolvere, alcune ipotesi sono ancora valide) la rete per come la conosciamo ora.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico! La storia della nascita del web raccontata dal suo protagonista. Si respira la passione, l'entusiasmo, la tenacia e la convinzione per portare avanti un'idea contro tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Una lettura che dovrebbe essere per tanti

    Berbers-Lee è l'inventore del web, proprio quello che state usando voi adesso per leggere queste mie parole, che vi serve per leggere il giornale, guardare la tv alternativa, pianificare e prenotare le vostre prossime vacanze, e una miriade di altre cose presenti e future.


    Non è uno scritt ...continua

    Berbers-Lee è l'inventore del web, proprio quello che state usando voi adesso per leggere queste mie parole, che vi serve per leggere il giornale, guardare la tv alternativa, pianificare e prenotare le vostre prossime vacanze, e una miriade di altre cose presenti e future.

    Non è uno scrittore e un po' si vede; se cercate una lettura piacevole ed uno stile degno di nota, non è questa la lettura che fa per voi.

    Se invece vi interessa, anche da profani, come è nato lo strumento che sta lentamente ed inesorabilmente cambiando la società, questo libro fa per voi.

    Se poi vi soffermate a ragionare sulle motivazioni di Berners-Lee, sulla filosofia di base del web e su cosa può fare per il nostro futuro, be', non potrete che cominciare a capire ed ammirare cosa vuol dire libertà dell'informazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Il papà del World Wide Web

    Lettura indispensabile per capire il vero percorso di nascita e crescita del www.
    Tim Berners Lee ripercorre tutte le faticose e interminabili tappe che hanno portato al rilascio pubblico del codice da parte del Cern fra diffidenze, lotte politiche e indifferenza dei centri di potere.
    D ...continua

    Lettura indispensabile per capire il vero percorso di nascita e crescita del www.
    Tim Berners Lee ripercorre tutte le faticose e interminabili tappe che hanno portato al rilascio pubblico del codice da parte del Cern fra diffidenze, lotte politiche e indifferenza dei centri di potere.
    Dalle righe emerge l'alternarsi continuo di stati d'animo, il coraggio, la paura, lo sconforto fino al pianto, tipici di chi è condannato a essere un pioniere.

    ha scritto il 

  • 3

    Berners-Lee mi stupisce sempre...

    Ammetto di aver letto qualche estratto, ma quel poco mi ha colpito. Lui è l'inventore del World Wide Web e lui, per me, può dire tutto quello che vuole! La saggezza della rete. :) Ottimo da consultare in caso di tesi di laurea sugli sviluppi della rete, internet e delle modalità con le quali un s ...continua

    Ammetto di aver letto qualche estratto, ma quel poco mi ha colpito. Lui è l'inventore del World Wide Web e lui, per me, può dire tutto quello che vuole! La saggezza della rete. :) Ottimo da consultare in caso di tesi di laurea sugli sviluppi della rete, internet e delle modalità con le quali un sistema diventa mass media.

    ha scritto il 

  • 5

    La vera storia del WWW

    Se state leggendo questa opinione, vuol dire che state “navigando” in Internet attraverso uno dei tanti protocolli di comunicazione, http (HyperText Transfert Protocol), utilizzando un programma definito browser in grado di leggere un particolare linguaggio, html (HyperText Markup Language), scov ...continua

    Se state leggendo questa opinione, vuol dire che state “navigando” in Internet attraverso uno dei tanti protocolli di comunicazione, http (HyperText Transfert Protocol), utilizzando un programma definito browser in grado di leggere un particolare linguaggio, html (HyperText Markup Language), scovando il file da esso definito attraverso un indirizzo univoco URI (Universal Resource Identifier) o URL (Uniform Resource Location) nel mare magnum del World Wide Web.

    Un errore molto comune in cui cade l’utente medio, infatti, è quello di concepire Internet come una unica Rete di comunicazione. Niente di più sbagliato.
    La base della comunicazione telematica, infatti, è definita da un protocollo standard, il TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), ovvero il sistema che “spezza” l’informazione in diversi pacchetti di dati, li “spedisce” attraverso la rete e li “riassembla” a destinazione.
    Questa è la struttura portante della Rete Internet, l’invenzione che si deve al DARPA, l’agenzia governativa americana che studiava, sul finire degli anni ‘50 primi anni ‘60, forme di comunicazione de-centralizzate per difendersi dalla possibile guerra nucleare, su cui si basano tutti gli altri protocolli di comunicazione, a seconda del tipo di informazione/dati che voi stiate utilizzando/cercando.

    La prima forma di comunicazione riconosciuta è FTP (File Transfert Protocol), ovvero la possibilità di prendere/depositare un file da un computer ad un altro (chiaramente, entrambi devono essere abilitati a svolgere la medesima operazione). Poco conta il formato del file, FTP è solo in grado di fare un upload/download; ovviamente, una volta prelevato il file, dovrò avere sul mio pc un software adeguato alla lettura dello stesso.

    La seconda forma di comunicazione è stata NTTP (Network News Trasfert Protocol), il protocollo utilizzato soprattutto sulla Rete Usenet per la lettura dei newsgroup.

    La terza forma di comunicazione è stata POP3/SMTP (Send Mail Transfert Protocol), ovvero la possibilità di ricevere/inviare email.

    Fin qui (e siamo ancora sul finire degli anni ‘80) Internet era praticamente sconosciuta ai più, l’uso era pressochè noto solo agli ambienti militari, governativi e universitari; l’esplosione della Rete delle Reti (definizione più corretta della sola Rete, e adesso spero sia più chiaro il perchè) è avvenuta giusto intorno alla metà degli anni ‘90 e grazie a questa geniale invenzione: il WWW.

    Tim Berners-Lee Autore di questa vera e propria “rivoluzione” della comunicazione telematica è un (ex) ricercatore del CERN di Ginevra pressoché sconosciuto ai più: Tim Berners-Lee (mai sentito nominare, vero?) .
    Berners-Lee non si è mai definito (nè ha mai “operato” in tal senso) un hacker, ma l’intuizione di partenza e le motivazioni che ancora oggi lo spingono ad occuparsi della sua creatura sono tali da annoverarlo tra i “grandi” della recente rivoluzione informatica, da Torvalds a Stallmann, da Parens a Raymonds e viavia tutti gli altri.

    Cosa ha spinto Berners-Lee ad iniziare questa avventura?
    Quasi rispondendo all’imperativo hacker “metterci le mani sopra”, semplicemente la necessità di poter organizzare il suo lavoro, i suoi files, in modo ordinato e coerente, ma soprattutto la possibilità di condividere tale impostazione tra il suo computer ed altri; una delle difficoltà principali nella comunicazione informatico-telematica, infatti, è quella che diversi computer parlano “linguaggi” diversi, e spesso non si capiscono tra di loro. Occorreva quindi trovare delle specifiche, un “minimo comun denominatore” condivise tra più computer in modo tale che riuscissero a dialogare tra di loro; era nato l’html, la cui caratteristica (il <tag>) è alla base della sua semplicità d’uso.

    Il secondo passo da fare era quello di “indicare la via” al computer, indicizzare in maniera univoca quel determinato file e non un altro: da qui nasce l’URI, ed il relativo tag in html, il link, ovvero la possibilità “con un semplice click” di sposarsi da un file ad un altro, da un documento ad un altro.

    Il terzo, e forse il più importante, passo era quello di trovare la possibilità di “uscire” dal proprio computer e poter comunicare con un altro computer; occorreva dunque un protocollo standard di comunicazione, ed ecco l’ultimo nato, l’http.

    I “mattoni” per la costruzione del (futuro) World Wide Web erano pronti, ma da soli non sarebbero stati certo sufficienti alla riuscita del progetto; la vera intuizione - e qui lo “spirito hacker” prende definitivamente il sopravvento - è la visione utopistica di Berners-Lee: un enorme database *mondiale*, decentralizzato, in cui tutti possono attingere informazioni e (non solo!) dove tutti possono essere parte attiva della costruzione delle informazioni.
    E’ una precisa scelta strategica la sua, puntata sempre e comunque ad impedire a chiunque di impossessarsi del Web, e al tempo stesso cercando di mediare tra le diverse esigenze al fine di incrementarne sempre più l’uso: da qui la decisione di porre sotto licenza GPL (General Public License, ideata da Richard Stallmann) il World Wide Web; da qui il passaggio successivo, la creazione di un consorzio internazionale *superpartes*, il W3C, che ha come unico scopo definire gli standard del web (”raccomandando”, mai “imponendo”) per favorirne lo sviluppo e la crescita.

    Berners-Lee ha fatto delle precise scelte di vita (ne parla ampliamente nel libro), finanche religiose (aderendo all’Universalismo unitariano, ad esempio), fedele al suo principio di massima apertura e tolleranza delle diversità; ha rinunciato a prestigiosi incarichi, a facili (e notevoli!) guadagni, per continuare a lavorare alla realizzazione della sua utopia: una Rete che sia strumento di facilitazione politica e sociale, una Rete DI tutti PER tutti.

    L’Autore
    Tim Berners-Lee è nato a Londra nel 1955.
    Proveniente da una famiglia di matematici, si laurea in fisica a Oxford nel 1976.
    Lavora per diversi anni presso importanti aziende inglesi produttrici di apparati per telecomunicazioni, fin quando non decide di diventare un libero professionista, consulente informatico. Così, nel 1980, approda come ricercatore al CERN di Ginevra dove, nel 1990, realizzerà il World Wide Web nei suoi elementi di base: URI, htpp, HTML.
    Nel 1994 lascerà il CERN per approdare al Laboratory for Computer Science presso il MIT, USA.
    Nel 1999 è tra i fondatori del World Wide Web Consortium , di cui diventa - ed è tuttora - direttore.
    Dal 1995 sarà insignito di diversi premi internazionali oltre a numerose lauree ad honorem in università anglosassoni.
    (tratto da “Note su l’autore” pag. 193)

    Scheda libro
    Tim Berners-Lee (1999)
    L’architettura del nuovo web
    Feltrinelli Editore - Collana Interzone, Milano 2001
    pag. 194
    18,08 EURO
    Web: http://www.w3c.org/People/Berners-Lee/Weaving

    ha scritto il