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L'armata perduta

Di

Editore: Mondadori

3.8
(1878)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804562102 | Isbn-13: 9788804562108 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci - dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello Artaserse alle porte di Babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel IV secolo a.C. da Senofonte nell'Anabasi, che proprio Valerio Massimo Manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana Abira, che per amore di Xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei Diecimila. Attraverso gli occhi di Abira, le donne diventano le protagoniste della grande Storia.
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  • 5

    Romanzo davvero commovente che ripercorre le vicende dell'armata dei Diecimila, sperduti nei territori a loro ostili lungo il Tigri e l'Eufrate, ma con un tocco in più che rende la storia ancora più c ...continua

    Romanzo davvero commovente che ripercorre le vicende dell'armata dei Diecimila, sperduti nei territori a loro ostili lungo il Tigri e l'Eufrate, ma con un tocco in più che rende la storia ancora più commemorativa: la narrazione in prima persona di una donna.

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio la Storia

    Dopo molti anni riprendo in mano un romanzo di Manfredi e l'impressione non è cambiata: autore superficiale, che ha la fortuna di narrare storie che dalla Storia — quella vera — traggono forza, come q ...continua

    Dopo molti anni riprendo in mano un romanzo di Manfredi e l'impressione non è cambiata: autore superficiale, che ha la fortuna di narrare storie che dalla Storia — quella vera — traggono forza, come quella di questi Diecimila uomini guidati da Xeno, qui raccontata attraverso gli occhi di una donna.
    Senofonte, perdonalo.

    ha scritto il 

  • 4

    Se Federico Moccia avesse saputo scrivere e fosse stato uno storico di indiscutibile bravura, forse, avrebbe scritto un libro come questo :D
    Ma a parte gli scherzi, un bel libro, coinvolgente e passio ...continua

    Se Federico Moccia avesse saputo scrivere e fosse stato uno storico di indiscutibile bravura, forse, avrebbe scritto un libro come questo :D
    Ma a parte gli scherzi, un bel libro, coinvolgente e passionale, forse con parole/sentimenti troppo fuori tempo, non adatti a quel tempo, ma forse sono solo io un po' troppo puntigliosa (in fondo chi può dirlo?).
    Consiglio di leggerlo?Si.
    In fondo chi non ha mai sognato di essere rapita da un bel fustone come XENO?

    ha scritto il 

  • 3

    L'avvincente romanzo dell'Anabasi

    L’Anabasi in versione romanzata e raccontata da un punto di vista femminile è stata una lettura piacevole ed avvincente, non certo come quella studiata a scuola. Manfredi descrive benissimo la vicenda ...continua

    L’Anabasi in versione romanzata e raccontata da un punto di vista femminile è stata una lettura piacevole ed avvincente, non certo come quella studiata a scuola. Manfredi descrive benissimo la vicenda dell’armata dei diecimila, il lunghissimo viaggio di ritorno dal cuore dell’impero persiano alle coste del Mar Nero attraverso l’Armenia, in pieno inverno tra il freddo, la fame, la stanchezza, gli assalti di tribù ostili. Bella la figura della donna “barbara” intelligente ed acuta, anche se poco realistica, e molto interessante l’idea dell’intrigo politico. Intensa la descrizione dei paesaggi e delle battaglie. La vera “pecca”: il finale, da romanzo rosa di ultima categoria (una scelta decisamente incomprensibile).

    ha scritto il 

  • 4

    L'Anabasi romanzata

    Un'ottima lettura grazie ad una felice rilettura in chiave romanzata del classico greco di Senefonte.
    L'autore, come sempre molto preciso e affidabile nelle ricerche storiche, aggiunge quel pizzico di ...continua

    Un'ottima lettura grazie ad una felice rilettura in chiave romanzata del classico greco di Senefonte.
    L'autore, come sempre molto preciso e affidabile nelle ricerche storiche, aggiunge quel pizzico di romanticismo e di intrigo che rendono la rilettura dell'epopea dei Diecimila molto godibile e avvincente.
    Consigliato!

    ha scritto il 

  • 2

    Carino, ma un po' prolisso

    Nel complesso il libro è stato carino, una storia di coraggio e sacrifici, una sorta di "giallo" particolare. Tuttavia diverse cose non mi sono piaciute.
    Prima in assoluto è la narrazione in mano ad ...continua

    Nel complesso il libro è stato carino, una storia di coraggio e sacrifici, una sorta di "giallo" particolare. Tuttavia diverse cose non mi sono piaciute.
    Prima in assoluto è la narrazione in mano ad Abira, la povera ed ignorante ragazza barbara. La storia ha una struttura a scatola cinese, parte a raccontare una ragazza del villaggio che incontra Abira, che racconta le sue avventure, alcune delle quali le sono state raccontate da terzi. A questo punto credo che una narrazione in terza persona sarebbe stata più ordinata e meno introspettiva, perché diciamocelo: l'introspezione della ragazza, che in tutta la vicenda ha un ruolo marginale, è perfettamente inutile, tanto valeva far raccontare tutto ad un generale dei diecimila.
    Secondo: Abira incontra un uomo vicino al pozzo del suo villaggio e, senza avergli mai parlato, decide di fuggire con lui dopo esserglisi concessa senza troppe esitazioni. I due appartengono a due culture diverse, hanno lingue diverse, sono di una casta diversa. Insomma tutta la faccenda dell'innamoramento non sta in piedi perché non ci sono le basi per un possibile attaccamento tra i due personaggi, senza contare che Xeno, l'amore di Abira, la tratta sempre come poco più di un animale da soma.
    Terzo: tutta la trama è nel complesso parecchio ripetitiva, costellata da fuge, combattimenti, molti morti, atti eroici e impossibili, guerrieri invincibili. Ad appensantire il tutto sono le lunghe riflessioni della narratrice sulla morte, che sono almeno una decina e tutte uguali.
    Di positivo c'è il fatto che la storia mi è sembrata abbastanza avvincente, non mi sono annoiata. Altri punti di forza sono i tradimenti e le rivelazioni inaspettate, che aumentano la tensione.
    In verità mi aspettavo di più dal maestro dello Scudo di Talos e Il mio nome è Nessuno. Questo può essere perdonato se si considera il fatto che il libro è ispirato all'Anabasi, l'opera greca che riporta la stessa storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Che scoperta!

    Mi sono appassionata da poco ai romanzi storici e Manfredi non poteva mancare nella mia libreria. Devo confessare di averlo iniziato piuttosto titubante, non è facile che uno scrittore storico mi piac ...continua

    Mi sono appassionata da poco ai romanzi storici e Manfredi non poteva mancare nella mia libreria. Devo confessare di averlo iniziato piuttosto titubante, non è facile che uno scrittore storico mi piaccia, più verosimile è il contrario. Manfredi è stata una rivelazione. Questo romanzo mi ha appassionata pur non avendo un ritmo frenetico negli eventi, tutt'altro. La figura di Abira è forte e determinata. Mi è piaciuto molto il ruolo dell'autore che ha scritto il romanzo dal punto di vista femminile e non maschile come ci si aspetterebbe.
    Un buon inzio, direi, per scoprire quest'autore!

    ha scritto il 

  • 5

    La leggenda dei mantelli rossi

    Questo romanzo storico mi ha appassionato tantissimo. Sarà che l'argomento in sè mi è sempre interessato ma non sono riuscito a non divorarlo.
    Le descrizioni, il tempo che passa, i sentimenti...
    Incre ...continua

    Questo romanzo storico mi ha appassionato tantissimo. Sarà che l'argomento in sè mi è sempre interessato ma non sono riuscito a non divorarlo.
    Le descrizioni, il tempo che passa, i sentimenti...
    Incredibilmente coinvolgente!

    ha scritto il 

  • 0

    Alcune ragazze trovano una ragazza lapidata ma viva che racconta loro la sua storia: un giorno affascinata da un cavaliere,segue un esercito. Tutto ad un tratto i due si innamorano e così lei continua ...continua

    Alcune ragazze trovano una ragazza lapidata ma viva che racconta loro la sua storia: un giorno affascinata da un cavaliere,segue un esercito. Tutto ad un tratto i due si innamorano e così lei continua a seguire l’esercito verso una tappa sconosciuta. Dopo essere entrati per molti chilometri nell' impero assiro devono scontrarsi contro l’impero del gran re, fratello del capo della spedizione. Gli “ospiti” erano in netta minoranza ma comunque incutevano terrore grazie ai mantelli rossi: un corpo di battaglia molto disciplinato e forte. Dopo una serie di battaglie, l’esercito ospite dovette abbandonare il campo e scappare per le montagne dove perse molti uomini. Pochi, rispetto agli uomini in totale, si sono salvati. La ragazza torna dalla famiglia, che la fece lapidare perché era scappata di casa con un uomo che non aveva sposato. Non mi è piaciuto perchè parla poco della battaglia.
    Filippo D. (1 Liceo Bertolucci a.s. 2013/14)

    ha scritto il 

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