L'armata perduta

Di

Editore: Mondadori

3.8
(1929)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804562102 | Isbn-13: 9788804562108 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Una delle più epiche avventure dell'età antica: la lunghissima marcia, attraverso incredibili pericoli e peripezie, che diecimila mercenari greci - dopo la disfatta del principe persiano Ciro, sotto le cui insegne si erano battuti, contro il fratello Artaserse alle porte di Babilonia - compiono per tornare in patria. È l'impresa gloriosa e tragica documentata nel IV secolo a.C. da Senofonte nell'Anabasi, che proprio Valerio Massimo Manfredi ha studiato e tradotto negli anni '80. Ma in questo romanzo le atrocità della guerra e l'eroismo di ogni soldato, il fasto e le crudeli bizzarrie della corte persiana, le insidie di una natura selvaggia e le amicizie più indissolubili sono narrate in una prospettiva completamente inedita: dalla voce di una donna, la bellissima siriana Abira, che per amore di Xenos lascia ogni cosa e condivide il destino dei Diecimila. Attraverso gli occhi di Abira, le donne diventano le protagoniste della grande Storia.
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  • 3

    E' la prima volta che leggo questo genere di romanzo, devo ammettere che l'autore ha saputo rendere la storia curiosa, scorrevole, leggibile anche per chi non ama questo genere (probabilmente la stess ...continua

    E' la prima volta che leggo questo genere di romanzo, devo ammettere che l'autore ha saputo rendere la storia curiosa, scorrevole, leggibile anche per chi non ama questo genere (probabilmente la stessa storia scritta da altri sarebbe diventata un mattone infinito); interessante seguire il racconto attraverso gli occhi di Abira; devo però ammettere che non ha avuto grosse emozioni e non mi ha lasciato poi molto. Sperimentare questo nuovo genere non è stato per me un successo, probabilmente ne sono poco affine.

    ha scritto il 

  • 3

    “Dal momento in cui veniamo al mondo sul nostro capo pende una condanna a morte. Resta solo da sapere come e quando”.

    Cosa può sognare una ragazza condannata a sottostare per tutta la sua esistenza al volere degli altri, a vivere una vita da servitrice, a un matrimonio combinato dalla propria famiglia con un uomo che ...continua

    Cosa può sognare una ragazza condannata a sottostare per tutta la sua esistenza al volere degli altri, a vivere una vita da servitrice, a un matrimonio combinato dalla propria famiglia con un uomo che non ama? Di trovare un giorno sul suo cammino un cavaliere in sella a un cavallo bianco con cui poter scappare da quella prigione chiamata vita.
    E’ così per Abira, una ragazza che abbandona il piccolo villaggio di Beth Qadà per seguire l’amore di un giovane guerriero a cavallo che un giorno irrompe nella sua monotona esistenza. Non sa che decidendo di unire la sua vita a quella dell’uomo, oltre ad essersi macchiata di una grave forma di tradimento nei confronti della sua famiglia, si ritroverà coinvolta in una pericolosa e al contempo affascinante avventura, quella dei diecimila mercenari greci ingaggiati dal principe persiano Ciro con l’intento di sconfiggere e rovesciare la tirannia dello spietato fratello Artaserse.
    Manfredi riscrive una parte dell’Anabasi di Senofonte romanzandola parecchio,ma il risultato finale è lo stesso più che buono, un romanzo avvincente ed emozionante con descrizioni vivide, precise e definirei anche quasi poetiche di luoghi e battaglie, tipiche di chi conosce molto bene la materia(non a caso Manfredi in una delle sue tante spedizioni archeologiche ha percorso buona parte del tragitto compiuto dai Diecimila).
    I personaggi presenti nella storia sono tanti, dalle più molteplici caratterizzazioni: ci sono eroi, traditori, guerrieri coraggiosi e carismatici, vecchi saggi e generosi, ma tra tutti quanti quello per cui ho provato più empatia è il personaggio di Abira(mi è piaciuto molto questa visione femminile di tutta la storia), una ragazza intelligente e coraggiosa, condannata a una vita monotona ma allo stesso tempo tranquilla a cui decide di rinunciare per seguire quell’amore e quella passione che mai avrebbe conosciuto se fosse rimasta al suo villaggio.
    Il finale non me l’aspettavo e questo mi ha fatto ancora di più apprezzare questo romanzo, anche se non manca di difetti(ci sono alcuni passi superflui e alcune situazioni inverosimili).
    Non siamo ancora ai livelli eccelsi di “Alexandros”, ma viste quelle che sono state le sue ultime letture che ho fatto e visto ciò che sto leggendo con “l’impero dei draghi” non mi posso di certo lamentare.

    “C’è che ritiene che l’amore sia una specie di malattia che ti assale all’improvviso e forse è vero, ma dopo tutto questo tempo e tutto quello che ho passato penso che si tratti del sentimento più alto e più potente di cui è capace un essere umano. Penso anche che in virtù di questo sentimento una persona sia in grado di superare ostacoli talmente difficili da scoraggiare o spaventare chiunque non sia capace di provarlo”.

    ha scritto il 

  • 4

    L'armata invincibile

    Il romanzo tratta di un argomento storico, la battaglia tra Ciro e il fratello Artaserse, re di Persia, in chiave nuova e rivisitata. La narrazione avviene infatti attraverso gli occhi di una donna, A ...continua

    Il romanzo tratta di un argomento storico, la battaglia tra Ciro e il fratello Artaserse, re di Persia, in chiave nuova e rivisitata. La narrazione avviene infatti attraverso gli occhi di una donna, Abira che scappa dal suo villaggio per seguire il suo grande amore, mercenario al servizio di Ciro, Xeno. Il viaggio di questa donna è anche la prima volta in cui vede le terre al di fuori del suo villaggio. Ho trovato appassionante il modo in cui descrive cose che per noi sono scontate, come il mare. Il romanzo storico quindi rimane comunque avvincente pur trattando di argomenti talvolta pesanti e ripetitivi. Solo in qualche punto l'ho trovato noioso e inverosimile, come l'innamoramento tra Abira e Xeno, due persone di cultura e lingua diversa, che avviene con uno sguardo. Moltissimi colpi di scena rendono la lettura appassionante e intrigante. Racconta il coraggio di quei tredicimila uomini ricordati però come i Diecimila, che grazie alla loro intelligenza e prontezza d'animo affrontano durissime prove, tradimenti, intrighi. Amore, amicizia, guerra e fedeltà si intrecciano in capitoli drammatici e avvincenti. Il cambiamento dei luoghi attraverso cui avviene il loro viaggio corrisponde al cambiamento nell'animo dei personaggi che ci rende la lettura ancora più emozionante.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Armata perduta

    L'Armata perduta di Valerio Massimo Manfredi tratta un argomento storico, avvolto però in un clima leggendario. Narra l'impresa dell'armata assoldata da Ciro, fratello del re di Persia Artaserse, per ...continua

    L'Armata perduta di Valerio Massimo Manfredi tratta un argomento storico, avvolto però in un clima leggendario. Narra l'impresa dell'armata assoldata da Ciro, fratello del re di Persia Artaserse, per conquistare il trono dell'Impero, ma gli eventi sono raccontati da una ragazza, Abira, che dal suo villaggio di Beth Qadà decide di seguire il suo grande amore, un mercenario unitosi ai "mantelli rossi" spartani. Saranno proprio questi ultimi eroi, i Diecimila, con il loro coraggio e la loro grande dignità, grazie anche all'intelligenza e all'intuito della ragazza barbara, a sopravvivere a durissime prove, inganni, tradimenti e accordi segreti, nel bellissimo scenario dell'Impero Persiano, quando tutto sembrava perduto. Non mancano però l'amicizia e l'amore, che caratterizzano la storia, con un finale inaspettato. Le descrizioni sono dettagliate e le emozioni trasmesse forti e avvincenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro è consigliabile a chiunque abbia un particolare interesse per la storia, perchè di questo si tratta: un racconto storico molto dettagliato, per quanto i fatti siano inseriti in una cornice pi ...continua

    Il libro è consigliabile a chiunque abbia un particolare interesse per la storia, perchè di questo si tratta: un racconto storico molto dettagliato, per quanto i fatti siano inseriti in una cornice piuttosto originale e raccontati da un punto di vista nuovo ed interessante. Per questo, pur avendo apprezzato il libro, non chiederei di rileggerlo, se non prima di una versione di greco.

    ha scritto il 

  • 3

    Voto: 3.5

    Ricostruzione romanzata molto fedele della celebre Anabasi di Senofonte, ben organizzata sia dal punto di vista storico che letterario. Manfredi sa cosa scrive e come scriverlo bene, e le pagine si le ...continua

    Ricostruzione romanzata molto fedele della celebre Anabasi di Senofonte, ben organizzata sia dal punto di vista storico che letterario. Manfredi sa cosa scrive e come scriverlo bene, e le pagine si leggono rapidamente ed in maniera scorrevole anche laddove la punteggiatura costringa ad una visione tutta d'un fiato.
    Non raggiunge la quarta stelline soltanto perchè, nonostante sia un ottimo romanzo, il finale adolescenziale cozza molto con il crudo realismo dell'intera opera, e nella seconda parte vengono a mancare alcuni dei personaggi più suggestivi del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Comprato per mio figlio, ho deciso di leggerlo, complice la recente virata delle mie letture sulla storia greca. E' il primo libro di Manfredi che mi concedo e, alla fine, mi è sembrata una lettura in ...continua

    Comprato per mio figlio, ho deciso di leggerlo, complice la recente virata delle mie letture sulla storia greca. E' il primo libro di Manfredi che mi concedo e, alla fine, mi è sembrata una lettura interessante. Si tratta della versione romanzata dell'Anabasi senofontea, il racconto dell'incredibile traversata dell'Asia dei Diecimila, ingaggiati dal persiano Ciro per combattere il fratello Artaserse e costretti alla fuga dopo la sconfitta. Manfredi non è un dilettante: conosce le fonti, conosce i luoghi per averli percorsi e sa raccontare. Certo, il suo è un romanzo storico che non sa sollevarsi al di sopra del genere, non sa farsi alta letteratura come l'Adriano della Yourcenar o il Giuliano di Gore Vidal, tuttavia mi pare un'ottima strada per appassionare alla storia i ragazzi, senza infarcirli di fandonie americane. Per un lettore adulto e 'scafato' certe indulgenze sul sentimentalismo e l'eroismo sono troppo zuccherose, ma il tentativo di rendere digeribile la storia a un vasto pubblico mi sembra, tutto sommato, più che apprezzabile!

    ha scritto il 

  • 5

    se amate la storia non potete farvelo mancare!

    É la perfetta trasposizione (romanzata con piccole concessioni alla fantasia) dell'anabasi di Senofonte
    Bel libro, piacevole la lettura

    ha scritto il 

  • 1

    La gioia perduta

    Sia chiaro, io amo alla follia Manfredi.
    Ma certe sue opere, ragazzi... sono di un pesante...

    Guardatevi dalle opere di Manfredi quando sono scritte in prima persona. Lui scrive sempre benissimo, ma q ...continua

    Sia chiaro, io amo alla follia Manfredi.
    Ma certe sue opere, ragazzi... sono di un pesante...

    Guardatevi dalle opere di Manfredi quando sono scritte in prima persona. Lui scrive sempre benissimo, ma quando vuole impersonare i suoi personaggi diventa infamante.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo davvero commovente che ripercorre le vicende dell'armata dei Diecimila, sperduti nei territori a loro ostili lungo il Tigri e l'Eufrate, ma con un tocco in più che rende la storia ancora più c ...continua

    Romanzo davvero commovente che ripercorre le vicende dell'armata dei Diecimila, sperduti nei territori a loro ostili lungo il Tigri e l'Eufrate, ma con un tocco in più che rende la storia ancora più commemorativa: la narrazione in prima persona di una donna.

    ha scritto il 

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