L'arpa di Davita

Di

Editore: Garzanti

4.2
(416)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese

Isbn-10: 8811662893 | Isbn-13: 9788811662891 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Dario Villa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
E' un anno cruciale quello in cui Davita a otto anni comincia a farsi un'idea del mondo: l'America si lascia alle spalle la crisi del '29 e i suoi genitori, intellettuali impegnati a sinistra, sognano l'avvento di una società più giusta. Ma l'affermazione del fascismo e del nazismo in Europa spegne ogni ottimismo. Davita adolescente si accosterà all'ebraismo, la religione della sua famiglia, scoprendovi non un rifugio consolatorio, ma una chiave per capire il mondo.
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  • 5

    Un libro di una bellezza incredibile, raccontato in prima persona da Ilana Davita, una ragazzina di otto anni, che parla di politica, di famiglia, di solitudine, del cosa vuol dire crescere, del cosa ...continua

    Un libro di una bellezza incredibile, raccontato in prima persona da Ilana Davita, una ragazzina di otto anni, che parla di politica, di famiglia, di solitudine, del cosa vuol dire crescere, del cosa vuol dire essere una ragazza, in un'America della fine degli anni trenta. Il tutto con il sottofondo musicale di un'arpa eolica. I pensieri sono semplici e lineari come solo i bambini sono capaci di fare.
    Ma Ilana, è una bambina speciale è intelligente, è arguta, è curiosa, con una sensibilità fuori dal comune, ma è anche sola. Una bambina ebrea da parte di madre, il padre è cristiano ma entrambi non sono credenti, che impara a crescersi da sola, forse anche normale per i tempi un po' meno per i nostri. I genitori Anna e Micheal sono molto impegnati politicamente con il partito di sinistra a New York e instaurano un rapporto con la figlia non come adulto e bambino ma quasi come da pari a pari. E questo è anche un vantaggio, perchè è una bambina che cresce indipendente e legge, e tanto, anche quello che normalmente leggerebbe un grande.
    Potok ci mostra il periodo storico con gli occhi di una bambina: l'ascesa del fascismo, la guerra civile in Spagna, la tragedia di Guernica, la delusione della sinistra, le paure e in alcuni casi l'ignoranza degli ebrei. E bello vedere anche come questo scrittore, nonostante sia rabbino, sembra capire la disegualianza che c'è tra uomini e donne nella sua religione e attraverso Ilana le mette in evidenza.
    Ma oltre a Davita e i genitori, il libro è pieno di bellissime persone come Jackob Daw e Zia Sarah, ma anche il Signor Dinn, David, i signori Helfman e la figlia Ruthie.
    ... e dopo tutto quello che ho scritto, ho l'impressione di non essere riuscita in pieno a descrivere la bellezza di questo libro ...

    ha scritto il 

  • 5

    QUESTO SI!! CHE E' UN LIBRO!!!!!

    Mi risulta abbastanza difficile scriverne perchè mi sembra di tralasciare sempre qualcosa di molto importante. Infatti ho finito di leggerlo da più di una settimana e mi ritrovo a pensare, potrei dire ...continua

    Mi risulta abbastanza difficile scriverne perchè mi sembra di tralasciare sempre qualcosa di molto importante. Infatti ho finito di leggerlo da più di una settimana e mi ritrovo a pensare, potrei dire questo e anche questo,o forse quello,mi sto dimenticando di .........come faccio a farci stare tutto??
    Davita è una ragazzina di intelligenza e sensibilità fuori dal comune, qualità che un contesto familiare molto speciale rende particolarmente acute: la madre(Anna) ebrea e il padre(MIchael) cristiano, entrambi non credenti, sono due intellettuali di sinistra, fortemente impegnati in politica nella New York degli anni trenta, che si rapportano con la figlia con tenerezza, ma quasi da pari a pari.(P. Mostra di conoscere profondanente la naturalezza e la spontaneità che un bambino può avere nel rapporto con gli adulti,quando è cresciuto in un clima di acciglienza e rispetto per l'infanzia,il padre è piu ironico e affettuoso,espansivo con lei,la madre più seria e riservata,ma entrambi sono sinceri e attenti)
    E così il lettore vive con gli occhi di Davita alcuni degli eventi chiave del ‘900, quali l’ascesa del fascismo e la guerra civile in Spagna, assiste alla fine delle illusioni dei genitori, intellettuali che speravano nella fine del capitalismo e nell’avvento di una società più giusta. Con la tragedia di Guernica, nel ’37, dove si compie il destino del padre di Davita, ogni speranza sembra essere tramontata.
    Ma Davita vive anche un conflitto culturale che la porta alla fine ad allontanarsi dagli ideali dei genitori, per avvicinarsi progressivamente alle tradizioni e alla religione ebraica, in cui troverà conforto nel senso di appartenenza a una comunità.
    Il dolce e discreto tintinnio dell'arpa eolia è la stupenda colonna sonora di questo romanzo.
    Tutti i personaggi del romanao sono positivi.ì,negative sono le ideologie(Comunismio,fascismo,nazismo)
    Anna è seria intransigente dedita al lavoro e alla causa raramente ha manifestazioni di tenerezza verso Davita,ma il suo amore è grande,Anna è strana e affascinante Anna è ghiaccio bollente.
    Le carezze i baci le manifestazioni d'affetto sono appanaggio di Michael”Vieni qui e sommergimi di abbracci.Così va bene.Più forte.Così.QUESTO sì che è un abbraccio.”
    Mi ha colpito il fatto che Potok rabbino rigorosamente ortodosso spenda molte pagine a favore delle donne, messe all'angolo dalla religione ebraica tradizionale queste pagine non possono passare inosservate contengono molte tirate d'orecchio alla tradizione (Uomini e donne separati in sinagoga,la preghiera rituale per i morti che non può essere pronunciato da una donna, la storia del premio a scuola, la reazione del padre ebreo alla violenza contro la figlia) .
    Davita come Spinosa mette in discussione che la Torah sia stata scritta da Dio,e mostra il suo disappunto per il non coinvolgimento delle donne nei riti " i muri erano leggi per alcuni,e le leggi erano muri per altri". Lei e la madre (dopo il crollo degli ideali comunisti si riavvicinerà alla religione e sposerà il cugino) oseranno sfidare le ferree regole.
    Libro denso,coinvolge a tal punto che sembra di essere un personaggio del libro,che so!!!!un vicino di casa,un genitore di un compagno di scuola.il fruttivendolo,il giornalaio........
    Difficile da commentare (almeno per me) e mi scuso con ZIO JAKOB, ZIA SARA, EZRA,DAVID,I SIGNORI HELFMAN,RUTHIE per non averli menzionati,ma sono tutti nel mio cuore.
    Potri dire che do una*in meno per l'ultima parte,ma siccome non so bene che critica fare,non lo dico!!

    ha scritto il 

  • 4

    I bambini ci guardano

    "Niente di ciò che scrivo può essere tanto stupefacente quanto la vita che, in verità, è tra tutte le storie la più strana" Un gran bel libro, Potok non si smentisce. Credo che leggerò tutto di lui. ...continua

    "Niente di ciò che scrivo può essere tanto stupefacente quanto la vita che, in verità, è tra tutte le storie la più strana" Un gran bel libro, Potok non si smentisce. Credo che leggerò tutto di lui.

    ha scritto il 

  • 4

    La verità è sovente molto dolorosa, ma è l'unica cosa che possa salvarci"

    Il titolo di questo libro prende spunto da un arpa eolia appesa all'interno sulla porta d'ingresso della casa di Ilania Davita Channah. Ma che cos'è questo strano oggetto? È uno strumento musicale , l ...continua

    Il titolo di questo libro prende spunto da un arpa eolia appesa all'interno sulla porta d'ingresso della casa di Ilania Davita Channah. Ma che cos'è questo strano oggetto? È uno strumento musicale , le cui corde non vengono fatte vibrare dalle mani dell'uomo, ma dal movimento dell'aria, così che quando "la porta la si apriva o la si chiudeva le palle percuotevano le corde e si sentiva ting tang tong tung ting tang nel più dolce e gentile del toni".
    Questo romanzo é ambientato in America,negli anni successivi alla grande crisi del 1929, Ilania o Davita è una bimbetta di otto anni, indipendente,dotata di una spiccata intelligenza, il suo più grande pregio è la curiosità innata per l'universo che la circonda, queste qualità sono sicuramente stimolate e accentuate da un contesto familiare molto particolare; madre ebrea, padre cattolico entrambi non sono più credenti, lei intellettuale lui giornalista, di sinistra, entrambi attivamente impegnati politicamente. Ilania vi renderà partecipe della sua quotidianità, vi parlerà di sentimenti e valori forti, di amore,di perdita, di solitudine, di delusioni, di fede e di giustizia ma sopratutto di libertà; la libertà di poter scegliere ....

    Il romanzo appare all'inizio un po' lento, ma poi tende via via a divenire sempre più coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 5

    Davita a New York

    E' uno dei romanzi americani contemporanei fra i più belli in assoluto
    L'autore è C. Potok, ebreo di profonda cultura e umanità.
    Egli non fa parte degli 'sradicati' che numerosi popolano il Nuovo Cont ...continua

    E' uno dei romanzi americani contemporanei fra i più belli in assoluto
    L'autore è C. Potok, ebreo di profonda cultura e umanità.
    Egli non fa parte degli 'sradicati' che numerosi popolano il Nuovo Continente, non è caduto nel vortice del materialismo consumista, né è stato travolto dalla crisi di valori. Ha, invece, alle spalle una tradizione millenaria trasferita, dall'Europa dei ghetti e dei pogrom, in America, ove rivive in nuove comunità ricostituite.
    In lui troviamo certamente un acuto osservatore della realtà, ma senza il nichilismo e la disperata freddezza che caratterizzano alcuni narratori statunitensi di oggi.
    "L'arpa di Davita", ambientato a New York negli anni '30/40 del '900, è un romanzo di grande profondità umana, ricco di stimoli, palpitante nella ricerca di autenticità; come tutte le opere di Potok, quasi terapeutico, per chi ha bisogno di riconciliarsi con la vita.
    Benché io abbia solamente conoscenze sommarie della cultura ebraica, ho comunque apprezzato l'opera nella sua interezza: lo spessore e la complessità dei personaggi, i rimandi allo scenario storico, la pacata bellezza della scrittura, che ne fanno una lettura affascinante e molto gradevole.
    Il romanzo inizia un po' in sordina e tende via via a lievitare in progressivo coinvolgimento.
    C'è una famiglia: marito giornalista di origini cristiane, moglie di famiglia ebraica; entrambi con vissuti scioccanti in cui vita personale e Storia dolorosamente colludono, aderiscono totalmente all'ideologia marxista un po' come si entra in una setta.
    La figlia Davita cresce in quest'ambiente caratterizzato da lunghe riunioni serali e improvvisi cambi di residenza (non era facile all'epoca essere comunisti negli USA). Fra gli oggetti amati, che seguono ovunque la famiglia, un'arpa eolia, simbolo di continuità in una vita densa di cambiamenti.
    L'Europa è in tumulto; il diffondersi di sistemi autoritari di matrice fascista crea un allarme a cui è difficile sottrarsi: il padre andrà in Spagna come inviato di guerra durante il divampare della cruenta lotta che porterà Franco al potere.
    Da un amico di famiglia giungono toccanti dettagli del bombardamento scatenato su Guernica; quasi altrettanto sconvolgenti le notizie sulle faide interne alla Sinistra. Un altro avvenimento, che contribuirà a dare una svolta alle vicende private della famiglia , sarà il Patto tedesco-sovietico.
    Quest'opera, però, è soprattutto un romanzo di formazione: la giovane protagonista (e voce narrante), pur fra le tortuose complessità della vita, approderà ad una promettente adolescenza e consapevolezza femminile.

    Il lettore che si affeziona a Davita, potrà ritrovarla in tre momenti della sua vita adulta nel libro "Vecchi a mezzanotte".

    ha scritto il 

  • 0

    Una storia avvincente, e densa di belle persone (il che forse la rende un po' irreale, per noi italiani del XXI secolo:_)).
    Persone che hanno solidi valori, alla cui attuazione dedicano la propria esi ...continua

    Una storia avvincente, e densa di belle persone (il che forse la rende un po' irreale, per noi italiani del XXI secolo:_)).
    Persone che hanno solidi valori, alla cui attuazione dedicano la propria esistenza in modo completo, perchè i valori ed i sogni coincidono.
    E quando i sogni si frantumano, cadono in pezzi, questo genere di persone va sì in crisi, ma sa poi ricostruire una identità nuova, con sogni nuovi...perchè una vita senza sogni vale davvero poco.

    Ilana Davita, che bel personaggio...
    Una bimba-adulta curiosissima, che perennemente e ostinatamente interroga (se stessa e gli altri) sul significato delle parole e dei fatti.
    Una bimba/ragazza destinata ad esser sempre la migliore, eppure perennemente discriminata dalla comunità e dalla scuola in quanto donna.
    Suo padre Michael Chandall, giornalista e militante comunista, che "copre" con passione la guerra di Spagna e muore nel bombardamento di Guernica (1937) per salvare una monaca.
    Sua madre Channah, bellissimo esemplare di donna combattente che cerca di dare a sua figlia l'apertura mentale che suo padre le aveva pervicacemente negato - ed è così intelligente da capire quando e quanto il sogno di un mondo migliore non possa più appoggiarsi su una esperienza totalitaria - specie quando questa si allea con il nazismo, il male assoluto.
    Lo "zio" Jakob Daw, scrittore ebreo e intellettuale dalla salute precaria, viene cacciato dagli USA come sovversivo quando ormai, dopo essere stato in Spagna ed aver visto i comunisti uccidere la rivoluzione e chiunque ci credeva, non è più nè comunista nè tantomeno crede in Stalin...
    La zia Sarah, dalla religiosità cristiana vissuta come forza potente ma tollerante, corre in Spagna a fare l'infermiera (cosciente che il fascismo dilagante è un pericolo peggiore del comunismo).
    E poi c'è l'arpa eolia appesa sulla porta di ingresso di casa, ci sono i mille appartamenti, le mille riunioni, il partito, le manifestazioni.

    E poi il variegatissimo mondo della comunità ebraica, con le sue infinite tipologie di personaggi, che vanno da una interpretazione dell'ebraismo fanatica e integralista ad una quasi laica e certamente aperta...

    Ilana si avvicina con curiosità a questo nuovo mondo (che è poi il mondo da cui sua madre si è distaccata in modo drammatico), lo approccia con tenacia e un interesse sincero, che nasce da un desiderio semplice e naturale - la conoscenza, la condivisione, usando il canto come mezzo.

    La scrittura di Potok è piana e piacevole, e la storia è incredibilmente ricca su tutti i piani - quello individuale, quello della comunità comunista ed ebraica, quello della società americana tra il 1930 ed il 1940.

    Grazie a Nicoletta per avermelo consigliato e prestato: è stato veramente un bel regalo.

    Chiudo con una parentesi molto personale.
    Ho iniziato a leggere questo libro molti mesi fa, in un periodo in cui avevo poca voglia di sentire nuove storie.
    Mi ha avvinto da subito, ma non ero nel periodo giusto per recepire una bella storia.
    Poi, circa un mese fa, è morto mio padre, a 89 anni (per fortuna una morte improvvisa e bellissima, senza dolore).
    E in quest'ultima settimana ho ripreso il libro in mano, con uno spirito completamente diverso, e l'ho terminato con una lettura appassionata e vorace.
    Ciò che è accaduto mi sta cambiando. Non so ancora come: mi sto osservando con attenzione.
    Per ora, superato il primo comprensibile momento di smarrimento e confusione, la prima sensazione è quella di una fortissima spinta vitale (ora sono io quello che deve usare bene il tempo rimasto!)
    Fine della parentesi...

    ha scritto il 

  • 4

    I romanzi di Potok non sono come quelli di tutti gli altri autori. Ha un modo di scrivere direi quasi paterno che guida il lettore a un approccio con il mondo carico di generosità e di idealismo. I pe ...continua

    I romanzi di Potok non sono come quelli di tutti gli altri autori. Ha un modo di scrivere direi quasi paterno che guida il lettore a un approccio con il mondo carico di generosità e di idealismo. I personaggi di Potok non mettono mai se stessi al centro della propria vita ma delle idee o meglio degli ideali per i quali sacrificano le cose che ritengono più importanti, come la famiglia e gli affetti. Le passioni non danno mai una svolta al romanzo anche se nell'arpa di Davita troviamo una donna bellissima e intelligente, la madre di Davita, al centro dell'interesse di tre uomini il marito Michel, zio Jacob e il cugino Ezra. Ma nessuno di loro è poco meno che corretto. Mai un pensiero storto. Il personaggio che ho amato di più è zio Jacob, lo scrittore, e soprattutto le sue storie strampalate, senza capo nè coda e senza finale che ci regalano le pagine più belle del romanzo.
    In un mondo di cavalli neri bisogna essere il cavallo grigio di zio Jacob, che vive e muore solo, ma porta qualcosa di nuovo, nuove idee. In un certo senso bisogna essere anche come l'uccello , alla ricerca della musica del mondo, del senso delle cose, dell'origine del bene e del male. Bella l'irrequietezza dello scrittore, che scrive cose senza senso, ma cerca la verità nella sua confusione e dice solo la verità per quanto non piaccia a nessuno. Non persegue il successo, non cerca e non riscuote l'approvazione e gli applausi ma si lascia dietro quasi una palpabile delusione e sconcerto nel pubblico. Non è capito, non è amato, e anzi, è frainteso e alla fine muore non tanto per le sue idee quanto per la sua ricerca della verità.
    Mi ha colpito il fatto che pur rigorosamente ortodosso Potok spende molte pagine a favore delle donne, messe all'angolo dalla religione ebraica tradizionale. Forse a dei cattolici/atei come noi queste pagine potrebbero passare inosservate ma contengono molte tirate d'orecchio alla tradizione ebraica (la preghiera rituale per i morti che non può essere pronunciato da una donna, la storia del premio a scuola, la reazione del padre ebreo alla violenza contro la figlia) che solo un ebreo può cogliere nel suo pieno significato.
    La prima parte del libro è bellissima, poi l'evoluzione della storia non mi ha soddisfatto pienamente. Il secondo matrimonio, il rapporto tra fratellastri ecc... Non so, c'è qualcosa che non mi convince del tutto. In ogni caso un bellissimo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia è narrata in prima persona da un'adolescente americana : i genitori, il padre giornalista americano, la mamma immigrata polacca che ha vissuto i pogrom, sono due intellettuali marxisti che ...continua

    La storia è narrata in prima persona da un'adolescente americana : i genitori, il padre giornalista americano, la mamma immigrata polacca che ha vissuto i pogrom, sono due intellettuali marxisti che vivono intensamente i fatti storici che vanno dal primo dopoguerra alla II guerra mondiale. Il racconto però narra anche, e non poteva essere altrimenti visto l'autore, il fascino che la cultura ebraica esercita sulla protagonista Davita. Il romanzo racconta bene le speranze e le disillusioni dell'epoca e la storia è coinvolgente nonostante la scelta narrativa di frantumare il racconto in immagini di ricordi. Il finale è, probabilmente secondo la prospettiva dell'autore, di rappacificazione e consolatorio.

    ha scritto il 

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