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L'arte d'amare

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(573)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8881293307 | Isbn-13: 9788881293308 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
L'arte d'amare è un raffinato manuale di corteggiamento e di seduzione. Nulla di perverso, nulla di greve, nulla di intensamente peccaminoso ma, in compenso, tutto è immerso in una atmosfera di incantata sessualità, dai precetti di un comportamento amoroso, alle frequenti deliziose divagazioni mitologiche che servono a esemplificare i consigli e le situazioni suggerite.
Dall'introduzione di Luca CAnali
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  • 4

    Dato che non mi sento abbastanza competente per poter fare un commento serio a Ovidio penso che mi limiterò a uno un po' più terra terra.
    Questo volumetto in primo luogo mi ha dato la certezza che se Ovidio mi avesse vista mangiare e bere mi avrebbe presa a craniate; per fortuna che i tempi ...continua

    Dato che non mi sento abbastanza competente per poter fare un commento serio a Ovidio penso che mi limiterò a uno un po' più terra terra.
    Questo volumetto in primo luogo mi ha dato la certezza che se Ovidio mi avesse vista mangiare e bere mi avrebbe presa a craniate; per fortuna che i tempi sono cambiati o non sarei mai stata avvicinata da un uomo.
    Il libro primo poi si potrebbe rinominare l'arte dello stalking: non ho conoscenze storiche sufficienti per capire quanto i giovani romani rischiassero di essere malmenati dallo schiavo di turno a importunare secondo i consigli del poeta il gentil sesso, ma al giorno d'oggi a fare così una denuncia per atti persecutori non te la toglie nessuno. A parte questo è una lettura rilassante e un buon ripasso in materia di società e cultura della Roma augustea.

    ha scritto il 

  • 4

    Non intendo commentare in modo serio Ovidio... per questo ci sono fin troppi tomi.
    Semplicemente mi accorgo come la categoria dei cialtroni fosse ben sviluppata anche all'epoca dell'autore (ok, prova a redimersi nel terzo libro ma ormai il danno è fatto :P):
    "Et lacrimae prosunt: lacr ...continua

    Non intendo commentare in modo serio Ovidio... per questo ci sono fin troppi tomi.
    Semplicemente mi accorgo come la categoria dei cialtroni fosse ben sviluppata anche all'epoca dell'autore (ok, prova a redimersi nel terzo libro ma ormai il danno è fatto :P):
    "Et lacrimae prosunt: lacrimis adamanta movebis
    Fac madidas videat, si potes, illa genas;
    Si lacrimae ...
    Deficient, uncta lumina tange manu."

    Consigliato, in originale e/o traduzione :)

    ha scritto il 

  • 5

    Definirei questo classico un ‘classico moderno’.


    Leggere i classici è un nobile esercizio, non si tratta di fruire subito, come in un buon saggio contemporaneo, della forza argomentativa che vuole prepotentemente emergere.


    In un classico si tratta di cogliere questa forza dopo aver ...continua

    Definirei questo classico un ‘classico moderno’.

    Leggere i classici è un nobile esercizio, non si tratta di fruire subito, come in un buon saggio contemporaneo, della forza argomentativa che vuole prepotentemente emergere.

    In un classico si tratta di cogliere questa forza dopo aver pregustato la patina del linguaggio “antiquato” che potrebbe caratterizzarlo. Io sento di amare i classici per questo motivo e cioè perché leggere questo genere è come viaggiare con un sottomarino nel significato, affogando nell’increspatura del significante.

    Questo Ovidio è, ad ogni modo, semplice e fruibilissimo e, per giunta, tratta in maniera simpatica e poetica le dinamiche tortuose dell’amare, definito a buon ragione un’arte da affinare e da conquistare.

    L’opera è suddivisa in tre libri: nei primi due, il Vate Ovidio si rivolge agli uomini in tono cameratesco e li addestra a quest’arte, non mancando di paragonarla a quella appassionata del combattere. I suggerimenti che impartisce sono conditi di innumerevoli riferimenti mitici che rendono il racconto una narrazione dotta e profondamente ipertestuale.

    “L’amore è una forma di milizia. Via di qui, uomini pigri! / Non sono insegne, queste, da affidare ad uomini paurosi. / C’è la notte e il freddo, ci sono lunghe marce e dure sofferenze, / in questo dolce campo militare, e fatiche d’ogni sorta. / Sopporterai la pioggia che scroscia dalle nubi del cielo / e intirizzito giacerai spesso sulla nuda terra. “

    Il Libro Terzo è, invece, dedicato alle donne, intendendo Ovidio, in tal modo, non trascurare l’altra “fazione” di questa battaglia che è l’amore, offrendo anche a questa il suo breviario poetico:

    “Non era giusto che andaste disarmate contro uomini armati, / e vincere così, anche per voi, uomini, era un’onta.”

    L’arte di amare è un libro consigliatissimo a chi voglia farsi ancora illanguidire da belle rarefazioni del concetto più controverso, affascinante e temuto dall’umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Grazioso libricino, si sorride spesso leggendo i consigli un po' datati per sedurre gli amanti e le amanti, per conservare un amore, per conoscere l'altro/a, consigli pratici per conservare la bellezza, condito con molta ironia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro (un manuale) senza tempo.

    Passano i secoli, cambiano i vestiti e le case. Migliorano i mezzi di trasporto e di comunicazione. Le lingue mutano, le distanze si accorciano. La scienza e la medicina fanno passi da gigante. Migliorano la condizione di vita.
    Ma l'uomo no. Nè l'etica che gestisce i rapporti interpersonali ...continua

    Passano i secoli, cambiano i vestiti e le case. Migliorano i mezzi di trasporto e di comunicazione. Le lingue mutano, le distanze si accorciano. La scienza e la medicina fanno passi da gigante. Migliorano la condizione di vita.
    Ma l'uomo no. Nè l'etica che gestisce i rapporti interpersonali. Alla faccia dei social network, alla faccia del "Ma oggi si fa così!", alla faccia delle gonne lunghe o corte, del topless si oppure no, della pillola e del preservativo, dei matrimoni gay e della fecondazione assistita, l'uomo resta sempre lo stesso e leggere Ovidio è rassicurante.

    Gli uomini non devono essere troppo azzimati (un'eleganza sciatta è accettata) tuttavia deve essere pulito (unghie, barba, capelli e peli del naso); la gentilezza (anche se mirata) è sempre vincente così come l'insistenza. E le donne: non troppo truccate, non troppo ingioiellate, pulite e curate come sempre, bene educate a tavola e non devono esagerare col vino; evitare le menate agli uomini nè compiere il primo passo. Infine: a letto si è insieme e si deve godere tutti e due.

    Cosa c'è di nuovo? Nulla e per questo mi è piaciuto da matti rileggere questo libro: per me, mamma con figli tra poco teenagers, che mi preoccupo di Facebook e di come lo useranno, questo scritto invece mi rinforza sul fatto che il modo di comportarsi non è affatto mutato, che vale la pena a comportarsi bene (anche con qualche giusta monellata, come ci indica Ovidio) perchè sia che si chiamino orge o i bunga bunga erano disdicevoli adesso come allora.
    Ma la vera chicca è il complimento impagabile (perchè sincero) di Ovidio per le "vecchie cerve" con cui il sollazzo occasionale è sicuramente più godibile che non con le giovanette! Solo per questo meriterebbe 10 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Quod datur ex facili,longum male nutrit amorem
    Amore troppo facile, a fatica si gode a lungo
    Dopo esser stata lasciata dopo due mesi perfetti, durante i quali l'unica domanda era "dov'è la fregatura?", questa frase è perfetta.
    PERFETTA.

    ha scritto il 

  • 0

    Erotismo raffinato (... in tempi di Sfumature!)

    La lettura di "Heroides", quand'ero una studentessa, mi aveva fatto conoscere Ovidio come scrittore molto attento nel delineare la psicologia femminile. L'opera, infatti, raccoglie le lettere che lo scrittore immaginava avessero scritto alcune figure femminili dell'antichità classica (Medea, Aria ...continua

    La lettura di "Heroides", quand'ero una studentessa, mi aveva fatto conoscere Ovidio come scrittore molto attento nel delineare la psicologia femminile. L'opera, infatti, raccoglie le lettere che lo scrittore immaginava avessero scritto alcune figure femminili dell'antichità classica (Medea, Arianna, Didone, Penelope) ai loro amanti lontani o, ahimè, scomparsi. Spesso si tratta proprio di eroine sedotte e abbandonate.
    In questo breve poema in versi, invece, Ovidio si offre come Maestro per l'universo maschile e femminile al quale, con molta ironia e sottile presunzione, indirizza utili consigli per meglio riuscire nell'Ars amatoria. Ne viene fuori un quadro delizioso delle abitudini, delle tattiche seduttive e delle tecniche adulatorie sfoggiate dagli uomini e dalle donne alla fine del I sec. a.C.. Tra un sorriso compiaciuto e uno sguardo divertito, in diversi punti di questo breve trattatello erotico ho riconosciuto che, in fin dei conti e per certi aspetti, davvero poco è cambiato tra uomo e donna. Quando si dice che un classico è per sempre..

    ha scritto il 

  • 5

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobii italiano è nella libreria di migliaia di persone e ha 4 stelle e mezzo di valutazione, mentre i ...continua

    Quei momenti tristissimi in cui ti rendi conto che un romanzo giapponese d'appendice, un'opera perfettamente vacua e prodotta a tavolino con unico scopo quello di vendere copie a dei gonzi, sull'aNobii italiano è nella libreria di migliaia di persone e ha 4 stelle e mezzo di valutazione, mentre i capolavori immortali ed eccelsi della letteratura latina, e della sua filiazione diretta, la tradizione letteraria italiana, hanno a malapena 4 stelle e sono nelle librerie di poche decine di persone.
    Davvero credo che qualunque commento sarebbe superfluo.

    ha scritto il 

  • 5

    Fallite fallentes: come rimorchiare donne, uomini e esseri mitologici

    Ovidio era molto amato dai giovani professionisti della Roma bene dell'epoca cosiddetta volgare.L'era austera e moraleggiante dell'imperatore Augusto richiede alla società romana dell'epoca di comportarsi correttamente e di dedicare la propria vita al lavoro, alla famiglia. I giovani uomini dell ...continua

    Ovidio era molto amato dai giovani professionisti della Roma bene dell'epoca cosiddetta volgare.L'era austera e moraleggiante dell'imperatore Augusto richiede alla società romana dell'epoca di comportarsi correttamente e di dedicare la propria vita al lavoro, alla famiglia. I giovani uomini della Roma bene sono affermati professionisti, sono sposati e fanno molta vita mondana: feste, cene, passeggiate al Foro durante le quali incontrano giovani belle donne mondane quanto loro. Gli uomini si chiedono: come rimorchiarle? Ovidio racconta l'amore come un gioco, una continua schermaglia maliziosa tra i due sessi, una battaglia dolce e piccante nella quale ogni arma e' permessa. La mia parte preferita e' quella nel quale il poeta dice agli uomini: ingannate queste ingannatrici prima che loro vi ingannino. Se non vogliono baciarvi, voi insistete. Puo' darsi che lei ai rifiuti e allira questi baci prendili a forza. L'Ars amatoria costerà l'esilio a Ovidio perché inneggia a una sessualità fluida, libera, limpida come lo stile del poeta.

    ha scritto il