L'arte d'amare

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(648)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8881293307 | Isbn-13: 9788881293308 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
L'arte d'amare è un raffinato manuale di corteggiamento e di seduzione. Nulla di perverso, nulla di greve, nulla di intensamente peccaminoso ma, in compenso, tutto è immerso in una atmosfera di incantata sessualità, dai precetti di un comportamento amoroso, alle frequenti deliziose divagazioni mitologiche che servono a esemplificare i consigli e le situazioni suggerite.
Dall'introduzione di Luca CAnali
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  • 3

    L'ho scritto in un commento all'interno del volumetto (sì, perché io scrivo sui libri. Spero non sia un problema, LOL), lo ripeterò anche qui: Ovidio in fatto di amore mi appare molto moderno, per ess ...continua

    L'ho scritto in un commento all'interno del volumetto (sì, perché io scrivo sui libri. Spero non sia un problema, LOL), lo ripeterò anche qui: Ovidio in fatto di amore mi appare molto moderno, per essere un romano.
    Certo, parte dei contenuti è ovviamente "maschilista", anche se forse sarebbe meglio dire "in linea con le tradizioni dell'epoca", ad esempio nel suo elencare tutti i giochi e gli svaghi ai quali possono accedere i giovani uomini e a cui le donne non possono dedicarsi, ma già soltanto l'idea per cui entrambi debbano godere dell'atto sessuale è differente rispetto al pensiero dei greci o addirittura di alcuni contemporanei del poeta. Oppure anche il fatto che le donne, oltre agli uomini, se sposate, possano avere amanti... L'ho stimato, per dirla in gergo. E mi è piaciuto!

    ha scritto il 

  • 2

    Non è colpa di Ovidio, eh, da lui non mi aspettavo e non potevo aspettarmi niente di diverso.
    Ma questo modo finto calcolato e ipocrita di amare mi ripugna un po'.

    (E non dimentichiamoci che le tizie ...continua

    Non è colpa di Ovidio, eh, da lui non mi aspettavo e non potevo aspettarmi niente di diverso.
    Ma questo modo finto calcolato e ipocrita di amare mi ripugna un po'.

    (E non dimentichiamoci che le tizie stuprate sono contente di essere stuprate!)

    ha scritto il 

  • 4

    Dato che non mi sento abbastanza competente per poter fare un commento serio a Ovidio penso che mi limiterò a uno un po' più terra terra.
    Questo volumetto in primo luogo mi ha dato la certezza che se ...continua

    Dato che non mi sento abbastanza competente per poter fare un commento serio a Ovidio penso che mi limiterò a uno un po' più terra terra.
    Questo volumetto in primo luogo mi ha dato la certezza che se Ovidio mi avesse vista mangiare e bere mi avrebbe presa a craniate; per fortuna che i tempi sono cambiati o non sarei mai stata avvicinata da un uomo.
    Il libro primo poi si potrebbe rinominare l'arte dello stalking: non ho conoscenze storiche sufficienti per capire quanto i giovani romani rischiassero di essere malmenati dallo schiavo di turno a importunare secondo i consigli del poeta il gentil sesso, ma al giorno d'oggi a fare così una denuncia per atti persecutori non te la toglie nessuno. A parte questo è una lettura rilassante e un buon ripasso in materia di società e cultura della Roma augustea.

    ha scritto il 

  • 4

    Non intendo commentare in modo serio Ovidio... per questo ci sono fin troppi tomi.
    Semplicemente mi accorgo come la categoria dei cialtroni fosse ben sviluppata anche all'epoca dell'autore (ok, prova ...continua

    Non intendo commentare in modo serio Ovidio... per questo ci sono fin troppi tomi.
    Semplicemente mi accorgo come la categoria dei cialtroni fosse ben sviluppata anche all'epoca dell'autore (ok, prova a redimersi nel terzo libro ma ormai il danno è fatto :P):
    "Et lacrimae prosunt: lacrimis adamanta movebis
    Fac madidas videat, si potes, illa genas;
    Si lacrimae ...
    Deficient, uncta lumina tange manu."

    Consigliato, in originale e/o traduzione :)

    ha scritto il 

  • 5

    Definirei questo classico un ‘classico moderno’.

    Leggere i classici è un nobile esercizio, non si tratta di fruire subito, come in un buon saggio contemporaneo, della forza argomentativa che vuole pre ...continua

    Definirei questo classico un ‘classico moderno’.

    Leggere i classici è un nobile esercizio, non si tratta di fruire subito, come in un buon saggio contemporaneo, della forza argomentativa che vuole prepotentemente emergere.

    In un classico si tratta di cogliere questa forza dopo aver pregustato la patina del linguaggio “antiquato” che potrebbe caratterizzarlo. Io sento di amare i classici per questo motivo e cioè perché leggere questo genere è come viaggiare con un sottomarino nel significato, affogando nell’increspatura del significante.

    Questo Ovidio è, ad ogni modo, semplice e fruibilissimo e, per giunta, tratta in maniera simpatica e poetica le dinamiche tortuose dell’amare, definito a buon ragione un’arte da affinare e da conquistare.

    L’opera è suddivisa in tre libri: nei primi due, il Vate Ovidio si rivolge agli uomini in tono cameratesco e li addestra a quest’arte, non mancando di paragonarla a quella appassionata del combattere. I suggerimenti che impartisce sono conditi di innumerevoli riferimenti mitici che rendono il racconto una narrazione dotta e profondamente ipertestuale.

    “L’amore è una forma di milizia. Via di qui, uomini pigri! / Non sono insegne, queste, da affidare ad uomini paurosi. / C’è la notte e il freddo, ci sono lunghe marce e dure sofferenze, / in questo dolce campo militare, e fatiche d’ogni sorta. / Sopporterai la pioggia che scroscia dalle nubi del cielo / e intirizzito giacerai spesso sulla nuda terra. “

    Il Libro Terzo è, invece, dedicato alle donne, intendendo Ovidio, in tal modo, non trascurare l’altra “fazione” di questa battaglia che è l’amore, offrendo anche a questa il suo breviario poetico:

    “Non era giusto che andaste disarmate contro uomini armati, / e vincere così, anche per voi, uomini, era un’onta.”

    L’arte di amare è un libro consigliatissimo a chi voglia farsi ancora illanguidire da belle rarefazioni del concetto più controverso, affascinante e temuto dall’umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Grazioso libricino, si sorride spesso leggendo i consigli un po' datati per sedurre gli amanti e le amanti, per conservare un amore, per conoscere l'altro/a, consigli pratici per conservare la bellezz ...continua

    Grazioso libricino, si sorride spesso leggendo i consigli un po' datati per sedurre gli amanti e le amanti, per conservare un amore, per conoscere l'altro/a, consigli pratici per conservare la bellezza, condito con molta ironia.

    ha scritto il 

  • 4

    Opera divisa in 3 parti: come conquistare una donna, come mantenere l'amore a lungo, come conquistare un uomo. Naturalmente l'ultima parte era rivolta alle donne, e spiace pensare che proprio a causa ...continua

    Opera divisa in 3 parti: come conquistare una donna, come mantenere l'amore a lungo, come conquistare un uomo. Naturalmente l'ultima parte era rivolta alle donne, e spiace pensare che proprio a causa di quella Augusto lo fece esiliare, in quanto l'imperatore si era proposto di dare una regolata all'allora troppo libertina società romana! Testo piacevole, con molti rimandi ed esempi mitologici interessanti nonchè consigli spassosi sia agli uomini che alle donne. Si capisce così che in fin dei conti, da duemila anni a questa parte, l'amore non è poi cambiato così tanto! Suggerisco di dare un'occhiata anche al testo latino per non perdere la musicalità che Ovidio diede ai suoi versi, purtroppo andata perduta nella traduzione italiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro (un manuale) senza tempo.

    Passano i secoli, cambiano i vestiti e le case. Migliorano i mezzi di trasporto e di comunicazione. Le lingue mutano, le distanze si accorciano. La scienza e la medicina fanno passi da gigante. Miglio ...continua

    Passano i secoli, cambiano i vestiti e le case. Migliorano i mezzi di trasporto e di comunicazione. Le lingue mutano, le distanze si accorciano. La scienza e la medicina fanno passi da gigante. Migliorano la condizione di vita.
    Ma l'uomo no. Nè l'etica che gestisce i rapporti interpersonali. Alla faccia dei social network, alla faccia del "Ma oggi si fa così!", alla faccia delle gonne lunghe o corte, del topless si oppure no, della pillola e del preservativo, dei matrimoni gay e della fecondazione assistita, l'uomo resta sempre lo stesso e leggere Ovidio è rassicurante.

    Gli uomini non devono essere troppo azzimati (un'eleganza sciatta è accettata) tuttavia deve essere pulito (unghie, barba, capelli e peli del naso); la gentilezza (anche se mirata) è sempre vincente così come l'insistenza. E le donne: non troppo truccate, non troppo ingioiellate, pulite e curate come sempre, bene educate a tavola e non devono esagerare col vino; evitare le menate agli uomini nè compiere il primo passo. Infine: a letto si è insieme e si deve godere tutti e due.

    Cosa c'è di nuovo? Nulla e per questo mi è piaciuto da matti rileggere questo libro: per me, mamma con figli tra poco teenagers, che mi preoccupo di Facebook e di come lo useranno, questo scritto invece mi rinforza sul fatto che il modo di comportarsi non è affatto mutato, che vale la pena a comportarsi bene (anche con qualche giusta monellata, come ci indica Ovidio) perchè sia che si chiamino orge o i bunga bunga erano disdicevoli adesso come allora.
    Ma la vera chicca è il complimento impagabile (perchè sincero) di Ovidio per le "vecchie cerve" con cui il sollazzo occasionale è sicuramente più godibile che non con le giovanette! Solo per questo meriterebbe 10 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Quod datur ex facili,longum male nutrit amorem
    Amore troppo facile, a fatica si gode a lungo
    Dopo esser stata lasciata dopo due mesi perfetti, durante i quali l'unica domanda era "dov'è la fregatura?" ...continua

    Quod datur ex facili,longum male nutrit amorem
    Amore troppo facile, a fatica si gode a lungo
    Dopo esser stata lasciata dopo due mesi perfetti, durante i quali l'unica domanda era "dov'è la fregatura?", questa frase è perfetta.
    PERFETTA.

    ha scritto il 

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