L'arte della gioia

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1928)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 540 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8806189468 | Isbn-13: 9788806189464 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace L'arte della gioia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
"L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando usci all'estero - in Francia, Germania e Spagna - ricevette il giusto riconoscimento. " Una narratrice siciliana meravigliosa", "una vera rivelazione ", "magnifico, magico, commovente: un capolavoro", "un romanzo impostosi con il passaparola", "forse un altro "Gattopardo"": con queste parole la stampa d'oltralpe accolse la pubblicazione del libro in Francia, facendone un vero caso editoriale. In quasi ogni recensione veniva provocatoriamente sottolineata l'incapacità dell'Italia di riconoscere e valorizzare i capolavori che ha in casa. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una "carusa tosta" in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: "l'arte della gioia".Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lì, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui, il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere. Sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.
Ordina per
  • 5

    Modesta?

    Modesta è un’eversiva. Scardina tutte le regole possibili con grazia e naturalezza e ci convince che tutto quel che fa, persino il male (che poi, Male, da quale punto di vista?), è quanto di meglio s ...continua

    Modesta è un’eversiva. Scardina tutte le regole possibili con grazia e naturalezza e ci convince che tutto quel che fa, persino il male (che poi, Male, da quale punto di vista?), è quanto di meglio si possa fare per avere una vita degna di essere vissuta. In lei, tutto e il contrario di tutto si realizzano senza contraddirsi: persino il nome, che dovrebbe svelare una donna mite e sottomessa, non la rappresenta ma neanche la contraddice; e alla fine quel nome, distante dal suo temperamento ma così vicino ad un certo languore nel suo sentire, diviene l’unico nome che avremmo voluto per lei, per quanto incoerente.
    Modesta ci guida attraverso un secolo sanguinario e tempestoso, duro e geniale, tenendoci la mano per non farci perdere, come in un lungo corridoio buio di cui lei sola conosce ogni metro e pertugio; e mentre camminiamo racconta la sua storia con calma e dall'inizio: di come la violenza, la povertà, la desolazione e il sopruso sarebbero potuti diventare il suo pane quotidiano; di come abbia vinto la mala sorte, con l’inganno o per istinto di sopravvivenza; di come si sia imposta al mondo con l’arguzia e l’intelligenza; di come abbia liberamente e naturalmente amato uomini e donne, senza mai farsi irretire da alcun senso di colpa; di come abbia nutrito la sua mente e di come abbia calmato la sua sete di conoscenza attraverso lo studio; di come abbia reso liberi i propri figli e le proprie figlie (da chiunque e con chiunque fossero concepiti); di come abbia vissuto la sue straordinarie maternità e di come si sia circondata di gioia, di giovinezza e di sole; di come abbia vissuto le guerra e la prigionia; di come sia rimasta lei stessa, e fino in fondo, una donna libera.
    Modesta o la si ama o la si odia: io l’ho amata, ovviamente. E’ incredibile, ma non l’ho mai trovata eccessiva o blasfema o lasciva, per quanto sicuramente spudorata, eversiva, sregolata; anzi, alla fine oso dire che Modesta mi appare donna equilibrata e coerente, proprio perché leale e sincera nei confronti del proprio mondo interiore. Di lei mi piace il distacco dalle cose, l'entusiasmo, la capacità critica, la vis polemica, l'accoglienza "ecumenica", la sua grande famiglia allargata, le sue case, il suo mare, i suoi uomini e le sue donne, la sua Sicilia.

    Goliarda Sapienza ha, in quest'opera, uno stile ineccepibile (altre cose di lei non mi erano sembrate così alte): un periodare ampio e fluido, un vocabolario ricco e appetitoso, deliziose incursioni in dialetto siciliano. Bello anche è il modo di passare da una scena all'altra attraverso un unico dialogo, anche quando si salta anche dalla veglia ai ricordi e dai ricordi ai sogni. Un bello scrivere, non semplice, ma sicuramente non ridondante.

    Un opera davvero imperdibile.

    ha scritto il 

  • 0

    Lette circa 250 pagine e mollato. Protagonista, ai miei occhi, psicopatica che in neppure metà libro riesce ad ammazzare madre, sorella mongoloide e una donna che si para sul suo cammino nonché a scop ...continua

    Lette circa 250 pagine e mollato. Protagonista, ai miei occhi, psicopatica che in neppure metà libro riesce ad ammazzare madre, sorella mongoloide e una donna che si para sul suo cammino nonché a scoparsi un tot di uomini (padri e figli), donne e giovinetti senza interruzione di continuità. Quel che fa nelle altre 300 pagine immagino possa solo essere un crescendo rossiniano applicandosi a quella che secondo il titolo dovrebbe essere 'L'arte della gioia'. NC ovvero non capisco e non classifico.

    ha scritto il 

  • 4

    CHE GUAZZABUGLIO, MA CHE POTENZA.

    Questo libro è un inno alla libertà più totale, dalle convenzioni, dalle ipocrisie, dal pudore, dalle religioni, dalle paure e dai vincoli sentimentali. Questo obiettivo viene raggiunto apparentemente ...continua

    Questo libro è un inno alla libertà più totale, dalle convenzioni, dalle ipocrisie, dal pudore, dalle religioni, dalle paure e dai vincoli sentimentali. Questo obiettivo viene raggiunto apparentemente dalle vicende della protagonista, ma in effetti da iniezioni di sociologia, politica, psicanalisi, etica trasmessi dai discorsi e dalle situazioni del romanzo. Anzi, ho avuto l’impressione che alcuni capitoli siano stati creati appositamente per poter esprimere una idea in modo letterario e non dottrinale.
    Ma il libro non è un saggio, anzi è un romanzone, tipo romanzo d’appendice ottocentesco, dove c’è di tutto e di più. Credo che nessun lettore sia in grado di ricordare alla fine del libro chi sia figlio di chi e quanti anni abbia ( a meno che, man mano che la lettura procedeva, non avesse preso appunti su nomi, accoppiamenti e date, come io faccio sempre ).
    Due osservazioni sulle tante recensioni che ho letto.
    1) E’ stato paragonato al Gattopardo. Ma il Gattopardo è strutturalmente un libro del XX secolo. L’Arte della Gioia è del XXI,5 secolo, anche se scritto nel 1965.
    2) E’ stato ipotizzato che, con una buona revisione editoriale, il libro ne avrebbe guadagnato di qualità e leggibilità. ANATEMA!! La forza del libro si basa sulla sua spontaneità. Si sente che ogni parola ed ogni vicenda sgorgano dalla mente e dal cuore. E sono belle così. Ridotto, sfrondato, corretto sarebbe stato un altro libro. Forse avrebbe venduto più copie, ma non sarebbe stato inserito nella sezione della biblioteca dove c’è la targa: LETTERATURA.

    ha scritto il 

  • 0

    "Ecco la strada giusta: bisognava, così come si studia la grammatica, la musica. studiare le emozioni che gli altri suscitano in noi."

    Romanzo pienissimo di vita, spunti, possibilità, perle luminose m ...continua

    "Ecco la strada giusta: bisognava, così come si studia la grammatica, la musica. studiare le emozioni che gli altri suscitano in noi."

    Romanzo pienissimo di vita, spunti, possibilità, perle luminose ma tutto in un ammasso grezzo che risente di una travagliata storia editoriale. Sarò impopolare ma mi sarebbe piaciuto leggerlo dopo un vero lavoro di editing.

    ha scritto il 

  • 4

    una vita e tanti registri

    Un bel romanzo perché porta dentro di sé tanti registri stilistici, tanti livelli di storia, trattando qualsiasi argomento senza ipocrisie. L'eroina non è tale, ma non è nemmeno un'anti-eroina, come s ...continua

    Un bel romanzo perché porta dentro di sé tanti registri stilistici, tanti livelli di storia, trattando qualsiasi argomento senza ipocrisie. L'eroina non è tale, ma non è nemmeno un'anti-eroina, come sarebbe facile presupporre all'inizio. Ma è una donna, con contraddizioni, errori, difetti, intelligenza che può diventare diabolica o sublimarsi. Un romanzo interessante con cui confrontarsi, per me sicuramente "nuovo" nello stile.

    ha scritto il 

  • 5

    Una grande donna!

    Personalmente ho adorato Modesta, una donna forte, assertiva, sicura e determinata. Bellissimi i dialoghi e la lingua della Sapienza.
    La mia recensione qui: http://laserelegge.blogspot.com/2016/05/lar ...continua

    Personalmente ho adorato Modesta, una donna forte, assertiva, sicura e determinata. Bellissimi i dialoghi e la lingua della Sapienza.
    La mia recensione qui: http://laserelegge.blogspot.com/2016/05/larte-della-gioia.html

    ha scritto il 

  • 3

    sembra un romanzo mai riletto... forse lo è.

    Interessante dunque. Grande stile, periodo storico impegnativo. Giganteschi salti da un narratore all'altro, dialoghi teatrali.
    Non lo so se mi è piaciuto, nel senso che non so se davvero è rimasta tr ...continua

    Interessante dunque. Grande stile, periodo storico impegnativo. Giganteschi salti da un narratore all'altro, dialoghi teatrali.
    Non lo so se mi è piaciuto, nel senso che non so se davvero è rimasta traccia del suo passaggio nel mio cammino.
    Il tempo lo dirà.
    Ciao.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ stata davvero una scoperta questa scrittrice che inoltre ha avuto una vita davvero particolare. Il romanzo mi è piaciuto ma troppo lungo: alcune pagine sono francamente inutili e rispettive, ma la ...continua

    E’ stata davvero una scoperta questa scrittrice che inoltre ha avuto una vita davvero particolare. Il romanzo mi è piaciuto ma troppo lungo: alcune pagine sono francamente inutili e rispettive, ma la storia riesce a catturarti già dalle prime pagine.
    Modesta, la protagonista, seduce tutti: anche il lettore! E’ una donna che ama, che lotta per quello che vuole, ma non è un personaggio positivo in modo stereotipato: è capace di tutto per ottenere quello che vuole ma anche fragile. Ben caratterizzati anche i personaggi di contorno (in particolare il figlio) e l’ambientazione storica.
    Peccato però per il linguaggio a volte troppo pesante, soprattutto per l‘abitudine che hanno i personaggi nei dialoghi di citarsi in terza persona: è qualcosa che io trovo estremamente irritante, sopratutto se i dialoghi sono lunghi. Questo stile affatica la lettura e rende il tutto poco credibile e troppo “letterario”.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'arte della gioia è un romanzo spazioso, e intimo come una cesta per i gatti. Questo libro è un grembo dove non si è costretti a stare rannicchiati. Prima che per il lettore, è stato tale per chi l' ...continua

    "L'arte della gioia è un romanzo spazioso, e intimo come una cesta per i gatti. Questo libro è un grembo dove non si è costretti a stare rannicchiati. Prima che per il lettore, è stato tale per chi l'ha scritto: un luogo dove si può stare - dopo aver fatto sgombero di tutto, idee parole e cose ricevute".

    Non avrei saputo dirlo meglio. Ho fatto un po' di fatica a entrarci dentro ma ho letto le ultime trecento pagine d'un fiato, trascinata dalla febbre di vita di Modesta, la protagonista. Bellissimo, un pezzo di storia letteraria italiana, rimasto nell'ombra per anni.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per