L'arte della gioia

Di

Editore: Einaudi

4.1
(2010)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 540 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8806189468 | Isbn-13: 9788806189464 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando usci all'estero - in Francia, Germania e Spagna - ricevette il giusto riconoscimento. " Una narratrice siciliana meravigliosa", "una vera rivelazione ", "magnifico, magico, commovente: un capolavoro", "un romanzo impostosi con il passaparola", "forse un altro "Gattopardo"": con queste parole la stampa d'oltralpe accolse la pubblicazione del libro in Francia, facendone un vero caso editoriale. In quasi ogni recensione veniva provocatoriamente sottolineata l'incapacità dell'Italia di riconoscere e valorizzare i capolavori che ha in casa. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una "carusa tosta" in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: "l'arte della gioia".Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lì, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui, il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere. Sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.
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  • 5

    Frasi dal libro

    “Così, per la prima volta in vita mia, fui amata amando, come dice la romanza. Cosa così rara che ancora adesso ricordo la sensazione di leggerezza che mi faceva aprire gli occhi al mattino, sicura de ...continua

    “Così, per la prima volta in vita mia, fui amata amando, come dice la romanza. Cosa così rara che ancora adesso ricordo la sensazione di leggerezza che mi faceva aprire gli occhi al mattino, sicura della nuova avventura che sarebbe nata da lei e me abbracciate.”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/07/14/larte-della-gioia-goliarda-sapienza/

    ha scritto il 

  • 2

    L'ARTE DELLA GIOIA

    Una vita singolare e piuttosto tormentata quella dell’autrice e attrice catanese Goliarda Sapienza (1924-1996) che è utile conoscere per comprendere fino in fondo i messaggi inseriti nella sua opera p ...continua

    Una vita singolare e piuttosto tormentata quella dell’autrice e attrice catanese Goliarda Sapienza (1924-1996) che è utile conoscere per comprendere fino in fondo i messaggi inseriti nella sua opera più celebre “L’arte della gioia”, pubblicata dopo la sua morte da Stampa Alternativa nel 1998 e ripubblicata da Einaudi nel 2008 dopo diversi precedenti rifiuti da parte di varie case editrici italiane e che ebbe il suo trionfo prima in Francia e poi in altri Paesi europei prima di approdare nel nostro.
    Tutto il racconto, che può essere definito una grande saga familiare nella Sicilia dei primi anni 60 del ‘900 ma che ha diversi risvolti, storici, psicologici, politici, ruota intorno alla figura di Modesta (di nome ma non di fatto) che, circondata da uno stuolo di personaggi di varie età, si batte intensamente per la conquista della libertà personale indicando la “strada da percorrere” anche a chi vuole seguire il suo esempio e riuscire a vivere liberato da ogni pregiudizio e da ogni imposizione. Modesta, infatti, ricerca con determinazione e perseveranza una stabilità e un appagamento sereno di rapporti umani ed amorosi, sia etero che omosessuali, ma riuscirà a raggiungere i suoi scopi solo in tarda età. Non è amabile Modesta, anche se si ammirano in lei certe sue qualità che in genere sono associate alle figure maschili dell’epoca raccontata ed ancora oggi considerate tali. Ci racconta la sua storia dall’inizio, una storia che esordisce nella povertà e nella violenza ma che si eleva sempre di più grazie alla sua grande arguzia e intelligenza, quella di una donna che pare imporsi con la sua forte personalità al mondo intero inchiodando al suo fascino uomini, donne, bambini, ragazzi e ragazze, poveri e ricchi, nobili o contadini, sempre circondata da un’aura principesca austera e priva di ironia ma nel contempo smaniosa di vita immediatamente godibile. Ma per raggiungere i suoi fini, per essere una vera maestra dell’arte della gioia, la bella, caparbia e insofferente Modesta si avvale di una morale discutibile ricorrendo all’inganno e ad atti criminali che non le lasciano alcun senso di colpa né immediato né tardivo e che per questo mi impedisce di provare quell’ammirazione sviscerata per il suo personaggio che molti lettori manifestano apertamente.
    La prima parte del romanzo ( le prime 200 pag) è gradevole, poi il racconto si fa sempre più confuso, pieno di dialoghi ridondanti e di salti temporali, sempre più affollato di nuovi nomi e di nuovi attori che rendono difficoltoso rincorrere l’annodarsi degli intrecci e delle parentele proposte. L’autrice, attraverso le parole di Modesta, riesce ad esporre gli argomenti che devono essere stati il pane quotidiano nella sua vita reale: la politica, le relazioni interpersonali, il potere, la religione, il sesso, tanto per citarne qualcuno. Il continuo salto dalla prima alla terza persona e viceversa pare consentire a Modesta stessa e anche alla sua autrice di guardarsi dal di fuori per fare il punto della situazione prima di riprendere nella narrazione l’ostinato percorso verso i traguardi prefissati da entrambe.
    Non ho gradito almeno 2/3 del romanzo, troppo caotico, troppo “fiume in piena” che straripa spesso dove non deve, con una scenografia assente (strano per una ex attrice teatrale). La forza descrittiva si disperde in un prolisso divenire non ben sorretto né supportato dal gran numero di attori che si aggiungono lungo il racconto a contornare il trono di una protagonista che ho trovato presuntuosa, pretestuosa e fintamente fragile e perché no, diciamo dalla mente orientata al crimine. L’unica attenuante che posso trovare a cotanto fluire di parole ( i critici lo chiamano spontaneità ma io lo considero solo pensiero disordinato, quasi un riflesso della personalità intima dell’autrice) è che il romanzo sia uscito postumo e la Sapienza non abbia potuto mettere mano alle esagerazioni prosaiche della sua fervida produzione.
    Lascio agli altri l’arte di godere di questa “gioia”, di seguire con ammirazione i tanti espliciti inviti alla libertà eversiva e sregolata che la protagonista, macchiata dai misfatti commessi porge ai suoi lettori affezionati. La lascio dietro di me con un piacere che è quasi un’arte, quella di superare la noia e la confusione in assoluto accordo con gli editori che più e più volte le negarono la pubblicazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Non sono riuscito a innamorarmi di questo libro, come altri, soprattutto una persona cara che me l'ha consigliato, che invece sono rimasti estasiati. La protagonista mi è parsa una persona machiavelli ...continua

    Non sono riuscito a innamorarmi di questo libro, come altri, soprattutto una persona cara che me l'ha consigliato, che invece sono rimasti estasiati. La protagonista mi è parsa una persona machiavellica che sinceramente mi ha lasciato ben poco. In questi casi penso che forse avessi letto il libro in una loro momento della mia vita forse l'avrei apprezzato in modo diverso..

    ha scritto il 

  • 5

    L'arte della forza

    Era da molto tempo che non mi appassionavo ad un personaggio così. Di quelli dai quali fai fatica a separarti. Non importa se il treno è in ritardo e sei affamata, tanto sei in compagnia di Modesta.No ...continua

    Era da molto tempo che non mi appassionavo ad un personaggio così. Di quelli dai quali fai fatica a separarti. Non importa se il treno è in ritardo e sei affamata, tanto sei in compagnia di Modesta.Nome volutamente dissociato dal suo essere. Non ti immedesimi mai in lei (non te lo consente) vista la sua complessità e unicità. Una donna estremamente illuminata, amante della conoscenza, del sapere, lontana anni luce dalle donne del tempo e dai luoghi in cui è vissuta (la Sicilia dei primi 60 anni del '900), senza mai risultare irreale. È la saga di una famiglia insolita e di quelle che oggi si definirebbero allargate; è un romanzo antifascista, di formazione ed educazione. Educare ad amare, a scorprire, a non arrendersi, a non conformarsi. La scrittura di Goliardata Sapienza è raffinata, ma mutevole per adattarsi di continuo alla crescita di età e di conoscenza di Modesta.
    Lascio andare Modesta, consegnandola alla vostra lettura.

    ha scritto il 

  • 1

    Melò femminista (ormai datato)

    Confesso che questo è stato uno dei libri che ho più faticato a portare a terminare, con la forte tentazione di abbandonarlo….
    Non mi ha convinto il modo in cui la causa femminista (o meglio, il modo ...continua

    Confesso che questo è stato uno dei libri che ho più faticato a portare a terminare, con la forte tentazione di abbandonarlo….
    Non mi ha convinto il modo in cui la causa femminista (o meglio, il modo in cui Sapienza declina questa battaglia civile) finisce per permeare il libro, rendendo le vicende troppo strumentali ad una tesi definita aprioristicamente e ad un risentimento viscerale troppo smaccato (e che mai aiuta la creazione artistica).
    Non sono ovviamente in grado di portare critiche al femminismo così interpretato, però mi sento di dire che alcuni aspetti mi rendono perplesso. Davvero la libertà della donna consiste nel cedere al maschio volitivo e arrogante come Carmine che dice: "Dici di no, ma io lo so che mi vuoi!"? A me pare la difesa d'ufficio di tutti i violenti e oppressori delle donne…
    E poi: davvero si può banalizzare la psicanalisi con quattro parole superficiali buttate lì come al mercato? E l'analisi storica-politica non potrebbe alzarsi sopra luoghi comuni così stantii e ripetuti da sembrare pesanti pezzi eseguiti da vecchi tromboni? Davvero l'oppressione delle donne è colpa loro e non degli uomini? "Non è l'uomo che vi ha tradite, ma queste donne ex-schiave che hanno volutamente dimenticato la loro schiavitù e, rinnegandovi, si affiancano agli uomini nei vari poteri" - ma davero davero??

    Ma insomma, al di là della tesi sociale, politica e storica con cui si può essere più o meno d'accordo, il problema di questo libro è proprio che è scritto male. 600 pagine solo di dialoghi, pesanti, ridondanti, confusi e barocchi - l'effetto generale che ne ho ricevuto è quello di un pesante Harmony dal ritmo lento e faticoso, con decine di amorazzi e di vicende familiari che finiscono per confondere in una atmosfera afosa, materica e oppressiva come in un agosto siciliano…..

    ha scritto il 

  • 4

    L'arte della gioia di Goliarda Sapienza

    Libro del Mese di Gennaio 2017
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11478-gennaio-2017-l-arte-della-gioia.html?limitstart=0

    SINOSSI
    "L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da v ...continua

    Libro del Mese di Gennaio 2017
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11478-gennaio-2017-l-arte-della-gioia.html?limitstart=0

    SINOSSI
    "L'arte della gioia" è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato da molti editori, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscì in Francia ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana in cui si fondono carnalità e intelletto. Modesta nasce in una casa povera ma fin dall'inizio è consapevole di essere destinata a una vita che va oltre i confini del suo villaggio. Ancora ragazzina è mandata in un convento e successivamente in una casa di nobili dove, grazie al suo talento e alla sua intelligenza, riesce a convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere, sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive. "L'arte della gioia" è l'opera scandalo di una scrittrice. È un'autobiografia immaginaria. È un romanzo d'avventura. È un romanzo di formazione. Ed è anche un romanzo erotico, e politico, e psicologico. Insomma, è un romanzo indefinibile, che conquista e sconvolge.

    RECENSIONE
    Effettivamente, come sopra riportato, l'ho trovato anche io un romanzo indefinibile che contemporaneamente conquista e sconvolge. Proprio perché mi ha conquistato, posso definirlo bellissimo, pieno di sentimenti incontrollabili, di emozioni molto forti, che ti prendono e ti lasciano senza parole, senza fiato per quanto colpiscono. Pieno di personaggi, di persone diverse, di bambini, di ragazzi, di uomini e donne, che si intrecciano tra di loro e sono tutti collegati al personaggio principale, Modesta. Prima bambina ingenua, con tanta voglia di conoscere e capire la natura, l'essere femmina, e poi molestata fisicamente e mentalmente dalla persona che l'ha concepita; ma sempre molto forte e decisa di voler cambiare, di voler essere libera in tutto e per tutto, e sempre alla ricerca delle ali della serenità affettiva. Da povera bambina diventa nel corso della storia una ricca "principessa" fredda, caparbia, determinata e calcolatrice, ma molto debole davanti all'Amore con la A maiuscola, e sempre alla ricerca della felicità, appunto della gioia, che le venne strappata da piccola, attraverso donne ed uomini. Sconvolgente dall'inizio alla fine, e non solo per la sua bisessualità, ma per le decisioni forti che ha preso per imporsi nell'alta società; ha eliminato persone a Lei molto vicino con molta indifferenza. Sorprendente è stata la sua partecipazione all'interno del partito comunista, in modo molto tranquillo e raffinato, in un epoca dove le donne hanno cominciato a far sentire la loro presenza. Non posso dire che Modesta sia stata la mia eroina; nessuno dei personaggi è stato per me unico o abbia suscitato la mia ammirazione; sono stati dei personaggi neutri e la loro descrizione non ha ispirato in me nessuna reazione positiva o negativa, perchè li ho visti come vittime di Modesta. Sono stata contenta di averlo finito, di non essermi fermata alle prime pagine, perchè in fondo quello che mi ha trasmesso si riassume in una sola parola "libertà". La storia può essere immaginaria o meno, ma quello che la scrittrice Goliarda Sapienza ha trasmesso, a mio avviso, anche con toni molto forti e immorali, la libertà di tutti, uomini e donne, nel poter vivere, scegliere e decidere senza imposizioni e pregiudizi. Merita per me, una seconda lettura, per cogliere appieno il messaggio. Lo consiglio vivamente!

    RECENSIONE A CURA DI BRUNY79

    Passa a trovarci!!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 5

    null

    Non posso non desiderare di voler essere Modesta fino in fondo
    ...eppure quel nome.... come se avessero voluto ucciderti nel momento in cui sei venuta al mondo...un voler importi un destino fasullo f ...continua

    Non posso non desiderare di voler essere Modesta fino in fondo
    ...eppure quel nome.... come se avessero voluto ucciderti nel momento in cui sei venuta al mondo...un voler importi un destino fasullo fin dal principio...
    "Come si sfugge al destino, Mimmo?" "Correndo nel pensiero contro il suo divisamento senza voltarsi mai! Svelti s'ha da essere senza voltarsi mai! Svelti s'ha da essere fino a quando lo semini alle tue spalle, destinaccio di lepre !"

    Modesta bella perché coerente, anarchica, lucida, libera da tutti gli schemi e le imposizioni prestabilite, libera dal giudizio, dall' amore, dai giovani e dai vecchi .... bella perché vera ...

    perché é così difficile essere donne libere e belle come Modesta, ancora oggi ?

    ha scritto il 

  • 5

    3727

    3727 e' il numero di lettori che in questo momento posseggono questo libro.
    Numero alquanto sorprendente, trattasi di Autrice "difficile" per molti aspetti ed il libro, romanzo ed in parte autobiograf ...continua

    3727 e' il numero di lettori che in questo momento posseggono questo libro.
    Numero alquanto sorprendente, trattasi di Autrice "difficile" per molti aspetti ed il libro, romanzo ed in parte autobiografia (almeno psicanalitica), non e' "facile".

    Libro del 1976 e rimasto per decenni non pubblicato in Italia (edito nel 1998) ed invece di grande successo in Francia, Germania e Spagna.

    Libro del tipo "puo' piacere molto, puo' non piacere per niente".

    Scritto in prima persona ma anche in terza persona, un linguaggio molto originale, sviluppo da grande saga (storia su decenni e molti personaggi), di grande forza espressiva, molti i passaggi memorabili di ambiente e situazioni.

    Notevolmente interessanti le trenta pagine di ebook finali con la genesi, storia e critica analitica del libro e la situazione editoriale degli anni '70 ed oltre.

    Lettura pregevole di Scrittrice "fuori dai ranghi", dalla vita tumultuosa.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Goliarda_Sapienza

    http://27esimaora.corriere.it/articolo/larte-della-gioia-conquista-le-ragazze-catania-celebra-goliarda-sapienza/

    A mia madre
    Quando tornerò
    sarà notte fonda
    Quando tornerò
    saranno mute le cose
    Nessuno m’aspetterà
    in quel letto di terra
    Nessuno m’accoglierà
    in quel silenzio di terra
    Nessuno mi consolerà
    per tutte le parti già morte
    che porto in me
    con rassegnata impotenza
    Nessuno mi consolerà
    per quegli attimi perduti
    per quei suoni scordati
    che da tempo
    viaggiano al mio fianco e fanno denso
    il respiro, melmosa la lingua
    Quando verrò
    solo una fessura
    basterà a contenermi e nessuna mano
    spianerà la terra
    sotto le guance gelide e nessuna
    mano si opporrà alla fretta
    della vanga al suo ritmo indifferente
    per quella fine estranea, ripugnante
    Potessi in quella notte
    vuota posare la mia fronte
    sul tuo seno grande di sempre
    Potessi rivestirmi
    del tuo braccio e tenendo
    nelle mani il tuo polso affilato
    da pensieri acuminati
    da terrori taglienti
    potessi in quella notte
    risentire
    il mio corpo lungo il tuo possente
    materno
    spossato da parti tremendi
    schiantato da lunghi congiungimenti
    Ma troppo tarda
    la mia notte e tu
    non puoi aspettare oltre
    E nessuno spianerà la terra
    sotto il mio fianco
    nessuno si opporrà alla fretta
    che prende gli uomini
    davanti a una bara.

    (Goliarda Sapienza)

    ha scritto il 

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