L'arte di Jiro Taniguchi

I Classici del fumetto di Repubblica n. 43

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(234)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016625 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un uomo che cammina e che ci invita ad ammirare insieme tutto quello che incontra con gli occhi durante il percorso: lo sguardo di altre persone, un albero che sta fiorendo, la neve che cade. La storia di un uomo che, passeggiando, nutre il suo animo di amore per la vita. Un fumetto unico e straordinario, intimistico e intenso, di un artista giapponese che ha conquistato il mondo con le sue narrazioni leggere ed emozionanti, con il suo tratto realistico e rasserenante. Insieme a L’uomo che cammina in questa racconta anche Gourmet, una sorta di viaggio nei piaceri della cucina giapponese, raccontati attraverso un personaggio che di ogni piatto sa descrivere minuziosamente gli ingredienti, riuscendo quasi a farci sentire i piaceri.
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  • 4

    Erano anni che non leggevo un manga: devo ringraziare questa collana di Repubblica, di cui ho detto tanto male in occasione delle sue uscite sull’Eternauta e Jeff Hawke, ma che in questo caso non ha d ...continua

    Erano anni che non leggevo un manga: devo ringraziare questa collana di Repubblica, di cui ho detto tanto male in occasione delle sue uscite sull’Eternauta e Jeff Hawke, ma che in questo caso non ha dovuto sconvolgere l’impaginazione: certo avrei preferito quella originale da destra a sinistra, ma non si può avere tutto..
    “L’uomo che cammina” descrive i “ritagli di vita” di un tale, probabilmente impiegato, forse appena sposato o quanto meno convivente ma senza figli; un uomo che con spirito da flaneur percorre appena può le strade e i vicoli del suo quartiere (siamo in Giappone, luoghi pericolosi non ce ne sono) in cerca di.. cosa? Di niente di preciso: di quel che l’attimo gli darà. Se caratteristico della poesia giapponese è l’haiku, immagine profonda e istantanea, il nostro uomo che cammina aspetta di vivere un haiku.
    Più di trent’anni fa fui preso per la prima volta dalla Japan-mania; ai tempoi iin Italia non si trovava nulla a parte Mishima (e allora, tanto valeva, leggevo D’Annunzio). Raccattando qualunque cosa giapponese trovai “Nuvole di sera” di tal Junzo Shono, Ferro Edizioni, che realizzava “una epica della vita quotidiana”. Ecco: questo manga è così; leggerissimo, ma significativo; anche perché il delicato realismo di Tsaniguchi sembra farti vivere nel suo “ku” (quartiere).
    Sembra, però. Perché avrò sempre il dubbio che quel che apprezzo non sia quel che aveva in mente l’autore e che i suoi conterranei colgono al volo. Mi torna in mente una mia amica di allora, Yukari Honda (“ma lavoro per Toyota hahaha”), con cui avevo cercato di farmi bello vantando una collezione completa di Lamù: ottenendo solo un “ma se non capisci nessuno dei giochi di parole”.
    E vabbè, non ci sono solo quelli.. e le passeggiate del nostro protagonista sono molto varie; con episodi vagamente trasgressivi come “L’alba”; a volte di difficile comprensione come la chiusa finale con il cane; ricchi di poesia della natura, come quello del lungomare dove “restituiscono” una conchiglia (di fatto un guscio secco da tempo che avevano in casa).
    Ben diversa la seconda serie qui presentata, “Gourmet”; protagonista un concreto imprenditore, single, fumatore. I giapponesi mostrano spesso impensate somiglianze con gli italiani: una è la passione del cibo, su cui i viaggiatori di commercio si scambiano con gusto informazioni; un’altra è il campanilismo: i raffinati tokyoti non riescono quasi a parlare con gli abitanti di Osaka dal rozzo accento, perchè la differenza di eleganza crea un divario insormontabile. Questo bel fumetto, così concreto rispetto all’eterea estetica dell’ “Uomo che cammina”, riesce comunque a creare raffinate atmosfere: non è solo un prontuario di cucina giapponese, che ci fa capire quanto poco ne capiamo noi, frequentatori di sushi-bar a gestione cinese; il protagonista, uomo solitario e dedito al lavoro dopo essere stato lasciato dall’irrequieta giovane attrice Sayuki che voleva che si trasferissero a Parigi “per non vivere in questo paese dove passi la vita a eseguire i tuoi doveri”, spinto dal suo mestiere a pranzare alle ore e nei luoghi più improbabili, scopre angoli di vita impensati, un po’ come in un romanzo di Simenon, baie tranquille lontane dal flusso impetuoso della sua vita di uomo d’affari: le casalinghe che affollano un sushi-bar pomeridiano e poi a casa diranno che si sacrificano e non mangiano; l’osteria aperta fin dalla prima mattina e che offre saké, che pure non sembra frequentata da tassisti e guardie notturne. Anche qui, non capiremo mai certi imbarazzi: perché non si sente di entrare da solo in una pasticceria al pomeriggio, è considerato un locale per donne? Chi sono gli avventori del bar di Osaka, uomini e donne dagli scherzi volgari? Eppure tutto ciò è immediatamente intuibile per il lettore originale.
    Un affascinante doppio viaggio in un paese ancora molto da scoprire.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere questo volume è estramamente rilassante, bello di una bellezza universale.

    "L'uomo che cammina" è la quotidianità di un uomo capace di dare spazio alle proprie emozioni, capace di sdraiarsi so ...continua

    Leggere questo volume è estramamente rilassante, bello di una bellezza universale.

    "L'uomo che cammina" è la quotidianità di un uomo capace di dare spazio alle proprie emozioni, capace di sdraiarsi sotto un albero o gioire della pioggia. Semplice. Piacevole.

    "Gourmet" sono i piatti e i ristoranti di un uomo in carriera costretto per lavoro a provare spesso nuovi locali. L'ho trovato decisamente più interessante, perchè meno universale e più simile a quello che si potrebbe definire "una storia".

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo tratto

    La prima storia non mi ha entusiasmato molto: troppo "giapponese" nell'impostazione. L'idea di un uomo che cammina per le strade della sua città, senza che nulla accadesse non mi entusiasmava molto. P ...continua

    La prima storia non mi ha entusiasmato molto: troppo "giapponese" nell'impostazione. L'idea di un uomo che cammina per le strade della sua città, senza che nulla accadesse non mi entusiasmava molto. Però la seconda merita le quattro stelle. Gourmet è un invito ad assaporare la cucina giapponese. I disegni sono bellissimi, la caratterizzazione del personaggio fantastica. Se ne consiglia la lettura anche a chi non va matto per i fumetti.

    ha scritto il 

  • 5

    meditazione a fumetti

    mi piace moltissimo il disegno di Tanigughi, e la poesia delle sue storie. queste due serie di racconti brevi ("l'uomo che cammina" e "gourmet") però sono speciali, poesie senza quasi parole... una pi ...continua

    mi piace moltissimo il disegno di Tanigughi, e la poesia delle sue storie. queste due serie di racconti brevi ("l'uomo che cammina" e "gourmet") però sono speciali, poesie senza quasi parole... una piccola pausa di serenità. Insegnano a guardare con lentezza e attenzione... non sono esperta di meditazione ma me la immagino così! Unico difetto, la qualità non eccezionale della stampa... ne esiste una edizione migliore?

    ha scritto il