L'arte di correre

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

3.9
(4603)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 157 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Giapponese , Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Chi semplificata , Galego , Francese , Olandese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Svedese , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8866213101 | Isbn-13: 9788866213109 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Salute, Mente e Corpo , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Lo straordinario autoritratto di uno scrittore-maratoneta

Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e - poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine - di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L'esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell'arco di tre anni, "L'arte di correre" è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l'ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere - sostiene Murakami - è un'attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell'atto creativo, si determinano nell'animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.

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  • 3

    - Il dolore non si può evitare, ma la sofferenza è opzionale.

    - Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza.

    - Tuttavia non pens ...continua

    - Il dolore non si può evitare, ma la sofferenza è opzionale.

    - Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza.

    - Tuttavia non penso che una forte volontà basti a ottenere ciò che si vuole. Le cose non sono così semplici, a questo mondo.

    - Non esiste a questo mondo qualcosa che sia all'altezza dell'immagine illusoria che ce ne eravamo fatti quando avevamo perso la lucidità.

    - Sì, sono convinto che esistono processi che non subiscono variazioni, qualunque cosa accada. E, se li accettiamo così come sono, non ci resta che modificare noi stessi, trasformarci con l'esercizio ostinato e ripetitivo, fino ad assimilare quel processo nella nostra stessa personalità. Forza e coraggio!

    - E le persone tanto fortunate da non morire giovani hanno il privilegio di invecchiare con regolarità, cosa di cui dovrebbero essere grate. L'onore del declino fisico è in attesa. E' una verità che dobbiamo accettare, alla quale ci dobbiamo abituare.

    - Non ho intenzione di affermare a questo punto che ogni sforzo deve venire ricompensato equamente, so che non è così, ma se in cielo c'è un Dio, non potrebbe darci ogni tanto un piccolo segno della sua esistenza? Non potrebbe mostrarci almeno questa minima benevolenza?

    - Se non altro, fino alla fine non ha camminato.

    ha scritto il 

  • 5

    Unas palabras sobre esta obra

    "Lectores:

    He tenido el placer de leer esta obra. Había motivos varios para leerla, entre ellos la petición pertinaz de uno de los integrantes del club de lectura en el que estoy.

    Así pues me adentr ...continua

    "Lectores:

    He tenido el placer de leer esta obra. Había motivos varios para leerla, entre ellos la petición pertinaz de uno de los integrantes del club de lectura en el que estoy.

    Así pues me adentré en l lectura de esta obra de Murakami. Me sorprendió. De forma inicial como muchos lectores leí la obra como si fuese un ensayo autobiográfico vinculado al mundo del deporte y de forma concreta al mundo del atletismo. La importancia de la constancia, del esfuerzo y del afán personal de superación. No es una novela, no es una biografía. Es cierto que habla de sus carreras, pero percibí al leerlo algo más.(…)"
    (El resto del comentario lo podéis leer en el siguiente link: http://annavalaina.blogspot.com.es/2016/04/do-que-estoy-falar-cando-falo-de-correr.html

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo libro che un eventuale tesista su Murakami dovrebbe studiare. Manifesto di poetica, prima ancora che saggio.
    (E la risposta è sì, fa davvero venir voglia di staccarsi da questo cazzo di compu ...continua

    Il primo libro che un eventuale tesista su Murakami dovrebbe studiare. Manifesto di poetica, prima ancora che saggio.
    (E la risposta è sì, fa davvero venir voglia di staccarsi da questo cazzo di computer, mettere la felpa dell'università e andare quantomeno a fare due passi al parco.)

    ha scritto il 

  • 3

    Run baby,run!

    Dalle diverse recensioni e discussioni, mi aspettavo un libro completamente diverso. Non è corretto dire che mi aspettassi di più, né che non mi sia piaciuto o che mi abbia deluso in qualche modo. Per ...continua

    Dalle diverse recensioni e discussioni, mi aspettavo un libro completamente diverso. Non è corretto dire che mi aspettassi di più, né che non mi sia piaciuto o che mi abbia deluso in qualche modo. Però me lo aspettavo diverso, questo si. Molto interessante la nota biografica che accompagna tutto il libro, di come Murakami abbia iniziato a scrivere, di quella che era la sua vita precedentemente e di come l'abbia vissuta nel tempo... di quanto abbia influito su di lui la corsa. Però non ho percepito quell'impulso a correre di cui molti parlavano, sia metaforicamente sia fisicamente.
    Resta in ogni caso un libro per cui non mi sono pentita di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Si lascia leggere

    Comprato perché incuriosito dal titolo per me che sono un runner l'ho trovato scorrevole e leggero. Le riflessioni sulla corsa potrebbero sembrare banali per chi non pratica la corsa ma per uno che co ...continua

    Comprato perché incuriosito dal titolo per me che sono un runner l'ho trovato scorrevole e leggero. Le riflessioni sulla corsa potrebbero sembrare banali per chi non pratica la corsa ma per uno che corre hanno un significato particolare. Non un capolavoro. Onesto libro

    ha scritto il 

  • 4

    Non di sola corsa

    Un bel libro che ti fa riflettere, una biografia di Murakami in cui la corsa diventa parte essenziale.
    Correre è meditazione, ma non nel tradizionale approccio orientale, piuttosto in un empirico ed o ...continua

    Un bel libro che ti fa riflettere, una biografia di Murakami in cui la corsa diventa parte essenziale.
    Correre è meditazione, ma non nel tradizionale approccio orientale, piuttosto in un empirico ed occidentalissimo senso pratico.
    Bello e consigliato a tutti (un must per chi corre)

    ha scritto il 

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