L'arte di ottenere ragione

Esposta in 38 stratagemmi

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 274)

3.6
(1523)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845908569 | Isbn-13: 9788845908569 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Nicola Curcio ; Curatore: Franco Volpi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Paperback , CD audio , eBook

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Da consultazione

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Descrizione del libro
Questo trattatello, vera perla nascosta negli scritti postumi di Schopenhauer, qui per la prima volta tradotto in italiano, venne elaborato "come un pulito preparato anatomico" per dare una sistemazione formale agli "artifici disonesti ricorrenti nelle dispute". Schopenhauer fornisce trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, a cui ricorrere per "ottenere" ragione: per difenderla quando la si ha, e per farsela dare quando sta dalla parte dell'avversario. Lettura attraente e quanto mai utile: con freddezza classificatoria Schopenhauer ci indica "le vie traverse e i trucchi di cui si serve l'ordinaria natura umana per celare i suoi difetti". Ma, nello stesso tempo, si tratta di un testo che si situa in un crocevia memorabile del pensiero moderno: negli stessi anni in cui Hegel indicava nella dialettica la via per giungeere al culmine dello spirito, il suo irriducibile antagonista Schopenhauer lo raccomandava come fioretto da impugnare in quella "scherma spirituale" che è il discutere, senza badare alla verità. Contro Hegel, Scopenhauer si presenta qui come un "maestro di scherma che non considere chi abbia effettivamente ragione nella contesa che ha dato origine al duello", ma si preoccupa unicamente di insegnare a "colpire e parare", giacché "questo è quello che conta". Le ragioni sottintese in questo duro contrasto sono illustrate nel saggio di Franco Volpi che accompagna il testo.
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  • 3

    Una vita di talk-show in un pugno di stratagemmi anche in malafede

    Per noi, anime candide, scoprire che la dialettica, già da Aristotele e Platone, attraverso Cicerone e fino a Kant e Hegel, possa essere anche (e a volte esclusivamente) l'arte di ottenere ragione a p ...continua

    Per noi, anime candide, scoprire che la dialettica, già da Aristotele e Platone, attraverso Cicerone e fino a Kant e Hegel, possa essere anche (e a volte esclusivamente) l'arte di ottenere ragione a prescindere dalla verità relativa al contendere può essere il rivelarsi di un grande dramma.

    E seppure qualcuno dei citati ne aveva ben chiare le implicazioni morali, distinguendo la dialettica vera e propria della dialettica eristica (cioè quella il cui fine è vincere a prescindere, come in un duello di scherma per onore in cui la vittoria prescinde da chi aveva torto), per Schopenhauer quest'ultima è lo scopo di ogni discussione, con grande autocompiacimento ogni volta che se ne esca vincitori.

    Cosa che ai giorni nostri sembra ormai, per alcuni tristemente, lo scopo unico o ultimo di ogni confronto pubblico e la verità delle cose si perde nelle nebbie di mille discussioni in malafede. Un libro, quindi, particolarmente deprecabile (tanto che Schopenhauer stesso non volle pubblicarlo in vita) e illuminante. Come l'esempio che segue, che mille volte abbiamo vissuto da spettatori negli odierni talk-show:

    "ULTIMO STRATAGEMMA: Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona. (...)"

    ha scritto il 

  • 2

    il libro offre alcuni spunti interessanti ma nel complesso mi è sembrata una lettura piuttosto lenta e a tratti banale. non adatto a chi pensa che sia utile e sano discutere solo per far affiorare la ...continua

    il libro offre alcuni spunti interessanti ma nel complesso mi è sembrata una lettura piuttosto lenta e a tratti banale. non adatto a chi pensa che sia utile e sano discutere solo per far affiorare la verità.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto in occasione di un approfondimento relativo all'arte oratoria, mi è ritornato utile. Inoltre l'ho trovato estremamente interessante. Dei 38 stratagemmi alcuni sono geniali, altri sono un pò ban ...continua

    Letto in occasione di un approfondimento relativo all'arte oratoria, mi è ritornato utile. Inoltre l'ho trovato estremamente interessante. Dei 38 stratagemmi alcuni sono geniali, altri sono un pò banali ma comunque efficaci. La retorica è davvero affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta di uno strumento prezioso, una disamina sistematica dei trucchi e degli inganni che permettono agli intellettualmente disonesti di vincere dialetticamente quando hanno il torto più marcio.

    S ...continua

    Si tratta di uno strumento prezioso, una disamina sistematica dei trucchi e degli inganni che permettono agli intellettualmente disonesti di vincere dialetticamente quando hanno il torto più marcio.

    Se volete provare un brividaccio leggete questo splendido lavoro e subito dopo guardate un qualsiasi dibattito politico, ogni volta che individuate l'uso di uno dei metodi elencati fate una crocetta su un foglio... Finirete con un foglio pieno di crocette.

    Non azzardatevi a trasformarlo in un drinking game, rischiate seriamente di finire sotto il tavolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccomando la lettura del saggio conclusivo di Franco Volpi, soprattutto a chi (come me) non e' piu' cosi' fresco di studi liceali. La evoluzione del concetto e della definizione di dialettica e corre ...continua

    Raccomando la lettura del saggio conclusivo di Franco Volpi, soprattutto a chi (come me) non e' piu' cosi' fresco di studi liceali. La evoluzione del concetto e della definizione di dialettica e correlati, per cui la stessa parola e' stata usata, in diversi tempi e da diversi pensatori, a intendere molti oggetti e fini ben diversi tra loro, e' utile e affascinante, in particolare nella prima parte (filosofi della antica Grecia) e nell' ultima (piu' o meno contemporanei di Schopenhauer). Meno stimolante la parte centrale che resta per lo piu' uno sfoggio di erudizione corredato da ampia lista di nomi e opere. Forse cio' era inevitabile, siamo in fondo nei secoli oscurantisti del medioevo... e naturalmente altri penseranno l' opposto, per esempio Martin Grabmann "the greatest Catholic scholar of his time." [wikipedia], di cui viene fatta una citazione presa dal volume 36 tomo 1 del trattato del 1925 Beiträge zur Geschichte der Philosophie und Theologie des Mittelalters! (ok, mi ha colpito....)

    ha scritto il 

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