L'arte di vivere in difesa

Di

Editore: Rizzoli (BUR Contemporanea)

4.0
(363)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 513 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8817069302 | Isbn-13: 9788817069304 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Letizia Sacchini

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
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  • 4

    La vita difficile di Henry

    L’arte di vivere in difesa **** Chad Harbach
    Affascinante storia di alcuni ragazzi di un college con i protagonisti che giocano a baseball per vincere la loro vita. Il
    rettore, il gay, il capitano, i ...continua

    L’arte di vivere in difesa **** Chad Harbach
    Affascinante storia di alcuni ragazzi di un college con i protagonisti che giocano a baseball per vincere la loro vita. Il
    rettore, il gay, il capitano, il campione gracile e debole, Pella , la bella figlia del rettore, avvolgente, pieno di personaggi che fanno pensare alla vita che stiamo vivendo ancora. Coinvolgente fino all’ultima pagina

    Pagg. 512 maggio 2012 riletto febbraio 2017 confermo il giudizio

    ha scritto il 

  • 1

    l'ho letto due anni fa su consiglio (in Sette del Corriere) di Beppe Severgnini. Forse il merito attribuito al novel da parte di Beppe è quello di descrivere uno spaccato dell'umanità USA di qualche a ...continua

    l'ho letto due anni fa su consiglio (in Sette del Corriere) di Beppe Severgnini. Forse il merito attribuito al novel da parte di Beppe è quello di descrivere uno spaccato dell'umanità USA di qualche anno fa, ma non mi ha preso per niente. Stile molto filmico con poco pathos e inutilmente lungo!

    ha scritto il 

  • 4

    La lenta strada per diventare grandi

    Si il romanzo parla di baseball quindi se ne conoscete le regole sarete avvantaggiati.
    Tuttavia pure senza conoscerle il romanzo resta godibile e non perde il suo fascino.

    La storia segue il destino d ...continua

    Si il romanzo parla di baseball quindi se ne conoscete le regole sarete avvantaggiati.
    Tuttavia pure senza conoscerle il romanzo resta godibile e non perde il suo fascino.

    La storia segue il destino di tre studenti di un college di provincia: Mike il capo della squadra, Henry il fuoriclasse inadeguato al suo talento e Owen il suo compagno di stanza, gay, progressista e pragmatico.
    Con dettagli raramente inutili, ci viene raccontata la loro lenta maturazione verso l'eta' adulta e come le loro speranze saranno spesso disattese o modificate per colpa del destino o per colpa delle loro scelte sbagliate.
    Intorno a loro il rettore Affenlight che alla soglia dei sessant'anni si troverà' coinvolto in una storia d'amore del tutto imprevista e sua figlia Pella che torna dal padre dopo un disastroso matrimonio e pronta a reinventarsi non senza qualche passaggio doloroso.

    Se vi aspettate un romanzo pieno di azione lasciate perdere.
    Il ritmo e' volutamente lento proprio per condurre senza strappi il lettore al lento maturare degli eventi.
    E alla fine le ammaccature che si troveranno i protagonisti saranno solo i segni dell'inizio della vita vera. E in fondo lascerete con un po' di rammarico il Westish College, lo stesso con il quale si saluta il proprio liceo dopo la maturità'
    Se vi e' piaciuto Stoner questo romanzo fa per voi.

    ha scritto il 

  • 5

    Amicizia e Sogni.
    Tutti abbiamo dei sogni. Ma c'è chi si avvicina di più alla realizzazione e chi ne rimane consapevolmente molto lontano. Possono due amici con gli stessi sogni sopravvivere a questa ...continua

    Amicizia e Sogni.
    Tutti abbiamo dei sogni. Ma c'è chi si avvicina di più alla realizzazione e chi ne rimane consapevolmente molto lontano. Possono due amici con gli stessi sogni sopravvivere a questa consapevolezza?
    Ottimo romanzo, i personaggi con le loro paure sono raccontati nel dettaglio.
    Quando arriva la fine si vorrebbe continuare. Ancora un po'.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    È vero: L’arte di vivere in difesa non parla solo ed esclusivamente di baseball, ma non si può negare che questo (noioso) sport americano faccia ampiamente parte della narrazione. Sin dal protagonista ...continua

    È vero: L’arte di vivere in difesa non parla solo ed esclusivamente di baseball, ma non si può negare che questo (noioso) sport americano faccia ampiamente parte della narrazione. Sin dal protagonista iniziale, che poi nell’arco della storia lascerà spazio anche ad altri personaggi per poi dividere con essi il peso del romanzo, il quale non solo ha il sogno, e le possibilità, di arrivare a giocare tra i professionisti, ma vive solo per il baseball. C’è poco altro nella sua vita, oltre alle partite, agli allenamenti con la squadra, e gli allenamenti personali. È forse anche per questo che Chad Harbach ha dovuto affiancargli un ventaglio di altri personaggi per permettere alla storia di andare avanti e di non annoiare in modo irreversibile il lettore.
    Anche se le parole spese fin qui potrebbero far credere che il libro scorra in modo difficoltoso e che sia lento, pesante, e quant’altro, tutto questo non è affatto vero. I capitoli passano uno dopo l’altro con una facilità che non ti aspetteresti, facendoti digerire anche le parti più prettamente sportive che potrebbero risultare alquanto ostiche visto (almeno da parte mia) la quasi totale ignoranza delle regole del baseball. Il merito è di quanto detto sopra, ovvero della decisione di prendere in esame non solo la vita di Henry (il protagonista e promettente interbase [wow! Ho scritto, o penso di aver scritto, un ruolo di un giocatore!]), ma di tirare in ballo anche altri personaggi. Sono quelli su cui la voce narrante si destreggia tra un capitolo e l’altro.
    L’autore però pare non voler rischiare troppo e affida questa danza di punti di vista a personaggi che paiono voler rispecchiare tutta la possibile gamma di personalità che potrebbero esserci, almeno a grandi categorie: c’è il ragazzo, la ragazza, il ragazzo gay, e l’uomo adulto. Con questa schiera di protagonisti pare voler dipingere ogni scenario con una precisione attenta all’equilibrio. L’obbiettivo, forse, è quello di capire cosa succede quando un campione, un predestinato, (e in America quasi tutti i giovani si sentono entrambe le cose) fallisce. Cosa succede quando un gesto fatto per tanto tempo senza rendersi precisamente conto di cosa significhi, di quale meccanica porti al compimento di quel gesto, un gesto fatto con una naturalezza che può essere paragonata solo al respirare, cosa succede quando quel gesto improvvisamente e misteriosamente non riesce più? Cosa succede quando il futuro che si era costruito, e che sembrava essere l’unico possibile, si sgretola davanti ai propri occhi? Domande che non solo Henry si dovrà porre e che l’autore pare chiedere anche al lettore. Lo fa implicitamente, perché in realtà lui cerca di dare delle risposte tramite la storia, ma queste risposte non hanno la potenza delle domande e quindi ciò che rimane sono proprio le domande.
    L’arte di vivere in difesa è un libro che si lascia leggere con facilità, e con il quale è possibile passare del buon tempo insieme, ma una volta finito lo si guarda, lo si valuta per la propria grandezza, e ti ritrovi a pensare che forse la gran parte di quelle pagine hanno qualcosa di vuoto, come se per ottenere quella dimensione tutta la storia fosse stata scritta con un’interlinea maggiore del normale.

    ha scritto il 

  • 4

    sport e rapporti umani, amore morte adolescenza. c'è un po' di tutto in questo libro e questo è molto rischioso, perchè fa tanto libretto di serie B: Fortunatamente evita l'intoppo, tratta tutti gli a ...continua

    sport e rapporti umani, amore morte adolescenza. c'è un po' di tutto in questo libro e questo è molto rischioso, perchè fa tanto libretto di serie B: Fortunatamente evita l'intoppo, tratta tutti gli argomenti senza sfociare mai nel banale, indaga a fondo senza perdersi in psicanalisi forzate. Insomma racconta una storia, lo fa bene e lascia qualcosa dentro

    ha scritto il 

  • 5

    "Ciascuno di noi è convinto che il mondo intero scaturisca dal proprio preziosissimo corpo, sotto forma di immagini proiettate da una minuscola diapositiva su uno schermo grande come la terra.E poi,ancora più nel profondo,ciascuno di noi sa di sbagliarsi"

    Ma è davvero un'opera prima??? Per una volta mi ritrovo con Franzen "Questo libro ha riempito le mie giornate. E come per ogni romanzo appassionante, una volta terminato ne ho sentito la mancanza."

    Ha ...continua

    Ma è davvero un'opera prima??? Per una volta mi ritrovo con Franzen "Questo libro ha riempito le mie giornate. E come per ogni romanzo appassionante, una volta terminato ne ho sentito la mancanza."

    Harbach costruisce un equilibrio narrativo talmente armonioso da farti sbocciare sotto gli occhi protagonisti e co-protagonisti, in passaggi fluidi da uno all'altro, dalla loro intimità alla vita sociale, ognuno ben definito, nessuno imprescindibile dal rapporto con la sua comunità.

    Henry è in formazione, anche in senso letterale: il college gli dà anche un corpo, una consistenza che non aveva. Diventa grande, al talento naturale e quindi fortuito si aggiunge l'azione, la fatica, la quotidianità e..lei, la fallibilità, quella bestia che secondo la recensione del New Yorker è il tema del romanzo.

    "Però Henry aveva cercato di superare se stesso; ... aveva cominciato a preoccuparsi di essere perfetto invece di diventare semplicemente il miglior interbase di tutti i tempi, ed era finito a non essere migliore di Schwartz. Anzi, era proprio uguale a Schwartz: un tizio messo male, con una vita a puttane."

    "Nel profondo di noi stessi siamo tutti convinti di essere Dio. Siamo segretamente convinti, anche da spettatori, che il risultato della partita dipenda da noi..."

    Il baseball come collante (e personaggio quasi) è metafora esistenziale: uno sport dove, come nella vita, ad essere segnati sono anche gli errori.
    Non voglio dilungarmi, quindi cito solo gli altri pilastri del romanzo: dal rettore Affenlight, a Schwartz, Owen e Pella. Tutti alle prese con il vinci, sbagli, perdi, vai in pezzi e provi a ricominciare. Harbach è abbastanza intelligente nel non scadere in uno scontato "ricomincio da zero": i suoi apprendono che possono sbagliare e perdere, la paura di questo (o forse è conoscenza?) sarà la loro compagna, il futuro solo probabile e non certo, la consapevolezza maggiore.

    Libro da aggiungere allo scaffale "Riserva" (in senso enologico e non sportivo, però).

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è lungo, come le partite di baseball. Ma come le partite di baseball, questa lunghezza sembra preparare la tensione e il crescendo del finale.
    Non un capolavoro, ma sicuramente un bel libro ...continua

    Il libro è lungo, come le partite di baseball. Ma come le partite di baseball, questa lunghezza sembra preparare la tensione e il crescendo del finale.
    Non un capolavoro, ma sicuramente un bel libro

    ha scritto il 

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