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L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedere un aumento

Di

Editore: Einaudi

3.7
(89)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 69 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Olandese

Isbn-10: 8806200216 | Isbn-13: 9788806200213 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuelle Caillat

Genere: Fiction & Literature , Self Help

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Descrizione del libro
Supponiamo che tu voglia chiedere un aumento al tuo capo. Prima fermati e rifletti. Poi, prendi il coraggio a due mani e vai nel suo ufficio. Potresti trovarlo alla sua scrivania oppure trovare una sedia vuota. Delle due, l'una: non c'è. Del resto neanche tu sei nel tuo ufficio. Cosa fare? Non scoraggiarti e aspetta il suo ritorno. Ma il tuo capo potrebbe non tornare. Potrebbe essersi intossicato a mensa mangiando uova marce, o aver ingoiato una lisca di pesce, o aver preso il morbillo da una delle figlie. E se anche rientrasse, chi ti dice che sia di buon umore? Che ti sorrida e ti faccia accomodare quando bussi alla sua porta? Che sia questo il momento giusto? Se è venerdì potrebbe esser meglio aspettare il lunedì. Se è mattina tornare il pomeriggio. E se fosse in piena digestione... Rilassati. Aspetta il giorno dopo e se sarà presente, se sarà disponibile, sforzati di nuovo di convincerlo.
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    Un piccolo saggio di bravura, una idea geniale, una sfida vinta come sempre…… questa volta trasformare un freddissimo diagramma di flusso (riportato all’inizio del libro) in un testo calcando in mod ...continua

    Un piccolo saggio di bravura, una idea geniale, una sfida vinta come sempre…… questa volta trasformare un freddissimo diagramma di flusso (riportato all’inizio del libro) in un testo calcando in modo molto fedele lo schema.
    Divertente, molto divertente all’inizio ma poi, capito il gioco, capita l’idea divertente, trovi il tutto abbastanza ripetitivo, come giustamente voleva e doveva essere, e ti viene voglia di saltare qualche paginetta….

    ha scritto il 

  • 4

    Texto de Vanguardia, o bien un no-texto, que quiere ser ilegible (hasta eliminar cualquier rastro de puntuación y la división en capítulos).
    Para simplificar, porque siempre hay que simplificar, Perec ...continua

    Texto de Vanguardia, o bien un no-texto, que quiere ser ilegible (hasta eliminar cualquier rastro de puntuación y la división en capítulos).
    Para simplificar, porque siempre hay que simplificar, Perec logra y de manera irónica que todas las peripecias para alcanzar el jefe de sector, cuyo conjunto constituye todo o parte de la obra, es una clara critica a la burocracia de las administraciones, y logra por media de la escritura reproducir su desesperante repetitividad y confusión.

    ha scritto il 

  • 3

    Georges Perec - Tips en wenken voor wie zijn afdelingschef om opslag wil vragen

    Via een tip kwam het boek Tips en wenken voor wie zijn afdelingschef om opslag wil vragen van Georges Perec, verschenen bij De Arbeiderspers, op mijn pad. Het is een boekje van bijna honderd pagina's ...continua

    Via een tip kwam het boek Tips en wenken voor wie zijn afdelingschef om opslag wil vragen van Georges Perec, verschenen bij De Arbeiderspers, op mijn pad. Het is een boekje van bijna honderd pagina's met een tekst die al in 1968 is geschreven, maar die volgens de achterflap nog niets aan actualiteit heeft verloren. De tekst zou een hilarisch verhaal en een parodie op de vrije wil zijn. Vol van nieuwsgierigheid sloeg ik dus het boek open.

    Op de eerste twee pagina's staat een stroomschema, zo'n tabelletje met vragen erin waar je steeds de mogelijkheid hebt om ja of nee op te antwoorden, waarna weer een vraag volgt met daarbij die mogelijkheden, enzovoort. Voordat ik begon te lezen heb ik dit schema uitgebreid doorgenomen. Toen ik nog een klein Brendaatje was, vond ik zulke puzzeltjes altijd erg fascinerend, dus ik was allang blij met een dergelijke introductie van het boek. Nadat ik me had afgevraagd wat de mazelen van een, twee, drie of vier dochters van de afdelingschef met opslag vragen te maken hadden, begon ik met lezen. Het bleek dat de hele tekst een uitwerking was van het stroomschema op de beginpagina. En dat niet alleen; de tekst zelf was ook één groot stroomschema.

    Ik heb het boek in één ruk uitgelezen. Dat kon ook niet anders, want in het hele boek is geen interpunctie te bekennen. Alle zinnen staan zonder onderbroken te worden door welke leestekens dan ook achter elkaar geplakt. En dat zal allemaal wel heel leuk en symbolisch zijn, maar ik vond het verrekte lastig lezen. Daar kwam bij dat ik op ongeveer een derde van het boek het idee wel zo'n beetje doorhad. En tóch heb ik het boekje uitgelezen. Het steeds herhalen van de eindeloze mogelijkheden is aan de ene kant heel vermoeiend, maar aan de andere kant zijn de zinnen steeds net iets anders geformuleerd. Hoe beschrijft hij nu weer het humeur van de secretaresse, het bedrijf, de lunch of de gezondheid van de familie van de afdelingschef? En dat is het aspect van het boek dat mij steeds nieuwsgieriger maakte. Hierdoor kon ik het grappige ervan inzien, wat maakte dat ik een lastig te lezen boek toch met enige vorm van plezier tot me heb genomen.

    Ik heb er lang over nagedacht of ik het boek aan mijn naasten zou aanraden. Het antwoord op deze vraag zou nu nee zijn. Het is een heel knap staaltje van de auteur geweest, dat zeker, maar ik vind het te gekunsteld en te vergezocht.

    ha scritto il 

  • 4

    Istruzioni per l'uso

    Da quando ho letto "Vita: istruzioni per l'uso" per me Perec è un mito. Questo libretto mi ha tenuto compagnia, fra l'altro, in un momento in cui stavo facendo anticamera. Non ero in procinto di chied ...continua

    Da quando ho letto "Vita: istruzioni per l'uso" per me Perec è un mito. Questo libretto mi ha tenuto compagnia, fra l'altro, in un momento in cui stavo facendo anticamera. Non ero in procinto di chiedere un aumento, non dovevo neppure parlare col mio capo, ma mi sono comunque fatta prendere dalla situazione. La letteratura è potenziale, in senso lato.

    ha scritto il 

  • 5

    Illeggibilità, maniera, mancanza sostanziale di contenuti, attenzione maniacale al dettaglio, virtuosismi retorici, percorsi immaginifici, abbondanza e tracotanza dello stile: tutto questo è l'officin ...continua

    Illeggibilità, maniera, mancanza sostanziale di contenuti, attenzione maniacale al dettaglio, virtuosismi retorici, percorsi immaginifici, abbondanza e tracotanza dello stile: tutto questo è l'officina della letteratura potenziale.
    Questo è il genio, è colui che vede nella tenebre.
    Una confezione impeccabile, o quasi, che mette nelle nostre mani potenza e potenzialità della parola letteraria.
    Tutto è veramente possibile.
    Basterebbe scriverlo.
    L'esercizio di stile è e resterà la delizia della mia esistenza.
    E la mia croce.

    ha scritto il 

  • 5

    [Al terzo volume della Recherche ho deciso di prendermi una brevissima pausa.]

    Come per il serialismo più spinto è la forma che determina il contenuto di questo libercolo – in questo caso un diagramma ...continua

    [Al terzo volume della Recherche ho deciso di prendermi una brevissima pausa.]

    Come per il serialismo più spinto è la forma che determina il contenuto di questo libercolo – in questo caso un diagramma di flussi fornitogli da un amico matematico. E come per il serialismo più spinto, se da un punto di vista puramente intellettuale si giunge a distillati di purezza ed eleganza cristalline il cui ascolto può però rivelarsi faticoso e non appagante, così in letteratura operazioni del genere corrono il rischio di trascurare l’aspetto narrativo e farsi indigeste per lo stomaco del povero pubblico.

    Non è per fortuna il caso di Perec, che pur muovendosi nell’ambito di strutture combinatorie e/o limiti autoimposti di varia natura riesce sempre a regalarci dell’ottima letteratura e, talvolta, pure qualche capolavoro.

    Fatta questa doverosa premessa, atta a sconsigliare l’acquisto a chi non ama questo genere di artifici (e quindi i vari Queneau e Calvino, per dirne due) non mi resta che sottolineare come questo sia un libro divertentissimo. Divertentissimo come lo era il primo tragicomico Fantozzi, magari depurato di qualche gag particolarmente scatologica.

    (Parentesi: non so se ogni tanto vi capita di leggere qualcosa e la voce mentale che sentite durante la lettura non è la vostra. Ecco, per me "L'arte e la maniera" ha la voce di Giole Dix.)

    Come il nostro Fantozzi anche l’eroe del libello lavora (oserei dire vive) in una megaditta, ha la sua signorina Silvani nelle fattezze di M.elle Yolande, una gerarchia piramidale di capiufficio che lo opprimono e ad un certo punto anche il proprio personale Filini nei panni dell’anonimo ingegnere.

    Dopo tanti anni di onorato servizio al nostro eroe sembra giunto il momento di andare dal proprio superiore per reclamare il dovuto aumento e a questo punto delle due una: o il capoufficio c’è oppure non c’è. Per semplificare (perché bisogna sempre semplificare) diciamo che è più probabile che non ci sia, impegnato com’è a districarsi nel proprio personale calvario fatto di lische di pesce, uova marce e figlie con il morbillo.

    A quel punto, quasi la megaditta avesse un proprio sistema cardiocircolatorio, non resta che reimmettersi nel flusso e farsi un giro tra i tanti reparti che costitutisco la parte o il tutto di quel luogo di lavoro che il nostro eroe -come dire- non ama per tornare poi qualche ora, qualche giorno o qualche mese dopo al punto di partenza, davanti alla porta del capo, il quale delle due una o c’è o non c’è…

    ha scritto il