L'artista del coltello

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.4
(84)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8823514851 | Isbn-13: 9788823514850 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Jim Francis è un uomo felice e realizzato, dalla vita perfetta. Pittore e scultore di successo, vive con la giovane e ricca moglie Melanie e due splendide fglie in California, in una bellissima casa sul mare. Ma Jim Francis ha un passato oscuro, in cui aveva un'altra identità e dei valori molto diversi. Sotto l'autocontrollo assoluto di cui dà mostra apparente, si cela un folle sanguinario. Perché Jim Francis altri non è che Begbie di "Trainspotting". Quando Jim-Begbie viene a sapere che il fglio Sean (con cui non ha più rapporti da anni) è stato ucciso a Edimburgo, decide di tornare in Scozia, per vendicarsi. Intanto, in America, la dolce Melanie capisce che forse la redenzione del marito non è poi così reale e decide di raggiungerlo...
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  • 3

    in alcuni punti parecchio splatter.

    di sicuro il messaggio centrale è la difficoltà di redenzione, sopratutto se le ombre del passato tornano a bussare alla porta. Begbie deve tornare in Scozia e ritr ...continua

    in alcuni punti parecchio splatter.

    di sicuro il messaggio centrale è la difficoltà di redenzione, sopratutto se le ombre del passato tornano a bussare alla porta. Begbie deve tornare in Scozia e ritrova il suo mondo di malefatte e compagni di dubbia fama e moralità. Ha modo di riflettere anche sul suo inesistente rapporto oi figli d'oltreoceano e pensa che l'unico modo per evitare che la propria progenie segue le stesse orme non sia quella di riempirli di continui insegnamenti, ma quanto meno quello di iniziare a dare il buon esempio.

    ha scritto il 

  • 0

    Begbie è tornato: indubbiamente e indiscutibilmente. La scrittura di Welsh è inevitabilmente più matura rispetto al passato, meno ruvida, ma il marcio c’è e viene a galla. La natura di ciascuno non pu ...continua

    Begbie è tornato: indubbiamente e indiscutibilmente. La scrittura di Welsh è inevitabilmente più matura rispetto al passato, meno ruvida, ma il marcio c’è e viene a galla. La natura di ciascuno non può essere snaturata, se sei Franco Begbie non puoi diventare Jim Francis, punto.

    ha scritto il 

  • 3

    Franco...

    Appena son venuto a conoscenza di un romanzo intero basato sulla figura di Frank Begbie non ho potuto aspettare (come a volte faccio) una edizione economica ma mi sono precipitato in libreria.
    E, appe ...continua

    Appena son venuto a conoscenza di un romanzo intero basato sulla figura di Frank Begbie non ho potuto aspettare (come a volte faccio) una edizione economica ma mi sono precipitato in libreria.
    E, appena libero dal libro precedente, ho subito ficcato il naso tra le pagine di questo ultimo Welsh. Beh...io ho un occhio di riguardo verso questo Autore...poche (pochissime) cose non ho trovato all'altezza e questo non è tra quelli.
    Frank Begbie(Jim) uscito dal carcere ha cercato di recuperare quel che restava della sua vita...e l'ha fatto alla grande. Una nuova vita nell'assolata California...una moglie che ama...due bamboccine per le quali morirebbe...e una nuova attività da artista. Sembrerebbe una persona nuova ma dentro...negli inferi della sua mente...nel nocciolo duro della sua persona qualcosa del vecchio Frank rimane in attesa di uscire...e uscirà.
    Anche se non all'altezza di alcuni suoi altri lavori questo 'Artista del coltello' rimane un grande romanzo di Welsh...denso di violenza ma anche di rinascita, di introspezione psicologica (alla maniera di Welsh è chiaro). Un libro che gli amanti di questo Autore non potranno esimersi dal leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo dico con rammarico: no, non ci siamo. Il personaggio è tirato per i capelli e anche lo stile della scrittura, che in passato mi aveva conquistata, mi sembra molto meno scorrevole e vivace.

    ha scritto il 

  • 3

    Ritroviamo uno dei protagonisti dei Trainspotting, molto addomesticato rispetto al passato (così come è accaduto all'autore), ma comunque disposto ad abbandonarsi a qualche tuffo nelle antiche abitudi ...continua

    Ritroviamo uno dei protagonisti dei Trainspotting, molto addomesticato rispetto al passato (così come è accaduto all'autore), ma comunque disposto ad abbandonarsi a qualche tuffo nelle antiche abitudini. La penna dell'autore rimane abile, ma temo che i momenti più alti siano irrimediabilmente alle spalle.

    ha scritto il 

  • 4

    Irvine ci fa ritrovare uno dei suoi personaggi più sopra le righe ed estremi, un personaggio che sembra diverso rispetto a quello che avevamo conosciuto in passato! E anche girata l'ultima pagina rima ...continua

    Irvine ci fa ritrovare uno dei suoi personaggi più sopra le righe ed estremi, un personaggio che sembra diverso rispetto a quello che avevamo conosciuto in passato! E anche girata l'ultima pagina rimane il dubbio che una redenzione sia sempre possibile, anche per uno "spurgo di Leith"!

    ha scritto il 

  • 2

    L'insostenibile leggerezza di Franco Begbie

    C'è qualcosa di profondamente sbagliato in quest'ultima fatica di Welsh.
    Mi risulta anche difficile giudicarlo obiettivamente,al netto di tutte le illazioni commerciali
    e le implicazioni smaccatamente ...continua

    C'è qualcosa di profondamente sbagliato in quest'ultima fatica di Welsh.
    Mi risulta anche difficile giudicarlo obiettivamente,al netto di tutte le illazioni commerciali
    e le implicazioni smaccatamente fan service.

    Ultimamente, Welsh gigioneggia con scioltezza tra le sue creature più celebri e il suo modus è ormai rodato e funzionante.
    E' un buon libro?
    Si, ma con un mare di riserve.

    Qualcosa, drammaticamente, non va.

    La storia dello spurgo di corea che si redime, sarebbe potuto essere dell'ottimo materiale per un nuovo ciclo di personaggi e situazioni che avrebbero innescato una nuova era welshiana...

    Invece si è dovuto scomodare Francis Begbie, probabilmente il più iconico dei suoi parti, snaturandolo in ogni sua molecola.
    Non voglio dire che una redenzione del suddetto sia completamente fuori dal mondo, ma andava affrontata diversamente.

    La sua epifania è poco credibile e forzatissima, come ancor più stridente è la sua ritrovata cultura,
    che lo eleva addirittura a raffinato intenditore (e fruitore!) di svariato materiale artistico e letterario...

    Begbie?
    Ma stiamo scherzando?

    Nel corso della lettura (anche nell'ultima parte, dove gli eventi si fanno più violenti e inutilmente gore),non sono riuscito nemmeno per un momento a ritrovare il Franco che fu...
    Al posto del fumantino e scattoso rissaiolo che tutti conosciamo, c'è un Terminator imperturbabile e calcolatore che proprio non riesco a riconoscere.
    E sempre con maggior rammarico mi sono ritrovato a rimuginare, su che romanzo sarebbe potuto essere, con un personaggio inventato ex novo.

    Un'altra cosa che proprio non ho digerito è che Welsh non fa nessun accenno agli ultimi avvenimenti conosciuti:
    In Porno , avevamo lasciato il nostro su un letto di ospedale, mentre Sick Boy gli riversava la sua bile addosso...

    Cosa è successo dopo?
    Personalmente morivo dalla voglia di sapere gli sviluppi...

    La strizzatina d'occhio finale poi, invece che farmi piacere, mi ha indispettito per quanto inverosimile.

    2 stelle che valgono 5/10
    Qui si parla di lesa maestà, purtroppo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tre stelle e mezza.

    Allora, parto dal presupposto che Irvine Welsh è uno dei miei scrittori preferiti. L'ho scoperto intorno ai 16 anni con "Trainspotting" e mi si è aperto un mondo: prima di quel momento non sapevo che ...continua

    Allora, parto dal presupposto che Irvine Welsh è uno dei miei scrittori preferiti. L'ho scoperto intorno ai 16 anni con "Trainspotting" e mi si è aperto un mondo: prima di quel momento non sapevo che fosse possibile scrivere in questo modo, raccontare una storia in assoluta libertà e con il piacere intenso di raccontarla, con una padronanza di linguaggio da lasciare sbalorditi (sottolineo che l'ho sempre letto in italiano, quindi onore al merito anche ai suoi traduttori). Da quel momento Welsh mi ha conquistata e sono sua per la vita, su questo non si discute.
    Il mio personaggio preferito di "Trainspotting" è sempre stato Francis Begbie. Proprio lui, Franco, il più imprevedibile, il più psicopatico, il più disumano, se vogliamo. E così, quando ho saputo che Welsh aveva scritto il seguito delle sue avventure, mi sono procurata questo libro di corsa. E com'è andata?
    Beh, ritrovare il mio personaggio preferito della "saga" è stato un gran piacere. Quello che non mi aspettavo era trovarlo così cambiato. Attenzione, non dico che non è stata una bella sorpresa, ma c'erano momenti in cui proprio non lo riconoscevo, non riuscivo a "vederlo" chiaramente come lo vedevo in Trainspotting. Franco che si innamora a prima vista? Franco papà protettivo e affettuoso? Non l'ho mai immaginato così e ancora adesso, che il libro l'ho letto, non riesco a stabilire se la scelta di Welsh mi sia andata a genio oppure no. I capitoli finali però me li sono goduti sino in fondo; là sì che ho rivisto il vero Franco Begbie. Anche ritrovare alcune "vecchie glorie" dei capitoli precedenti è stato bello, nonostante un'assenza che per me ha pesato (senza dire di chi si tratta, personalmente ci sono rimasta un po' male per l'assenza di questo personaggio).
    Per questo motivo il mio voto è oltre la sufficienza, ma senza essere eccellente; direi comunque che "L'artista del Coltello" è un buon libro, godibile e scorrevole, ricco di episodi interessanti e succosi colpi di scena.
    E ovviamente continuerò a leggere tutto quello che Irvine Welsh avrà da raccontare, su questo non ci piove.

    ha scritto il 

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