L'assassinio di Roger Ackroyd

I grandi Gialli di Agatha Christie

Di

Editore: Hachette

4.2
(2998)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Spagnolo , Tedesco , Francese , Svedese , Ceco , Sloveno , Portoghese , Catalano , Olandese , Basco , Polacco , Ungherese

Isbn-10: A000016635 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Motta

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , CD audio , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Ristampa: 2004
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  • 5

    Dalla regina del giallo un libro perfetto nel suo genere

    Scrittura asciutta, un giusto equilibrio fra intreccio e ambientazione, alcuni personaggi secondari godibilissimi (Caroline Sheppard su tutti), una gradevole vena umoristica che diverte e non distogli ...continua

    Scrittura asciutta, un giusto equilibrio fra intreccio e ambientazione, alcuni personaggi secondari godibilissimi (Caroline Sheppard su tutti), una gradevole vena umoristica che diverte e non distoglie la curiosità del lettore per la soluzione dell'enigma, un finale sorprendente. Mi dispiace solo di non essere in grado di esercitare una amnesia selettiva volontaria per poterlo rileggere senza ricordare la prima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho commesso l'errore fatale di leggere per sbaglio la prima frase della postfazione nella quale, ovviamente, veniva rivelato l'assassino. Geniale! Nonostante tutto un bel giallo!

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico. Il capolavoro di Agatha Christie.

    Già letto 70 anni fa col titolo: Dalle nove alle dieci. Già allora mi impressionò talmente che ancora ne ricordavo la trama. L'ho ricomprato perché tratto in inganno dal diverso titolo ( peraltro l'o ...continua

    Già letto 70 anni fa col titolo: Dalle nove alle dieci. Già allora mi impressionò talmente che ancora ne ricordavo la trama. L'ho ricomprato perché tratto in inganno dal diverso titolo ( peraltro l'originale ). Confermo che è un giallo perfetto, anche se ormai lo stile è superato.

    ha scritto il 

  • 4

    Finale a sorpresa

    A King’s Cross, nella campagna inglese, il dottor Sheppard è chiamato a verificare la morte della signora Ferrars, una vedova benestante, x overdose di sonnifero. I pettegolezzi di paese dicono che la ...continua

    A King’s Cross, nella campagna inglese, il dottor Sheppard è chiamato a verificare la morte della signora Ferrars, una vedova benestante, x overdose di sonnifero. I pettegolezzi di paese dicono che la donna avesse una relazione con Roger Ackroyd, a sua volta vedovo e benestante. Una misteriosa telefonata avverte il medico che Ackroyd è stato ucciso, e, infatti, il suo cadavere giace nello studio trafitto da un pugnale. I primi sospetti cadono sul figliastro Ralph, che si è reso irreperibile, ma quando l’investigatore è Hercule Poirot, lo stravagante ometto che coltiva zucche, nulla è scontato. La storia è molto ingarbugliata, con una pletora di personaggi legati fra loro da rapporti di parentela o di lavoro, ciascuno con un movente e qualcosa da nascondere. E’ il classico delitto nella stanza chiusa, come in altri gialli di Agatha Christie, e anche qui la conclusione, x quanto improbabile, è a sorpresa. Lo stile è scorrevole, a tratti ironico, con una piacevole vena di humour britannico. Scritto nel 1926, è il terzo romanzo dedicato alle indagini dell’investigatore belga Hercule Poirot, e molto più avvincente dei precedenti dedicati ad altri personaggi troppo fantasiosi, “L’uomo vestito di marrone” e “Avversario segreto”. Nei libri di Agatha Christie non ci sono sangue e scene truculente: spesso la vittima è avvelenata, e in questo caso Poirot si accomoda con noncuranza sulla sedia su cui è stato pugnalato Ackroyd il giorno precedente. E’ un giallo al femminile, leggero e frizzante, in cui non mancano annotazioni di costume sulla pettegola provincia inglese e argute caratterizzazioni dei personaggi. Non amo i gialli troppo intricati perché poco probabili, ma Agatha Christie non cerca la verosimiglianza, vuole intrattenere e sorprendere, e, dopo quasi cento anni, rimane un’icona della letteratura poliziesca.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è da dire che questo libro ho iniziato a leggerlo con la consapevolezza che mi avrebbe sorpreso, quindi alla fine l'effetto sorpresa fortissimo non l'ho ottenuto. E c'è da dire anche che se metti il ...continua

    C'è da dire che questo libro ho iniziato a leggerlo con la consapevolezza che mi avrebbe sorpreso, quindi alla fine l'effetto sorpresa fortissimo non l'ho ottenuto. E c'è da dire anche che se metti il nome dell'assassino nella prima riga della postfazione, caro Sciascia, sarai odiato per il resto dei tuoi giorni per lo spoiler gigantesco. Comunque questo è un giallo come si deve, di quelli classici che fanno pensare subito al divano della nonna, a guardare insieme qualche nuovo caso investigativo. Ammetto di aver letto poco della Christie, ma credo che sia una donna piena di originalità e idee... In questa avventura sicuramente la tensione non viene mai a calare; se siete dei lettori attenti forse verso metà racconto riuscirete a cogliere qualcosa che vi farà intuire chi è l'assassino, ma fino all'ultimo rimarrete all'oscuro di dettagli cruciali passati come dettagli insignificanti. L'autrice è stata maestra nel portare il lettore dove voleva lei, giocando con le nostre "celluline grigie" con estrema maestria. Insomma, se amate i gialli, leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    Bum!

    Il colpo di scena finale... è davvero un colpo di scena finale! Col botto! Uno stravolgimento delle premesse a cui siamo abituati nella lettura dei romanzi gialli. Forse il miglior romanzo di "zia Aga ...continua

    Il colpo di scena finale... è davvero un colpo di scena finale! Col botto! Uno stravolgimento delle premesse a cui siamo abituati nella lettura dei romanzi gialli. Forse il miglior romanzo di "zia Agatha". Assolutamente da leggere. Nota: l'espediente dell'assassino è (forse) ripreso dal romanzo di V. Dine "La canarina assassinata".

    ha scritto il 

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