L'assassino

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 575)

3.9
(499)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845926028 | Isbn-13: 9788845926020 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Raffaella Fontana

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace L'assassino?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il primo martedì di gennaio – le strade sono coperte di neve, e sui canali si è formato uno strato di ghiaccio – il dottor Hans Kuperus lascia Sneek, il paesino della Frisia in cui vive, e si reca ad Am­sterdam, come tutti i primi martedì del mese. Questa volta, però, non partecipa alla riunione dell'Associazione di Biologia, né trascorre la notte dalla cognata. Compra una pistola, invece, se la mette in tasca, riprende il treno, poi il traghetto che attraversa lo Zuidersee, poi un altro treno. E quando, prima di arrivare a Sneek, il convoglio rallenta e si ferma, il dottor Kuperus agisce quasi senza riflettere: scende e si avvia, camminando nella neve, tra le ombre della notte, verso il bungalow in riva al lago dove (come ha appreso da una lettera anonima pervenutagli un anno prima) troverà la moglie in compagnia del suo amante. Tutto avviene molto rapidamente: quando i due escono, Kuperus li uccide e ne getta i corpi nel lago. Dopodiché, come ogni sera, va all'Onder de Linden, il caffè dove si riuniscono i membri dell'Accade­mia del Biliardo. Di quella prestigiosa istituzione, che accoglie tutti i notabili del luogo, Kuperus sogna da tempo, invano, di essere eletto presidente: ora però potrebbe riuscirci, perché il presidente in carica (il conte Schutter, l'uomo più ricco del paese, quello che ha la casa più bella, la barca più bella, le donne più belle, anche quelle sposate) giace in fondo al lago, decisamente morto. A casa, dopo, Hans Kuperus farà una cosa sulla quale aveva a lungo fantasticato senza mai osare metterla in atto: si porterà a letto Neel, la florida, soda, rosea domestica. Così comincia questo romanzo, in cui Simenon segue con impeccabile sicurezza la discesa nell’a­bisso di uno dei suoi eroi più tipici: uno di quelli che osano «passare la linea» – e ne pagano il prezzo.
Ordina per
  • 3

    Simenon aggiunge qui un tassello alla sua ossessione nei confronti delle donne. Il protagonista è un medico ordinario, che scopre di essere tradito e prende una decisione alquanto estrema, forse più p ...continua

    Simenon aggiunge qui un tassello alla sua ossessione nei confronti delle donne. Il protagonista è un medico ordinario, che scopre di essere tradito e prende una decisione alquanto estrema, forse più per essere finalmente fuori dall'ordinario che per vera vendetta nei confronti della moglie. Uscire dagli schemi è stata una decisione sua veramente? E saprà sostenerla fino in fondo? Antipatico questo dottore olandese, non si riesce ad entrare in empatia con lui e le sue scelte, men che meno con la domestica Neel. Intorno, un'alquanto odiosa provincia, che pare essere uguale in tutto il mondo, governata unicamente dal presunto e dal sentito dire. Chiedete al droghiere chi è l'assassino, lui di certo lo saprà.

    ha scritto il 

  • 0

    Simile per certi versi a L’uomo che guardava passare i treni: il protagonista è borghese, ha sempre rispettato ogni modo di vivere e convenzione della sua cittadina come se fossero necessarie, perfino ...continua

    Simile per certi versi a L’uomo che guardava passare i treni: il protagonista è borghese, ha sempre rispettato ogni modo di vivere e convenzione della sua cittadina come se fossero necessarie, perfino le più ridicole sull’arredamento della casa, ha lavorato molto ed è un normale brav’uomo, ma all’improvviso c’è un evento scatenante che innesca una forte delusione nei confronti della propria vita quotidiana, uno sguardo straniante nei confronti del proprio piccolo mondo; da qui poi la situazione evolve nella tragedia.
    In questo romanzo c’è anche qualcos’altro: il racconto di come quella cittadina non sia minimamente interessata alla giustizia, ma soltanto a non dover vedere mai più le tracce del dramma, non dover ricordare il percorso che ha portato uno di loro a pensare di vivere in maniera diversa da quella accettata dalle loro tacite convinzioni e a stravolgere le loro vite tranquille.

    ha scritto il 

  • 2

    E' il terzo libro consecutivo che ho letto di Simenon e, dei tre, è quello che mi è piaciuto meno. In particolare il finale, manca il colpo a effetto, secondo me è un po' un romanzo incompiuto. ...continua

    E' il terzo libro consecutivo che ho letto di Simenon e, dei tre, è quello che mi è piaciuto meno. In particolare il finale, manca il colpo a effetto, secondo me è un po' un romanzo incompiuto.

    ha scritto il 

  • 2

    Non tra i migliori di Simenon

    vedo che è stato scritto nel 1935, quindi si può accettare che lo scrittore non abbia ancora raggiunto i suoi massimi livelli. Si vede Simenon nell'ossessione che progressivamente pervade il protagoni ...continua

    vedo che è stato scritto nel 1935, quindi si può accettare che lo scrittore non abbia ancora raggiunto i suoi massimi livelli. Si vede Simenon nell'ossessione che progressivamente pervade il protagonista, ma manca tensione nel romanzo e la fine è in diminuendo. Due stelline perchè è Simenon; per un altro sarebbero state tre.

    ha scritto il 

  • 3

    Cupo e melanconico, come ogni romanzo di Simenon, imbriglia il protagonista in un susseguirsi di azioni che non lasciano spazio né a un'evoluzione né a un'involuzione della psicologia dello stesso. Pi ...continua

    Cupo e melanconico, come ogni romanzo di Simenon, imbriglia il protagonista in un susseguirsi di azioni che non lasciano spazio né a un'evoluzione né a un'involuzione della psicologia dello stesso. Piuttosto deludente, sebbene il senso di oppressione sia molto ben descritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Arrivata all'ultima frase della pagina, proprio alla fine fine della pagina, puntini sospensivi compresi... giro lentamente e mi accorgo che quella non era solo la fine della pagina, ma la fine del li ...continua

    Arrivata all'ultima frase della pagina, proprio alla fine fine della pagina, puntini sospensivi compresi... giro lentamente e mi accorgo che quella non era solo la fine della pagina, ma la fine del libro. Subito rabbia. Ma giusto un istante. E un sorriso. Posso alzarmi e andare a lavorare. Far ripartire il tempo. Incastrarmi ancora nella trama fitta delle giornate tutte uguali. Un pensiero appena: finale perfetto!

    ha scritto il 

  • 4

    Prima poi, forse, incomincerò a leggere Maigret ma per ora sono sicura di non avere delusioni quando inizio un libro di Simenon non-Maigret.
    L'atmosfera è abitualmente cupa ma, quasi per contrapposizi ...continua

    Prima poi, forse, incomincerò a leggere Maigret ma per ora sono sicura di non avere delusioni quando inizio un libro di Simenon non-Maigret.
    L'atmosfera è abitualmente cupa ma, quasi per contrapposizione, l'oscurità non è quello che ti lascia dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un benestante borghese, in una tranquilla città di provincia, uccide la moglie e il suo amante. La sua condotta e il motivo si scoprono leggendo le pagine che narrano di un uomo che scavalca l'ordinar ...continua

    Un benestante borghese, in una tranquilla città di provincia, uccide la moglie e il suo amante. La sua condotta e il motivo si scoprono leggendo le pagine che narrano di un uomo che scavalca l'ordinario e le consuetudini come se giocasse su un tavolo da gioco, come se fosse un gioco d'azzardo incurante delle conseguenze (o forse no..). Il solito bel Simenon che descrive l'aspetto intimo e normale dell'uomo, ipocrita o malvagio, sciocco od opportunista legando il lettore fin dalla prima pagina. Trama scorrevole che non perde di intensità e coinvolgimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Adoro i personaggi che escono dalla penna di Simenon.
    Uomini che a un certo istante della loro vita superano la fatidica linea che delimita l'ordinario dalla follia.
    Perché poi questi uomini sicuri so ...continua

    Adoro i personaggi che escono dalla penna di Simenon.
    Uomini che a un certo istante della loro vita superano la fatidica linea che delimita l'ordinario dalla follia.
    Perché poi questi uomini sicuri solamente all'interno di contesti protetti e rassicuranti, non sono mai in grado di governare gli imprevisti e l'irrazionalità, e finiscono per essere travolti, e pagare prezzi altissimi per l'aver osato.
    La spirale di follia in cui entra il protagonista di quest'opera è sviluppata in maniera magistrale, finché il lettore non arriva a provare pietà e sperare che qualche evento freni la rovinosa discesa.
    Purtroppo il cerchio non si chiude del tutto, e Simenon ci lascia un po' interdetti, in attesa di una morale, di una logica, di un ritorno ad uno status quo possibile. Sembra quasi che l'autore verso la fine abbia lasciato proseguire la vicenda per inerzia, in maniera quasi un po' pigra.

    ha scritto il 

  • 0

    Federico Nansen

    Commento un libro a caso di Simenon tra i 23 che sono nella mia libreria per dire questo.
    Mi sono recentemente chiesto perchè non mi è più tornata la voglia di leggere il mio narratore preferito, il c ...continua

    Commento un libro a caso di Simenon tra i 23 che sono nella mia libreria per dire questo.
    Mi sono recentemente chiesto perchè non mi è più tornata la voglia di leggere il mio narratore preferito, il caro vecchio Georges.
    La risposta è che in questo periodo non ho voglia di passeggiare nel solito bosco.
    So perfettamente quanto sia bravo, intrigante, interessante e profondo Simenon. Ecco, appunto, lo so molto bene, forse troppo ! Lo so così bene che la sua bravura non mi meraviglia più.
    E allora, piuttosto che tornare in quel bellissimo bosco, preferisco avventurarmi in posti nuovi esplorando autori meno noti che spesso mi deludono, ma che a volte, pur raramente, mi portano lì dove volevo.
    Dalla meraviglia.

    ha scritto il 

Ordina per