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L'assassino cieco

Di

Editore: TEA

4.1
(101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 551 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Ceco

Isbn-10: 8850204817 | Isbn-13: 9788850204816 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Belletti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l'auto giù da un ponte." Sono queste le prime parole, semplici ma inquietanti, con cui Iris Chase, la voce narrante del romanzo, decide, a ottantadue anni, di raccontare le tormentate vicende della sua famiglia nell'arco di quasi un secolo. Ma sin dall'inizio il racconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro romanzo, una scabrosa storia d'amore scritta dalla sorella tragicamente morta e pubblicata postuma con enorme successo: "L'assassino cieco". Il protagonista del romanzo, un uomo in fuga, inventa per la sua amante una storia di fantascienza su un pianeta inverosimile, dando così vita a un terzo livello narrativo.
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  • 4

    Da ieri sono alla ricerca di parole non banali per recensire questo libro. Ma il vero problema non sono le parole, ma è la sensazione di non averlo capito. Provo quindi a mettere in fila sensazioni sp ...continua

    Da ieri sono alla ricerca di parole non banali per recensire questo libro. Ma il vero problema non sono le parole, ma è la sensazione di non averlo capito. Provo quindi a mettere in fila sensazioni sparse…
    Scrittura magistrale, se anziché 628 le pagine fossero state duemila avrei continuato a leggere con piacere. Iris, anziana voce narrante nei capitoli in prima persona, risalta con uno spessore non comune, è viva, è pulsante, trasmette l’indomita energia di una donna che al culmine della propria vita vuole fare i conti con il proprio passato, con se stessa, e vuole lasciare i conti in ordine con una nipote che non abbiamo nemmeno idea se abbia mai conosciuta. Iris vede il mondo con gli occhi di chi ha già vissuto ma vive con attesa le stagioni, vede le cose cambiare, si permette di osservare ciò che accade con il distacco delle persone anziane. Sono forse i momenti più belli e delicati del libro, quando per esempio descrive la preparazione del vecchio tavolo su cui vorrà scrivere i suoi ricordi.
    Poi c’è tutto il resto. Che sarebbe la storia, e la storia nella storia, e la storia raccontata dai personaggi nella storia. Tutto questo non mi ha convinto. Troppo non detto, troppo lasciato all’immaginazione, troppi misteri rimasti aperti, troppe storie non chiarite. Forse, semplicemente, troppa verità: perché nella vita reale non sappiamo mai veramente cosa accadde a chi ci sta vicino; intuiamo, conosciamo alcuni dettagli, ricostruiamo, ma i veri contorni del dramma non sono mai conosciuti. Forse nella vita reale accade questo, ma in un romanzo vogliamo sapere, vogliamo capire, vogliamo godere dei nostri privilegi di lettore, vogliamo stare fuori e vedere tutto. Qui non accade. Anche quando tutto sembra spiegato, in realtà conosciamo poco, ci manca il quadro d’insieme, abbiamo solo la foto di un momento, e questa foto è abbagliante e non ci permette veramente di comprendere.
    Sintesi: spiazzante, controverso, non convenzionale e difficile da digerire; al contempo molto denso, caldo, vero, come l’abbraccio di una persona rude ma che sicuramente ti ama.

    ha scritto il 

  • 5

    Iris Chase è una donna canadese ormai ottantenne. Attraverso i suoi ricordi ci conduce per mano per tutto il ‘900 e ci racconta la complessa e ricca storia di tutta la sua famiglia.

    Molti sono, pertan ...continua

    Iris Chase è una donna canadese ormai ottantenne. Attraverso i suoi ricordi ci conduce per mano per tutto il ‘900 e ci racconta la complessa e ricca storia di tutta la sua famiglia.

    Molti sono, pertanto, i personaggi che popolano questo romanzo: si parla dell’elegante nonna, del nonno che ha creato la fabbrica di bottoni e reso benestante la famiglia, del papà di Iris distrutto dall’esperienza della guerra e non in grado di raccogliere l’eredità “lavorativa” del genitore, della mamma morta a causa di un’infezione dopo un aborto, ma soprattutto si parla di Laura, Richard e Winifred.

    Laura è la sorella minore di Iris, morta dopo essersi lanciata da un ponte dentro un’auto in corsa e diventata famosa dopo la sua morte grazie ad una pubblicazione di un romanzo postumo.

    Richard è il marito di Iris che lei ha sposato per salvare la fabbrica, ma che ha sempre odiato.

    E infine Winifred è l’odiosa, altezzosa e presuntuosa cognata che dirige la vita di Iris, Richard e anche quella di Laura.

    Soltanto al termine della storia, si conosceranno tutti i segreti di questa famiglia, che non sono affatto pochi!
    Questo libro non mi ha conquistata da subito. All’inizio non si capisce granchè, si parla della morte di Laura, per poi leggere di due amanti che parlano di vicende ambientati in mondi paralleli. Il tutto misto ad articoli di giornale che narrano di vicende di personaggi ancora nemmeno nominati dal romanzo!

    Ad un certo punto vien da chiedersi “Ma cos’è?”

    Poi pian piano si entra nella storia, si capisce che oltre alla saga familiare, c’è la narrazione della vita dell’ormai anziana Iris e, in parallelo, stralci del romanzo postumo di Laura da cui, forse, c’è da attendersi qualche sorpresa.

    Insomma la Atwood, di cui non avevo mai letto niente, è dotata di una estrema abilità narrativa, poichè riesce a portare avanti contemporaneamente storie diverse che si incrociano tra loro e che si ricongiungono alla fine del romanzo per districare tutti i nodi che sono disseminati in questo filo che lega il primo e l’ultimo capitolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Cla-mo-ro-so.
    Seguite il labiale: cla-mo-ro-so. E’ ormai qualche mese che mi sto domandando come abbia fatto a sfuggirmi la Atwood in anni di frequentazione (almeno) settimanale di libri, quotidiana d ...continua

    Cla-mo-ro-so.
    Seguite il labiale: cla-mo-ro-so. E’ ormai qualche mese che mi sto domandando come abbia fatto a sfuggirmi la Atwood in anni di frequentazione (almeno) settimanale di libri, quotidiana di siti specializzati, praticamente oraria di mail e newsletter. Ci sono – infine – arrivato con la celeberrima lista dei 1001 libri da leggere, un elenco che avrà un gran numero di lacune ma a cui, fosse solo anche per questo, mi tocca essere riconoscente.
    Curiosamente, “L’assassino cieco”, romanzo che ho trovato il più completo e narrativamente interessante fra quelli letti finora, non è nella lista. Mi è venuta in soccorso Dannyella, che ha una delle librerie più interessanti di Anobii. Ecco, grazie.

    “Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l’auto giù da un ponte”.

    Non male come incipit, vero? Diciassette parole che definiscono tre elementi essenziali del romanzo: la voce narrante è quella di Iris, anziana ultima esponente di famiglia di industriali canadesi che ha ormai perso ogni prestigio sociale e ogni ricchezza. Nella solitudine della sua vecchiaia Iris racconta la sua vita in una sorta di memoriale che ha un destinatario preciso: Sabrina, la giovane nipote, dalla quale è stata allontanata e alla quale è stata raccontata una versione lontana dalla verità.

    Ma nelle diciassette parole che danno il via al romanzo c’è anche tutta la vita di Laura, sorella di Iris, personaggio memorabile di quelli che ti prendono il cuore fra le dita e lo stringono forte: scrittrice che ha lasciato il segno con un romanzo (“L’assassino cieco”, appunto) che narra le vicende di una coppia di amanti (con tanto di ulteriore metaromanzo all’interno), Laura emerge prepotentemente. E’ prima bambina e poi ragazza complessa, sempre in attesa di “qualcosa che si avvicinava senza far rumore, come un treno fatto di vento”, una figura che componi un pezzettino alla volta come in un puzzle di cui non possiedi il disegno originale.

    Intraprendi una lunga e disperata discesa verso il finale – bellissimo – e chiudi l’ultima pagina, senza che i diversi piani narrativi abbiano creato un minimo dislivello nel lettore. Quasi un miracolo.

    Semplicemente, da non perdere. Da leggere. Oh, subito!

    --- da http://www.masedomani.com/2015/03/16/recensione-romanzo-lassassino-cieco-di-margaret-atwood ---

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro della Atwood, voto 10

    Premessa: non è un libro facile, non è un libro per chi ne legge uno all’anno. Siamo nel complesso ambito della letteratura contemporanea, letteratura vera intendo dire, dove la storia narrata (la fic ...continua

    Premessa: non è un libro facile, non è un libro per chi ne legge uno all’anno. Siamo nel complesso ambito della letteratura contemporanea, letteratura vera intendo dire, dove la storia narrata (la fiction, se volete chiamarla con un termine di moda) c’è, eccome, forte e intensa, ma c’è anche altro, c’è un modo di narrare, un mondo intero e si dipanano insieme alle vicende dei protagonisti.
    A dire il vero qui le storie, quindi i romanzi, sono tre.
    C’è il romanzo di Iris, che narra in prima persona una parte della storia familiare. Siamo alle soglie del nuovo millennio, Iris ha 82 anni e con lei torniamo indietro negli anni Venti. Davanti a noi si dipana un mondo scomparso e un luogo, il Canada, di cui sappiamo poco o nulla. Molti sono gli eventi, privati e sociali, che sconvolgono vite apparentemente tranquille. Pagine intense, intrise di dolore e di stupore, viste con occhi delle due bambini, Iris e l’amatissima sorellina Laura. Bambine che poi crescono, diventano ragazze e poi giovani donne. Laura di fermerà lì, morendo dieci giorni dopo la fine della guerra (evento che Iris narra alla prima riga del romanzo, per cui non rivelo nulla.) Laura lascia qualcosa, però, un romanzo che la sorella dà alle stampe e che fa scandalo e sensazione. Iris e Laura sono i due tipi di donne dell’epoca, agli antipodi: Iris passiva, colei che accetta le convenzioni e il destino. Laura diversa, capace di combattere, e quindi perseguitata. O almeno questo e ciò che sembra, in un gioco di verità e menzogne che si svela a poco a poco a chi legge.
    La seconda storia è il romanzo di Laura, la storia di due amanti, in cui si narra di un uomo e una donna che si incontrano clandestinamente, in luoghi sempre diversi, lei che si sottrae a una famiglia, così si intuisce, lui ricercato dalla polizia, e anche questo si intuisce. I loro dialoghi sono essenziali e al tempo stesso profondi, dialoghi al presente e sul presente, perché altro non hanno. Non possono incontrarsi in questa realtà, né mai potranno, ed ecco che a rappresentare questa impossibilità c’è il terzo romanzo, quello che Lui racconta a Lei. Un romanzo di fantascienza, su un pianeta inesistente, protagonista l’assassino cieco del titolo. Un romanzo che si snoda non in capitoli suoi dedicati ma in quelli dei due amanti, sotto forma di racconto orale, spesso interrotto da lei che fa domande, e lui che spiega.
    È uno di quei libri che, quando li finisci, ti mancano. Perché, appunto, costruisce un mondo, un ecosistema, mi verrebbe da definirlo, in cui ti cali a vivere ogni volta che riapri le pagine.
    Inutile dire che la scrittura della Atwood è straordinaria: raccontando tre storie intersecate, devi per forza avere una capacità sopra la norma. Infatti Iris scrive con toni di sommessa malinconia, mentre i capitoli dei due amanti sono esseziali e quasi pragmatici. La storia di fantascienza ha toni brutali, pulp addirittura. Come se non bastasse, la Atwood scrive anche finti articoli di giornale, inserendoli qua e là tra i capitoli per aprire squarci oggettivi sulla società canadese dell’epoca. Anche questo, un colpo da maestra.
    Che dire, alla fine? Complesso e stupendo. Solo per lettori esperti, disposti a lasciarsi prendere e portare via da un romanzo molto diverso da quelli a cui siamo abituati.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellisimo romanzo coinvolgente ed appassionante. Le prime pagine sono un tantino dure da affrontare, ma superato lo scoglio ci si ritrova in mezzo ad un sacco di interrogativi inquietanti e ad una ...continua

    Un bellisimo romanzo coinvolgente ed appassionante. Le prime pagine sono un tantino dure da affrontare, ma superato lo scoglio ci si ritrova in mezzo ad un sacco di interrogativi inquietanti e ad una inganno dietro l'altro.
    Molto ben congeniato.

    ha scritto il 

  • 4

    Margaret Atwood “L'assassino cieco”:
    “Venghino siori venghino! Guardate questo libro! Al modico prezzo di uno non ve ne do uno, non ve ne do due, non ve ne do tre ...”
    Con il sorriso sognante e diver ...continua

    Margaret Atwood “L'assassino cieco”:
    “Venghino siori venghino! Guardate questo libro! Al modico prezzo di uno non ve ne do uno, non ve ne do due, non ve ne do tre ...”
    Con il sorriso sognante e divertito ti ritrovi bambino, la antica fiera paesana, l'imbonitore che con voce usurata promette miracoli, tanti occhi che lo guardano, tanti corpi che spingono, le mani lanciate per aria con le banconote pronte per acquistare quella meraviglia.
    Ma il grande venditore di sogni e di storie questa volta è serio, e se fossi in voi lo ascolterei.
    Beh, in realtà il libro è uno, ma …
    Provate a leggerlo allora, fidatevi.
    Una bella scoperta. Un incipit spiazzante, una narrazione composta da narrazioni, un diario, un libro di fantascienza, una storia d'amore, che, ognuna per la sua strada, convergono verso un finale che vorresti non raggiungere mai. Una protagonista apparentemente cinica e disillusa dalla vita che si racconta con coraggio, senza filtro alcuno, che prova tenacemente a tenere nascosto il bisogno e la necessità di amare. Un romanzo sull'amore negato, che nonostante le contingenze della vita, riesce comunque a sopravvivere e a far sperare.
    Per certi versi la figura della protagonista, Iris, mi ha ricordato un altro grande personaggio, quello Stoner che tutti, o quasi, conosciamo. La stessa apparente insignificanza, la mancanza di una reazione a comportamenti inacettabili, tutte cose che alla fine si risolvono in vittorie.
    Povera Iris, verrebbe da dire, ma io, se fossi in voi, non lo direi … O no?

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura volò giù da un ponte con un’automobile. Il ponte era in riparazione......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/a/lassassino-cieco-mar ...continua

    Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura volò giù da un ponte con un’automobile. Il ponte era in riparazione......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/a/lassassino-cieco-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 5

    Tre romanzi in uno, con un bel colpo di scena finale. Intreccio fitto ed impeccabile a un tempo, incide e taglia come una lama. Non lasciatevi ingannare dalla copertina vagamente stucchevole, in quant ...continua

    Tre romanzi in uno, con un bel colpo di scena finale. Intreccio fitto ed impeccabile a un tempo, incide e taglia come una lama. Non lasciatevi ingannare dalla copertina vagamente stucchevole, in quanto si tratta di una citazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma sono io??

    Ultimamente mi chiedo se io come lettrice non sia troppo "distaccata". Leggo romanzi le cui recensioni sono entusiastiche e, al termine della lettura, mi chiedo da dove provenga tanto entusiasmo. Anch ...continua

    Ultimamente mi chiedo se io come lettrice non sia troppo "distaccata". Leggo romanzi le cui recensioni sono entusiastiche e, al termine della lettura, mi chiedo da dove provenga tanto entusiasmo. Anche per questo romanzo mi è successa questa cosa. Sono in tanti a dire che si tratta di un libro favoloso e non si risparmiano le lodi nei confronti della Atwood. Ok, l'assassino cieco non mi è dispiaciuto, anzi la storia è carina, ma niente di eccezionale. Penso che tra qualche settimana non me ne ricorderò più.

    ha scritto il 

  • 5

    È un libro che mi ha colpito in maniera molto particolare. È il primo di quest'autrice che leggo che non sia principalmente di genere fantascientifico/distopico, anche se il tema ritorna come elemento ...continua

    È un libro che mi ha colpito in maniera molto particolare. È il primo di quest'autrice che leggo che non sia principalmente di genere fantascientifico/distopico, anche se il tema ritorna come elemento collaterale, come bozza di romanzo nel romanzo nel romanzo. Ho apprezzato tantissimo la costruzione di questa storia, amo i romanzi che mescolano più stili ed elementi "bibliografici" come gli articoli di giornale, che servono a dare un senso di realtà in questo caso e a mettere dei punti fermi nella narrazione di Iris, protagonista ormai anziana che sentendosi vicina alla morte decide di svelare tutti i segreti della sua vita e di quella di sua sorella Laura, acclamata scrittrice, in un diario destinato a una nipote perduta nella speranza di poterle donare un nuovo inizio. Un altro inizio, citando il titolo di un altro romanzo della Atwood. E dietro c'è una storia di un mondo femminile che ringrazio ogni giorno di non aver dovuto conoscere, un matrimonio gabbia, una libertà di movimento pressoché inesistente, lettere sottratte, segreti... Sconvolge la assoluta, cieca e stupida lealtà di Winifred, la sua crudeltà. A molte donne piace pensare il genere femminile come una grande unica sorellanza unita, mala verità è che sappiamo essere delle creature abbiette per amore di un uomo, soprattutto con le altre donne con cui dobbiamo condividerlo.

    Mi piace come si sveli la verità un po' alla volta, sul romanzo, sulla relazione che vi è descritta, sulla paternità (se si può usare il termine) dell'opera stessa. Conferma una vola di più la grandezza della Atwood come narratrice. Bellissimo.

    ha scritto il