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L'autunno del Medioevo

Di

Editore: Sansoni

4.0
(322)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 519 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: A000033214 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bernardo Jasink

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: History , Political , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    Graficamente scoraggiante ma stupendo

    Se si riesce a vincere lo scoramento che prende quando si apre il libro e ci si trova la pagina zeppa di citazioni in corsivo in latino e francese antico, allora lo si apprezzerà pienamente; e si ...continua

    Se si riesce a vincere lo scoramento che prende quando si apre il libro e ci si trova la pagina zeppa di citazioni in corsivo in latino e francese antico, allora lo si apprezzerà pienamente; e si godrà appieno la prosa poetica di Huizinga.

    ha scritto il 

  • 4

    Le frecce di Filottete

    Incredibile Huizinga. Ironico... discutibile. Un medioevo raccontato tra crudeltà della vita reale- " una vita senza volto"- ed il gioco dei tornei, della letteratura e dell'arte. Non cede questo ...continua

    Incredibile Huizinga. Ironico... discutibile. Un medioevo raccontato tra crudeltà della vita reale- " una vita senza volto"- ed il gioco dei tornei, della letteratura e dell'arte. Non cede questo tardo medioevo allo spirito del nuovo, del Rinascimento. Ma che vuoi farci, sembra che dica al Burckhardt, "nascita e morte si corrispondono"! Il Burckhard che trova nel XV secolo i presupposti del Rinascimento di contro allo Huizinga che li intorbidisce. La prima edizione di questo ponderoso saggio, nato su un terreno polemico, è del 1919. Gran parte delle metodologie son superate. Le sue fonti sono spesso circoscritte e falsificate e le conclusioni sono sfocate. Ciò che illustra sono "forme", anzi "regole artificiali di mondi a sé, cinti e consacrati". E questo è il suo limite. Però quel suo sottolineare che il mondo è troppo difficile e crudele e deve essere "abbellito" mi sembra un bel modo di giocare perché "giocattolo uscito dalle mani di Dio è l'uomo, ripete Huizinga con Platone (...), e che deve passare la vita giuocando il gioco più bello"! Ed il compromesso che fa lo storico della mentalità, ovvero:"Lo storico deve mantenere un punto di vista indeterministico di fronte al suo oggetto.[...]Se lo storico parla di Salamina, allora è ancora possibile che i Persiani vincano".

    ha scritto il 

  • 2

    La tesi del libro e' stata ai tempi rivoluzionaria ed e' successivamente entrata nella nostra percezione condivisa. Purtroppo, nonostante la portata dell'autore, ho trovato che il saggio sia troppo ...continua

    La tesi del libro e' stata ai tempi rivoluzionaria ed e' successivamente entrata nella nostra percezione condivisa. Purtroppo, nonostante la portata dell'autore, ho trovato che il saggio sia troppo appesantito dalle innumerevoli citazioni e che la traduzione (o l'edizione) non sia accurata e scorrevole. In certi punti il libro e' affascinante, anche per la ricchezza dei dettagli e l'intimità dell'autore con i tempi e i fatti di cui narra, ma in certi punti ho avuto la tentazione di saltare i continui rinvii ai testi dell'epoca, certamente indispensabili per sostenere una nuova teoria di studio ma troppo ripetitivi per una narrazione storica di divulgazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinante e ben scritto, questo saggio illustra la variopinta fine del Medioevo: una società complessa e presa in un gioco di raffinatezze al fine di mascherare la propria angoscia. Il saggio ...continua

    Affascinante e ben scritto, questo saggio illustra la variopinta fine del Medioevo: una società complessa e presa in un gioco di raffinatezze al fine di mascherare la propria angoscia. Il saggio comunque, come nota Eugenio Garin, manca di approfondimento; i capitoli sull'arte sono però davvero belli...forse un po' prolissi.

    ha scritto il 

  • 3

    A tratti mi è piaciuto molto, spesso però ho fatto molto fatica a capire : se non avete già una buona conoscenza del periodo evitatelo.

    Aggiungo : la conoscenza del latino e del francese è spesso ...continua

    A tratti mi è piaciuto molto, spesso però ho fatto molto fatica a capire : se non avete già una buona conoscenza del periodo evitatelo.

    Aggiungo : la conoscenza del latino e del francese è spesso necessaria.

    ha scritto il 

  • 5

    feedback sul testo e SULLA SCANDALOSA EDIZIONE acquistata!

    Il libro è sublime. Sublime sì, non saprei in che altra maniera descriverlo. Forse un po' pesante sul finale, sulle considerazioni prettamente artistiche, ma nel complesso un libro perfetto. ...continua

    Il libro è sublime. Sublime sì, non saprei in che altra maniera descriverlo. Forse un po' pesante sul finale, sulle considerazioni prettamente artistiche, ma nel complesso un libro perfetto. Perfetto perché si colloca temporalmente a metà tra medioevo e età moderna sfumandone i contenuti. Il soggetto del libro è il ducato di Borgogna e l'Italia viene tenuta come semplice punto di riferimento (inarrivabile ma superato... sì, ho percepito una non poco velata partigianeria).

    nota dolente il testo è del 1919. Huzinga era un erudito che scriveva per eruditi. Egli presumeva che i suoi lettori conoscessero francese, latino, tedesco e italiano, quindi ha citato senza riportare in nota. La BUR non ha voluto rompere la magia e ha preferito non inserire traduzione alcuna, quindi la lettura viene DRAMMATICAMENTE COMPROMESSA. Sì, alcune traduzioni per il francese antico ci sono, ma nel complesso, l'apparato di note (quelle originali di Huzinga erano poche per sua stessa ammissione) è inesistente. Inoltre... il libro mi si è sfaldato tra le mani. Acquistato nuovo, la colla se ne è andata e mi sono trovato il libro fascicolato.

    Insomma lo consiglio, ma trovatevi una edizione migliore!

    ha scritto il